Il 17 aprile 2009 sarà Espresso Italiano Day: in più di 3.500 bar selezionati in tutta Italia, l’Istituto Nazionale Espresso Italiano darà in omaggio a chi prenderà il caffè una vademecum da tenere sempre con sè. "Nei bar italiani non è raro trovare degli espresso e dei cappuccini di bassa qualità – ha dichiarato Marco Paladini, presidente dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano – Più il consumatore saprà riconoscere un buon caffè, più l’intera filiera, dalle torrefazioni ai baristi, saranno stimolati a fare meglio".
Entrando al bar a cosa si deve prestare attenzione in particolar modo? Innanzitutto alla pulizia delle attrezzature: la macchina e il macinino devono essere perfettamente in ordine. "Troppo spesso notiamo attrezzature sporche, le campane dei macinini presentano talvolta una patina giallastra di grasso ossidato, non stupiamoci se poi il caffè saprà di rancido", ha continuato Paladini. Si capisce se il bar lavora bene anche da altri dettagli: per esempio se il barista, quando prepara un espresso, svuota completamente il portafiltri dal caffè già usato: se non lo fa, e rimane quindi della polvere esausta nel portafiltri, l’espresso che scende nella tazzina saprà di cotto e bruciato. E a proposito di tazzina, questa deve essere calda. E’ sbagliato accatastare le tazzine sopra la macchina: vanno messe al massimo su due file. "Si tratta di dettagli apparentemente insignificanti, ma che ci danno la possibilità di valutare la professionalità del barista – ha chiarito Paladini – Ed eventualmente di decidere di cambiare bar".
Un pensiero su “Espresso Italiano Day 2009: fare cultura sul caffè”
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Sono un barista titolare di un bar a Casarano in Prov. di Lecce,vi seguo tramite le vostre newsletters,e vorrei sapere come fare per promuovere,anche nel mio bar,l’Espresso Italiano Day 2009;
sarebbe molto interessante promuovere la cultura del caffè espresso anche in un territorio,il salento,dove le torrefazioni sono poco attente a queste iniziative,proprio perchè hanno un approccio del tipo tradizionale al mercato stesso e di questo sono,aimè,in parte,anche colpevoli gli operatori cioè noi baristi.
Ne approfitto per augurarvi buon lavoro e porgervi i miei più cordiali saluti.
Gianluigi Mastroleo.