Due meccanismi sensoriali che possono salvare il vostro volo

di Carlo Odello
(Consigliere e docente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè)

carlo-odello(1)Cosa succede se il vostro vicino su un volo a lungo raggio puzza? Mi è capitato recentemente: il signore vicino a me aveva un forte odore di sudore. Probabilmente lui non era cosciente, ma me ne sono accorto dal primo momento che si è seduto. E ho fatto sette ore e mezzo di volo con lui e le sue molecole aromatiche che di tanto in tanto attaccavano il mio naso.

E’ stata una dura sfida, ma per fortuna avevo dalla mia parte due meccanismi sensoriali che hanno parzialmente risolto il problema:

  • adattamento: dopo qualche secondo il nostro naso tende ad adattarsi agli odori. E’ un meccanismo selettivo, ciò significa che il nostro olfatto non si spegne, ma semplicemente smette di rilevare le molecole aromatiche di cui è già cosciente. Non è ancora chiaro come funzioni esattamente questo meccanismo: potrebbe riguardare maggiormente la mucosa olfattiva o essere più legato all’elaborazione del segnale che avviene a livello cerebrale. Ad ogni modo l’adattamento può essere interrotto se ci spostiamo dalla sorgente dell’odore e vi ritorniamo successivamente. Questo meccanismo naturalmente mi ha dato del sollievo;
  •  distorsione: il cervello elabora le sensazioni olfattive e l’output è normalmente un’emozione positiva o negativa seguita da un’attribuzione di significato che può concretizzarsi in un’azione (come la fuga in caso di fuoco) o nell’identificazione di un’etichetta semantica (dare un nome all’odore). Ad ogni modo possiamo provare a modificare l’output: entro un certo limite possiamo cambiare l’informazione sensoriale che ci arriva dal mondo esterno. Pensate per esempio al gorgonzola il cui odore è descritto come puzza di piedi da molti stranieri (ma anche da alcuni italiani). Eppure, se gli spiegate che il gorgonzola è una pietra miliare della nostra cultura casearia italiana e gli fate vedere come abbinarlo con un grande vino, questa nuova informazione li aiuterà a rimodulare la loro esperienza sensoriale. Ciò non vuol dire che mi sono convinto che il mio vicino sul volo avesse un buon odore. Ho solo ricordato a me stesso che il suo cattivo odore non era comunque un segnale di pericolo e mi sono rilassato (l’emozione negativa è stata quindi rimpiazzata da una più neutrale).

Volare con un vicino che puzza non ha conseguenze catastrofiche sulla vostra vita ma è molto fastidioso. I due meccanismi sensoriali appena descritti mi hanno confortato e alla fine il volo si è svolto tranquillamente. Ad ogni modo spero che un giorno ai controlli di sicurezza installeranno dei gascromatografi. Il punto sarà poi stabilire qual è la soglia per la quale non ci si può imbarcare. Le donne per esempio sono molto più sensibili all’odore del sudore: probabilmente l’ipotetica soglia che vieta l’imbarco sarebbe comunque troppo alta per la maggior parte di loro.

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