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Ecco le “terre rare” che ci dicono da dove viene il caffè

di Emanuela Pusceddu, dottore di ricerca in fisica (PhD)
Istituto di Biometeorologia IBIMET del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)

La qualità e l’autenticità sono aspetti importanti per il settore agro-alimentare e di conseguenza anche  la sicurezza dei consumatori e dei produttori.  Un problema che affligge l’ambito agroalimentare, sia dal punto di vista della qualità del prodotto che da quello economico, è costituito dalle frodi relative all’origine, adulterazione ed etichettatura dei prodotti.

La comunità scientifica ha focalizzato la sua attenzione per ostacolare le frodi su matrici agroalimentari, come vino, olio, grano, riso e altri ancora. Numerosi studi hanno affrontato il tema della tracciabilità varietale degli agro-prodotti e hanno permesso di mettere a punto metodologie di analisi solide mentre, a oggi, sono pochi gli studi relativi alla tracciabilità geografica. Attualmente, diverse tecniche investigative sono in grado di caratterizzare le bio-matrici dal punto di vista chimico, fisico e biologico.

Alcune di queste tecniche prendono in considerazione una famiglia di elementi chimici, "le terre rare" (famiglia dei Lantanidi). Questi elementi chimici sono contenuti nel suolo e vengono assorbiti dalle piante e si riscontrano anche nei frutti, ovvero nei prodotti agroalimentari. In particolare, è stata applicata con successo in quest’ambito l’analisi di elementi chimici, come la spettrometria di massa a plasma accoppiato induttivamente (ICP-MS). Uno  studio ha dimostrato con questa tecnica che la composizione di elementi multipli nei prodotti agroalimentari è fortemente influenzata dalla solubilità dei composti inorganici nel suolo. Dunque vi è una correlazione tra gli elementi chimici presenti nel suolo, nella pianta e nel frutto. La possibile identificazione di elementi in traccia, quali i lantanidi nelle biomatrici può essere usata per l’identificazione della posizione geografica del suolo che li produce.

Attualmente, un esperimento è in corso sulla tracciabilità geografica del caffè in collaborazione con l’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei) e l’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac). I test preliminari hanno rivelato sostanziale differenza fra la quantità di elementi lantanidi contenuti nei campioni di caffè verde, proveniente da due nazioni diverse. Dunque, si è potuto osservare la discriminazione tra i due campioni di caffè originato in suoli diversi. Lo stesso tipo di esperimento è stato condotto anche sul caffè dopo tostatura, proveniente dalla due diverse nazioni. Anche nel caso dei campioni tostati, si è potuta osservare la discriminazione tra i due agro-prodotti provenienti da suoli diversi.

I passi successivi di questo studio sono indirizzati all’affinamento della tecnica utilizzata ed alla costruzione di una banca dati del caffè  con la garanzia della sua origine geografica. Questo lavoro ci permetterà di ottenere risultati rilevanti per il settore agroalimentare, nel settore dell’autenticazione e tracciabilità  geografica, al fine di poter difendere i consumatori e i produttori.

Forum Scientifico sul Caffè 2014: Il vicino infrarosso (NIR) e il mondo del caffè, un’analisi veloce ed affidabile per comprare meglio il crudo e valutare la qualità del tostato

Il Forum Scientifico sul Caffè, a Brescia il 13 marzo prossimo, riporta l’attenzione sui temi reali dai quali dipenderà il futuro dell’amata tazzina di caffè. Il tema di quest’anno è infatti: Innovazione nell’espresso italiano, sette idee per pensarci seriamente (tutti i dettagli nel programma allegato). L’iscrizione al Forum Scientifico sul Caffè è gratuita e si effettua a http://goo.gl/2VM3Z3. Da questa uscita iniziamo ad anticipare le relazioni: un aperitivo in vista del convegno.

Il vicino infrarosso (NIR) e il mondo del caffè: un’analisi veloce ed affidabile per comprare meglio il crudo e valutare la qualità del tostato

Dott. Massimo Simoni

(Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna)

Il Reparto di Chimica Applicata alle Tecnologie Alimentari dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (Izler) vanta un’esperienza decennale nel campo della spettroscopia NIR con applicazioni relative ai principali prodotti della salumeria, al settore lattiero-caseario, al settore zootecnico, al settore del miele e a quello dell’olio.

Attualmente il reparto è impegnato nella messa a punto di curve NIR sul caffè crudo e su quello tostato per la valutazione dei parametri umidità, lipidi, proteine, ceneri e caffeina. Tali curve permetteranno una valutazione rapida ed affidabile del prodotto crudo ai fini del suo acquisto ed una precisa valutazione qualitativa del prodotto tostato.

La spettroscopia nel vicino infrarosso (NIR) è una tecnica di analisi secondaria che utilizza la regione infrarossa dello spettro elettromagnetico per indagare in modo non distruttivo le proprietà chimico-fisiche dei campioni. 

L’impiego di tale tecnica prevede alcune fasi preliminari per la creazione di curve di calibrazione ad hoc per l’alimento da analizzare: una fase di lettura di un gruppo rappresentativo di campioni (sia mediante NIR che tramite analisi chimiche tradizionali) e una fase di elaborazione dei dati ottenuti mediante l’utilizzo della chemiometria che permette, dopo la validazione statistica di tali curve, di prevedere la composizione chimica dei campioni ignoti.

I vantaggi del NIR rispetto alle metodiche chimiche tradizionali sono molteplici: è più veloce (pochi minuti), non è distruttivo (il campione può essere riutilizzato), non è invasivo (le radiazioni utilizzate non provocano trasferimento di calore sotto forma di calore), non necessita di particolari preparazioni del campione (semplice omogeneizzazione), è meno costoso ed è in grado, con una sola analisi, di valutare numerosi parametri.

Innovazione nell’espresso italiano: sette idee per pensarci seriamente

Il Forum Scientifico sul Caffè, a Brescia il 13 marzo prossimo, riporta l’attenzione sui temi reali dai quali dipenderà il futuro dell’amata tazzina di caffè. Iscrizione gratuita on-line.

L’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac), che da più di vent’anni si dedica all’assaggio dell’espresso italiano collaborando attivamente alla sua tutela con l’Istituto Nazionale Espresso Italiano, organizza un nuovo Forum Scientifico sul Caffè per discutere del futuro dell’espresso italiano in modo concreto e scientifico.

Sette idee per pensarci seriamente: questo il filo conduttore degli interventi degli esperti chiamati sul podio a indicare la via per il successo dell’amata tazzina di caffè. Relazioni che spazieranno dai temi più antropologici del tipico, passando per le innovazioni tecniche che rendono possibile una valutazione più precisa della qualità sino a nuove idee di marketing per coinvolgere il consumatore nella difesa di questo patrimonio italiano.

Il meeting sarà ospitato il 13 marzo dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, polo di ricerca che ha condotto nell’ultimo anno analisi innovative sul caffè in collaborazione con Iiac e il Centro Studi Assaggiatori. "Ma al di là delle ultime ricerche ad altissimo tasso di innovazione, il convegno darà moltissima attenzione al lato del cliente del bar – sottolinea Luigi Odello, presidente Iiac – Avremo quindi dati estremamente interessanti sulla percezione del caffè da parte dei consumatori e, prima volta al mondo, un’app smartphone per valutare i bar stessi e i loro caffè, Coffee Shop Lovers, che sarà presentata proprio quel giorno".

Potere quindi al consumatore, quindi. "Dare al cliente strumenti come una semplice eppure potente app per valutare e condividere ciò che beve al bar sarà un ulteriore stimolo a fare meglio per tutti gli operatori del settore", ha aggiunto Luigi Zecchini, presidente dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano.

Come iscriversi

Scarica il programma.

L’iscrizione è gratuita. Le iscrizioni verranno accettate fino al raggiungimento dei posti disponibili. Per motivi di sicurezza e organizzativi, l’iscrizione è obbligatoria tramite il modulo, da compilarsi a cura di ogni singolo partecipante entro il 7 marzo 2014, a http://goo.gl/2VM3Z3.

Pubblicato Espresso Italiano Roasting: la tostatura e la miscela viste dagli assaggiatori

E’ stato pubblicato Espresso Italiano Roasting, il manuale dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè dedicato alla tostatura e alla miscela.

Espresso Italiano Roasting si pone nell’ottica di raccogliere e ordinare quanto ha espresso la ricerca sul caffè per divulgarla con il linguaggio proprio dei torrefattori, focalizzando il discorso sui mezzi che sono loro disponibili. Ogni capitolo, ogni paragrafo è infatti intriso di analisi sensoriale, lo strumento principe che oggi viene utilizzato per scegliere il caffè verde, impostare il processo di tostatura, realizzare le miscele. Le continue correlazioni tra la chimica, la tecnologia e il risultato sensoriale portano agevolmente il lettore a rendersi conto di fenomeni da lui osservati ma rimasti incompresi.

Espresso Italiano Roasting trova fondamento nell’esperienza dell’autore maturata nei corsi sviluppati dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè, nelle migliaia di test sui consumatori e di laboratorio realizzati dal Centro Studi Assaggiatori e dalle decine di campioni sottoposti ad analisi chimiche raffinate.

Espresso Italiano Roasting è disponibile solo in formato elettronico (PDF in alta risoluzione) ed è ordinabile direttamente dal sito dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè. Sempre sullo stesso sito è scaricabile gratuitamente il primo capitolo del libro.