Manuel Diaz, esperto internazionale di caffè, ospite della convention dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei), ha tracciato gli scenari del caffè del futuro. Nella stessa giornata eletto il nuovo consiglio dell’Istituto
La nostra tazzina di caffè, tanto al bar quanto a casa, potrebbe non essere più la stessa. Parola di Manuel Diaz, presidente della Conferenza Internazionale dei Caffè Naturali, che non ha dubbi in merito e ne ha riferito alla convention dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei) ospitata il 27 febbraio da Vibiemme a Milano.- consiglio di amministrazione: Abbo Stefano (Costadoro), Bernasconi Ambrogio (Milani), Borea Alessandro (La Genovese), Bossi Renato (Rancilio Group), Caballini Giorgio (Dersut Caffè), Chiassai Barbara (Essse Caffè), Devoto Fausto (Torrefazione Saturno), Emilio Giannelli (Torrefazione Paranà), Morello Luigi (Gruppo Cimbali), Nadalet Paolo (Wega), Odello Luigi, Schreyoegg Peter (Torrefazione Schreyoegg), Stecca Stefano (Cma), Zecchini Luigi (Filicori Zecchini)
- collegio dei probiviri: Milani Pierluigi (Milani), Sora Gianluigi (Wega), Vettoretti Alessandro (Milani)
- collegio dei revisori: Bisio Piercarlo (Altogusto), Mazzochel Roberto (Cma), Talamini Massimo (Cma)


Nell’ultimo incontro con la stampa tenuto a Milano proprio questa settimana abbiamo assaggiato con i giornalisti presenti un Etiopia Harar. Per chi non avesse avuto la possibilità di provarlo, si tratta di un Arabica naturale che presenta una caratteristica molto particolare: una nota selvatica evidente. Qualcuno l’ha definita animale, qualcuno altro l’ha dettagliata più precisamente come pelo, altri sono arrivati alla pelle.
Sì, esiste, e sempre di più è una bufala, uno specchietto per le allodole. Che l’Arabica abbia mediamente un marcia in più rispetto alla Robusta ne siamo da sempre assertori, ma che sia sufficiente la specie a garantire la qualità della miscela l’abbiamo escluso da sempre.