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Dove è possibile assaggiare 35 caffè?

A Coffee Experience, a Vinitaly che si svolgerà a Verona dal 6 al 9 aprile, nell’Isola Sensoriale che l’anno scorso ha visto la partecipazione di 2.005 visitatori che complessivamente hanno svolto la bellezza di quasi 9.000 test.

Coffee Experience si conferma il più grande banco di assaggio di caffè del mondo, sia per il numero di referenze presenti, sia per il numero di test codificati su scheda, sia per l’elaborazione dei dati che consentono a ogni espositore di conoscere non solo quanto piace il proprio caffè, ma anche quanto è stato gettonato.

Nell’edizione 2014 Coffee Experience  presenta una novità importante: il Gran Premio Isola sensoriale con l’attribuzione del Coffee Award ai caffè che avranno ottenuto le migliori performance in fatto di frequenza di scelta e di indice globale di preferenza.

Per informazioni: info@assaggiatori.com

Coffee esperience vinitaly

L’Italia del Caffè nel grande banco di assaggio di Triestespresso

Apre oggi i battenti a Triestespresso il banco di assaggio Coffee Bar Tasting & Testing, organizzato da Fipe con la collaborazione del Centro Studi Assaggiatori e il patrocinio dello Iiac e dell’Inei.

Sono 23 le miscele italiane a disposizione dei visitatori per tre giorni: un’occasione interessante per percorrere in lungo e in largo l’Italia del caffè.

Parallelamente si sta già svolgendo con successo il fuorisalone: in alcuni bar selezionati di Trieste i clienti sono infatti invitati a valutare sensorialmente la tazzina di caffè.

Scarica il catalogo delle torrefazioni partecipanti.

Dove va il caffè?

di Luigi Odello

Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè, è professore di Analisi sensoriale alle Università di Udine, Verona e Cattolica di Piacenza. E’ inoltre presidente del Centro Studi Assaggiatori e segretario generale dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano. 

Non c’è convegno in cui non si parli di qualità, ma pochi pensano a definirla, quasi nessuno a misurarla. Così tutti possono dire di fare qualità, ma tale affermazione perde sostanzialmente di valore per quelli che la vogliono fare e per quelli che la fanno veramente. Ecco perché noi cerchiamo di non perdere occasione per misurare la qualità nel modo più realistico: con test sui consumatori e operatori del settore.

Quest’anno durante Coffee Experience, seguendo il metodo Stratus Tasting ormai consolidato in decine di manifestazioni che hanno totalizzato oltre 150.000 test, abbiamo realizzato ben 8.309 valutazioni effettuate da 1.758 persone. Non è solo stata una grande operazione promozionale per le 31 miscele presenti, ma un momento importante per scoprire cosa sta cambiando nel mondo del consumo del caffè.

Tra le cose che emergono da un report di 33 pagine fitto di elaborazioni statistiche possiamo rilevare il sensibile aumento dei giovani che si avvicinano al caffè (+4%), cresce la fiducia nelle certificazioni (+1,2%), cresce la notorietà del marchio Inei (che ha superato il 41%) e dello Iiac (che fa un passo avanti del 3%) nonché il consumo dell’espresso casa (cialde e capsule). Su questo punto, che dimostra una crescita progressiva sui tre anni di Coffee Experience, ci sarebbe da fare una grande riflessione: tra le altre motivazioni, non è che ci sia una delusione del caffè del bar?

Cresce anche la tendenza a non usare lo zucchero (+3% rispetto al 2009). Forse anche per questo c’è una maggiore attenzione al profilo sensoriale, premiando caffè privi di aromi negativi, setosi al palato (e quindi che non manifestano la minima astringenza), magari un pochino più tostati di quelli classici del Nord e un po’ meno rispetto a quelli del Sud.

Una buona notizia c’è anche per tutti i torrefattori e gli operatori del settore che hanno impegnato risorse per la formazione e per rendere il loro stabilimento accogliente: quasi il 30% dei partecipanti a Coffee Experience ha dichiarato che vorrebbe visitare torrefazioni, incontrare produttori e frequentare corsi di assaggio. Questo conferma anche che l’Istituto Nazionale Espresso Italiano sta andando nella giusta direzione con le decine di corsi che organizzano i suoi aderenti e con manifestazioni come "Io bevo espresso" che si svolgerà anche quest’anno a novembre.

Ricerca sul caffè: consumatore più esperto, ora cerca la marca e beve il caffè con meno zucchero

Coffee Experience 2010, il più grande banco di assaggio al mondo, ha emesso i suoi verdetti. E lo ha fatto forte degli oltre 8.000 assaggi (+17% sull’edizione del 2009) svolti a Verona dall’8 al 12 aprile nell’ambito di Agrifood Club, il salone ospitato all’interno di Vinitaly. Migliaia i visitatori da quasi quaranta paesi che hanno visitato il banco di assaggio e passato al vaglio 35 caffè italiani, nell’ambito dell’evento organizzato dal Centro Studi Assaggiatori con il patrocinio dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano e dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè.

Dall’elaborazione dei dati raccolti emerge una tendenza interessante: rispetto al 2009 sono infatti cresciuti i consumatori che affermano di guardare l’insegna dei bar e che cercano una marca conosciuta (3% nel 2009, 4,6% nel 2010). "Si tratta di persone che sfuggono alla semplificazione del ‘100% Arabica’ – ha affermato a tal proposito Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori e professore di Analisi sensoriale in università italiane e straniere – Il mondo dei clienti sta  iniziando a concentrarsi sulle specifiche qualità sensoriali e sul brand: la gente comincia a scegliere  il bar in cui entrare in base al caffè servito". Aumenta infatti il numero dei consumatori che affermano di scegliere il caffè in base al proprio gusto (35,2% nel 2009, 37,4% nel 2010). "Si tratta di variazioni percentuali minime che evidenziano un trend che potrebbe avere un forte impatto sul mercato – ha osservato Odello – C’è da considerare che ogni giorno in Italia sono servite circa 70 milioni di tazzine di espresso".

Cambia anche l’atteggiamento nei confronti dello zucchero. Dalla ricerca emerge infatti che sono in aumento le persone che consumano il caffè senza zuccherarlo (30% nel 2009, 32,4% nel 2010), ma anche quelle che lo desiderano macchiato (16,6% nel 2009, 18% nel 2010). "Sono due tendenze che si conciliano, ma da approfondire – ha commentato a tale proposito Odello – I cultori dell’amaro sono tali perché scelgono bene il caffè e quelli del macchiato perché normalmente bevono caffè di qualità minore e lo macchiano nel tentativo di migliorarlo? Potrebbe anche essere che si ricorra al latte semplicemente per evitare l’apporto calorico dello zucchero".

Qualità del caffè: da Coffee Experience segnali incoraggianti

di Luigi Odello

Segretario generale dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè, è professore di Analisi sensoriale alle Università di Udine, Verona e Cattolica di Piacenza. E’ inoltre presidente del Centro Studi Assaggiatori e segretario generale dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano. 

8.236 assaggi sono sufficienti per dichiarare senza ombra di dubbio la qualità sensoriale di 35 caffè? Sicuramente sì, e tanti ne sono state fatti a Coffee Experience, svoltosi in cinque giorni contestualmente a Vinitaly a Verona, nell’ambito di Agrifood Club. Questo banco di assaggio, modello Stratus Tasting,  si conferma così il più grande del mondo, avendo superato la precedente edizione che aveva totalizzato 7.057 valutazioni.

E a suffragio della validità dei dati ottenuti torna utile anche il livello dei giudici che hanno partecipato: dei 1730 oltre il 50% era un addetto del settore (ristoratore, barista, giornalista specializzato, intermediario e via discorrendo). Quindi persone che hanno con il caffè un rapporto professionale, molti che vengono visitati da una torma di venditori in caccia di clienti, altri che quotidianamente hanno a che fare con la scelta di caffè.

Ebbene, in questa grande kermesse in cui non è un giudice monocratico che fa della filosofia a giudicare, ma chi usa il caffè per lavoro e chi lo beve con passione, è emerso che i 35 caffè sono di qualità elevata, ponendosi tutti tra il discreto e l’eccellente. Più volte abbiamo avuto da dubitare che il torrefattore a volte non eroghi un prodotto di qualità perché non ne ha la capacità realizzativa. Può anche essere, però nel caso in questione i produttori in causa sanno di fare un buon caffè e non temono di mettersi in gioco.

Interessante un’altra constatazione: per quanto sia ancora timida si evidenzia una maggiore attenzione alla potenza, profondità e perfezione dell’aroma, nonché alla suadenza a livello gustativo e tattile rispetto al passato. Insomma: in futuro sarà meno semplice ingannare il cliente con caffè che hanno come unico merito quello di fare galleggiare lo zucchero, una leggenda metropolitana che si spera scompaia al più presto. A questo proposito una nota: è in discesa la percentuale di chi beve il caffè zuccherato.