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La correlazione tra dati analitici e la qualità sensoriale del caffè

Il Forum Scientifico sul Caffè, a Brescia il 13 marzo prossimo, riporta l’attenzione sui temi reali dai quali dipenderà il futuro dell’amata tazzina di caffè. Il tema di quest’anno è infatti: Innovazione nell’espresso italiano, sette idee per pensarci seriamente (tutti i dettagli nel programma). Con questa uscita continuiamo ad anticipare le relazioni: un aperitivo in vista del convegno.

La correlazione tra dati analitici e la qualità sensoriale del caffè
Gian Paolo Braceschi (Centro Studi Assaggiatori)

Il valore di una tazzina di caffè è strettamente correlato con il piacere che si riceve dal suo consumo, e questo si misura attraverso l’analisi sensoriale. La nostra disciplina è l’unica che può determinarlo, ma quando eseguita in modo scientifico è onerosa in quanto richiede personale specializzato e un notevole apporto di risorse umane. L’ideale è quindi unirla a valutazioni strumentali, decisamente meno costose e più veloci, soprattutto quelle che non necessitano di lunghe preparazioni o trattamenti sul campione. Diventa dunque importante conoscere quali sono le correlazioni tra le variabili chimiche e quelle sensoriali, cosa che abbiamo fatto analizzando i dati ottenuti con test ad alta utilità informativa (Big Sensory Test) con quelli strumentali ricavati dal Nir operando mediante tecniche statistiche multivariate.

Interessante è notare la conferma della correlazione tra grassi e descrittori quali tessitura, corpo, odori positivi e persistenza. Anche le proteine hanno una correlazione positiva su molti di questi e, inoltre, incidono sul parametro fiori e frutta fresca. La caffeina risulta invece positivamente correlata con l’amaro e inversamente con l’acido.

Sono solo alcuni esempi che però consentono di pensare in modo nuovo a come aumentare la qualità contraendo i costi: un Santos che avrà più grassi e meno caffeina consentirà di ridurre l’impiego di caffè di prezzo maggiore, un Kenya più proteico potrà essere usato in minori quantità senza variare l’indice edonico della miscela.

Tutto questo analizzando il crudo e il tostato con una tecnica rapida (i risultati si possono ottenere in 24 ore) ed economica. E il Nir potrà essere impiegato anche sul caffè pronto in tazza e quindi darà modo anche ai costruttori di attrezzature di tarare meglio le macchine per una maggiore soddisfazione dei baristi e dell’utente finale.

Caffeina nel caffè espresso, al Forum Scientifico sul Caffè 2014

Il Forum Scientifico sul Caffè, a Brescia il 13 marzo prossimo, riporta l’attenzione sui temi reali dai quali dipenderà il futuro dell’amata tazzina di caffè. Il tema di quest’anno è infatti: Innovazione nell’espresso italiano, sette idee per pensarci seriamente (tutti i dettagli nel programma). L’iscrizione al Forum Scientifico sul Caffè è gratuita e si effettua a http://goo.gl/2VM3Z3. Con questa uscita continuiamo ad anticipare le relazioni: un aperitivo in vista del convegno.

Caffeina del caffè espresso: un approccio meccanicistico
Manuela Cortese et al. (Università di Camerino)

Il caffè è una bevanda molto apprezzata in tutto il mondo e la caffeina è uno dei più importanti composti bioattivi in essa presenti. I metodi analitici finalizzati alla sua quantificazione si basano principalmente su spettroscopia e cromatografia liquida, e si differenziano a seconda della matrice di partenza, sia essa caffè in grani o in polvere, o la bevanda che se ne ottiene, utilizzando tecniche diverse a seconda delle peculiari tradizioni ed abitudini.
Infatti è noto che la quantità di caffeina nel caffè varia, sia in termini di concentrazione che di quantità assoluta, a seconda della tecnica con cui si ottiene: infusione (tipica del caffè americano), moka, macchina da caffè espresso.
Nello specifico del caffè espresso, prodotto di tradizione italiana noto in tutto il mondo, la tecnologia delle macchine da caffè gioca un ruolo importante e con essa l’ottimizzazione di parametri come pressione e temperatura dell’acqua impattante sul filtro. Nel contempo, poco è conosciuto sul meccanismo d’estrazione che avviene all’interno del pannello di caffè e di come questa vari durante l’estrazione.
Durante le nostre ricerche sono stati presi in considerazione 3 valori di pressione (P=7, 9, 11 atm) e 3 valori di temperatura (T= 88, 92, 98 °C) la cui combinazione porta a 9 condizioni operative. Successivamente è stato valutato come queste influenzino il contenuto di caffeina nel caffè espresso che ne è derivato mantenendo costante la granulometria ed il tempo d’estrazione. Nell’ottica di avere informazioni anche sull’andamento dell’estrazione nel tempo, i 25 secondi prefissati per l’ottenimento di un singolo caffè sono stati suddivisi in sette porzioni temporali. Il contenuto di caffeina è stato poi valutato su ciascuna di esse.

Innovazione nell’espresso italiano: sette idee per pensarci seriamente

Il Forum Scientifico sul Caffè, a Brescia il 13 marzo prossimo, riporta l’attenzione sui temi reali dai quali dipenderà il futuro dell’amata tazzina di caffè. Iscrizione gratuita on-line.

L’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac), che da più di vent’anni si dedica all’assaggio dell’espresso italiano collaborando attivamente alla sua tutela con l’Istituto Nazionale Espresso Italiano, organizza un nuovo Forum Scientifico sul Caffè per discutere del futuro dell’espresso italiano in modo concreto e scientifico.

Sette idee per pensarci seriamente: questo il filo conduttore degli interventi degli esperti chiamati sul podio a indicare la via per il successo dell’amata tazzina di caffè. Relazioni che spazieranno dai temi più antropologici del tipico, passando per le innovazioni tecniche che rendono possibile una valutazione più precisa della qualità sino a nuove idee di marketing per coinvolgere il consumatore nella difesa di questo patrimonio italiano.

Il meeting sarà ospitato il 13 marzo dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, polo di ricerca che ha condotto nell’ultimo anno analisi innovative sul caffè in collaborazione con Iiac e il Centro Studi Assaggiatori. "Ma al di là delle ultime ricerche ad altissimo tasso di innovazione, il convegno darà moltissima attenzione al lato del cliente del bar – sottolinea Luigi Odello, presidente Iiac – Avremo quindi dati estremamente interessanti sulla percezione del caffè da parte dei consumatori e, prima volta al mondo, un’app smartphone per valutare i bar stessi e i loro caffè, Coffee Shop Lovers, che sarà presentata proprio quel giorno".

Potere quindi al consumatore, quindi. "Dare al cliente strumenti come una semplice eppure potente app per valutare e condividere ciò che beve al bar sarà un ulteriore stimolo a fare meglio per tutti gli operatori del settore", ha aggiunto Luigi Zecchini, presidente dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano.

Come iscriversi

Scarica il programma.

L’iscrizione è gratuita. Le iscrizioni verranno accettate fino al raggiungimento dei posti disponibili. Per motivi di sicurezza e organizzativi, l’iscrizione è obbligatoria tramite il modulo, da compilarsi a cura di ogni singolo partecipante entro il 7 marzo 2014, a http://goo.gl/2VM3Z3.

La caffeina è utile a noi o alla pianta?

Luigi Odello
(Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè)

Luigi_OdelloQuando un paese non si sente minacciato licenzia l’esercito. Lo stesso fa la pianta del caffè con la caffeina che in pratica costituisce una delle sue armi di difesa nei confronti dei patogeni in agguato. L’attitudine alla produzione di caffeina è comunque nel patrimonio genetico della pianta ed è difficile farle cambiare la propensione alla sua produzione. Il ricercatore brasiliano Mazzafera era riuscito, attraverso la manipolazione genetica, a ottenere una pianta che non produceva caffeina, ma riproducendola generava individui che tornavano ai livelli tradizionali. Fatto sta però che quando la pianta non deve difendersi da attacchi esterni ne produce di meno: la Robusta, quando coltivata in ambienti salubri, come per esempio ad altitudini elevate, riduce la sua produzione. E lo stesso avviene con l’Arabica. Quasi parallelo è l’andamento degli acidi clorogenici che costituiscono un altro mezzo di difesa importante in quanto composti temuti dalle muffe perché in grado di disattivare i loro enzimi agendo sulla parte proteica.

Per gli umani sono quindi importanti i caffè ottenuti da piante che non avevano grandi necessità di difendersi in quanto i medici sono abbastanza concordi sul livello massimo giornaliero di assunzione di caffeina: 300 milligrammi. Questo significa che possiamo permetterci 6 o 7 espresso se l’alcaloide è intorno ai 40-50 milligrammi, ma dobbiamo scendere alla metà con caffè ad alto contenuto in caffeina. Ed ecco un altro vantaggio che il mondo avrebbe passando all’Espresso Italiano: un moka può contenere il doppio di caffeina e un americano tre volte. Ma abbiamo parlato di Espresso Italiano: 7 grammi di caffè per ottenere in tazza 25 millilitri in 25 secondi. Se passiamo alle recenti invenzioni di 9/10 grammi le cose ovviamente cambiano.

Il momento giusto per il caffè

 Ogni momento può essere quello buono per gustare una tazzina di caffè? Forse, ma non per sfruttare tutti gli effetti della caffeina. Infatti, secondo le teorie di crono-farmacologia, cioè lo studio dell’interazione fra ritmi biologici e azione dei farmaci, esistono momenti più o meno opportuni per bere il caffè durante la giornata.

Per trovare "l’ora x" del caffè, meglio tenere d’occhio, in particolare, il ritmo circadiano della produzione di cortisolo (noto come l’ormone dello stress). Quando è alle stelle, garantendo un elevato standard di vigilanza e allerta, il caffè potrebbe non garantire l’effetto desiderato. Tra le 8.00 e le 9.00 di mattina per esempio, quando a tenere alto il livello di allerta ci pensa già il cortisolo, un caffè può essere inutile. Meglio quindi sorseggiarlo tra le 9.30 e le 11.00, invece, quando il cortisolo è in calo in vista del successivo picco (12.00-13.00).

Spray al caffè

 di Luigi Odello
(Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè)

Leggiamo che a Tokyo il ventunenne Ben Yu ha lanciato uno spray, a base di caffeina e di derivati della tirosina, che applicato alla pelle (con una ventina di trattamenti al giorno) dà la stessa carica energizzante del caffè. Non sappiamo se abbia aggiunto anche un po’ di metilfurano per dare un’idea dell’aroma, ma se anche fosse non troviamo che abbia fatto una genialata.

Noi siamo ancora tra quelli che dal caffè vogliono una cosa innanzitutto: il piacere. E questo ha ben poco a che fare con la dose di caffeina, bensì dipende dal complesso aromatico capace di stimolare la nostra mente, tanto che alcuni ricercatori hanno addotto il suo potere di dare la sveglia proprio a quel migliaio di molecole olfattivamente attive che contiene.

Più la caffeina è bassa e più caffè possiamo consumare, quindi più è elevata la quantità di piacere che possiamo ottenere dal caffè nel corso della giornata. Per questo siamo fautori di una legge che ponga l’obbligo di indicare la percentuale di caffeina sulle confezioni, per sapere quanto ne possiamo bere senza incorrere nelle censure del medico, visto che a una certa età il problema della pressione minima alta incombe.

Spazzolino alla caffeina

Se è vero che in tempi di crisi nascono le idee più originali e rivoluzionarie, i progetti più innovativi e risolutivi, è anche vero che fioriscono brevetti di dubbia utilità, ma certamente curiosi. Lo spazzolino alla caffeina ne è l’esempio più attuale.

La testina del nuovo spazzolino, il cui brevetto è stato recentemente depositato da un’azienda del settore, rilascia gradualmente a ogni utilizzo alcune sostanze, tra cui la caffeina. Uno spazzolino in grado di lavare i denti e, contemporaneamente, erogare un po’ di caffeina, così da non perdere tempo prezioso dietro una tazzina di caffè. Ma il risparmio di tempo non vale la rinuncia a questo grande piacere quotidiano.

Il caffè, alleato per potenziare i muscoli

Un team di ricercatori dell’Università di Coventry, nel Regno Unito, attraverso una serie di esperimenti di laboratorio (effettuati sui topi), ha evidenziato la capacità della caffeina di stimolare positivamente, potenziandoli, i muscoli. I risultati più incoraggianti, in particolare, sono stati riscontrati nei muscoli più anziani.

Un’evidenza importante, che suggerisce come il caffè sia un supporto benefico per migliorare la forza muscolare nella terza età, riducendo, in questo modo, l’incidenza delle cadute e dei traumi, molto diffusi tra gli over 65.
 

Tutto, o quasi, su caffè e salute

Caffè e Salute è una guida realizzata dagli esperti dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e, in particolare, a cura della dottoressa Alessandra Tavani. Dopo una breve introduzione, con la descrizione dei principali tipi di caffè, della loro composizione e delle tipologie di bevande in cui si declina più spesso in Italia (caffè espresso, moka, solubile), si passa alla descrizione più dettagliata delle proprietà farmacologiche della caffeina e del caffè, riassumendole in uno schema esemplificativo.

Il caffè ha effetti benefici, in modi e misure differenti, sui principali distretti corporei, dal sistema nervoso centrale, all’apparato cardiovascolare, fino a quello gastrointestinale. Nel libretto, inoltre, è possibile “gustarsi” un’analisi del rapporto tra caffè e rischio malattie. La conclusione, al termine della disamina è chiara, il caffè è promosso a pieni voti, ma solo se bevuto con moderazione, come si legge nel testo: “In una persona sana, un consumo di 3-4 tazzine di caffè al giorno sembra essere compatibile con un buono stato di salute”.