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L’espresso italiano deve puntare su valore, qualità e cultura di prodotto. L’Istituto Espresso Italiano richiama la filiera

Il presidente di IEI, Alessandro Borea, richiama la filiera a superare la sola logica del prezzo: «La vera sfida non è difendere la tazzina, ma restituire valore all’espresso italiano».

Il mercato italiano del caffè attraversa una fase di forte complessità. Le quotazioni del caffè verde restano elevate e la volatilità internazionale si somma all’aumento dei costi energetici, logistici, finanziari e del lavoro. Una pressione che coinvolge l’intera filiera, dalle torrefazioni ai pubblici esercizi, e che rende urgente una riflessione sul futuro dell’espresso italiano. Per l’Istituto Espresso Italiano (IEI), la risposta non può limitarsi al ritocco dei listini: occorre riportare al centro qualità, competenze e cultura del prodotto. «Per molti anni in Italia abbiamo considerato il prezzo dell’espresso quasi immutabile, indipendentemente dall’evoluzione dei costi e dal valore della materia prima – afferma Alessandro Borea, presidente di IEI – oggi questo modello mostra tutti i suoi limiti. La questione non è stabilire se la tazzina debba costare qualche centesimo in più, ma capire quale valore vogliamo attribuire all’espresso italiano e quale futuro vogliamo costruire per la sua filiera».

Secondo Borea, comprimere continuamente i margini lungo la filiera rischia di penalizzare proprio la qualità. Torrefazioni e bar stanno affrontando costi crescenti, mentre il consumatore resta molto sensibile al prezzo dell’espresso. «Se il valore viene assorbito a ogni passaggio, prima o poi è la qualità a pagarne il prezzo. Ed è esattamente ciò che dobbiamo evitare». Per l’Istituto, la sfida è passare dalla battaglia sul prezzo alla cultura del valore. Significa aiutare il consumatore a riconoscere cosa c’è dentro una tazzina: qualità della miscela, tecnologia delle attrezzature, corretta estrazione, servizio e professionalità del barista. «Non dobbiamo convincere il consumatore a pagare di più per lo stesso prodotto. Dobbiamo metterlo nelle condizioni di comprendere perché un espresso di qualità abbia un valore», sottolinea Borea.

Le leve indicate da IEI sono qualità certificata, formazione professionale, cultura del prodotto e comunicazione al consumatore. La certificazione deve diventare uno strumento sempre più riconoscibile per valorizzare chi investe in qualità, mentre la formazione del barista assume un ruolo centrale non solo sul piano tecnico, ma anche nella capacità di raccontare il prodotto. «Il barista è l’ultimo anello della filiera, ma è anche l’unico che incontra ogni giorno il consumatore. Può trasformare tutto il lavoro fatto prima di lui in un grande espresso oppure vanificarlo in pochi secondi. Per questo la formazione non è un costo accessorio: è uno degli investimenti più importanti che il settore possa fare», continua Borea.

La strada indicata dall’Istituto è un’alleanza più forte tra torrefattori, produttori di attrezzature, baristi e operatori della filiera, con standard condivisi e una comunicazione più efficace verso il mercato. «L’espresso italiano ha un patrimonio straordinario di cultura, tecnologia, competenze e imprenditorialità. Ma la tradizione, da sola, non basta a garantirne il futuro: dobbiamo trasformarla in valore contemporaneo» ancora Alessandro Borea che aggiunge «la vera sfida dei prossimi anni non sarà stabilire quale debba essere il prezzo giusto di una tazzina, sarà fare in modo che il consumatore, bevendo un buon espresso, possa riconoscerne la qualità e comprenderne il valore e se riusciremo a farlo, avremo dato più sostenibilità economica ai bar, più possibilità di investire alle torrefazioni e soprattutto un futuro più solido all’espresso italiano. È su questo terreno che IEI vuole fare la propria parte».

I macinacaffè Eureka tra le eccellenze del Made in Italy. Conti Valerio Srl celebrata dal MIMIT con un francobollo speciale

Riprendiamo volentieri il comunicato di Conti Valerio.

Un’eccellenza toscana tra le grandi imprese italiane celebrate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con una nuova serie di francobolli dedicata alle “Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”.

Il marchio Eureka, di proprietà della fiorentina Conti Valerio Srl, storico produttore di macinacaffè fondato nel 1920, è stato selezionato per l’annullo filatelico speciale insieme a Birra Forst, Ferrero, Oro Saiwa, Patatine San Carlo e Saquella Caffè, sei nomi che rappresentano altrettante storie della produzione italiana.

«Le imprese oggi celebrate hanno costruito negli anni la storia del Made in Italy, che ovunque viene riconosciuto e valorizzato non solo come luogo di produzione, ma come stile e cultura produttiva», ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ringraziando le aziende e le generazioni di imprenditori e lavoratori che hanno contribuito a costruire la storia del sistema produttivo italiano.
Il francobollo dedicato a Eureka riproduce una reinterpretazione del Mignon, il macinacaffè di design per la casa dalle prestazioni professionali, che negli ultimi anni è diventato uno dei prodotti più rappresentativi dell’azienda.

«Il Ministero ha confermato che Conti Valerio, attraverso il marchio Eureka, è un’eccellenza italiana – commenta Maurizio Fiorani, Managing Director di Conti Valerio Srl –. È un riconoscimento che ci riempie di orgoglio e che arriva in un anno particolarmente significativo per la nostra azienda, quello della produzione del milionesimo pezzo della linea Mignon».

Un traguardo simbolico per l’azienda di Sesto Fiorentino, che ha chiuso il 2025 con 65 milioni di euro di fatturato, in crescita dell’8% rispetto all’anno precedente, confermando un percorso di sviluppo ininterrotto da 13 anni.
La linea Mignon, nata per portare nelle case degli appassionati di caffè prestazioni di livello professionale, rappresenta oggi una quota importante del fatturato complessivo dell’azienda. Un successo che si inserisce in una strategia di crescita sostenuta da investimenti in innovazione, persone, automazione e sviluppo produttivo, in Italia e sui mercati internazionali.

Alla cerimonia di presentazione dell’emissione dei sei francobolli hanno partecipato il ministro Adolfo Urso, il Sottosegretario di Stato con delega alla filatelia Fausta Bergamotto, il responsabile Prodotti Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Luca Sciascia e il responsabile Filatelia di Poste Italiane Giovanni Machetti.
In rappresentanza delle imprese protagoniste dell’emissione erano presenti Filippo Conti per Eureka, Cellina von Mannstein per Birra Forst, Marco Brambilla per Ferrero, Lorenza Cipollina per Oro Saiwa, Valentina Maglio per Patatine San Carlo e Ilaria Saquella per Saquella Caffè.

Per Eureka e Conti Valerio Srl, il francobollo rappresenta un riconoscimento alla storia di un’impresa profondamente radicata nel territorio fiorentino e alla capacità di un’azienda toscana di crescere e competere sui mercati internazionali, portando nel mondo tecnologia, design e cultura del caffè Made in Italy.

Ritornano le sessioni di assaggio di caffè il 17 settembre a Desenzano del Garda

Ripartono giovedì 17 settembre con le sessioni di assaggio di caffè, presso Hub Coffee Lab, in Via S. Massimiliano Kolbe, 37/D a Desenzano del Garda (BS), dalle ore 9:30 fino alle 18 circa.

Queste giornate sono da sempre occasioni per allenare e affinare il proprio metodo di assaggio, e momenti di incontro e crescita, non solo attraverso i prodotti, ma anche grazie al confronto con numerosi professionisti e appassionati della filiera del caffè.

Un appuntamento importante per coloro che hanno voglia di continuare a esplorare il mondo del caffè e mettersi in gioco con il metodo IIAC – International Institute of Coffee Tasters.

Per partecipare come giudice sensoriale:
E-mail: andrea.terzi@goodsenses.it
Telefono: 030 381558
WhatsApp: 375 848 5110

Sapevi che la crema dell’espresso non è semplice schiuma? Scopri l’analisi sensoriale del caffè con corsi avanzati IIAC M3, M4 e M5

La crema dell’espresso non è semplice schiuma: è una complessa emulsione in cui milioni di bollicine di anidride carbonica vengono intrappolate da grassi, proteine, polifenoli e zuccheri.

Ma come si forma esattamente? Le molecole di CO2 che si generano durante la tostatura restano imprigionate all’interno delle cellule del chicco, e solamente durante l’estrazione, queste molecole cercano di raggiungere la superficie per liberarsi nell’aria. Tuttavia, nel loro tragitto vengono ostacolate dagli altri composti solidi estratti dal caffè: zuccheri complessi, proteine estremamente ramificate e acidi fenolici.

Le bollicine di gas, unendosi tra loro per cercare di sfuggire, si ritrovano avvolte da una membrana resistente formata proprio da queste sostanze, miste a globuli di oli in emulsione. Il risultato? Una crema di densità di circa 0,5 g/ mL, che all’assaggio si rivela carezzevole.

Partecipa ai nostri corsi avanzati per scoprire di più sull’analisi sensoriale del caffè:

  • Martedì 24 novembre – Sensory Psychophysiology (M3)
  • Mercoledì 25 novembre – Sensory Profiling (M4)
  • Giovedì 26 novembre – Italian Espresso Roasting (M5)

I corsi sono aperti a tutti coloro che hanno già frequentato e superato il corso IIAC – Italian Espresso Tasting (M1), e si terranno presso la sede di Autogrill, a Rozzano (MI).

Per ulteriori informazioni o per iscriverti:
E-mail: andrea.terzi@goodsenses.it
Telefono: 030 381558
WhatsApp: 375 848 5110

L’espresso non va in vacanza: d’estate si riscopre freddo, creativo e da bere anche in versione cocktail

Dalla tazzina con ghiaccio allo shakerato, fino alle nuove preparazioni fredde e alla coffee mixology: l’Istituto Espresso Italiano (IEI) racconta la versione fredda del rito più amato dagli italiani

Con l’estate arriva il momento del caffè freddo, ma non solo: arriva anche il tempo in cui l’espresso italiano dimostra tutta la sua capacità di restare fedele alla tradizione e, allo stesso tempo, reinventarsi. In spiaggia, sotto casa in città, nelle giornate di calura o nelle pause serali all’aperto, il caffè freddo è da tempo un piccolo rito nazionale, capace di cambiare forma regione dopo regione. In Italia, infatti, il caffè estivo vive in diverse varianti, dal classico “caffè con ghiaccio” al “caffè shakerato”, fino al “caffè leccese” con latte di mandorla. Nelle città dei “caffè” la tradizione rimanda a ricette ancora più complesse, come il Bicerin torinese, il “mezzo freddo” siciliano, il caffè salentino e la Moretta marchigiana. Oggi questo patrimonio si apre a nuove interpretazioni: preparazioni fredde, consistenze cremose, accenti agrumati, tonic water, spezie e ingredienti da cocktail trasformano l’espresso in una bevanda contemporanea, da sorseggiare con più lentezza senza rinunciare all’intensità della tazzina. L’Istituto Espresso Italiano (IEI) ha voluto valorizzare questa evoluzione chiedendo alle proprie aziende sparse in tutto lo Stivale di proporre ricette capaci di unire memoria, qualità e creatività.

Il cambiamento non cancella il rito, lo allarga. Se la tazzina al banco resta un gesto identitario, l’estate invita a esplorare nuovi momenti di consumo: il caffè diventa aperitivo analcolico con l’espresso tonic, dessert al bicchiere nelle versioni più golose, base aromatica per cocktail e drink da dopocena, oppure ingrediente fresco da abbinare a frutta, erbe, mandorla e cioccolato. La coffee mixology, sempre più presente nei bar e nei menu estivi, nasce proprio da questa versatilità: l’espresso mantiene il suo profilo aromatico e la sua crema, ma incontra ghiaccio, shaker, garnish e tecniche di miscelazione per parlare a un pubblico curioso, attento alla qualità e alla ricerca di esperienze nuove.

Quattro ricette da rifare anche a casa. La selezione proposta dalle aziende dell’Istituto Espresso Italiano racconta quattro modi diversi di interpretare l’espresso d’estate, tra memoria regionale, freschezza e contaminazione con il mondo della miscelazione. Si parte con Cold Caffè Portici, proposto da Essse Caffè attraverso il bar trainer Antonio Vinci: una ricetta avvolgente che combina un espresso realizzato con Miscela Masini, cioccolata fredda, sciroppo di amarena, panna montata e amarene, trasformando il caffè in un dessert estivo al bicchiere. Il Caffè con ghiaccio in stile padano, firmato da Carles González per Rancilio Group, valorizza invece la semplicità dell’espresso intenso servito su ghiaccio, con scorza di limone e, a piacere, sciroppo di zucchero: una proposta essenziale, agrumata e immediatamente rinfrescante. Con Espresso Tonic Mediterraneo, proposto da Il Laboratorio dell’Espresso G.I.FI.ZE. S.p.A., l’espresso Filicori Zecchini 100% Arabica incontra tonica Mediterranean, ghiaccio, rosmarino fresco e lime essiccato, aprendo la strada a una lettura moderna, frizzante e perfetta per l’aperitivo. Chiude la selezione SanMarcandola Coffeecuja, ideato da Carmen Clemente per La San Marco, che unisce espresso, latte di mandorla, maracuja, ghiaccio e una finitura con cacao amaro o cannella: una preparazione solare, aromatica e capace di portare il caffè verso territori esotici senza perdere il legame con la cultura italiana dell’espresso.

In allegato le ricette complete.

Gli eventi di Rancilio Group

Riprendiamo volentieri la notizia di Rancilio Group.

Rancilio Group si sta preparando per una serie di eventi straordinari nei prossimi mesi.
Segna il tuo calendario e unisciti a noi ai prossimi eventi di Rancilio Group. Non vediamo l’ora di vederti lì!


Rancilio Specialty RS1 alla finale della Julius Meinl Barista Cup 2026
VIENNA • 04 SETTEMBRE 2026

Il 4 settembre, Rancilio Specialty sosterrà baristi di grande talento in occasione della finale della Julius Meinl Barista Cup 2026, che si terrà a Vienna, città natale di Julius Meinl. Rancilio Specialty RS1, macchina per caffè espresso ufficiale della competizione, combina l’avanzata tecnologia multi-caldaia con l’Advanced Temperature Profiling, e offrirà ai baristi un controllo eccezionale su ogni caffè ed esaltando la dolcezza, l’acidità e l’equilibrio in ogni tazza.

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Rancilio Specialty alla First Crack Coffee Challenge 2026
TOKYO • 28 AGOSTO 2026

Il 28 agosto, Rancilio Specialty si unirà a Navy Blue per la fase finale della 1st Crack Coffee Challenge 2026 presso Tokyo Culture Culture, uno dei luoghi più vivaci di Tokyo dedicati alla creatività, all’innovazione e allo scambio culturale.

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Rancilio Specialty vola ad Atlanta per partecipare a The Barista League: North America
ATLANTA • 03 SETTEMBRE 2026

Rancilio Specialty si sta preparando per la prossima tappa della Barista League 2026, che si terrà il 3 settembre presso The Loft, un locale in stile industrial-chic nel cuore di Midtown Atlanta. Utilizzando Rancilio Specialty RS1, sei talentuosi team si cimenteranno in una serie di sfide frenetiche ed emozionanti dedicate al caffè.

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Ti sei mai chiesto da dove nascono gli aromi del caffè?

I chicchi di caffè crudo, prima di essere tostati, sanno quasi esclusivamente di vegetale. Eppure, una tazzina di espresso nasconde al suo interno un bouquet aromatico incredibilmente complesso, composto da oltre un migliaio di molecole volatili differenti.

Come avviene tutto questo? Nel momento in cui il caffè verde entra nella tostatrice, gli amminoacidi liberi reagiscono con gli zuccheri e prende avvio la reazione di Maillard, dando vita a composti come piridine, pirazine e pirroli, fondamentali per l’aroma.
E mentre la temperatura sale, gli amminoacidi liberi vanno incontro a un altro processo: la degradazione di Strecker, riducendosi in aldeidi olfattivamente molto attive e generando fino a 1.500 composti volatili. Così si sviluppa il complesso profilo aromatico del caffè.

Tuttavia, il calore è un’arma a doppio taglio, è necessario saperlo dosare durante la tostatura dei chicchi. Per questo abbiamo organizzato i corsi avanzati IIAC:

  • Martedì 24 novembre – Sensory Psychophysiology (M3)
  • Mercoledì 25 novembre – Sensory Profiling (M4)
  • Giovedì 26 novembre – Italian Espresso Roasting (M5)

I corsi sono aperti a tutti coloro che hanno già frequentato e superato il corso IIAC – Italian Espresso Tasting (M1), e si terranno presso la sede di Autogrill, a Rozzano (MI).

Per ulteriori informazioni o per iscriverti:
Email: andrea.terzi@goodsenses.it
Telefono: 030 381558
WhatsApp: 375 848 5110

La professione del barista celebrata nel video che racconta le finalissime dell’Espresso Italiano Champion 2026

La vittoria del barista Matteo Colzani ripercorsa in un video emozionale (disponibile su YouTube) che mette in scena professionisti e giuria che hanno partecipato lo scorso giugno alle finalissime di Faenza, presso la Mokador Experience Academy

Un video emozionale che racconta le finalissime di Espresso Italiano Champion 2026 svoltesi il 17 e 18 giugno a Faenza, nella sede della Mokador Experience Academy e vinte dal professionista Matteo Colzani. È attraverso le voci dei concorrenti e della giuria, che l’Istituto Espresso Italiano ha voluto restituire il valore di una competizione che è al tempo stesso sfida tecnica, percorso di crescita personale e momento di confronto tra professionisti dell’espresso italiano. Il video, disponibile su YouTube a questo link https://youtu.be/asuV_slFMb4, racconta le due giornate attraverso il racconto dei protagonisti: dai baristi in finale ai giurati, passando per i partner delle finali. “Un barista, dopo un’esperienza come questa, torna nel proprio locale e lavora in maniera diversa – sottolinea Alessandro Borea, presidente di Istituto Espresso Italiano – la tecnica dei concorrenti cresce ogni anno e ormai la differenza si gioca sui dettagli, cioè il vincitore prevale per un nulla rispetto al secondo e al terzo dimostrando che cresce il valore dei professionisti, ma allo stesso tempo anche il livello di questa iniziativa che oggi abbiamo voluto trasmettere a tutti attraverso questo video”.

Dalle testimonianze raccolte emerge come la gara rappresenti innanzitutto una sfida con sé stessi: un’occasione per migliorarsi, mettersi alla prova e portare a casa nuovi insegnamenti. Non solo sul piano professionale, ma anche su quello personale, perché la pressione della competizione amplifica emozioni, consapevolezza e determinazione. Espresso Italiano Champion celebra la figura del barista, l’estrazione dell’espresso e la quotidianità del caffè al bar in Italia, portandole in un contesto altamente professionale. La competizione mostra da vicino ciò che il barista fa ogni giorno e ciò che dovrebbe rappresentare: competenza, attenzione al dettaglio e rispetto per la cultura dell’espresso italiano. Per Carlo Odello, CEO di Istituto Espresso Italiano (IEI), la competizione assume sempre più il valore di un momento non solo tecnico, ma anche relazionale. “È un’occasione di confronto in cui vediamo i baristi che vorremmo incontrare ogni giorno nei nostri bar e il video è per noi uno strumento che apriamo anche al consumatore per capire quello che si dovrebbe cercare in un buon espresso”, commenta Odello.

Il livello dei concorrenti italiani conferma la solidità del movimento professionale della caffetteria: fuori dal proprio locale, i baristi incontrano colleghi preparati, esperti e animati dalla stessa passione. La gara diventa così anche un’opportunità per conoscersi, confrontarsi e condividere esperienze con chi vive quotidianamente lo stesso mestiere. La vittoria di Matteo Colzani è arrivata con la miscela certificata Gran Aroma di Caffè Milani, ma tra gli ingredienti delle finalissime anche le migliori tecnologie messe a disposizione dai partner istituzionali: La San Marco ed Eureka, le cui attrezzature certificate IEI consentono ai concorrenti di esprimere al meglio le proprie competenze; Brita, che garantisce gli standard qualitativi dell’acqua utilizzata durante la competizione, e Mokador, che ha ospitato l’edizione 2026 nella propria Mokador Experience Academy. L’appuntamento ora è per le finalissime internazionali che si svolgeranno a novembre presso la Factory 1895 di Lavazza a Torino.

Origini del caffè: Hawaii Kona

Il Kona nasce alle Hawaii, su terreni di origine lavica formatisi dall’attività dei vulcani Hualalai e Mauna Loa. Le piantagioni si trovano prevalentemente sul versante occidentale dell’isola, dove il clima è più secco e le precipitazioni sono limitate. Le temperature si mantengono intorno ai 25 °C con scarse oscillazioni stagionali, creando un ambiente stabile per la coltivazione dell’Arabica.

Le piante vengono messe a dimora in buche scavate direttamente nella roccia basaltica. Dopo la raccolta, le drupe sono lavorate con il metodo a umido: fermentano per 36–48 ore e vengono poi essiccate su supporti sopraelevati chiamati hoshidana, che favoriscono una disidratazione lenta e uniforme.

In tazza, il Kona offre un caffè franco e di grande freschezza. Il profilo aromatico è caratterizzato da sentori di erbe aromatiche, talvolta con una chiara nota di menta, accompagnati da caramello, malto e frutta secca. In alcune interpretazioni emergono anche accenti speziati, come il pepe. È un caffè pulito, preciso, che privilegia la chiarezza sensoriale e la bevibilità.

Luigi Odello
Contenuto redatto con supporto di IA

I Sommelier all’assaggio dell’espresso. Istituto Espresso Italiano e AIS Veneto con i professionisti del vino alla conoscenza della tazzina

Venerdì 10 luglio, presso la sede di Wega e Astoria, una giornata di formazione dedicata al direttivo dell’Associazione Italiana Sommelier (AIS) Veneto

Avvicinare i sommelier del vino all’assaggio professionale dell’espresso italiano, creando un ponte tra due mondi accomunati dalla cultura sensoriale, dalla competenza tecnica e dalla ricerca della qualità. È questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) insieme all’Associazione Italiana Sommelier (AIS) Veneto, che si è svolta venerdì 10 luglio presso la sede di Wega e Astoria a Susegana (TV).

Questo momento di condivisione tra professionisti del vino e del caffè fa parte della nostra visione di connetterci ad altre reti altamente specializzate che possono supportarci nella divulgazione della cultura dell’espresso italiano di qualità – dichiara Carlo Odello, CEO di Istituto Espresso Italiano (IEI) – Il mondo del vino ha saputo creare una consapevolezza da parte del pubblico intorno al prodotto che spesso manca al caffè. Queste occasioni di incontro ci permettono soprattutto di comprendere meglio come funzionano mondi diversi dal nostro e ci danno spunti per il futuro”.

La giornata ha coinvolto il direttivo di AIS Veneto guidato dal presidente Gianpaolo Breda che ha affrontato il caffè attraverso assaggi guidati con il metodo di IIAC – International Institute of Coffee Tasters sotto la guida del prof. Luigi Odello. A seguire una full immersion nel mondo delle macchine per caffè guidata da Alberto Schiavon, Head of Sales di Ryoma, e da Cristina Da Frè, Brand & Communication Representative di Ryoma.

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra il mondo del vino e quello dell’espresso, uniti dalla cultura della qualità, della degustazione e della valorizzazione delle eccellenze italiane – ha spiegato Gianpaolo Breda, Presidente AIS Veneto – Per i sommelier, approfondire la conoscenza del caffè significa ampliare le competenze professionali con strumenti di analisi sensoriale e comunicazione affini a quelli del vino. L’auspicio è che questa esperienza sia il primo passo di una collaborazione stabile tra sommellerie e i professionisti del caffè, capace di generare nuove opportunità formative e diffondere una cultura della degustazione consapevole”.

Un ringraziamento sincero per la visita a IEI e AIS Veneto. “È stata una bella occasione per raccontare chi siamo: la produzione, il nostro modo di intendere l’innovazione, la cura che mettiamo ogni giorno nello sviluppo delle macchine per caffè espresso – così Alberto Schiavon, Head of Global Sales – Traditional di Wega e Astoria – il confronto tra realtà che condividono la stessa attenzione alla qualità porta sempre qualcosa di buono, per tutto il settore. Ci auguriamo che questo incontro sia solo il primo passo verso nuove collaborazioni, per continuare a promuovere insieme la cultura del caffè e il Made in Italy”.