Archivi categoria: News

Origini del caffè: India Plantation Mysore

L’India Plantation Mysore viene coltivato fin dal XVII secolo nella regione sud-occidentale della penisola indiana, tra il Kodagu e il Karnataka. Le piantagioni si trovano a un’altitudine compresa tra i 1000 e i 1500 metri e beneficiano di precipitazioni abbondanti, concentrate soprattutto nei mesi estivi e autunnali. Le temperature sono generalmente miti, con escursioni stagionali contenute.

Le coltivazioni sono costituite in gran parte dalla varietà Cauvery, un’Arabica imparentata con il Catimor, coltivata all’ombra di grandi alberi. La raccolta avviene tra ottobre e febbraio e la produttività è piuttosto contenuta, fattore che contribuisce alla qualità finale. Le drupe vengono lavorate con il metodo a umido e i chicchi selezionati con cura dopo l’essiccazione.

In tazza, il Mysore si presenta con un corpo discreto e un profilo aromatico orientato verso la pasticceria e le spezie. Non è un caffè che punta sull’acidità o sull’impatto immediato, ma sulla coerenza e sulla compostezza. È una tazza misurata, che si esprime con continuità e che ben rappresenta lo stile indiano di interpretare l’Arabica.

Luigi Odello
Contenuto redatto con supporto di IA

Invito festa dei 90 anni de La Genovese

Quest’anno La Genovese festeggia un traguardo speciale: 90 anni di storia, passione e caffè!
Per celebrare questo anniversario, abbiamo organizzato una giornata da trascorrere insieme a clienti, partner e amici che hanno fatto e continuano a fare parte del nostro percorso.

Ti aspettiamo sabato 24 ottobre, presso La Villa sul Viale ad Albenga, per condividere degustazioni, racconti e momenti di festa.
Sarà un piacere averti con noi, anche solo per un saluto.

In allegato, il programma completo della giornata.

Ti chiediamo gentilmente di confermare la tua presenza al tuo agente di zona oppure scrivendoci su WhatsApp al +39 338 912 2097.
Speriamo di festeggiare insieme a te!

Chi è Federico Vinella?

Non penso che lo conosciate, e non credo che sarò io a renderlo famoso.
Entro in un bar di Brescia alle sette del mattino, ordino una brioche, un bicchiere d’acqua e un espresso. Il barista mi illustra le brioche, mi dice anche che va a prenderle appena sfornate tutte le mattine, ma il segreto sta nel mantenerle calde e mi spiega come funziona la vetrinetta riscaldata. Poi mi chiede se desidero il bicchiere d’acqua a temperatura ambiente o fredda e, vista la mia indecisione (non sono preparato a certe domande quando entro in un bar) mi dice che è meglio il taglio tra le due e mi fa metà e metà. Quindi arriva il momento dell’espresso e mi parla delle qualità del suo caffè e di come si prepara bene un espresso. Mi pare che tergiversi un po’. Lo salva una signora che entra e chiede un caffè. Imbraccia il gruppo da due e lo prepara per entrambi. Mi sa che sapeva benissimo che avrebbe fatto fatica a fare il suo capolavoro con il gruppo da uno. Mi guarda un po’ stupito quando metto lo zucchero, ma non mi dice nulla, né io gli spiego il perché.
A quel punto però mi presento per scoprire da dove arriva un barista che fa così bene il proprio lavoro. E scopro una bella storia.
Ora però mi chiedo: se per esempio tutti gli assaggiatori di caffè andassero in caccia dei bravi baristi e li mettessero in evidenza, per esempio segnalandoli a Coffee Taster, non potremmo fare crescere il più bel movimento a tutela dell’espresso di qualità che sia mai esistito? Non siete stufi di sentire solo parlare di prezzi del caffè, di leggere quanti caffè si possono bere al massimo al giorno senza distinzione alcuna tra le diverse specie e i diversi metodi di preparazione? Non pensate che sia proprio il barista-narratore a trasformare il sorseggio dell’espresso in un’esperienza di valore?
Noi continueremo a vivere i grandi eventi (Espresso Italiano Champion, International Coffee Tasting e via discorrendo) come emblemi della nostra professione, ma sono le relazioni quotidiane che possono cambiare il mondo del bar e noi possiamo essere il lievito del cambiamento.
Ci proviamo? Fateci avere le esperienze che vivete al bar, quelle buone, quelle cattive lasciamole agli altri, a coloro che scrivono che il “caffè al bar fa schifo”.

Luigi Odello

Sapevi che l’astringenza dipende soprattutto dalla botanica?

Prima di tutto, cos’è l’astringenza dal punto di vista sensoriale? Dal punto di vista della percezione tattile, l’astringenza si manifesta entro 15 secondi dal sorso attraverso la perdita del potere lubrificante della saliva, unita a una sensazione di raggrinzimento e “cuoificazione” della mucosa orale. A differenza dell’amaro o dell’acido, non è un sapore primario rilevato dalle papille gustative, ma un’alterazione della sensibilità tattile del cavo orale.

La principale causa molecolare dell’astringenza risiede nella famiglia degli acidi clorogenici, e due sono i fattori principali di filiera che ne determinano una presenza massiccia:

  • La specie botanica (Robusta): la pianta della Robusta produce un patrimonio di acidi clorogenici nettamente superiore rispetto all’Arabica (superando spesso il 10% sul secco, contro un valore medio del 7% nell’Arabica). Questi composti costituiscono un mezzo di difesa naturale della pianta contro le minacce esterne, ma in tazza si traducono facilmente in durezza e astringenza.
  • I chicchi immaturi: durante la naturale maturazione del frutto, la quantità di acidi clorogenici decresce e i diesteri si convertono in monoesteri (meno astringenti). Quando invece si raccolgono ciliegie immature, il chicco rimane privo di saccarosio e i suoi acidi clorogenici possono superare persino il 15%, trasferendo in tazza una forte astringenza e un odore vegetale di pisello.

Inoltre, la chimica e l’analisi sensoriale dimostrano che i lipidi non riescono ad esercitare una grande attenuazione sull’astringenza: non è quindi possibile cercare di correggere l’astringenza di un caffè immaturo o di bassa qualità unendovi un Arabica lavato ad alta acidità, l’acidità non farà altro che far risaltare ancora di più la sensazione astringente del primo. Per ottenere miscele sferiche, setose e prive di asperità occorre intervenire alla radice: saper selezionare la materia prima verde, monitorare la chimica della tostatura e bilanciare le componenti su basi molecolari.

Partecipa ai nostri corsi avanzati per imparare a formulare ricette bilanciate ed eliminare i difetti tattili dalle tue miscele:

  • Martedì 24 novembre – Sensory Psychophysiology (M3)
  • Mercoledì 25 novembre – Sensory Profiling (M4)
  • Giovedì 26 novembre – Italian Espresso Roasting (M5)

I corsi sono aperti a tutti coloro che hanno già frequentato e superato il corso IIAC – Italian Espresso Tasting (M1), e si terranno presso la sede di Autogrill, a Rozzano (MI).

Per ulteriori informazioni o per iscriverti:
E-mail: andrea.terzi@goodsenses.it
Telefono: 030 381558
WhatsApp: 375 848 5110

Il bar come interfaccia del consumo moderno

Il presidente dell’Istituto Espresso Italiano è intervenuto giovedì 1° ottobre all’International Coffee Forum di Napoli nel panel “Il bar come interfaccia: nuovi spazi e nuovi soggetti del consumo moderno”. Al centro, i risultati del report IEI “Il Bar Ideale” e il progetto Italian Espresso Collection

Il bar non è più soltanto un luogo di somministrazione, ma un’interfaccia capace di mettere in relazione persone, prodotti, competenze e territori. È il messaggio lanciato da Alessandro Borea, presidente dell’Istituto Espresso Italiano (IEI), durante il panel “Il bar come interfaccia: nuovi spazi e nuovi soggetti del consumo moderno”, che si è svolto oggi, giovedì 1° ottobre nell’ambito dell’International Coffee Forum in corso a Napoli. Nel suo intervento Borea ha richiamato i risultati del report IEI “Il Bar Ideale” e ha raccontato gli obiettivi di Italian Espresso Collection, il progetto nato per riconoscere e valorizzare i locali che interpretano al meglio la qualità dell’espresso e del cappuccino italiani insieme a servizio, accoglienza e capacità di raccontare il prodotto.

Dal punto vendita al nodo esperienziale. Nel suo intervento il presidente di IEI ha richiamato alcuni dei dati significativi del report “Il Bar Ideale”, realizzato recentemente per IEI da Sylla. Uno studio che fotografa un cambiamento ormai evidente: la qualità in tazza resta imprescindibile, ma viene valutata dal consumatore insieme all’ambiente, al servizio e alla relazione. “Il barista ideale è chiamato prima di tutto a “fare felice il cliente”, mettendo al centro ascolto, competenza e personalizzazione – ha spiegato Borea – i baristi esperti, pari al 60% del campione analizzato da IEI, indicano nell’affidabilità delle attrezzature, nell’efficienza e nella personalizzazione i pilastri di un servizio impeccabile, poi eventi e degustazioni, citati dal 53% del campione, e formazione continua, indicata dal 40%, diventano strumenti concreti per trasformare il locale in uno spazio di cultura e narrazione del caffè”.

Il bar resta un rito quotidiano e relazionale. Oltre la metà degli italiani consuma il caffè al bar due o tre volte alla settimana e quasi uno su cinque ogni giorno. I momenti privilegiati sono la colazione (55%) e la metà della mattinata (51%); il banco, scelto dal 58% dei consumatori, si conferma il luogo simbolo dell’esperienza. La fedeltà alla miscela e al locale di fiducia è particolarmente forte: il 68% degli intervistati resta fedele al proprio gusto. Piacere della degustazione, cremosità e intensità dell’espresso guidano la scelta, ma atmosfera, qualità del servizio, fiducia nel marchio e rapporto con il barista concorrono in modo decisivo alla soddisfazione e alla fidelizzazione.

“In questa prospettiva si inserisce Italian Espresso Collection, il progetto con cui IEI intende individuare e riunire una selezione di locali capaci di offrire un espresso e un cappuccino italiani di eccellenza e, allo stesso tempo, un’esperienza coerente, coinvolgente e riconoscibile – ha continuato Alessandro Borea – la conformità tecnica si unisce alla cura del servizio, alla professionalità, all’accoglienza e alla capacità di narrare il prodotto: elementi che rendono il bar un presidio contemporaneo della cultura italiana del caffè”.

Ryoma lancia la partnership con BibeCoffee: insieme per il caffè connesso

Riprendiamo volentieri il comunicato di Ryoma.

Nel mercato odierno, la richiesta di sistemi di telemetria avanzati si rivela sempre di più un asset competitivo essenziale per rispondere a clienti che esigono un controllo totale sulle performance. Ryoma risponde a questa forte domanda siglando una partnership strategica con BibeCoffee, leader globale nell’IoT applicato al mondo del caffè con oltre venticinquemila macchine connesse in più di venticinque Paesi. Questa collaborazione segna un passo decisivo nella visione di trasformare le macchine per espresso da semplici prodotti hardware ad asset intelligenti, connessi e guidati dai dati, offrendo un valore aggiunto che va ben oltre la fornitura tecnica ed evolvendo da costruttori a veri e propri abilitatori di performance.

Il gruppo Ryoma nasce a nasce dal mondo del caffè e crede fortemente nella sua cultura e comunità globale. La visione di Ryoma vuole portare brand con una storia solida e un’identità forte verso una fase di crescita, preservando ciò che li ha resi grandi. Il gruppo riunisce brand produttori di macchine per caffè espresso professionali – tra cui Astoria, Wega, Storm e Cime per le macchine tradizionali, e HLF per le superautomatiche – tutti presenti in oltre 160 paesi.

Bibe Coffee è una realtà d’avanguardia specializzata in soluzioni tecnologiche IoT e telemetria avanzata per il settore del caffè. Attraverso sistemi hardware e software proprietari, Bibe Coffee permette di monitorare in tempo reale lo stato di salute delle macchine da caffè professionali, analizzare i dati di erogazione, prevenire guasti e garantire la massima qualità costante della tazza ovunque nel mondo. BibeCoffee si distingue nello scenario IoT globale come un partner unico, grazie a una connettività con tecnologia LTE. Il cuore della soluzione è un device plug-and-play universale compatibile con qualsiasi macchina per caffè, dotato di una connettività con tecnologia LTE/cellular e SIM globale integrata. Questo garantisce un flusso continuo e sicuro di dati in tempo reale diretto al cloud, rendendo la macchina indipendente dalle reti Wi-Fi dei locali e sempre connessa in qualsiasi parte del mondo.

I vantaggi operativi di questa architettura si riflettono immediatamente sui clienti finali. Per i torrefattori e le catene di caffetterie significa ottimizzare le operazioni e ridurre i costi su scala globale, tracciando da remoto lo status e la localizzazione degli asset tramite GPS, tutelando il brand attraverso il controllo della consistenza delle ricette e dei tempi di estrazione, e gestendo la rete in modo efficiente grazie ad alert automatici sull’uso corretto, sui lavaggi e sul bilanciamento tra Sell-in e Sell-out. Per i coffee shop indipendenti si traduce invece nella serenità di gestire il locale direttamente dal proprio smartphone, monitorando le pulizie e lo stato della macchina in ogni momento, fidelizzando i clienti grazie alla certezza matematica della qualità erogata in ogni tazza e sfruttando report giornalieri e trend di performance per prendere decisioni commerciali più rapide e intelligenti.

A differenza delle soluzioni standard, questa collaborazione introduce una vera e propria rivoluzione tecnologica: macchine e device comunicano in modo continuo grazie alla bidirezionalità del dato fornito direttamente dalla centralina.
La collaborazione permette ai brand di Ryoma di ottenere un livello esclusivo di comunicazione profondo e nativo con l’elettronica di bordo. La macchina comunica in modo costante e diretto con il device di telemetria, consentendo di leggere nel dettaglio tutto ciò che fa e, grazie alla bidirezionalità, di modificarne attivamente i parametri operativi direttamente da remoto: è come essere sempre davanti alla macchina.

Questa tecnologia offre numerosi vantaggi: permette di monitorare le performance sia della singola macchina sia dell’intera flotta, di tenere sotto controllo la qualità del caffè fornito al cliente e di rilevare in tempo reale i consumi di caffè, acqua ed energia. Inoltre, consentendo di supervisionare costantemente le manutenzioni ordinarie di tutte le macchine, garantisce una pianificazione predittiva degli interventi che riduce drasticamente i costi di assistenza tecnica in loco, assicurando la massima costanza prestazionale nel tempo.

La nuova collaborazione segna un’evoluzione strategica che trasforma la macchina per caffè da semplice strumento di lavoro ad asset connesso e intelligente. Sfruttando l’analisi dei dati in tempo reale per ottimizzare il rendimento, garantire la massima qualità in tazza e prevenire le criticità operative, questa partnership genera un valore che va ben oltre la componente hardware, guidando la digitalizzazione dell’intero settore.

Il caffè entra all’università: 256 ore dalla pianta alla tazzina

Quanto sapere occorre per comprendere davvero il caffè? Certamente molto più di quanto possa stare in una tazzina. Genetica, agronomia, biodiversità, chimica, microbiologia, tostatura, diritto, commercio internazionale, sostenibilità, nutrizione, analisi sensoriale e assaggio: la filiera è lunga e, soprattutto, richiede competenze che raramente appartengono a una sola disciplina.

Nasce da questa consapevolezza il corso di perfezionamento in “Scienza e Tecnologia del caffè”, istituito per l’anno accademico 2026-2027 presso il Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari dell’Università degli Studi di Torino.

Il corso è destinato a laureati e laureate in possesso di laurea magistrale, di vecchio ordinamento o di un titolo equipollente, anche conseguito all’estero. L’obiettivo è fornire una preparazione interdisciplinare sulla produzione, la trasformazione, la commercializzazione e il consumo del caffè, formando professionalità capaci di affrontare ricerca, sviluppo e innovazione con particolare attenzione alla qualità del prodotto e del processo.

Il programma comprende complessivamente 256 ore ed è articolato in quattro moduli indipendenti:

  • La coltivazione del caffè: 72 ore dedicate a genetica, agronomia, biodiversità, sostenibilità, fitopatologia e gestione dei fitofagi.
  • Aspetti legali e commerciali della filiera del caffè: 40 ore su contratti, pratiche commerciali, etichettatura, certificazioni, proprietà intellettuale, commercio internazionale e sostenibilità della catena di approvvigionamento.
  • Dalla ciliegia al caffè tostato: 72 ore dedicate a microbiologia, chimica, tostatura, confezionamento e valorizzazione dei sottoprodotti.
  • La bevanda: 40 ore di lezione e 32 ore di esercitazione in azienda, con approfondimenti sulla produzione della bevanda, gli aspetti nutrizionali e sensoriali e l’assaggio del caffè. Sono previsti cinque giorni in presenza.

Il percorso si sviluppa nell’arco di 52 settimane, a partire dal 1° febbraio 2027, con lezioni prevalentemente il venerdì dalle 9:00 alle 18:00. La didattica si svolge online, ad eccezione delle attività in azienda previste dal quarto modulo.

Il corso completo può accogliere fino a 75 iscritti. Per i singoli moduli sono disponibili 20 posti, ridotti a 15 per “La bevanda”, proprio per la componente esercitativa svolta in azienda. Ogni modulo sarà attivato con almeno cinque partecipanti.

La quota di iscrizione all’intero corso è di 3.300 euro, al netto della contribuzione accessoria prevista dal regolamento universitario. È possibile frequentare anche uno o più moduli separatamente: 900 euro per “La coltivazione del caffè”, 500 euro per “Aspetti legali e commerciali della filiera del caffè”, 900 euro per “Dalla ciliegia al caffè tostato” e 1.000 euro per “La bevanda”.

La direzione è affidata alla professoressa Chiara Emilia Irma Cordero. Alla formazione concorrono, oltre al DISAFA, i Dipartimenti di Scienza e tecnologia del farmaco, Scienze della vita e biologia dei sistemi, Chimica e Giurisprudenza. Il corso è finanziato da Lavazza, Caffè Vergnano, Camera di commercio di Torino e Costadoro.

Non un corso sul caffè inteso come semplice prodotto, dunque, ma un percorso dentro la complessità della sua filiera. Perché tra la pianta e la tazzina c’è un mondo, e conoscerlo significa imparare a governarne qualità, innovazione e futuro.

Per maggiori informazioni.

Il Caffè di Mattia: quando inclusione ed eccellenza si incontrano

Nato da un progetto di Torrefazione Brasiliana, racconta l’impegno a sostegno de I Bambini delle Fate e dei loro progetti di inclusione per bambini e ragazzi affetti da autismo. Un impegno che vogliamo far crescere insieme al successo di questo caffè. E oggi c’è un motivo in più per sceglierlo: Il Caffè di Mattia ha conquistato la Gold Medal all’International Coffee Tasting 2026 di IIAC, prestigioso riconoscimento internazionale alla qualità.

Sai cosa succede nei primi 3-10 secondi di estrazione del tuo espresso?

Quando si osserva l’erogazione di un espresso al banco, l’attenzione tende a concentrarsi sui 25 secondi in cui la bevanda fluisce nella tazzina. Tuttavia, è durante la fase di preinfusione che accade la vera magia e soprattutto la prevenzione dei difetti.

La preinfusione corrisponde ai primi 3-10 secondi di estrazione, in cui il pannello di caffè pressato viene raggiunto da acqua in temperatura ma a una pressione estremamente bassa, compresa solitamente tra 1 e 3 atmosfere. In questo momento ciascun grammo di caffè macinato assorbe dai 2 ai 2,5 mL d’acqua.

Questo significa che all’interno di un filtro dose contenente 15 grammi di caffè, vengono instantemente trattenuti dalla polvere di caffè ben 30-37,5 mL d’acqua.

La preinfusione rappresenta il naturale completamento delle operazioni manuali di distribuzione, livellamento e pressatura del caffè nel filtro. Il suo obiettivo primario è uniformare la permeabilità dell’intero pannello di caffè prima dell’arrivo dell’alta pressione, le classiche 9 atmosfere.

Se il pannello venisse colpito immediatamente da 9 bar di spinta senza una preinfusione adeguata, l’acqua cercherebbe la via di minore resistenza e il risultato in tazza sarebbe disastroso.

Per scoprire questo e molto altro partecipa ai nostri corsi avanzati:

  • Martedì 24 novembre – Sensory Psychophysiology (M3)
  • Mercoledì 25 novembre – Sensory Profiling (M4)
  • Giovedì 26 novembre – Italian Espresso Roasting (M5)

I corsi sono aperti a tutti coloro che hanno già frequentato e superato il corso IIAC – Italian Espresso Tasting (M1), e si terranno presso la sede di Autogrill, a Rozzano (MI).

Per ulteriori informazioni o per iscriverti:
E-mail: andrea.terzi@goodsenses.it
Telefono: 030 381558
WhatsApp: 375 848 5110

International Coffee Tasting 2026 celebra il caffè di qualità con 38 Gold Medal

Si è conclusa con l’assegnazione di 38 Gold Medal la diciottesima edizione di International Coffee Tasting, il concorso internazionale del caffè organizzato da IIAC – International Institute of Coffee Tasters. Raccolti in due giorni di lavoro più di 22.000 dati sensoriali grazie all’operato di 37 giudici sensoriali internazionali supportati da un team di 15 professionisti.

Termina con l’assegnazione di 38 Gold Medal la diciottesima edizione di International Coffee Tasting 2026 organizzato da IIAC – International Institute of Coffee Tasters e ospitato da Lavazza Training Center a Settimo (TO).

Sei le categorie in gara: filtro, moka, monodose, miscele per espresso, singole origini per espresso e, per la prima volta in Italia, ready-to-drink e caffè istantaneo. Raccolti in due giorni di lavoro più di 22.000 dati sensoriali grazie all’operato di 37 giudici sensoriali internazionali supportati da un team di 15 professionisti.

Come sempre centrale il principio di trasparenza del concorso: i giudici sensoriali valutano alla cieca, senza conoscere il prodotto che stanno per assaggiare, applicando rigide regole di analisi sensoriale. I risultati vengono elaborati statisticamente e la formula per il calcolo del punteggio è pubblica e consultabile dal sito ufficiale.

Queste le aziende premiate in ordine alfabetico:

  • Allied Coffee Roasters, Saedocho, Yokohama, Giappone
  • Apulia Vending, Martina Franca (TA), Italia
  • Atlantica Groupa, Ljubljana, Slovenia
  • Caffè Agust, Brescia, Italia
  • Caffè Borbone, Caivano (NA), Italia
  • Caffè Brasiliana, Imperia, Italia
  • Caffè Cagliari, Modena, Italia
  • Caffè Haiti Roma, Roma, Italia
  • Caffè Marodda, Scalea (CS), Italia
  • Caffè Mokarico, Borgo San Lorenzo (FI), Italia
  • Caffè Morandini, Esine (BS), Italia
  • Café Dromedario, Heras, Cantabria, Spagna
  • Cafes La Brasileña, Vitoria-Gasteiz, Álava, Spagna
  • Dmine Coffee Roasters, Ansan, Gyeonggi-do, Corea del Sud
  • Drago Mocambo Caffè, Radevormwald, Germania
  • Italcaffè, Ceparana (SP), Italia
  • La Genovese, Albenga (SV), Italia
  • LiftUp Roast, Berkeley, CA, Stati Uniti
  • Mokador, Faenza (RA), Italia
  • Mokito, Milano, Italia
  • Morettino, Palermo, Italia
  • Nestlé, Assago (MI), Italia
  • Rostro, Shibuya-ku, Tokyo, Giappone
  • Torrefazione Caffè Gran Salvador, Brescia, Italia
  • Torrefazione Goriziana, Gorizia, Italia
  • Trismoka, Paratico (BS), Italia

“Ringraziamo tutte le aziende che hanno voluto mettersi in gioco in questo periodo di forte evoluzione per il mondo del caffè a livello globale. Le medaglie d’oro assegnate testimoniano di un settore del caffè resiliente con aziende che stanno coordinando le necessità del mercato con la qualità del prodotto – ha commentato Carlo Odello, presidente IIAC – International Institute of Coffee Tasters – Il fatto che abbiamo premiato diverse categorie riafferma la possibilità di godere di prodotti di qualità in molte forme diverse, un’opportunità che rende il caffè una bevanda estremamente versatile”.

A ciascuna azienda partecipante verrà fornito il profilo sensoriale dei prodotti presentati in concorso e l’ICT Benchmarks, uno strumento che consente di confrontare le caratteristiche sensoriali dei prodotti iscritti con quelle delle Gold Medal o di altri prodotti appartenenti alla categoria.

Inoltre, i prodotti partecipanti saranno inseriti nella nuova pubblicazione “L’Italia del Caffè” delle Guide di Repubblica, un progetto che sarà un punto di riferimento per il consumatore, offrendogli una chiave di lettura autorevole, specifica e scientifica per orientarsi nel mondo del caffè.

Tutte le Gold Medal di International Coffee Tasting 2026 sono disponibili a: www.internationalcoffeetasting.com