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Il caffè entra all’università: 256 ore dalla pianta alla tazzina

Quanto sapere occorre per comprendere davvero il caffè? Certamente molto più di quanto possa stare in una tazzina. Genetica, agronomia, biodiversità, chimica, microbiologia, tostatura, diritto, commercio internazionale, sostenibilità, nutrizione, analisi sensoriale e assaggio: la filiera è lunga e, soprattutto, richiede competenze che raramente appartengono a una sola disciplina.

Nasce da questa consapevolezza il corso di perfezionamento in “Scienza e Tecnologia del caffè”, istituito per l’anno accademico 2026-2027 presso il Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari dell’Università degli Studi di Torino.

Il corso è destinato a laureati e laureate in possesso di laurea magistrale, di vecchio ordinamento o di un titolo equipollente, anche conseguito all’estero. L’obiettivo è fornire una preparazione interdisciplinare sulla produzione, la trasformazione, la commercializzazione e il consumo del caffè, formando professionalità capaci di affrontare ricerca, sviluppo e innovazione con particolare attenzione alla qualità del prodotto e del processo.

Il programma comprende complessivamente 256 ore ed è articolato in quattro moduli indipendenti:

  • La coltivazione del caffè: 72 ore dedicate a genetica, agronomia, biodiversità, sostenibilità, fitopatologia e gestione dei fitofagi.
  • Aspetti legali e commerciali della filiera del caffè: 40 ore su contratti, pratiche commerciali, etichettatura, certificazioni, proprietà intellettuale, commercio internazionale e sostenibilità della catena di approvvigionamento.
  • Dalla ciliegia al caffè tostato: 72 ore dedicate a microbiologia, chimica, tostatura, confezionamento e valorizzazione dei sottoprodotti.
  • La bevanda: 40 ore di lezione e 32 ore di esercitazione in azienda, con approfondimenti sulla produzione della bevanda, gli aspetti nutrizionali e sensoriali e l’assaggio del caffè. Sono previsti cinque giorni in presenza.

Il percorso si sviluppa nell’arco di 52 settimane, a partire dal 1° febbraio 2027, con lezioni prevalentemente il venerdì dalle 9:00 alle 18:00. La didattica si svolge online, ad eccezione delle attività in azienda previste dal quarto modulo.

Il corso completo può accogliere fino a 75 iscritti. Per i singoli moduli sono disponibili 20 posti, ridotti a 15 per “La bevanda”, proprio per la componente esercitativa svolta in azienda. Ogni modulo sarà attivato con almeno cinque partecipanti.

La quota di iscrizione all’intero corso è di 3.300 euro, al netto della contribuzione accessoria prevista dal regolamento universitario. È possibile frequentare anche uno o più moduli separatamente: 900 euro per “La coltivazione del caffè”, 500 euro per “Aspetti legali e commerciali della filiera del caffè”, 900 euro per “Dalla ciliegia al caffè tostato” e 1.000 euro per “La bevanda”.

La direzione è affidata alla professoressa Chiara Emilia Irma Cordero. Alla formazione concorrono, oltre al DISAFA, i Dipartimenti di Scienza e tecnologia del farmaco, Scienze della vita e biologia dei sistemi, Chimica e Giurisprudenza. Il corso è finanziato da Lavazza, Caffè Vergnano, Camera di commercio di Torino e Costadoro.

Non un corso sul caffè inteso come semplice prodotto, dunque, ma un percorso dentro la complessità della sua filiera. Perché tra la pianta e la tazzina c’è un mondo, e conoscerlo significa imparare a governarne qualità, innovazione e futuro.

Per maggiori informazioni.