Archivio della Categoria 'Flash News'

Caffè River: con il solare risparmierà 10 tonnellate di petrolio l’anno

Caffè River di Arezzo sta ultimando uno tra i più grandi impianti fotovoltaici installati su un tetto in Italia. La solar farm sarà terminata tra un mese e ricoprirà una superficie di 1000 metri quadrati di tetto con 175 pannelli fotovoltaici che genereranno energia elettrica per più di 37 kWp. La realizzazione, durata tre mesi, porterà Caffè River a coprire il 90% del suo fabbisogno energetico, con una produzione annua di circa 42.000 kWh. Molto interessanti i risultati della solar farm in termini di tutela dell’ambiente. Ogni anno sarà infatti evitata l’emissione di più di 31 tonnellate di anidride carbonica e di circa 69 kg di biossido di azoto. L’impianto produrrà in un anno la stessa quantità di energia che sarebbe ricavabile da più di 10 tonnellate di petrolio. Successivamente all’installazione dei pannelli verrà costruita una scala che condurrà direttamente sul tetto. Questo andrà così a integrare il percorso didattico già esistente all’interno di Caffè River, costituendo la parte finale della visita all’azienda.


Miscela o monorigini per il caffè? Parla Caffè River

Continuano ad arrivare commenti alla redazione di Coffee Taster sulla recente ricerca pilota svolta dal Centro Studi Assaggiatori in collaborazione con l’Università di Padova. La ricerca ha indagato le preferenze dei consumatori tra monorigini e miscela (qui è disponibile una sintesi).  Oggi diamo la parola a Marco Dalla Ragione della torrefazione Caffè River di Arezzo.

L’oggetto della ricerca è veramente interessante. Mi chiedo se il campione sia rappresentativo, essendo composto per due terzi da laureati e diplomati. Sarebbe inoltre interessante conoscere la distribuzione per fasce d’età. Relativamente all’interesse per i monorigine, ci dispiace rilevare come questo sia ancora limitatissimo, almeno nella nostra area. L’esperienza è stata tentata tempo addietro con l’installazione in alcuni esercizi di un macinadosatore aggiuntivo, per offrire al consumatore la possibilità di richiedere un caffè espresso monorigine, con una scelta che variava su base mensile tra Repubblica Dominicana, Guatemala, Costa Rica ed altri Arabica. Un certo interesse iniziale, dettato principalmente dalla curiosità, effettivamente si riscontrava, ma a spese della miscela standard, il cui utilizzo veniva "cannibalizzato" da un prodotto che era vissuto come alternativo al consumo ordinario. Nello spazio di poco tempo, mesi se non settimane, l’interesse per il monorigine tendeva drasticamente ad affievolirsi senza che si fosse creata una nicchia di consumo addizionale a quella ordinaria. Ad ogni modo, caveat emptor, il mio commento soffre di almeno tre problemi. Il primo è la rappresentatività del campione: gli esercizi selezionati non rappresentavano la distribuzione della generalità degli esercizi (e questo rende il risultato ancora più deprimente…). Il secondo è la generalizzazione del risultato: ci sono senz’altro dei locali nei quali la reazione ai monorigine è diversa, anche se sono quei pochissimi locali di taglio particolare che ospitano consumatori più evoluti e raffinati. In terzo luogo l’obsolescenza: la nostra esperienza risale a oltre due anni fa e il mercato potrebbe essere mutato anche se, almeno superficialmente, non sembra esserlo.

Chi desidera commentare a sua volta, può farlo scrivendo a news@coffeetasters.org, cliccando qui o con il modulo in fondo all’articolo.

Arriva la Nuova Tazzina dell’Assaggiatore: esalta i buoni caffè, punisce i cattivi

Va in pensione la Tazzina dell’Assaggiatore e prende il suo posto la Nuova Tazzina dell’Assaggiatore. Ci sono voluti due anni di sperimentazione all’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè per mettere a punto il nuovo modello della tazzina per la degustazione del caffè. Una sperimentazione che ha visto coinvolti anche il Centro Studi Assaggiatori e Forever come partner tecnici.
Più bianca e meno pesante rispetto alla precedente, la Nuova Tazzina dell’Assaggiatore  permetterà di valutare meglio la bevanda. "Come sta succedendo nel vino, dove i bicchieri si fanno sempre più leggeri per dare un maggiore senso di eleganza, la nuova tazzina pesa il 27% in meno - ha dichiarato Luigi Odello, segretario generale dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e professore di Analisi sensoriale alle Università di Udine, Verona e Cattolica di Piacenza - Abbiamo aumentato anche il rapporto tra lo spazio vuoto in testa alla tazzina e la quantità di caffè: aiuterà a percepire meglio gli aromi della bevanda". E il nuovo colore, il super-white, permette una valutazione migliore dei riflessi della crema, un indicatore interessante della qualità. E’ stata poi mantenuta un’innovazione della tazzina precedente che aveva già  incontrato il favore del pubblico: il segno interno che indica la corretta quantità di caffè. "E’ un dettaglio importante che aiuta i baristi a lavorare meglio - ha continuato Odello - Mai più caffè troppo corti o troppo lunghi".
La Nuova Tazzina dell’Assaggiatore è quindi uno strumento di valutazione severo, che farà il suo debutto ufficiale in occasione del concorso internazionale "International Coffee Tasting 2008". A fine ottobre, presso la Camera di Commercio di Brescia, gli assaggiatori di caffè valuteranno più di 150 prodotti provenienti da tutto il mondo ed eleggeranno i migliori. Per la gioia degli appassionati di caffè la Nuova Tazzina dell’Assaggiatore sarà presto anche nei negozi, grazie alla distribuzione curata da Forever.

Miscela o monorigini per il caffè? Parlano Illy e Vergnano

Interviene anche Illy con la sua Università del Caffè nel dibattito sui risultati della recente ricerca pilota svolta dal Centro Studi Assaggiatori in collaborazione con l’Università di Padova. La ricerca ha indagato le preferenze dei consumatori tra monorigini e miscela (qui è disponibile una sintesi).  Roberto Morelli, direttore dell’Università del Caffè, così commenta i risultati.

La ricerca evidenzia diversi elementi di grande interesse e coglie a mio avviso le tendenze sociali in atto: la crescente capacità dei consumatori – specie quelli culturalmente attenti, come nel campione considerato – di percepire qualità e differenze, la superiorità e la costanza qualitativa di una miscela di alto livello rispetto alle monorigini, la curiosità intellettuale che il caffè suscita ed esprime in ogni fascia della popolazione, prodotto sociale e ricco di contenuti e influssi culturali come pochi. E’ un buon segno per il caffè, per il caffè di qualità a maggior ragione, e ancor più in generale per lo stile di vita italiano nel mondo. Viviamo un’epoca in cui sempre più il consumatore si fa attento, selettivo, consapevole e difficile da conquistare. E la sua stessa “infedeltà”, giustamente sottolineata dalla ricerca, è una sfida per chi fa della qualità un faro, e attraverso essa ricerca proprio la fedeltà. Ma è anche una bella opportunità per chi fa formazione sul caffè e sull’eccellenza qualitativa, temi che già trovano un uditorio sempre più interessato e motivato. Anche sotto questo aspetto ritengo che le monorigini riscontreranno in futuro un interesse culturale, formativo e anche di curiosità, molto più che un’effettiva propensione al consumo.

Abbiamo raccolto anche il commento di Caffè Vergnano, per bocca di Francesca Panucci, responsabile del marketing e della comunicazione dell’azienda.

Senz’altro il consumatore è sempre più attento ed evoluto. Lo dimostra la capacità di scelta rispetto alle private label: quelle che si appoggiano a produttori di qualità sono in forte crescita, proprio perché il consumatore inizia a riconoscere la qualità al di là delle marche a cui si è sempre affidato. In questo periodo sono in sofferenza i prodotti “medi”, a vantaggio dei prodotti ad alto contenuto qualitativo e dei prodotti di primo prezzo. In merito alle monorigini, è difficile che la distribuzione, molto attenta alla redditività dello scaffale, possa permettersi di mantenere in assortimento prodotti che non raggiungano determinati volumi di vendita. Le monorigini rimarranno un prodotto di nicchia, ma che darà la possibilità di educare il consumatore e di far evolvere il mercato.

Altri commenti ci sono pervenuti qui. Chi desidera commentare a sua volta, può farlo scrivendo a news@coffeetasters.org, cliccando qui o con il modulo in fondo all’articolo.

Miscela o monorigini per il caffè? La ricerca e i primi commenti dei torrefattori

di Carlo Odello

Miscela o monorigini nel futuro del caffè? Vale a dire: i consumatori percepiscono la differenza o un mercato di monorigini non potrà mai esistere? Un interrogativo interessante che coinvolge l’intera filiera, dalla produzione alla torrefazione e all’HoReCa. Una domanda alla quale ha cercato di dare una prima risposta scientifica una ricerca pilota svolta recentemente dal Centro Studi Assaggiatori in collaborazione con l’Università di Padova.

Sono stati 350 assaggi gli assaggi svolti nella città veneta, secondo la metodologia dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè, per verificare se i consumatori percepiscono la differenza tra miscela e monorigini. Sul banco di prova una miscela di pura Arabica a sette componenti e quattro caffè di origine in purezza (San Domingo Barahona Toral AA, Etiopia Sidamo, Colombia Armenia Supremo e Haiti XXXXX). Il gruppo che ha eseguito il test era quasi equamente distribuito tra uomini e donne e nelle fasce di età dai 18 ai 64 anni, per i due terzi diplomato o laureato con posizione sociale di lavoratore in proprio (23%) impiegato (21%), studente (15%), pensionato (14%), operaio (11%), casalinga (8%) e varie altre. I consumatori-giudici hanno saputo discriminare la miscela rispetto alle monorigini in modo statisticamente significativo, preferendola alle monorigini. Hanno però dimostrato un notevole interesse verso i caffè “puri”.

L’indagine evidenzia una notevole evoluzione del consumatore di caffè, sempre più infedele e parallelamente attento al gusto, tanto da lasciare presumere un notevole successo in consumi innovativi: la carta del caffè al ristorante, nuove nicchie nel settore bar, la selezione delle tipologie in funzione del proprio piacere sensoriale e delle ore del giorno e persino nuovi riti in famiglia.

Fin qui la ricerca. Coffee Taster ha interpellato i torrefattori per un commento, chi è tutti i giorni sul mercato e può raccontare l’esperienza commerciale delle monorigini. Da oggi iniziamo a pubblicare le opinioni giunte in redazione. Il dibattito è intenso e, come i lettori potranno constatare anche nei prossimi giorni, le esperienze di mercato con i monorigine sono contrastanti.

Iniziamo la carrellata di opinioni con quella di Niels Migliorini, marketing manager di Moka Sir’s. Nei prossimi giorni altri commenti. Chi desidera commentare subito, può farlo scrivendo a news@coffeetasters.org, cliccando qui o con il modulo in fondo all’articolo.

Il contributo che posso apportare riguarda la nostra giovane esperienza con le monorigini in cialda per i ristoranti, offerte con un’apposita carta dei caffè che orienta il consumatore alla scelta del gusto. Ci si può fare un’idea dei prodotti visitando il nostro sito in questa parte del nostro sito.
Il ristorante viene dotato di cialda con la miscela classica e una selezione di tre Arabici (colombia Supremo, Etiopia Sidamo, e Brasile Santos Miscela) e un buon Robusta indiano (Kappi Royale) monorigine. Le vendite ci stanno indicando che tra i quattro prodotti il cliente propende per l’Etiopico, tuttavia, in comparazione con la miscela tradizionale, la percentuale di caffè monorigine consumata è veramente infima.
Bisogna tuttavia considerare che l’argomento è decisamente innovativo per il target di clienti. Inoltre i venditori non sono particolarmente stimolati a vendere i prodotti gourmet perché rappresentano, in termini di provvigioni, un fatturato basso. Ciononostante riteniamo che la strada sia corretta e concordo nel percepire una sempre crescente attenzione del consumatore verso i gusti “puri”. Certo è che questi gusti, che sono senz’altro speciali, vanno illustrati a dovere sia al ristoratore che al consumatore. Credo anche che arriveremo presto a proporre le monorigini anche ai bar, anche se non saprei al momento specificare se avverrà tramite caffè in grani o cialde/capsule. Stiamo già facendo alcuni esperimenti in tal senso con clienti all’estero.

Starbucks chiude 600 locali negli Stati Uniti

Starbucks ha annunciato che chiuderà circa 600 bar negli Usa, con lo scopo di migliorare la redditività della società. Nel 2009 verranno aperti meno di 200 nuovi locali nel paese. La maggior parte delle chiusure avverrano entro la prima metà dell’anno prossimo. Le sedi da chiudere sono essenzialmente quelle che non hanno garantito un livello di profitti adeguati e che anche nel prossimo futuro non sarebbero state in grado di raggiungere questo traguardo.

(Viviana Zini)

FIPE: consumazioni più care anche al bar, se aumenta IVA nella ristorazione

Entro il 2010 l’Iva per i servizi di ristorazione potrebbe salire dal 10 al 20%. È quanto si va profilando nell’ambito della riforma strutturale dell’IVA europea. Secondo i dati diffusi dalla Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi (FIPE) questo provocherebbe un immediato aumento dei prezzi delle consumazioni, una crescita di un punto percentuale dell’inflazione complessiva e una perdita di oltre 95.000 posti di lavoro. Queste previsioni riguardano anche il settore bar.
Per scongiurare questo pericolo una delegazione di FIPE, formata dai vicepresidenti Ilario Perotto e Alfredo Zini e dal direttore generale Edi Sommariva, accompagnata da Confcommercio International, ha incontrato a Bruxelles alcuni europarlamentari italiani e alcuni dirigenti della Commissione Europea. La richiesta avanzata da FIPE è di consolidare l’attuale regime agevolato dell’IVA nella ristorazione e soprattutto di sostenere la proposta di una riduzione dell’aliquota.
Secondo una proiezione effettuata da FIPE, se l’Iva fosse ridotta al 5%, il settore potrebbe tenere meglio sotto controllo i prezzi e vi sarebbe un aumento dell’occupazione di ben 70.000 unità. Secondo FIPE il settore ha tutte le caratteristiche per ottenere un regime ridotto, perché è labour intensive (250.000 aziende, 900.000 posti di lavoro e l’incidenza del  costo del lavoro sui costi totali è pari al 43%), fornisce servizi localmente (il 90% della clientela è residente) e svolge un’attività altamente sociale nei confronti di chi per necessità o per scelta mangia fuori casa in un bar, in un ristorante o in una mensa scolastica, ospedaliera o aziendale. Ogni giorno, secondo le analisi di FIPE, più di 12 milioni di italiani pranzano o cenano fuori casa.

Starbucks precisa: pronti ad aprire nuovi bar in Europa, ma non in Italia

Dopo che Coffee Taster ha riportato la notizia che Starbucks prevede di aprire 150 nuovi bar in Europa, alcuni lettori italiani ci hanno scritto chiedendo come potere aprire e gestire un locale targato Starbucks. Coffee Taster ha girato la domanda a Bridget Baker, portavoce di Starbucks.
"Starbucks è estremamente interessata alle grandi opportunità che offre il mercato italiano alla nostra società. Ad ogni modo, in questo momento non abbiamo annunci da fare riguardo questo mercato ", ha dichiarato Bridget Baker a Coffee Taster.
"Quando apriamo un nuovo mercato, ci prendiamo del tempo per assicurarci di avere il partner della joint-venture o il licenziatario adatti a sviluppare il brand - ha continuato Bridget Baker - Dato che per noi è molto importante trovare un partner con la giusta esperienza di business e di retail, nonché la mentalità adatta a Starbucks, il percorso può essere lungo. Apriremo ogni nuovo mercato a tempo debito, un bar alla volta".

(Carlo Odello)

Costa Coffee dona 190.000 euro ai coltivatori di caffè per migliorare la scolarizzazione

I profitti del primo National Foundation Day di Costa Coffee, svoltosi lo scorso weekend nei suoi 700 bar nel Regno Unito, sono stati donati alla Costa Foundation. Questa fondazione è stata creata da Costa Coffee nel 2006 per sostenere la costruzione di scuole e innalzare il livello di vista delle comunità dei coltivatori di caffè nel mondo. Grazie ai clienti di Costa Coffee sono stati raccolti 190.000 euro che serviranno a costruire tre nuove scuole in Costa Rica, Guatemala e Uganda. "Volevamo restituire qualcosa alle comunità che ci forniscono il caffè - ha dichiarato David Hutchinson, direttore marketing di Costa Coffee e fiduciario della Costa Foundation - I coltivatori locali ci hanno specificatamente indicato la scolarizzazione e la costruzione di scuole come miglior modo di aiutarli". Dal 2006 Costa Foundation ha migliorato la sanità, lavorato sulle terre per consentire alle famiglie di coltivarle, costruito alloggi per gli insegnanti e quattro scuole in Colombia, Uganda ed Etiopia.

(Carlo Odello)

International Coffee Tasting 2008: già iscritti più di 100 caffè da tutto il mondo

International Coffee Tasting 2008 sarà il concorso dei record. Sono infatti già più di 100 i caffè da tutto il mondo sinora iscritti alla competizione biennale organizzata dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè.
«La risposta del mondo del caffè a International Coffee Tasting 2008 è stata molto calorosa – ha affermato Luigi Odello, segretario generale dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè – Tanto che abbiamo deciso di prolungare le iscrizioni sino al 30 giugno per dare maggiore tempo per la compilazione delle domande di partecipazione, soprattutto per i produttori esteri».
Un aumento notevole dei caffè in gara rispetto alla prima edizione della manifestazione svoltasi nel 2006, quando per la prima volta decine di caffè erano stati sottoposti alle commissioni formate da giudici dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè.
«Un’iniziativa unica al mondo che già nel 2006 ha riscosso grande attenzione anche da parte dei media – ha sottolineato Odello – La missione dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè è diffondere un metodo scientifico di assaggio del caffè. Premiare le eccellenze del settore significa valorizzare chi lavora con competenza per dare ai consumatori caffè veramente di qualità».
Chi desiderasse iscrivere i propri caffè al concorso può scaricare la domanda di partecipazione dal sito dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè. Per informazioni: info@assaggiatoricaffe.org, tel. +39 (0)30 397308.


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