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Scoperta un’altra volta l’acqua calda

Questa volta la palma tocca a Lorenzo Stafford, psicologo dell’Università di Portsmouth. Se fosse stato un fisico avrebbe probabilmente scoperto che con l’acqua calda il caffè si fa più velocemente bevanda, ma essendo uno psicologo ha fatto due test, il primo con 62 persone e il secondo con 32 mettendo in evidenza che i bevitori di caffè sono decisamente più sensibili al suo odore.

Riteniamo che giustamente si sia fermato a due esperimenti utilizzando solo 94 persone (quando facciamo noi i test sono migliaia le osservazioni) perché pensiamo che se ne avesse utilizzato di più avrebbe comunque trovato sempre e solo conferma dei risultati raggiunti. I libri di psicofisiologia sono pieni di affermazioni categoriche sul fatto che un odore riconosciuto sia maggiormente percepito e che gli effetti benefici del portatore dell’odore potenzino la sensibilità di un individuo. Il nostro olfatto è stato progettato per questo: scoprire le opportunità, evitare le minacce. Nel caso del caffè, per chi ne fa uso, non è quindi solo una questione di famigliarità, ma anche della promessa di un maggior benessere psicofisico dato dalla caffeina e dagli altri costituenti.

Siamo quindi rimasti sconcertati dall’attenzione che hanno dedicato i media generalisti a questa notizia, pubblicandola a tutto spiano, quasi fosse davvero una rivelazione, al punto che, non avendo ancora letto la ricerca originale, temiamo che il dottor Stafford abbia fatto cose buone ma che siano poi state banalizzate nella diffusione.

 

Luigi Odello

Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac)

 

Corsi avanzati di analisi sensoriale del caffè edizione 2018

Non si finisce mai di imparare, così l’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) ha organizzato la sessione di alta formazione per l’anno 2018 dedicata ai moduli avanzati di analisi sensoriale del caffè. I corsi organizzati a Brescia sono un’occasione importante per baristi, torrefattori e assaggiatori per approfondire i temi sviluppati nel corso di patente per assaggiatore di caffè, aumentare il proprio bagaglio tecnico nell’analisi sensoriale della bevanda e acquisire strumenti e conoscenze da applicare nella propria professione.
 
Giorno 13 marzo: corso Caratterizzazione sensoriale delle monorigini e miscele (M4): una spiegazione dettagliata dei test di analisi sensoriale e una serie di esercitazioni sul caffè per migliorare e affinare le proprie capacità sensoriali.
 
Giorno 14 marzo: corso La scienza della tostatura, l’arte della miscela (M5): la chimica del caffè verde e della tostatura spiegati nel dettaglio, la costruzione della miscela dal punto di vista sensoriale, tutto con il supporto di sessioni di assaggio con test ad alta utilità informativa.
 
Giorno 15 marzo: corso Psicofisiologia sensoriale (M3): il sistema sensoriale spiegato nel dettaglio, le sue relazioni con la psicologia, un modo per conoscere a fondo i sensi, strumenti di lavoro dell’assaggiatore, e le leggi complesse che regolano il rapporto tra essi e il nostro cervello.
 
I soci assaggiatori possono diventare Espresso Italiano Trainer e ottenere l’abilitazione a svolgere il seminario sull’espresso italiano dell’Istituto Espresso Italiano Experience frequentando il corso che si svolgerà a Brescia il 16 marzo. Una giornata rivolta ai soci che desiderano unirsi ai quasi 250 Espresso Italiano Trainer nel mondo per diffondere una reale cultura del prodotto.
 
Per ogni altra informazione contattare Michela Beltrami, michela.beltrami@assaggiatori.com, t. 030 397308.