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L’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè per la prima volta in Australia e Nuova Zelanda con i corsi di assaggio dell’espresso italiano

L’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) sbarca a dicembre in Australia e in Nuova Zelanda con i corsi di analisi sensoriale dell’espresso italiano. Continua così la divulgazione della cultura del caffè italiano che già vede impegnato lo Iiac in diversi paesi del mondo con un’intensa attività in particolare in Asia (di pochi mesi fa il ritorno in Cina e le prime attività in Vietnam, oltre a quanto si continua a sviluppare in Corea, Taiwan e Giappone).

“Siamo profondamente grati a Maurizio Marcocci di Service Sphere in Australia e a Mike Gerbic di Espresso Engineers  in Nuova Zelanda per averci invitato a tenere corsi nei  loro paesi – ha commentato Luigi Odello, presidente Iiac – La sessione di formazione australiana porterà alla creazione di nuovi Espresso Italian Trainer, che saranno delegati a continuare la nostra opera in Australia, mentre quella in Nuova Zelanda ci permetterà di fare scoprire la nostra analisi sensoriale agli operatori locali”.

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Gli inglesi alla ricerca di caffè migliori

Come sta evolvendo il mercato del caffè nel Regno Unito? L’abbiamo chiesto a Simon Speed Andrews, responsabile della formazione per Miko Coffee.

Qual è la situazione del mercato del caffè nel Regno Unito?

Il mercato del caffè non ha una connotazione precisa, siamo sempre stati ispirati dalla cultura italiana, ma serviamo un prodotto molto più simile allo stile americano con influenze provenienti dall’Australia e dai Paesi Bassi. Il fenomeno Starbucks dell’inizio degli anni ’90 ha fatto capitolare la diffusione e l’espansione dei bar. Il problema è dovuto al fatto che noi beviamo bevande a base di caffè ma il caffè non è sempre stato il criterio principale per giudicare se un prodotto fosse buono o meno. A ogni modo la cultura adesso sta cambiando e i consumatori sono alla ricerca di caffè di buona qualità e l’elemento “espresso” sta diventando molto importante.

Qual è il livello generale di cultura dell’espresso nel Regno Unito?

La cultura dell’espresso di per sè non è visibile. Credo che in parte sia dovuto al fenomeno Starbucks, rafforzato dai professionisti australiani che lavorano nel settore del caffè, che ha spostato l’attenzione verso miscele di qualità tostate artigianalmente. L’attenzione è sì sull’espresso, ma purtroppo ancora più sulle monorigini Arabica 100% piuttosto che sulle buone miscele.

Qual è il futuro del mercato dell’espresso nel Regno Unito e cosa pensi che si potrebbe fare?

Il futuro dell’espresso è molto positivo, anche se per cambiare la cultura dobbiamo focalizzarci di più sull’espresso e formare non solo le aziende del settore ma anche il pubblico, tanto in termini di benefici che una miscela di qualità può dare che di come si prepara correttamente un espresso.
Sfortunatamente viene data ancora poca attenzione al caffè da parte dei bar o di chi lo serve. Una mancanza di conoscenza su come preparare un buon espresso ha portato a quello che possiamo solo descrivere nei casi migliori come un’esperienza mediocre, nei casi peggiori niente più che un povero assaggio privo di aromi.