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BRITA: il successo oggi richiede attenzione alla qualità e un apprendimento continuo

Continuano le interviste con esperti del settore caffè, con l’obiettivo di analizzare l’evoluzione del mercato e approfondire i modelli di business adottati per affrontare le sfide poste dal nuovo scenario. Abbiamo intervistato per BRITA ITALIA Enrico Metti, Sales Director Professional Filters, ed Elena Scordamaglia, Marketing Manager B2B e BRITA Water Sommelier.

BRITA è una multinazionale familiare arrivata alla terza generazione, con sede principale in Germania, vicino a Francoforte, che lavora su tre linee di business: la linea domestica, la linea professionale e la linea Water Dispenser.

Qual è la vostra visione nei confronti del mercato del caffè?

Il mercato sta vivendo un momento di forte tensione, sia nell’HoReCa che nella distribuzione automatica. L’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia ha creato difficoltà, ma anche opportunità per chi ha sempre puntato sulla qualità. Questo momento sta facendo emergere le aziende solide e ben gestite, che sanno gestire costi, flussi di cassa e politiche di prezzo. Ci aspettiamo un aumento dei prezzi al consumo, ma anche un cambio di approccio: chi offre qualità deve saperla raccontare, spostando la competizione dal finanziamento del punto vendita al riconoscimento del valore e della qualità del prodotto offerto.

Notate differenze tra l’Italia e il resto d’Europa su questo tema?

Sì, nel Nord Europa c’è più propensione a investire per un espresso di qualità, con prezzi anche di due o tre euro. In Italia il prezzo resta basso, intorno a un euro e trenta centesimi, e il caffè è spesso visto come un rito veloce, e questo limita la capacità di una narrazione efficace del prodotto. Serve più cultura, ma anche più strumenti per i baristi per raccontare e proporre miscele diverse. Tuttavia, è difficile chiedere a un barista di fare tutto da solo, le abitudini di consumo e le modalità di fruizione non hanno favorito la costruzione di una narrazione adeguata a giustificare il prodotto finale in tazza e, di conseguenza, eventuali oscillazioni di prezzo.

Quanto conta la formazione e il ruolo dell’acqua nella preparazione del caffè?

La formazione è fondamentale, il successo in questo settore oggi richiede attenzione alla qualità e un apprendimento continuo, promuovendo la cultura del caffè e di tutto ciò che lo circonda. Il mercato non è solo in crisi, è in evoluzione, e differenziarsi oggi vuol dire puntare sulla qualità e sull’apprendimento continuo. BRITA ha iniziato nel 2020 a proporre un percorso formativo multilivello sull’acqua, che parte dalle basi per arrivare all’influenza dell’acqua sul caffè in termini aromatici, gustativi e di mouthfeel. L’acqua è l’ingrediente principale del caffè, rappresenta oltre il 90% della bevanda. Bisogna capire cosa serve bilanciare e cosa rimuovere per ottenere un espresso eccellente.

Come si potrebbe narrare il caffè?

Partendo dal presupposto che la cultura del caffè e dell’acqua in Italia è ancora carente, molti non sanno nemmeno che esistono sistemi di filtrazione specifici per migliorare l’acqua nel caffè. La narrazione del prodotto dovrebbe partire dai fornitori e dai produttori, attraverso la formazione di baristi capaci di descrivere il prodotto offerto e di proporre diverse miscele. In questo contesto, i media potrebbero svolgere un ruolo cruciale nell’educazione del consumatore: popolari trasmissioni hanno a volte mostrato il lato meno piacevole del caffè, come bar non all’altezza o preparazioni non ottimali, ma questo è valso a stimolare un dialogo costruttivo all’interno della filiera, che auspichiamo valga a promuovere l’educazione e migliorare la cultura del caffè. Anche i momenti più critici possono essere visti come un’occasione per valorizzare e far conoscere meglio al consumatore da cosa nasce il grande piacere che può emanare da una piccola tazzina di caffè.

Andrea Terzi
Michela Scaglia

BRITA “Redesign your future!”

Riprendiamo volentieri il comunicato di BRITA.

Sostenibilità, esperienza, innovazione e cambiamento saranno le parole chiave di una settimana alla scoperta dell’acqua, il nostro bene più prezioso. Con l’evento dal titolo: “Redesign your future” BRITA vuole accendere il motore del cambiamento e dimostrare che è possibile agire in prima persona per ridisegnare in modo sostenibile il nostro futuro.

In una location esclusiva, nel cuore di Isola Design District, BRITA si prepara a guidare i visitatori attraverso un’esperienza immersiva accompagnandoli in un percorso emozionale che culminerà nella scoperta di tutte le novità di prodotto; non mancheranno vere e proprie esperienze sensoriali attraverso degustazioni che si svolgeranno nell’area appositamente ideata per il Water Tasting con l’obiettivo di comprendere come la filtrazione, nei suoi diversi campi di applicazione, possa fare la differenza e di quanto sempre più spesso la conoscenza dell’acqua venga data per scontata.

Ad arricchire il palinsesto di una settimana densa di imperdibili appuntamenti presso Fondazione Catella saranno poi i momenti di approfondimento e tavole rotonde realizzati in collaborazione con IDD e BRITA che si svolgeranno nell’area talk durante tutte le giornate.
E, per finire, Sabato 22 Aprile 2023 in occasione della Giornata Mondiale della Terra, un programma tutto da scoprire, pensato per grandi e piccini al fine di far riflettere quanto sia fondamentale prendersi cura del nostro pianeta.
Bastano tanti piccoli gesti a fare la differenza, proprio come una piccola goccia in un oceano.
La scelta di cambiare, con BRITA, comincia dall’acqua, l’oro blu da preservare.

Iiac Partner: Brita

Riuscite a pensare a 20 miliardi? Tre volte gli abitanti del pianeta terra? Ebbene, sono i litri di acqua che passano ogni anno attraverso i sistemi di filtrazione BRITA. Ma non è l’unico numero impressionante di questa azienda tedesca fondata nel 1966 dal visionario Heinz Hankammer: più di 2.000 dipendenti nel mondo, di 600 milioni di euro di fatturato, di 30 filiali (di cui una importante in Italia), di 70 paesi raggiunti con i propri prodotti.
Tutto questo fa di BRITA lo specialista dell’acqua destinata al consumo umano, ma anche utilizzata come ingrediente nella preparazione del caffè. Se il concetto di trattare l’acqua nasce dalla necessità di preservare la macchina dalle incrostazioni, con il passare del tempo c’è stata una presa di coscienza dell’influenza che ha l’acqua sulle caratteristiche sensoriali della bevanda e quindi che per ogni caffè ci vorrebbe l’acqua che merita. Ecco che non basta una tecnologia in grado di evitare la formazione del calcare, ma la vicinanza di specialisti che siano in grado di consigliare il meglio. E in questo BRITA si rivela estremamente attenta ed efficiente, grazie a una rete di consulenti ed esperti dell’acqua sempre disponibili.

Brita: nuovo appuntamento con la rubrica “Ci vuole RespecTo”

Riprendiamo volentieri il comunicato stampa di Costadoro Spa.

Brita – Filtri per l’acqua: continua la rubrica “Ci vuole RespecTo” del blog Costadoro, dedicata ai racconti di storie di sostenibilità e rispetto, attraverso alcune interviste ad aziende, artigiani, imprenditori e attività che abbracciano questa filosofia.
Parliamo di acqua con gli amici di Brita: una delle aziende leader nell’ottimizzazione e personalizzazione dell’acqua potabile, nonchè marchio storico leader nel mercato globale dei filtri per l’acqua.

L’acqua ha un sapore? Come può influire sul caffè?
Si pensa spesso che l’acqua sia incolore, inodore e insapore, ma non è così!
L‘acqua è un solvente eccellente che consiste in qualcosa di più del semplice composto chimico di idrogeno (H) e ossigeno (O), cioè H2O.
Nell‘acqua potabile sono disciolti minerali e sostanze provenienti dall‘ambiente e impiegate per il trattamento dell‘acqua. La sua esatta composizione influenza gli aspetti sensoriali dell‘acqua: gusto, odore e sensazione palatale.

Gli ingredienti principali contenuti nell’acqua sono:

  • I SALI MINERALI: essenziali per il gusto dell’acqua, ma anche da bilanciare per ottenere risultati eccellenti ed equilibrati in tazza (caffè o the), in cottura (panificazione o cottura a vapore) e nel bicchiere (acqua o ghiaccio che sia).
  • LE SOSTANZE di TRATTAMENTO o DISINFETTANTI: come cloro, cloramine o disinfettanti, sono necessarie per evitare batteri e germi, ma vanno filtrate e rimosse per evitare alterazioni di sapori e odori. Il cloro ad esempio conferisce non solo il classico odore di piscina, ma, a seconda del quantitativo contenuto in acqua, può dare un sentore di medicinale o anche di sughero/muffa.
  • I COMPOSTI ORGANICI: come ad es. geosmina, fogliame, pesticidi e plastificanti possono entrare nell’acqua dai sistemi di captazione e vanno filtrati ed eliminati perché percepibili nell’acqua anche a bassissime soglie.

Qual è l’impatto ambientale della collaborazione Costadoro – Brita?

Costadoro da anni ha scelto di utilizzare delle soluzioni di filtrazione BRITA, che rappresentano una scelta non solo in termini di qualità e gusto dell’acqua, ma anche di sostenibilità.
Scegliere un filtro a cartuccia comporta una responsabilità verso l’energia (no energia elettrica, no spreco d’acqua rispetto ai sistemi di addolcimento tradizionale) e l’ambiente.
L’azienda infatti aderisce ormai da anni al Recycling Program BRITA tramite il quale i filtri esausti vengono raccolti e resi con un trasportatore qualificato ed entrano a far parte un processo di riciclo, che assicura che ogni singola parte dei nostri filtri possa essere adeguatamente riutilizzata o riciclata.
Il cuore del Recycling Program (attivo dal 1992) è il sistema di rigenerazione interno, integrato con impianto per le acque reflue, che si trova presso il quartier generale di Taunusstein, in Germania.
Le componenti dei nostri filtri professionali vengono riciclate addirittura per l’85% ed entrano a far parte delle nuove cartucce, garantendo un ciclo di vita del prodotto quasi circolare.

Quali sono i piccoli gesti e azioni che intraprendete per avere un approccio sostenibile nella vostra azienda e nella vita di tutti i giorni?

Sensibilizziamo ogni giorno i nostri clienti ad aderire al Recycling Program, ma non solo.
Beviamo acqua filtrata BRITA, in ufficio e fuori, eliminando la plastica monouso e siamo ambasciatori della nostra vision aziendale che è “Cambieremo le abitudini delle persone nel bere acqua in modo sostenibile”.
Ci siamo dati delle chiare regole per il risparmio energetico e la differenziazione dei rifiuti, utilizziamo solo cancelleria e materiali da esposizione o per i punti vendita ecosostenibili.
Utilizziamo il 100% di energia green presso tutti i siti produttivi e attuiamo una politica di riduzione sistematica delle emissioni di CO2 Il gruppo BRITA sostiene WDC per la protezione degli oceani e ha lanciato la campagna LESS PLASTIC IS MORE.
A livello locale abbiamo una partnership attiva con l’associazione Plastic free e parteciperemo anche con il nostro personale alla raccolta dei rifiuti sul territorio.
Tutti i nostri dipendenti annualmente hanno una fornitura gratuita di filtri per le soluzioni domestiche.
Abbiamo incentivato lo smart working per creare un balance vita/lavoro del personale e per ridurre le emissioni in ambiente.
Da qualche tempo, è stata anche attivata una newsletter interna a tema sostenibilità, redatta dai nostri impiegati che tratta in maniera concreta alcune attività quotidiane e il loro impatto sulle risorse.

Cosa fate per concedervi una pausa durante le giornate di lavoro?

Abbiamo un’area caffè/relax, dedicata a tutti i dipendenti dotata di macchine da caffè professionali e soluzioni BRITA per la fornitura di acqua calda, fredda o gasata a seconda delle preferenze individuali.
Il gruppo organizza periodicamente delle video-lezioni di yoga o di cucina senza sprechi per tutta la famiglia globale.

Italian Coffee Network: l’importanza dell’acqua nell’espresso italiano con Alberto Contini di Brita Italia

Durante la Giornata Internazionale del Caffè Istituto Espresso Italiano (IEI), SCA Italy e Consorzio di Tutela dell’Espresso Italiano Tradizionale hanno invitato diversi professionisti a parlare di prodotto, tecnologia, opinioni ed esperienze.

 
Alberto Contini, area sales manager di Brita Italia Srl, azienda socia dell’Istituto Espresso Italiano (IEI), ha parlato dell’importanza dell’acqua nell’espresso italiano.
 
Una trasmissione a reti unificate in collaborazione con MUMAC Coffee Academy e Gruppo Cimbali.

Espresso Italiano: al Sigep di Rimini (18-22 gennaio) incontri ravvicinati con il prodotto made in Italy per eccellenza per scoprirne le qualità

L’Istituto Espresso Italiano (IEI) sarà a Sigep 2020 con una serie di appuntamenti che faranno esplorare al pubblico della fiera a 360 gradi il mondo dell’espresso italiano. Non solo degustazioni, ma anche cultura e divulgazione del prodotto a partire da  sabato 18 gennaio quando  alle ore 16:30 Barbara Chiassai, amministratore delegato dello IEI, interverrà nell’ambito del talk ideato da Bargiornale e moderato da Nadia Rossi all’interno di Vision Plaza. 

Il cammino dentro al Sigep prosegue quindi durante la domenica e il lunedì, quando lo IEI insieme a realtà di primo piano del settore della caffetteria, guiderà professionisti e amatori alla scoperta dell’Espresso Italiano Certificato (l’unico espresso che in tutto il mondo si può riconoscere dal logo apposto su vetrine e macchine delle caffetterie e dei bar). In tutto otto seminari di analisi sensoriale per imparare a riconoscere la qualità al banco semplicemente assaggiandola. I visitatori della fiera saranno così coinvolti nell’assaggio e nella valutazione di diverse miscele qualificate utilizzando il metodo dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (IIAC), sotto la guida di Carlo Odello. Un momento da dedicarsi per esplorare l’espresso in tutte le sue caratteristiche sensoriali attraverso la mappa sensoriale dell’espresso creata da IIAC e Centro Studi Assaggiatori.

Di seguito il calendario dei seminari per conoscere l’Espresso Italiano Certificato attraverso la parola delle torrefazioni:

– PulyCaff: domenica 19 ore 13:15 – Pad D1 stand 055

– Attibassi: domenica 19 ore 15:00 – Pad D1 stand 076

– Brita: domenica 19 ore 16:30 – Pad D1 stand 107

– Dersut Caffè: lunedì 20 ore 10:30 – Pad D3 stand 107

– Di Giampaolo Caffè: lunedì 20 ore 11:30 – Pad A1 stand N066

– Gruppo Cimbali: lunedì 20 ore 12:30 – Pad D1 stand 77

– Essse Caffè: lunedì 20 ore 15:15 – Pad A1 stand 035

– Mokador: lunedì 20 ore 16:30 – Pad D3 stand 40

L’influenza dell’acqua sulle caratteristiche sensoriali del caffè

Che ruolo gioca l’acqua nella preparazione del caffè? Qual è la sua influenza nello sviluppo del corpo, dell’aroma, del gusto della nostra tazzina di espresso italiano? Lo ha spiegato Enrico Metti, direttore commerciale Brita Italia ed esperto di sistemi di filtrazione dell’acqua potabile per uso domestico e professionale, alla convention dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano.

Per anni l’industria si è focalizzata sul trattamento dell’acqua per la prevenzione dei danni fisici alle apparecchiature, ma l’avvento della teorizzata “quarta onda” del caffè (l’era della scienza) induce una sempre più approfondita ricerca scientifica, che tenta di spiegare i misteri che ancora oggi si celano tra l’ottenimento di un prodotto di buona qualità e la realizzazione della “perfezione della tazzina”. Sono così apparsi in epoca recente i primi interessanti studi sull’interazione acqua-caffè. 

Cosa c’è nell’acqua e come lo percepiamo L’acqua, per le sue proprietà chimico fisiche, è uno dei migliori solventi che esistano nell’ambiente naturale. In essa si trovano pertanto disciolte innumerevoli sostanze che ne influenzano il sapore e l’odore. Queste possono essere classificate in tre grandi categorie:

  • sostanze minerali (prevalentemente sali che si trovano disciolti nell’acqua);
  • sostanze che vengono aggiunte all’acqua di rete per la sua disinfezione e per garantirne la batterio staticità;
  • sostanze organiche presenti nell’acqua per contaminazione esterna e quale risultante del metabolismo della microflora dell’ambiente acquatico.

Queste ultime si caratterizzano normalmente per un valore soglia di percezione molto basso (sono cioè percepibili a concentrazioni molto limitate) e per un odore molto caratteristico: l’odore di terra bagnata, di muffa o di tappo che viene immediatamente associato a una percezione ben distinta.

Lo stesso si può dire per le sostanze di trattamento: l’odore di cloro è una sensazione che per ognuno di noi è sostanzialmente univoca.

Ben più difficile diventa associare una percezione gustativa a un minerale. Che gusto hanno dunque? I minerali sono presenti di norma nell’acqua, dove i sali si scindono in particelle cariche positivamente (i cationi) o negativamente (gli anioni). Degustando soluzioni di acqua pura in cui viene disciolto un singolo minerale a diversi gradi di concentrazione è possibile arrivare a una descrizione delle caratteristiche palatali associate a ciascuno di essi. 

La presenza di calcio viene normalmente associata al gusto amaro, mentre il magnesio ha una connotazione più dolciastra, o agrodolce a determinate concentrazioni. 

Il sodio viene normalmente descritto con il gusto salato, ma è interessante osservare come il sodio abbia una soglia di percezione molto variabile da degustatore a degustatore, e come molto spesso, al di sotto di tale soglia di percezione, il suo gusto venga invece descritto come “dolce”.

Il potassio, catione con caratteristiche molecolari simili al sodio, in termini di gusto ha una caratterizzazione più neutra. 

I cationi in acqua derivano dalla idrolisi di sali, i più comuni dei quali sono carbonati, solfati, cloruri e nitrati. Questi sali si disciolgono in acqua in cationi e anioni, questi ultimi anch’essi associabili a specifiche sensazioni palatali.

Le varie componenti disciolte in acqua si trovano in quantità e proporzioni diverse, e possono quindi influire sul gusto e sulle sensazioni palatali in maniera estremamente complessa e variabile. Il contenuto totale di sai minerali dell’acqua è espresso dalla misura del TDS, in italiano “residuo fisso”. E la misura di questo parametro, per praticità operata tramite la misura della conducibilità dell’acqua e l’applicazione di un fattore di conversione, non ci consente di per sé di prevedere quale gusto possa avere l’acqua, e le bevande da essa estratte. A una maggior concentrazione di sali, però, corrisponderà certamente una maggior intensità del gusto.

Acqua e caffè Per capire quali possano essere gli effetti dell’interazione tra acqua e caffè dal punto di vista organolettico non possiamo limitarci al monitoraggio di un parametro, dobbiamo considerarne diversi. La ricerca attuale tenta di mettere a fuoco quali siano, tra le diverse variabili in gioco, quelle maggiormente significative, a maggior impatto sulla resa del prodotto.

Le tre categorie di sostanze disciolte in acqua hanno diverso riflesso sul prodotto finito. I composti organici sono responsabili dell’apporto di gusto estraneo. All’interno del panorama delle sostanze minerali disciolte in acqua particolare influenza hanno le componenti della durezza carbonica, ossia i carbonati, che svolgono una funzione tampone in soluzione e si legano a componenti aromatiche acide, neutralizzandole.  Infine le sostanze di trattamento, quali il cloro, ad azione ossidante, hanno un duplice effetto negativo sul prodotto finito: da un lato apportano gusti estranei, dall’altro, per effetto della loro azione ossidante, alterano le componenti aromatiche del prodotto.

La letteratura pubblicata in merito a tale tema evidenzia in maniera univoca l’influenza sostanziale esercitata da acque di differente composizione sullo sviluppo del profilo organolettico del caffè estratto a parità di altri fattori ed è concorde nel sottolineare l’importanza della eliminazione del cloro. L’adozione di un sistema di filtrazione appropriato alle caratteristiche dell’acqua locale è quindi un fattore chiave al fine di rendere eccellente l’esperienza di consumo di un caffè, e come tale non può essere trascurato da chi fa della qualità un proprio imperativo. 

I sistemi di filtrazione moderni sono così concepiti per adattare i parametri chimici di composizione ai livelli individuati come ottimali per l’ottenimento della miglior resa in tazza.

Per saperne di più La letteratura di dominio pubblico di approfondimento è rappresentata da un numero ancora limitato di pubblicazioni, tra cui riteniamo di particolare interesse le seguenti:

  • Water quality, Beeman e Songer, 2009;
  • L’importanza dell’acqua nell’espresso, Braceschi e Odello, L’ASSAGGIO, set. 2014;
  • Why does quality matters, M. Wellinger & Chahan Yeretzian, Zurich University of applied sciences in Wadenswil (CH), set. 2015;
  • Water for coffee, Maxwell Colonna-Smalls & Christopher Hendon, set. 2015.

BWT Water+More, Caffè Castorino e Brita nuovi soci dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano

logo inei copiaBWT, Castorino e Brita sono entrate nell’Istituto Nazionale Espresso Italiano. Sale così a 40 il numero delle aziende associate all’Istituto che tutela la qualità del caffè al bar e promuove la cultura del caffè italiano.

BWT Water + More è stata fondata nel 2005 come società affiliata al 100% della BWT AG, nata a sua volta nel 1990 e che conta nel mondo circa 2.800 dipendenti in quattro stabilimenti e centri di ricerca e sviluppo. La sua missione è ottimizzare l’acqua potabile disponibile, utilizzando soluzioni funzionali e tecnicamente perfette per ogni applicazione di destinazione, anche per le macchine espresso.

Caffè Castorino, torrefazione con sede a Salerno, nasce nel 1946 ad opera di Antonio Castorino, che iniziò dapprima un’attività di commercio di caffè e successivamente, avendo acquisito una certa esperienza sul campo, impiantò un proprio laboratorio artigianale con una macchina torrefattrice a legna per la lavorazione del caffè, da allora commercializzato nelle province di Basilicata e Campania.

Brita ha per missione la filtrazione dell’acqua, anche per le macchine per caffè. Azienda a conduzione familiare, ha inventato oltre 45 anni fa la caraffa filtrante. Dal 1980 BRITA si è espansa nei mercati internazionali e attualmente i suoi prodotti sono distribuiti da filiali e aziende partner in oltre 60 paesi.

“L’ingresso di questi nuove aziende nel nostro sodalizio riflette la volontà dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano di coinvolgere l’intera filiera del caffè – ha commentato Luigi Zecchini, presidente Inei – L’espresso al bar è un prodotto complesso che richiede evidentemente un’attenzione particolare alle miscele utilizzate e alle attrezzature, ma non da ultimo all’acqua che deve avere caratteristiche precise per garantire una perfetta resa in tazza”.