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Comunicazione sensoriale: fare sentire l’odore dove non c’è

In una società in cui è in costante ascesa la comunicazione attraverso i canali mediatici (vista e udito), come è possibile fare percepire le caratteristiche aromatiche, somestesiche e di gusto di un qualsiasi prodotto? È questa la domanda che si è posta Noemi Emidi durante il percorso che ha compiuto per raggiungere la sua laurea magistrale in design all’Università degli studi di Firenze. Guidata dalla relatrice, la professoressa Susanna Cerri, per la parte tecnica e progettuale, Noemi si è avventurata in un mondo in genere ignoto ai designer, quello delle scienze sensoriali. Ne è scaturito un lavoro davvero pregevole in cui il bello interpreta il buono per ricongiungerli allo stato originario. Così l’aroma, non percepibile attraverso il web e neppure, in genere, mediante i cataloghi, le etichette e i mezzi cartacei si palesa attraverso la grafica producendo comunque emozione e quindi raggiungendo l’obiettivo di una comunicazione immediata, intrigante, coinvolgente. In poche parole adatta ai tempi moderni in cui la vista la fa da padrona nel metterci in contatto con il mondo.

Dice Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori, editore del volume: “Per questo abbiamo voluto trasformare la tesi di Noemi in un libro, nella convinzione di rendere un servizio alle migliaia di professionisti che ogni giorno devono spiegare a qualcuno qualcosa senza che questo sia tangibile. Ma c’è di più: unendo le scienze sensoriali alla grafica tutto può diventare gioco e quindi essere di utilità per avvicinare i clienti in un modo nuovo, coinvolgente e arricchente, sia durante gli eventi, sia nelle trattative che sempre più sono condotte a distanza, oggi attraverso due schermi, domani utilizzando la realtà immersiva.”

Il lavoro di Noemi apre di fatto un nuovo capitolo nella comunicazione che si contestualizza nell’Officina della comunicazione sensoriale. E nei prossimi anni, con il contributo di tanti professionisti (grafici, sensorialisti e umanisti), si andrà a rafforzare questa nuova onda a beneficio soprattutto dei prodotti alimentari che costituiscono una delle più importanti risorse del made in Italy.

Autore: Noemi Emidi
Introduzione: Luigi Odello
Pagine: 164
Formato: 19 x 27 cm

Per averlo: shop.assaggiatori.com

Qual è il rapporto tra il web e la psicologia della percezione?

Sarà questo l’argomento dell’intervento di Massimo Giordani – presidente dell’Associazione Italiana Sviluppo Marketing, docente all’università di Torino ed espero di vaglia del mondo web – al Sensory Master Executive che si terrà all’Università di Pisa il 3 e 4 maggio 2022.
La questione è decisamente intrigante in quanto nella quasi totalità dei casi il web interagisce con le persone solamente attraverso i canali mediati (vista e udito), quindi come fare a fare percepire un odore che non c’è?

In video l’invito di Massimo Giordani, mentre per scaricare la locandina dell’evento seguite il link.

E se volete una panoramica sulle scienze sensoriali richiedete gratuitamente una copia dell’ultimo numero de L’Assaggio al seguente link.

Che cosa succederà all’Università di Pisa?

Che cosa succederà il 3 e 4 maggio all’Università di Pisa? Il più grande evento degli ultimi anni per la formazione sui meccanismi di percezione: 3 docenti terranno il corso come lo eseguono in università e una decina di specialisti approfondiranno gli argomenti, dalle neuroscienze alla statistica. A chi interessa? Ai docenti universitari di analisi sensoriale, ai panel leader, a quanti si occupano di ricerca e sviluppo e di marketing, ai relatori dei corsi per assaggiatori e degustatori e, più in generale, a quanti per professione o per passione necessitano di conoscenze e di metodi per aumentare le loro capacità percettive.

In video Luigi Odello, segretario accademico Iasa. Per maggiori informazioni.

E se volete una panoramica sulle scienze sensoriali richiedete gratuitamente una copia dell’ultimo numero de L’Assaggio.

Poveri assaggiatori

Non bastava che il termine sia un po’ démodé, tanto che qualcuno si è inventato i sommelier del caffè, piuttosto di quelli del cioccolato e di altro ancora, facendo così diventare il ruolo tecnico che viene attribuito dalla storia alla categoria subalterno verso chi semplicemente presidia la tavola e il relativo servizio. Ora ci si mette anche Putin che ha assunto un non precisato numero di umani che testano il cibo prima che gli sia servito, per evitare gli avvelenamenti.
Non che sia il primo e ben comprendiamo le sue preoccupazioni, ma il giorno in cui è trapelata la notizia le recensioni inerenti agli assaggiatori, che noi monitoriamo con cura, sulla stampa generalista sono decuplicate.
Qui si rischia un vero e proprio cambio del significato del termine. Vogliamo quindi ribadire la definizione?

Assaggiatore è colui che, provvisto di adeguate conoscenze tecniche riguardanti la psicofisiologia sensoriale e una specifica merceologia, sa riferire il percepito alla qualità della materia prima e alle tecnologie di produzione.
Non pensiamo che chi testa il cibo per Putin sia annoverabile nella categoria, ma siamo solidali con lui.

Luigi Odello

Vetro o porcellana per l’espresso?

Non c’è nulla di più potente della vista quando si vuole fare notare un cambia­mento. Così c’è chi ha pensato che, dopo avere studiato tazzine in porcellana di ogni genere, fosse ora di dare un segnale più forte passando al vetro. Quindi, men­tre paesi – come la Spagna –  tradiziona­li utilizzatori di questo materiale, al bar sono passati alla porcellana spinti dalle critiche verso il vetro, in Italia c’è chi ha pensato di diffonderlo nei pubblici eser­cizi per il servizio dell’espresso.

Ma com’è il percepito dello stesso caffè as­saggiato in diversi supporti misurato da giudici sensoriali e qual è il percepito del­la tazzina e del bicchierino da caffè? Per rispondere a queste domande il Centro Studi Assaggiatori ha eseguito due test comparativi ad alta utili­tà informativa appartenenti alla classe Big Sensory Test, per la precisione il tipo Avan­zato per misurare le caratteristiche perce­pite del caffè e il tipo Analogico-Affettivo per descrivere tre esemplari degli utensili utilizzati: la tazzina dell’assaggiatore Iiac (che di seguito chiameremo tecnica), la tazzina Giacinto di Club House e una tazzina di vetro.

Nell’articolo pubblicato sulla rivista L’Assaggio in allegato sono riportati i risultati di questa ricerca per scoprire  ciò che guadagni e ciò che perdi utilizzando tazze in vetro secondo due test condotti con giudici esperti.

Leggi qui l’articolo.

Giochi sensoriali del caffè per adulti e bambini con Jolly Caffè

Domenica 28 maggio, Jolly Caffè, socio dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei), ha realizzato a Firenze presso Serre Torrigiani in Piazzetta un percorso sensoriale per adulti e bambini dedicato al caffè: assaggi dell’espresso con la mappa sensoriale redatta dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) e giochi sensoriali per bambini messi a punto dal Centro Studi Assaggiatori (Csa), in un viaggio alla scoperta dell’espresso.
Così racconta l’esperienza Mariafiore Maggiordomo di Jolly Caffè.
 
Che differenza c’è tra degustazione e assaggio?
Un’esperienza sensoriale guida il consumatore alla scoperta delle proprie percezioni. La piacevole sensazione di sorpresa per la scoperta di nuovi punti di vista e la curiosità che suscitano, aiutano a un approccio meno scontato al prodotto.
 
Che vantaggi ha la torrefazione?
Un evento del genere ha avvicinato i consumatori alla Jolly Caffè e ha aiutato a un’idea di consumo più curiosa aperta e consapevole del lavoro che, in sinergia con il barista, c’è alla base di tazzina di espresso.
La studiata semplicità delle prove aiuta la persona che assaggia il nostro Jolly Caffè nell’utilizzo più consapevole dei propri sensi, partendo da un punto di vista non conosciuto e quindi preparandola a un assaggio più aperto dell’espresso. L’esperienza sensoriale permette di spiegare il valore aggiunto del prodotto e dimostrarne la qualità superiore.
 
Bambini e caffè: è possibilie?
Tutto ciò che è alimento può e deve essere valutato dal bambino e non è necessario l’assaggio vero e proprio. I bambini sono naturalmente predisposti alle percezioni. Il caffè regala loro percezioni diverse a livello di vista, tatto, olfatto e persino udito che – insieme – possono perfettamente sopperire all’eventuale mancanza della percezione del gusto. Sono valutatori eccezionali che riconoscono le qualità ove presenti e anche i difetti; una volta che hanno capito cosa possono aspettarsi da un caffè, difficilmente in futuro potranno essere “abbagliati” da prodotti più scadenti, almeno dal punto di vista sensoriale.
 

Il libro: Cappuccino italiano Latte Art – Le regole del cappuccino perfetto e le tecniche della Latte Art

Torrefattori per tradizione familiare, Franco e Mauro Bazzara divulgano la passione per l’espresso italiano di qualità attraverso diverse pubblicazioni. Questo importante volume ripercorre in ogni passo la storia del cappuccino scomponendolo in ogni sua parte, caffè e latte. Passando per la degustazione del cappuccino, attraverso le tecniche dell’analisi sensoriale illustrate dal Centro Studi Assaggiatori, fino ad arrivare ai segreti della Latte Art.

Anche in russo per portare la cultura italiana e i suoi prodotti sui nuovi mercati.

www.bazzara.it

Autori: Franco e Mauro Bazzara
Editore: Bazzara Srl
Formato: 21*21
Anno: 2015
Pagine: 551
Prezzo: 55 euro
 
 

 

International Coffee Tasting 2016: compie dieci anni il concorso internazionale tra caffè

Dal 2006 l’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) organizza l’unico concorso internazionale tra caffè che opera secondo le più severe norme di analisi sensoriale

Spegne le prime dieci candeline International Coffee Tasting, il concorso dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) in cui si sfidano caffè da tutto il mondo. Le valutazioni sono affidate a giurie di assaggiatori Iiac che operano completamente alla cieca e nel quadro delle più severe norme di analisi sensoriale. L’edizione 2016 si terrà a Brescia il 18 e il 19 ottobre 2016.

“Quando abbiamo deciso di creare International Coffee Tasting nel 2006, già avevamo un metodo scientifico, ma non c’erano altri esempi del genere e non c’era una regolamentazione specifica, né a livello nazionale, né a livello mondiale – ha ricordato Luigi Odello, presidente Iiac – Scegliemmo per questo di ispirarci al regolamento messo a punto dall’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino, quindi assaggi assolutamente alla cieca, un comitato di sorveglianza, solo il 30% di vincitori. Di nostro aggiungemmo la valutazione dei giudici, il calcolo dell’attendibilità dei risultati e le repliche”.

Il tempo ha dato ragione a questa impostazione, premiando quindi la rigorosità del giudizio. In questi anni sono stati infatti in concorso 750 caffè da tutto il mondo, sempre valutati da assaggiatori a loro volta internazionali. L’edizione 2016 vede rinnovata la collaborazione delle sedi estere dello Iiac in Giappone, Corea, Cina e a Taiwan e della folta comunità internazionale di assaggiatori Iiac ormai sopra quota 10.000 in più di 40 paesi del mondo.

Clicca qui per scaricare il regolamento e la domanda di iscrizione a International Coffee Tasting 2016 (disponibili anche a www.assaggiatoricaffe.org)

 

 

I segreti del caffè con i tutorial di Mixer Planet

Mixer Planet parla di caffè con una nuova serie di dieci  video tutorial realizzati in collaborazione con Bazzara durante la seconda edizione di Trieste Coffee Experts, la manifestazione frutto dell’ingegno e della creatività dei fratelli Franco e Mauro Bazzara, che ha riunito nel capoluogo emiliano numerosi esperti del mondo del caffè.

 
Si comincia assaggiando, nella prima puntata della serie Carlo Odello, dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè parla di analisi sensoriale del caffè, degustazione e viene indagata la mappa sensoriale del caffè: per comprendere come un professionista possa valutare e analizzare con metodo scientifico e oggettivo le caratteristiche organolettiche del caffè.
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La seconda puntata è dedicata alle origini ideali per l’espresso, parla l’esperto Simone Pecora.