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Un italiano su cinque consuma almeno un caffè al giorno al bar. IEI: ecco come si celebra il rito del caffè espresso all’italiana

A IEI Connect 2026 presentata la ricerca “Il Bar Ideale”. Istituto Espresso Italiano Lancia la Sfida all’Innovazione. Esperienza, qualità e centralità del cliente guidano l’evoluzione del bar italiano. I migliori saranno inseriti nella rete Italian Espresso Collection presentata nell’occasione

Il mercato del caffè italiano vive un momento di grande trasformazione. L’Istituto Espresso Italiano (IEI) ha presentato mercoledì 25 febbraio, in occasione di IEI Connect 2026 presso l’Excelsior Hotel Gallia di Milano, la ricerca “Il Bar Ideale” condotta da Sylla, che ridefinisce il concetto di bar e ne traccia le nuove direttrici di evoluzione. Non più solo qualità in tazza, ma un’esperienza completa che coinvolge servizio, ambiente e relazione con la clientela. Dall’indagine emerge la crescente centralità del cliente: il barista ideale è colui che mette la soddisfazione del cliente al primo posto, puntando su affidabilità delle attrezzature, efficienza e personalizzazione del servizio. L’innovazione coinvolge anche la promozione della cultura del caffè attraverso eventi, degustazioni e formazione continua, strumenti fondamentali per stare al passo con l’evoluzione del gusto italiano. “Dalla preparazione dell’espresso all’atmosfera del locale, la ricerca ha generato una fotografia concreta dell’esperienza reale al banco – spiega il Presidente di IEI, Alessandro Borea – ma proprio per valorizzare i bar più meritevoli abbiamo annunciato la nascita di Italian Espresso Collection, una selezione di locali che si distinguono per l’eccellenza del prodotto e del servizio”.

Il barista ideale secondo il consumatore. Il barista ideale è votato a “fare felice il cliente”, ponendo la relazione e la qualità del servizio al centro della sua missione. Baristi esperti (60% del campione analizzato) identificano nell’affidabilità delle attrezzature, nell’efficienza e nella personalizzazione i pilastri per un servizio impeccabile. Ma l’innovazione non si ferma al bancone: la promozione della cultura del caffè passa attraverso iniziative concrete come eventi e degustazioni (53%) e una formazione continua per i baristi (40%), strumenti essenziali per acquisire competenze sempre più tecniche e stare al passo con l’evoluzione del gusto.

Come e dove si consuma il caffè in Italia. Il caffè al bar si conferma dunque un rito trasversale e radicato: oltre la metà degli italiani lo consuma due o tre volte a settimana, e quasi uno su cinque ogni giorno. I momenti privilegiati restano la colazione (55%) e la metà della mattinata (51%), mentre dopo pranzo e nel pomeriggio il consumo si riduce, fino a diventare marginale la sera. Il banco si conferma luogo simbolo dell’esperienza, preferito dal 58% dei consumatori. La fedeltà alla miscela e al locale di fiducia è molto forte: il 68% degli intervistati resta fedele al proprio gusto. Il piacere della degustazione, la cremosità e l’intensità dell’espresso sono i criteri decisivi nella scelta. L’esperienza ideale si arricchisce di atmosfera, servizio e fiducia nel marchio, oltre che nella relazione diretta con il barista, figura centrale per la soddisfazione e la fidelizzazione del cliente.

Dai Curatori Esigenti ai Social-Giocosi: ecco i profili del consumatore di caffè al bar. La ricerca individua così differenti profili di consumatori e propone un nuovo metodo dinamico di valutazione dei bar, basato su criteri oggettivi, edonici e descrittori liberi: quindi i Curatori Esigenti e i Curiosi del Gusto, attenti a qualità ed estetica. Più pragmatici sono gli Utilitaristi Disaffezionati, i Comunitari del Bar e i Disincantati Funzionali, che cercano semplicità e funzionalità. I Piaceri Concreti amano buon cibo e atmosfera accogliente, mentre i Social-Giocosi preferiscono ambienti conviviali.

Come detto, a coronare questa rivoluzione, IEI annuncia la nascita della Italian Espresso Collection: una selezione d’élite di locali ambasciatori del vero espresso e cappuccino italiani, scelti non solo per la conformità tecnica ma per la capacità di offrire un’esperienza emozionante, coinvolgente e di altissimo livello. Un riconoscimento che celebra la passione, la cura e la professionalità, trasformando ogni tazza in un momento unico di piacere autentico.

Per l’intero evento la qualità dell’espresso italiano offerto agli ospiti è stata garantita dai partner tecnici di questa edizione: Costadoro con miscela Master, Milani con miscela Gran Espresso, Lavazza con Galleria della collezione Tales of Italy e La San Marco con macchina Serie D Single Boiler e Macinacaffè 84F.

Il Bar Ideale: a Milano Istituto Espresso Italiano lancia l’indagine

L’Istituto Espresso Italiano propone IEI Connect 2026 il 25 febbraio all’Excelsior Hotel Gallia, presentando due studi sul bar ideale e relatori d’eccezione come Lino Stoppani (FIPE) e Iginio Massari (APEI), oltre a rappresentanti della filiera. Sarà possibile seguire la giornata anche in diretta streaming

È ormai tutto pronto per la giornata di IEI Connect l’evento dedicato alle novità del mondo del caffè italiano in programma il 25 febbraio a Milano presso Excelsior Hotel Gallia. Nell’occasione l’Istituto Espresso Italiano (IEI) offrirà momento di confronto e ispirazione sul tema dell’ospitalità e in particolare del bar ideale. Temi trattati da un pool di relatori d’eccezione tra cui Lino Stoppani e Iginio Massari. “Esistono in Italia moltissimi locali che lavorano in qualità e che offrono ai propri clienti un’esperienza gratificante – afferma il presidente di IEI, Alessandro Borea – Bar dove si può gustare un espresso di alta qualità, servito da baristi preparati e attenti, capaci di offrire un’esperienza che valorizza la tradizione italiana: noi abbiamo studiato proprio i bar ideali”.

Da Iginio Massari (APEI) a Lino Stoppani (Fipe), un ricco programma di confronto. Dopo i saluti iniziali di Alessandro Borea, aprirà la sessione di interventi Lino Stoppani, presidente FIPE – Federazione Italiana Pubblici, che parlerà dei pubblici esercizi italiani, come strumento di identità e portatori di valori economici, sociali, culturali, subito seguito da Iginio Massari, presidente APEI – Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana, che parlerà della colazione all’italiana come di un viaggio narrativo. Si passerà poi alle ricerche scientifiche. Furio Camillo, responsabile scientifico di Sylla e professore di Statistica Aziendale presso l’Università di Bologna, presenterà la ricerca di mercato esclusiva per IEI “Il bar ideale”, focalizzata su come gli italiani e i baristi stessi vivono l’esperienza al bar e cosa si aspettano dai locali che frequentano o gestiscono tutti i giorni. Subito dopo Carlo Odello, CEO IEI, e Gian Paolo Braceschi, direttore generale IEI, che presenteranno il nuovo metodo oggettivo per la valutazione dell’esperienza al bar e lo faranno attraverso un’altra ricerca recentissima che ha proprio visto l’applicazione del metodo sul mercato italiano. Nel pomeriggio spazio alle aziende IEI in un talk dedicato alla loro visione di ospitalità perfetta e di bar ideale al quale prenderanno parte tra le altre La Genovese, La San Marco, Essse Caffè e Mokador.

L’evento sarà disponibile anche in diretta streaming al seguente link: https://us06web.zoom.us/j/84402557794

In questo contesto, il nostro impegno è duplice: da una parte, aiutare e portare a esempio quei locali che fanno scuola per professionalità, dall’altra, sostenere la crescita delle caffetterie di qualità – commenta Alessandro Borea – Queste con passione e cura contribuiscono a far conoscere e apprezzare l’espresso italiano nel mondo. Sono questi locali il vero motore del settore, e meritano di essere valorizzati”.

Per l’intero evento la qualità dell’espresso italiano offerto agli ospiti sarà garantita dai partner tecnici di questa edizione: Costadoro con miscela Master, Milani con miscela Gran Espresso, Lavazza con Galleria della collezione Tales of Italy e La San Marco con macchina Serie D Single Boiler e Macinacaffè 84F.

La cultura dell’espresso italiano e del caffè passa dalla formazione

Un calendario ricco di appuntamenti rivolti a baristi, torrefattori e appassionati per valorizzare la professionalità e la conoscenza del caffè. Primo appuntamento il 24 marzo nella sede de La San Marco, a Gradisca d’Isonzo (Go) poi in altre aziende sparse per l’Italia per coinvolgere il maggior numero di utenti

Istituto Espresso Italiano (IEI) lancia un ciclo di corsi di formazione e di avvicinamento alla degustazione del caffè con il metodo International Institute of Coffee Tasters (IIAC), pensati per rispondere alle esigenze di formazione di un settore in continua evoluzione. Un ricco calendario che partirà dal 24 marzo e proseguirà fino a settembre, vedrà svilupparsi un ciclo di formazione che si articolerà in due filoni principali: i corsi realizzati in collaborazione con i costruttori di macchine, rivolti soprattutto ai torrefattori, e quelli organizzati dalle aziende di torrefazione, indirizzati principalmente a baristi e appassionati desiderosi di approfondire il mondo dell’espresso. “La formazione rappresenta oggi più che mai un tassello fondamentale per chi desidera lavorare con professionalità e passione nel mondo del caffè – sottolinea Alessandro Borea, presidente dell’Istituto Espresso Italiano (IEI) – e investire nella conoscenza significa garantire qualità al consumatore finale e contribuire a diffondere la cultura autentica dell’espresso italiano, patrimonio riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo”.

Tra i corsi di punta proposti dai professionisti di IIAC, IIAC Italian Espresso Tasting (M1), una giornata immersiva che consente di diventare assaggiatori certificati, grazie a un percorso tra teoria e pratica che esplora le tecniche di valutazione sensoriale, la geografia della produzione, la lavorazione del caffè e i segreti per ottenere un espresso perfetto. Il corso si conclude con un esame finale che permette di conseguire la patente ufficiale di assaggiatore. A completare l’offerta, il corso IIAC Italian Espresso Specialist (M2) accompagna i partecipanti in un viaggio storico, tecnico e antropologico nell’universo dell’espresso italiano e del cappuccino. Un percorso che unisce approfondimenti sulla genesi e gli stili della miscela, alle competenze tecniche su acqua, macinatura, estrazione e degustazione, con esercitazioni pratiche di panel test e assaggio.

Il programma e i due target di intervento. La programmazione si divide tra i corsi presso i produttori di macchine e macinandosatori e torrefattori. Di seguito il programma aperto a operatori del settore su prenotazione. Per informazioni sulla partecipazione e le modalità di registrazione è possibile consultare il sito www.iei.coffee dove alla pagina formazione saranno presenti sia i calendari che le informazioni per accedere.

Corsi presso produttori di macchine e macinadosatori:

  • La San Marco – 24/3/2026 – IIAC Italian Espresso Tasting (M1)
  • Eureka – 15/5/2026 – IIAC Italian Espresso Tasting (M1)

Corsi presso torrefattori:

  • Costadoro – 27/3/2026 – IIAC Italian Espresso Tasting (M1)
  • Mokador – 30/3/2026 – IIAC Italian Espresso Tasting (M1)
  • Mokador – 31/3/2026 – IIAC Italian Espresso Specialist (M2)
  • Essse Caffè – 13/4/2026 – IIAC Italian Espresso Tasting (M1)
  • Torrefazione San Salvador – 15/4/2026 – IIAC Italian Espresso Tasting (M1)
  • Dersut Caffè – 28/4/2026 – IIAC Italian Espresso Tasting (M1)
  • La Genovese – 19/5/2026 – IIAC Italian Espresso Tasting (M1)
  • Essse Caffè – 26/5/2026 – IIAC Italian Espresso Specialist (M2)
  • Filicori Zecchini – 22/9/2026 – IIAC Italian Espresso Tasting (M1)
  • Caffè Milani – 22/9/2026 – IIAC Italian Espresso Tasting (M1)
  • Filicori Zecchini – 23/9/2026 – IIAC Italian Espresso Specialist (M2)
  • Jolly Caffè – 7/10/2026 – IIAC Italian Espresso Tasting (M1)
  • Jolly Caffè – 8/10/2026 – IIAC Italian Espresso Specialist (M2)
  • Dersut Caffè – 24/11/2026 – IIAC Italian Espresso Tasting (M1)

Istituto Espresso Italiano a Milano presenta il bar ideale

L’Istituto Espresso Italiano propone IEI Connect 2026 il 25 febbraio all’Excelsior Hotel Gallia di Milano, presentando due studi sul bar ideale e relatori d’eccezione tra cui Lino Stoppani e Iginio Massari

Si avvicina sempre di più IEI Connect previsto per il 25 febbraio a Milano presso Excelsior Hotel Gallia. Nell’evento l’Istituto Espresso Italiano (IEI) offrirà momento di confronto e ispirazione sul tema dell’ospitalità e in particolare del bar ideale. Temi trattati da un pool di relatori d’eccezione tra cui Lino Stoppani e Iginio Massari.

Esistono in Italia moltissimi locali che lavorano in qualità e che offrono ai propri clienti un’esperienza gratificante – afferma il presidente di IEI, Alessandro Borea – Bar dove si può gustare un espresso di alta qualità, servito da baristi preparati e attenti, capaci di offrire un’esperienza che valorizza la tradizione italiana: noi abbiamo studiato proprio i bar ideali”.

Dopo i saluti iniziali di Alessandro Borea, aprirà la sessione di interventi Lino Stoppani, presidente FIPE – Federazione Italiana Pubblici, che parlerà dei pubblici esercizi italiani, come strumento di identità e portatori di valori economici, sociali, culturali, subito seguito da Iginio Massari, presidente APEI – Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana, che parlerà della colazione all’italiana come di un viaggio narrativo. Si passerà poi alle ricerche scientifiche. Furio Camillo, responsabile scientifico di Sylla e professore di Statistica Aziendale presso l’Università di Bologna, presenterà la ricerca di mercato esclusiva per IEI “Il bar ideale”, focalizzata su come gli italiani e i baristi stessi vivono l’esperienza al bar e cosa si aspettano dai locali che frequentano o gestiscono tutti i giorni. Subito dopo Carlo Odello, CEO IEI, e Gian Paolo Braceschi, direttore generale IEI, che presenteranno il nuovo metodo oggettivo per la valutazione dell’esperienza al bar e lo faranno attraverso un’altra ricerca recentissima che ha proprio visto l’applicazione del metodo sul mercato italiano. Nel pomeriggio spazio alle aziende IEI in un talk dedicato alla loro visione di ospitalità perfetta e di bar ideale.

In questo contesto, il nostro impegno è duplice: da una parte, aiutare e portare a esempio quei locali che fanno scuola per professionalità, dall’altra, sostenere la crescita delle caffetterie di qualità – commenta Alessandro Borea – Queste con passione e cura contribuiscono a far conoscere e apprezzare l’espresso italiano nel mondo. Sono questi locali il vero motore del settore, e meritano di essere valorizzati”.

Per l’intero evento la qualità dell’espresso italiano offerto agli ospiti sarà garantita dai partner tecnici di questa edizione: La San Marco, Milani e Costadoro.

Espresso Italiano Champion 2025 | Una competizione vicina al lavoro del barista

La competizione Espresso Italiano Champion è unica perché è vicina al lavoro che il barista fa tutti i giorni.

Il presidente Alessandro Borea, nella sua intervista, ci racconta l’importanza della gara nel contesto nazionale e internazionale, e di come negli anni ci si stia avvicinando a standard di qualità e professionalità sempre più elevati.

La finale internazionale si è tenuta domenica 19 ottobre a Host, ospitata da La San Marco, e vinta da Giulia Ruscelli, con miscela Mokador.

Buona visione!

Alessandro Borea (Istituto Espresso Italiano): “Solo conoscendo la terra d’origine possiamo immaginare il futuro del caffè di qualità”

L’Istituto Espresso Italiana analizza l’importanza di conoscenza e cultura del caffè, a partire dalle terre d’origine della materia prima. Innovazione e tradizione, insieme al racconto, per il futuro del settore

Si è da poco concluso il viaggio di Alessandro Borea, presidente dell’Istituto Espresso Italiano (IEI), in Etiopia, culla del caffè e terra ricca di storia, biodiversità e innovazione. L’esperienza, nata dalla collaborazione tra IPD No e IPD Import ProMotion Desk, ha rappresentato un’occasione unica per approfondire la conoscenza diretta delle origini del caffè e delle evoluzioni che stanno interessando la filiera locale. “Arrivare in Etiopia significa tornare là dove tutto ha avuto inizio,” racconta Alessandro Borea. “La prima giornata tra i piccoli esportatori di Addis Abeba e la sessione di cupping presso Enku Coffee mi ha permesso di assaporare profili aromatici straordinari, frutto della ricchezza genetica degli heirloom locali e della crescente attenzione dei giovani professionisti etiopi alla tracciabilità e alla qualità”.

Il viaggio si è poi spostato a sud-ovest, nella regione di Jimma, tra altipiani verdi e villaggi immersi tra le piantagioni. “Jimma è il cuore pulsante di una tradizione millenaria che oggi si apre al futuro,” prosegue Borea. “Le cooperative storiche e le nuove realtà imprenditoriali lavorano insieme per innovare senza spezzare il filo con la tradizione. Visitare aziende modello come Haider Abamecham, Limmu Kossa e Dehab Specialty Farm, camminare nelle foreste tra le piante di caffè, osservare le pratiche di selezione e fermentazione, mi ha fatto comprendere quanto la biodiversità e la sostenibilità siano la vera ricchezza di queste terre”.

In Etiopia il caffè cresce spesso in contesti forestali e semi-forestali, integrato nella vegetazione naturale e protetto dagli alberi d’ombra. Le varietà coltivate, i cosiddetti landraces, rappresentano un patrimonio genetico unico al mondo esempio anche per l’Italia da valorizzare ancora di più nella promozione del caffè. “Credo fermamente che il futuro del caffè di qualità passerà dalla capacità di esaltare questa diversità”, ancora Alessandro Borea.

L’ultima tappa del viaggio è stata la visita alla piantagione Tega Tula Coffee, emblema di una nuova generazione di specialty farm dove innovazione, sostenibilità e ospitalità si fondono armoniosamente. “Trascorrere due giorni immersi tra le piante di caffè, nel lodge della piantagione, ci ha permesso di vivere in prima persona l’evoluzione della filiera etiope: una realtà capace di produrre caffè lavati, naturali e anaerobici, puntando sempre all’eccellenza, solo conoscendo a fondo le origini possiamo davvero comprendere e guidare il futuro del caffè”, conclude il presidente dell’Istituto Espresso Italiano.

Alessandro Borea ospite a Casa Italia in occasione della giornata internazionale del caffè

In occasione della giornata internazionale del caffè, il presidente Alessandro Borea è stato invitato al programma Casa Italia, che va in onda tutti i giorni su Rai Italia.

L’occasione era parlare di caffè nella giornata che gli viene dedicata a livello mondiale.

In particolare, l’intervento del presidente è stato fondamentale per ribadire il problema dei prezzi e la crisi che sta vivendo il settore; con l’aumento del costo della materia prima, dovuto a deficit produttivi e aumenti di consumo in mercati nuovi e mercati interni, e una conseguente difficoltà nel reperimento del prodotto.

Si è parlato anche del caffè in Italia e del suo ruolo nella cultura. Come ben sappiamo, il modo di bere l’espresso in Italia è differente da tutto il resto del mondo.
Grazie a una ricerca svolta da IIAC – International Institute of Coffee Tasters, sono stati delineati cinque stili di espresso in Italia, diversi tra loro, legati alla tradizione e alla cultura dei luoghi, ma tutti presentano le connotazioni dell’espresso italiano perfetto.

È stato chiesto come si possa salvaguardare la cultura e l’identità dell’espresso? “Attraverso la collaborazione” ha risposto il presidente Borea, “tutta la filiera deve collaborare, dal barista, al tostatore, fino ad arrivare al produttore e al coltivatore di caffè, che rimane dall’altra parte del mondo; affinché venga dato il giusto valore a questo prodotto”.

La puntata è disponibile per la visione su Rai Play al seguente link: https://www.raiplay.it/video/2025/10/Casa-Italia-del-01102025. L’intervento del presidente Borea inizia a 1:10:00

Sempre in occasione della giornata internazionale del caffè siamo stati ripresi da Ansa, con il comunicato stampa dove il presidente ha sottolineato la collaborazione come tema chiave del 2025 per Istituto Espresso Italiano.

Qui il link all’articolo: https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/business/2025/09/30/caffe-aumentano-fino-al-90-prezzi-materie-prime

Alessandro Borea (La Genovese): Serve creare una cultura condivisa del buon caffè

La serie di interviste IIAC è un’opportunità per scoprire come alcuni protagonisti del settore del caffè interpretano i segnali del mercato, e le leve che stanno azionando per costruire un futuro con maggiore consapevolezza nei consumatori.

Oggi parliamo con Alessandro Borea, amministratore della torrefazione La Genovese, azienda a conduzione familiare giunta alla terza generazione, per la quale si occupa anche di produzione e qualità. L’azienda opera principalmente in Liguria e Piemonte, ma esporta anche in diversi paesi europei ed extra-UE. Borea è inoltre presidente di Istituto Espresso Italiano (IEI).

Ci parli del core business della tua azienda?

La Genovese ha quasi novant’anni di storia. La nostra attività si concentra per il 90% sulla produzione di caffè in grani per il mercato professionale, con una piccola parte dedicata alle monoporzioni. Non produciamo confezioni per la grande distribuzione.

Qual è lo stato attuale del mercato del caffè in Italia?

Il mercato italiano, in particolare nel settore Ho.Re.Ca., è estremamente articolato. Riscontriamo una forte difficoltà nel far percepire il reale valore del caffè al consumatore, a causa di radicate dinamiche socioculturali. Questo ostacola una giusta valorizzazione del prodotto lungo tutta la filiera. Sebbene il caffè di qualità implichi costi crescenti e competenze specifiche, molti clienti continuano a considerarlo un bene a basso costo. Ne deriva un circolo vizioso che frena l’innovazione, svaluta la qualità e penalizza la redditività delle imprese.

Come vedi il mercato italiano rispetto a quello estero?

In Italia, il mercato tende spesso a valorizzare il caffè come semplice abitudine quotidiana, più che come prodotto da scoprire e comprendere. Questo rende difficile comunicare al cliente finale il reale valore legato alla qualità, all’origine e alla sostenibilità. Tuttavia, anche in Italia cresce una fascia di clientela più consapevole, attenta al gusto e alla filiera. All’estero, invece, è generalmente più semplice dialogare con operatori già orientati alla qualità, con maggiore apertura verso trasparenza, formazione e valore percepito.

Voi come state affrontando questo aumento?

Abbiamo intensificato gli sforzi di comunicazione verso i nostri clienti, puntando sulla trasparenza e sulla valorizzazione della qualità del prodotto. Più che focalizzarci solo sui costi, cerchiamo di spiegare cosa rende un caffè davvero buono: origine, lavorazione, filiera. Non parliamo solo di prezzo, ma raccontiamo storie di origine, impegno e passione, per aiutare i clienti a comprendere il valore reale del prodotto. Anche se incontriamo ancora qualche resistenza, notiamo che chi comprende il valore, è disposto a riconoscerlo e a condividerlo con i propri clienti.

Quali potrebbero essere le soluzioni a queste problematiche?

La soluzione principale risiede nella formazione e nella comunicazione efficace. È fondamentale che baristi e consumatori comprendano appieno cosa rende speciale un buon caffè, per creare una cultura autentica del prodotto. La formazione deve essere vista come un investimento strategico che valorizza la qualità e non come un semplice costo, così da trasformare la percezione del caffè e sostenere un mercato più consapevole e competitivo.

Andrea Terzi
Michela Scaglia

Giulia Ruscelli di Forlì è la migliore barista d’Italia – La prima donna a Vincere l’Espresso Italiano Champion

Assegnato a Conegliano Veneto (Tv) il premio promosso dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) in occasione della finale dell’Espresso Italiano Champion. Alessandro Borea (Presidente IEI): «Una competizione di confronto e un messaggio importante per i professionisti più giovani e di domani»

È Giulia Ruscelli di Forlì, la migliore barista dell’anno, vincitrice dell’Espresso Italiano Champion 2025. Giulia si è aggiudicata il titolo di migliore barista in tema di espresso e cappuccino italiani con la miscela Mokador. La barista forlivese è la prima donna italiana a vincere la gara nazionale di Espresso Italiano Champion e lo ha fatto dopo aver sfidato altri undici professionisti nella competizione organizzata dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) che si è svolta a Conegliano Veneto (Tv) nella sede di Dersut, socio dell’Istituto. In un tempo di soli 11 minuti ha dovuto tarare la sua attrezzaturala macchina Rancilio Classe 20 ASB e il macinadosatore Eureka Atom 20W con sistema acqua Brita, e dimostrare di sapere preparare quattro espressi e quattro cappuccini. Al secondo posto della finale il veneziano Tianyu Wang, mentre al terzo posto si è piazzato Matteo Colzani.

L’Espresso Italiano Champion ha visto la partecipazione di decine di giovani professionisti in tutta Italia che già dalle prove di qualifica si sono confrontati e stimolati alla crescita personale e professionale in questo settore che proprio su loro punta molto in quanto ultimo anello della filiera prima del consumatore finale – spiega il Presidente dell’Istituto Espresso Italiano (IEI), Alessandro Borea – sono particolarmente felice che a vincere sia stata una giovanissima professionista, la figura femminile nel settore è sempre più fondamentale, su tutta la filiera”.

Giulia Ruscelli è barista al Lovo Bar e Pasticceria di Forlì. Professionista da 14 anni, ma solo negli ultimi quattro specializzata nella tecnica della latte art, facendola diventare una personale grande passione. “È la mia prima gara e non mi aspettavo assolutamente di vincere, neanche di arrivare in finale, il motivo per la quale ho scelto di essere qui era crescere a livello personale e lavorativo, e per conoscere un ambiente diverso dove ci sono tutti esperti e appassionati di caffè – le prime parole della vincitrice – porto a casa l’essere più minuziosa, attenta ai dettagli e alla pulizia nel bar in cui lavoro con l’obiettivo di trasmettere questa cosa alla mia clientela, sono contenta di aver raggiunto un trampolino di lancio che mi permetterà di avere varie porte aperte, dandomi o l’opportunità di scegliere la strada che sentirò più mia”.

La ricetta del miglior espresso italiano secondo IEI. I prodotti presentati in gara hanno rispecchiato i parametri di qualità dell’Istituto Espresso Italiano (IEI): per l’espresso una tazzina con circa 25 millilitri di caffè ornato da una crema consistente e di finissima tessitura, di color nocciola, una bevanda sciropposa con aromi intensi e ricchi di note di fiori, frutta, cioccolato e pan tostato. Per il cappuccino una crema finissima e lucida, con un perfetto bilanciamento di aromi del latte e del caffè. La sfida ha visto una semifinale martedì 24 giugno con 12 concorrenti e la finale il giorno successivo, con 6 baristi. Alla fase finale hanno avuto accesso i migliori professionisti qualificatisi alle selezioni interne effettuate da diverse aziende associate a IEI. I finalisti sono stati giudicati da giudici tecnici, giudici sensoriali e giudici marketing. Questi ultimi hanno valutato la capacità dei concorrenti di comunicare e valorizzare il prodotto, i giudici tecnici la capacità di lavorare in modo professionale e quelli sensoriali hanno valuto gli espressi e i cappuccini prodotti alla cieca, cioè senza sapere chi li avesse preparati, con il metodo IIAC – International Institute of Coffee Tasters dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè.

Proviamo un grande orgoglio nell’aver potuto ospitare la finale, dove sono emersi l’alto livello professionale dei partecipanti e il valore della collaborazione oltre la mera competizione – le parole di Lara Caballini di Sassoferrato, AD di Dersut Caffè – questa iniziativa evidenzia a livello mediatico questa professione e tutto quello che valorizza la filiera del caffè italiano, alla vincitrice un augurio, non solo per questa competizione, ma in generale nel lavoro e nella vita, di avere sempre consapevolezza di ciò che si è, delle proprie capacità e del proprio valore. Il valore che tu ti dai è quello che poi gli altri percepiscono e dovrebbero riconoscerti; quindi, le auguro di credere sempre nelle proprie capacità e quando ci sono le capacità vanno anche comunicate, fatte capire agli altri”.

Espresso Italiano Champion, i migliori baristi si sfiano il 24 e 25 giugno a Conegliano Veneto (TV) nella sede di Dersut

Sono 12 i baristi che si sfidano nelle varie tecniche previste dalla competizione per diventare il miglior barista in Italia del concorso promosso dall’Istituto Espresso Italiano (IEI)

Sono 12 i finalisti che il 24 e 25 giugno si sfidano a suon di tazzine di caffè e cappuccino per la finalissima dell’Espresso Italiano Champion, il concorso promosso dall’Istituto Espresso Italiano che ogni anno premia il miglior professionista alla macchina. Le selezioni intermedie che si sono svolte tra maggio e giugno in diverse aziende socie di IEI hanno infatti decretato i vincitori di tappa che avranno accesso diretto alla fase finale in programma a Conegliano Veneto (Tv) presso la sede di Dersut. “L’Espresso Italiano Champion rappresenta per tutti i partecipanti, e in particolare per i finalisti, la possibilità di vivere un’esperienza sia professionale che umana, fatta di confronto tra colleghi con esperienze spesso internazionali, oltre a una forte crescita personale e professionale – spiega il Presidente dell’Istituto Espresso Italiano (IEI), Alessandro Borea – di solito, chi intraprende questo percorso tende a proseguire questa attività fondamentale per raccontare il caffè al consumatore finale, con maggiore entusiasmo, grazie alla formazione ricevuta e al confronto con gli esperti della giuria”.

Un premio alla professionalità e all’arte italiana dell’espresso e del cappuccino. I dodici finalisti sono giudicati da una giuria composta da giudici tecnici, sensoriali e marketing. Questi ultimi valuteranno la capacità dei concorrenti di comunicare e valorizzare il prodotto, i giudici tecnici la capacità di lavorare in modo professionale e quelli sensoriali valuteranno gli espressi e i cappuccini prodotti alla cieca, cioè senza sapere chi li preparerà, con il metodo IIAC – International Institute of Coffee Tasters.

Promuovere e difendere l’autenticità dell’Espresso Italiano Certificato e valorizzare la professionalità dei baristi sono due obiettivi che ci stanno particolarmente a cuore perché fondano il rito del caffè e ne custodiscono l’identità, fatta di gesti, passione e competenza” queste le parole di Lara e Giulia Caballini di Sassoferrato – rispettivamente AD e Marketing Manager Dersut Caffè che si dicono liete di ospitare un contest che premia la qualità nel mondo del caffè.