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Dalla Corte prosegue il progetto di eccellenza dell’espresso con il marchio Espresso Italiano Certificato

Paolo Dalla Corte

Bere il caffè in Italia non può prescindere da una ritualità che si basa su alcuni principi unici al mondo quali l’artigianalità, la creatività e la maestria che risiedono in questa modalità e che sono un patrimonio che va va recuperato e attualizzato alle nuove tendenze e necessità commerciali: è anche per questo che Dalla Corte, azienda milanese produttrice di macchine per caffè espresso semi-automatiche e di grinder on demand, ha deciso di unirsi e sposare il progetto dell’Istituto Espresso Italiano (IEI) come produttrice di attrezzature di alta gamma a favore dell’espresso di qualità. Da ben oltre 20 anni l’azienda si fa infatti promotrice della formazione e della coffee education, una missione che è cominciata con la sponsorizzazione del World Latte Art Championship per 7 anni e del World Coffee in Good Spirits Championship per 7 anni dalla sua prima edizione. Oggi questa missione continua entrando a far parte del network qualificato di operatori IEI in rappresentanza della filiera dell’espresso. Paolo Dalla Corte, CEO e fondatore dell’omonima azienda, sottolinea quanto sia importante garantire la crescita e il rafforzamento dell’espresso come “prodotto di eccellenza”: «Sono orgoglioso di intraprendere questo percorso con IEI» racconta, «una collaborazione che porterà sicuramente benefici e vantaggi ad ambo le parti. Come noi, IEI intraprende una politica di qualità, passione ed eccellenza, un modus operandi che attuiamo nel lavoro di tutti i giorni. Sono sicuro faremo grandi cose insieme».

L’Espresso Italiano Certificato

Alla base della certificazione dell’Istituto Espresso Italiano c’è il profilo dell’Espresso Italiano Certificato, elaborato in partnership con l’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (IIAC) e il Centro Studi Assaggiatori. Grazie a una ricerca che ha coinvolto migliaia di consumatori, si sono definite le preferenze del pubblico in materia di espresso e confrontate con il giudizio degli esperti. Da questo processo è nato il profilo dell’Espresso Italiano Certificato che ha permesso di individuare una volta per tutte l’espresso perfetto, quello che non tradisce le aspettative del consumatore. L’espresso italiano perfetto è quindi una tazzina con circa 25 millilitri di caffè ornato da una crema consistente e di finissima tessitura, di color nocciola tendente al testa di moro, resa viva da riflessi fulvi. L’aroma deve essere intenso e ricco di note di fiori, frutta, cioccolato e pan tostato. In bocca l’espresso deve essere corposo e vellutato, giustamente amaro e mai astringente.

Venezuela, certificazione della qualità e formazione per l’espresso italiano

Pietro CarboneHa aperto i battenti a Caracas l’Accademia del Caffè Carbone Espresso di Pietro Carbone, socio Iiac e profondo amante dell’espresso italiano.

“In Venezuela abbiamo caffè dal 1830, la coltivazione ora è scarsa. Eppure il caffè di qualità occupa una nicchia bellissima, sia dal punto di vista economico che culturale – racconta Pietro Carbone – La cultura dell’espresso italiano ci deriva dagli immigrati italiani degli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta, inclusa la mia famiglia. Il caffè italiano è molto amato: all’ultimo Espresso Italiano Day abbiamo avuto più di 300 invitati. A Caracas si trovano marche italiane che piacciono come stile”.

“Il Venezuela sta risorgendo astronomicamente e il caffè deve qualificarsi maggiormente – continua Carbone – La certificazione della qualità e la formazione saranno passaggi fondamentali per diffondere la cultura dell’espresso italiano in questo paese”.

Maggiore trasparenza al bar: l’Istituto Nazionale Espresso Italiano pronto a classificare 20.000 locali

Da una a tre tazze: questo è il nuovo sistema di classificazione scelto dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano per garantire maggiore trasparenza ai clienti dei bar italiani. Per la prima volta infatti chi entrerà in uno dei bar aderenti all’iniziativa troverà un’indicazione oggettiva relativa alla qualità del caffè e delle attrezzature e alla professionalità del barista stesso. Una targa con una tazza infatti  indicherà che si è in presenza di un bar che offre una miscela di caffè qualificata dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano, due tazze che oltre al caffè si è in presenza anche di una macchina o di un macinadosatori certificati. Le tre tazze saranno riservate ai quei locali che oltre che avere caffè e attrezzature certificati possono contare anche su un barista abilitato dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano.

"Per la prima volta nel nostro paese il cliente avrà la possibilità di comprendere con un colpo d’occhio il livello del locale – ha raccontato Gianluigi Sora, presidente dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano – I bar che aderiranno all’iniziativa, potenzialmente circa 20.000, esporranno infatti la  targa con il numero di tazzine che gli sono state riconosciute".

"Si tratta in definitiva di un’operazione volta a portare una trasparenza certificata anche al bar – ha confermato Luigi Odello, segretario generale dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano – Infatti le tazzine assegnate indicheranno in modo chiaro se il locale presenta  prodotti qualificati dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano e in quale misura".

Un nuovo passo quindi verso il cliente finale che paga ogni giorno il suo caffè e che tra breve potrà sapere a che livello si pone il locale che frequenta quotidianamente. "Un’altra iniziativa che speriamo possa essere di stimolo per l’intero settore e premiante per quei bar, e sono tanti, che lavorano in qualità – ha aggiunto Sora – Un’operazione nel segno di una maggiore comunicazione, che è d’altronde l’obiettivo perseguito dall’Istituto con altre iniziative come Espresso Italiano Day, in programma tra l’altro il prossimo 15 aprile, e Io Bevo Espresso, l’open-day che ripeteremo a novembre".