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Origini del caffè: Costarica SHB Tarrazú

Il caffè giunse in Costarica nel XVIII secolo e trovò in questo Paese una delle sue terre d’elezione. La regione di Tarrazú, suddivisa nelle sottozone di San Marcos, San Lorenzo e San Carlos, è considerata una delle aree più vocate per la produzione di Arabica di alta qualità.

Il clima è scandito da due stagioni nette: una piovosa, da maggio a novembre, e una secca, da dicembre ad aprile. Le piantagioni si estendono tra i 1200 e i 1900 metri di altitudine su terreni vulcanici ricchi di humus e minerali. La Costarica ha vietato per legge la coltivazione della Robusta, rendendo l’Arabica l’unica specie ammessa.

Le varietà più diffuse, Caturra e Catuai, sono coltivate all’ombra di alberi ad alto fusto. Le drupe, raccolte nel periodo secco, vengono lavorate con il metodo a umido e poi essiccate all’aperto su aie o stuoie. Il risultato sono chicchi ad alta densità, lucidi e di colore verdastro con riflessi blu.

In tazza, il Tarrazú si esprime con eleganza: corpo asciutto, amaro contenuto e una buona acidità che sostiene un profilo aromatico complesso, fatto di frutta fresca, frutta essiccata e secca, con occasionali accenti balsamici o speziati. È un caffè raffinato, mai eccessivo, che privilegia la precisione.

Luigi Odello
Contenuto redatto con supporto di IA