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IEI celebra la professione del barista con un video che la racconta

L’Istituto Espresso Italiano (IEI) rivive in documentario l’Espresso Italiano Champion 2025: 12 baristi in gara per un solo posto per l’accesso alla finale internazionale, in quella che non è solo una competizione ma soprattutto un’esperienza formativa e di confronto per i professionisti del settore

L’Istituto Espresso Italiano (IEI) celebra il ruolo del barista con un video che racconta la gara nazionale, l’Espresso Italiano Champion, tenutasi il 24 e 25 giugno presso la sede di Dersut, a Conegliano (Tv). L’evento, che ha visto trionfare la giovanissima Giulia Ruscelli e ha portato l’attenzione su una professione che unisce tecnica e passione verso il caffè, quella del barista, è stato per l’occasione seguito da una squadra di videomaker. Il risultato è un video, una sorta di piccolo documentario, dal quale emergono alcuni degli aspetti salienti del lavoro del barista, ma anche delle finalità di IEI direttamente dalle parole dei concorrenti intervistati.

I concorrenti in questa occasione hanno sottolineato come l’esperienza di Espresso Italiano Champion vada oltre la ricerca della competitività, diventando un momento di incontro, scambio l’un l’altro e valorizzazione del proprio lavoro, garantendo un buon prodotto e un buon servizio. In queste due giornate, precedute durante l’anno dalle fasi preliminari, è emerso quanto sia importante per i partecipanti promuovere e preservare la figura del barista: in gara, infatti, vengono valutati sulle capacità che un barista deve avere per lavorare, è la gara vera del barista.

Espresso Italiano Champion è stata dunque un’opportunità per imparare dai concorrenti e dai giudici, vedere altre realtà, crescere e comprendere che c’è sempre da imparare, nonostante l’esperienza e la formazione continua. “L’Espresso Italiano Champion ha visto la partecipazione di decine di giovani professionisti provenienti da tutta Italia, che già dalle selezioni si sono messi alla prova stimolando la propria crescita personale e professionale in un settore che punta molto su di loro, come l’ultimo anello della filiera a stretto contatto con il consumatore finale – spiega Alessandro Borea, Presidente dell’Istituto Espresso Italiano (IEI) – Sono particolarmente felice di come sia andata la gara, intensa e ricca di professionalità, e la vittoria di Giulia Ruscelli dimostra come lungo tutta la filiera la presenza femminile sia sempre più centrale e fondamentale.

Ci sono ancora molti giovani che sono appassionati di caffetteria, che amano il loro lavoro, e sono pronti a portare avanti con orgoglio e competenza questo mestiere: Istituto Espresso Italiano con Espresso Italiano Champion ha proprio lo scopo di valorizzare la cultura dell’espresso italiano di qualità, anche attraverso la voce a chi ogni giorno prepara espressi dietro al bancone.

Il video è disponibile sui canali ufficiali di IEI.

Se il coffee lover diventa “home barista” a casa sua con le macchine da caffè semi-professionali

Un tempo in casa c’era la moka e il rito del caffè al mattino con i ritmi, l’aroma che si spargeva per casa, i tempi a scandire l’inizio della giornata. Oggi il piacere è in una tazzina di espresso preparata con una macchina che replica, nel suo piccolo, quelle di un bar. Il tutto utilizzando miscele particolari, magari frutto della ricerca personale, per individuare quella che meglio soddisfa il gusto di ognuno. È la nuova frontiera che rileva una indagine che l’Istituto Espresso Italiano (IEI), ha condotto su un campione dei propri soci su quelle che sono le tendenze del momento.

«Questa tendenza che si è consolidata da anni in molti paesi esteri, trova i suoi esempi più significativi in Germania e negli Stati Uniti, dove il consumo di caffè di alta qualità a casa, insieme all’acquisto di attrezzature specializzate, è notevolmente elevato – commenta Luigi Morello, presidente di IEI – in Germania e negli Stati Uniti, l’adozione di tecnologie avanzate e una cultura fortemente orientata verso la qualità del caffè hanno accelerato questo fenomeno. In Italia, sebbene il ritmo di crescita sia più graduale, il crescente interesse dei consumatori è chiaramente evidente, come dimostra la nostra ricerca. Oggi, i consumatori italiani possono scegliere tra una gamma di opzioni per il caffè a casa che spesso supera in varietà e qualità quelle disponibili nei bar».

Dal design alla semplicità di utilizzo, una tendenza che cresce. Per Carles Gonzales, coffee competence & product manager di Rancilio Group «la nostra azienda attribuisce grande importanza all’utilizzo delle macchine semi-professionali, riconoscendo il crescente interesse dei consumatori verso la preparazione di un caffè di qualità anche a casa. Nonostante un leggero rallentamento recente, l’interesse per le macchine semi-professionali e per diventare home baristi rimane forte e stabile». «Design moderno e facilità d’uso per rendere l’esperienza piacevole e accessibile a tutti», sono, per Gonzales, le caratteristiche fondamentali di una macchina casalinga insieme a «una stabilità termica continua, fondamentale per estrarre un espresso perfetto, ricco di aroma e gusto». A questo si somma il fatto che «i coffee lover possono utilizzare il caffè che più apprezzano», magari frutto di una personale sperimentazione e «la degustazione di diverse miscele e mono-origini sono fondamentali per scoprire il caffè che soddisfa maggiormente i gusti di ciascun consumatore».

«Tra i nostri soci – ancora Luigi Morello – anche le aziende di attrezzature hanno sviluppato prodotti semi-professionali di altissimo livello, sia in design che in prestazioni, per soddisfare i veri appassionati di caffè. Questi prodotti rappresentano vere eccellenze e sono utilizzati dai produttori per promuovere e diffondere il loro brand nei canali B2C e Office, contribuendo a educare i consumatori e a valorizzare l’esperienza del caffè».

La ricerca della miscela perfetta. Elisabetta Milani di Caffè Milani punta l’attenzione sul fatto che la tendenza sia legata proprio ad una questione di gusto. «Gli espresso più amati dai coffee lover sono i grani: macinati, estratti e degustati al momento. Senza dubbio questa modalità di consumo è quella più consigliata da noi torrefattori perché consente di avere un espresso a casa al massimo delle sue potenzialità organolettiche. Ultimamente vengono privilegiati i pacchetti in grani di piccoli o medi formati che garantiscono freschezza, praticità e permettono di testare diverse miscele o singole origini ed esplorare diverse note aromatiche». Ma quello che è importante, è che una macchina semi-professionale debba avere la certificazione. «È necessaria e importante per i prodotti destinati al cliente, come garanzia di qualità e attenzione da parte dell’azienda produttrice. Quel che conta però è che la certificazione in sé è efficace solo se comunicata, spiegata, conosciuta e riconosciuta dal consumatore finale».

L’home barista e la tendenza di replicare l’espresso a casa. Per Agata Segafredo, communication manager di Essse Caffè, il legame miscela, macchina, barista, può essere vissuto anche a casa. «Il caffè fatto con una macchina semi-professionale è un prodotto che, per limiti tecnologici e di valore delle attrezzature, è “parente” dell’Espresso italiano certificato del bar, ma che è in grado di offrire un’ottima alternativa domestica all’espresso». Segafredo, sottolinea anche come «abbiamo identificando due macro-categorie: il consumatore premium “mainstream” ed il consumatore “coffee radical”. Il primo è interessato ad un prodotto dallo stile tradizionale, come il classico caffè espresso del bar, con una ricerca di qualità superiore rispetto ai prodotti venduti nella grande distribuzione. Il secondo, invece, è un consumatore appassionato, che vuole sperimentare nuovi gusti, alla ricerca di proposte che abbinino la qualità garantita dall’approccio industriale di un torrefattore horeca con la distintività organolettica delle miscele»,

Anche la sostenibilità tra i motivi della scelta dell’espresso a casa. Matteo Borea (La Genovese) pone l’accento sul fatto che «le macchine semi professionali rappresentano un punto di incontro ideale tra le attrezzature professionali e quelle casalinghe, e offrono un equilibrio perfetto tra controllo, precisione e accessibilità». I motivi del successo sono da ricercarsi nel poter «replicare a casa l’alta qualità del caffè che si potrebbe trovare in una caffetteria di livello», sommato al fatto che il «crescente interesse verso le macchine semi-professionali è un indicatore di una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori riguardo alla qualità del caffè e ai processi di preparazione». C’è poi da dire che «offrono un controllo maggiore su ogni fase» e permettono «ai coffee lover di sperimentare e personalizzare le loro estrazioni». A tutto questo si somma il fatto che «questa tendenza è anche legata all’interesse crescente verso pratiche più sostenibili e consapevoli» oltre che a «perché crea un legame tra il mondo dei professionisti e gli appassionati».

Macchina performante, dal rapporto qualità-prezzo, meglio se con la certificazione dell’Istituto Espresso Italiano. Dante Monastero, sales manager di LaSanMarco, spiega che «queste macchine rappresentano un ottimo compromesso tra le esigenze di spazio e la qualità del caffè». Macchine che devono combinare diverse caratteristiche chiave tra le quali «capacità di erogare un espresso di qualità costante e controllo accurato di temperatura e pressione». Ma occorre anche «praticità come il serbatoio dell’acqua facilmente accessibile, e versatilità per le varie preparazioni». Quanto non va poi trascurato è sia «un buon rapporto qualità-prezzo, visto che si tratta di un investimento per gli appassionati». Sia anche «la certificazione di IEI in quanto garantisce che la macchina soddisfi gli standard di qualità necessari per produrre un autentico espresso italiano, di alta qualità, paragonabile a quello servito nei migliori bar». Tutto questo corredato da miscele con una «tendenza verso profili di tostatura che esaltano le caratteristiche uniche di ogni origine, bilanciate che offrono un gusto ricco e complesso».

«Sono fermamente convinto che avere la possibilità di gustare un caffè di alta qualità a casa o in ufficio non solo arricchisce l’esperienza personale, ma può anche sensibilizzare i consumatori a una maggiore attenzione e apprezzamento della qualità del caffè che si trova nei bar», conclude il presidente di IEI, Luigi Morello.

Espresso Italiano Champion, Luca Cellizza è il miglior barista toscano

È Luca Cellizza a raggiungere gli altri finalisti dell’Espresso Italiano Champion, il campionato internazionale che vede sfidarsi i migliori baristi in prove di qualità e abilità in programma a Como dal 18 al 19 giugno. È stato infatti il migliore tra i 7 partecipanti alla tappa intermedia della Toscana che si è svolta a Sesto Fiorentino (FI) presso la sede di Conti Valerio Srl titolare del marchio Eureka 1920.

Il vincitore, Luca Cellizza, 44 anni di età originario di Roma, attualmente ricopre la figura di barista e formatore interno presso bar caffetterie della Capitale. La prima esperienza come barista è avvenuta durante il servizio di leva. Dal 2000 poi si sono susseguite numerose esperienze sia come barista che bartender, in locali e bar romani. Dal 2015 è nata la curiosità e la vera passione verso il mondo del caffè, che lo ha portato a una continua voglia di ricerca e formazione per poter rendere la propria figura professionale sempre più aggiornata.

Siamo orgogliosi di aver ospitato un evento di tale importanza, che mette in vetrina la grande professionalità italiana nell’arte del caffè – commenta Maurizio Fiorani, managing director di Conti Valerio Srl – Non poteva esserci occasione migliore per inaugurare il nostro nuovo showroom, uno spazio polifunzionale e multimediale che abbiamo sviluppato anche per metterci nelle condizioni di ospitare eventi di questo tipo, che fanno crescere la cultura del caffè sul territorio e non solo. È una perfetta concretizzazione del rapporto che ci lega all’Istituto Espresso Italiano, che ha nella promozione di una comunità di professionisti che si conosce e si arricchisce a vicenda uno dei suoi scopi fondativi”.

Fondata nel 1920 dall’imprenditore toscano Aurelio Conti, la Conti Valerio Srl, con i marchi di punta Eureka 1920 e Eureka ORO, oggi l’azienda rappresenta l’avanguardia dei macinacaffè e macinadosatori per il canale professionale e per la casa. L’azienda di Sesto Fiorentino (FI) ha registrato nel 2022 un fatturato di 57 milioni di euro (con il brand Eureka in crescita del 10% rispetto all’anno precedente) e oltre 150.000 macinacaffè prodotti. Eureka investe il 5% del fatturato annuo in ricerca e sviluppo e conta su oltre cento dipendenti diretti, con un’età media delle risorse umane pari a trentacinque anni.

Valentina Zauli vince in Emilia-Romagna e accede alle finalissime della competizione internazionale Espresso Italiano Champion

Una nuova finalista per l’Espresso Italiano Champion, il campionato internazionale che vede sfidarsi i migliori baristi in prove di qualità e abilità in programma a Como dal 18 al 19 giugno. Si tratta di Valentina Zauli che si è aggiudicata la tappa intermedia organizzata lo scorso 29 maggio a Faenza (Ra) presso la Torrefazione Mokador.

La vincitrice, Valentina Zauli, classe 1985, nasce a Faenza e dopo aver conseguito il diploma all’Istituto d’Arte comprende che il bancone del bar con le sue molteplici sfumature creative è il luogo che vuole abitare. Può vantare un’esperienza pluridecennale nel settore che l’ha resa una motivata e performante professionista. A oggi Valentina e la sua competenza unita alla sua invidiabile accoglienza potete trovarle presso Casa Caffè Mokador di Faenza.

Ci fa molto piacere – racconta Marco Cini, che in qualità di Responsabile della Mokador Experience Academy, ha organizzato e diretto la gara – che le concorrenti che hanno partecipato con grande passione abbiamo sentito questo momento come un’occasione di accrescere la loro professionalità. È questo per noi il miglior risultato della giornata“.

Imparare ad assaggiare migliora la qualità della vita

Un piccolo sondaggio su LinkedIn ha posto il quesito “Ti piacerebbe imparare ad assaggiare per sapere scegliere meglio, apprezzare di più e capire un prodotto mediante la sensorialità?” Già le 3.788 visualizzazioni dimostrano che l’argomento ha suscitato un discreto interesse, ma è soprattutto analizzando le risposte dei votanti che i sensorialisti traggono un vero piacere: il 95% ha segnato “molto”, il 4% “abbastanza”, l’1% “poco”. Su questi risultati che non lasciano spazio a equivoci c’è da fare una riflessione: le aziende del settore alimentare fanno abbastanza per soddisfare il legittimo desiderio dei clienti di diventare intenditori? O molte lo considerano ancora inutile se non pericoloso? Qui si innestano altre due considerazioni. Parlare di sostenibilità, di bio e altre cose del genere (certamente degne della massima attenzione) va sicuramente di moda ed è di estrema comodità, ma risponde davvero all’esigenza primaria del cliente della ricerca del piacere? La seconda: le aziende – anche attraverso le loro academy, che ormai sono più di 300 nel settore dei cibi e delle bevande – non insegnano per timore che creare intenditori diventi un boomerang o, più semplicemente, non sanno da che parte cominciare? Con buone probabilità la seconda ipotesi ha un certo peso. Lo stiamo scoprendo attraverso una ricerca iniziata mesi fa e forse sulla questione gioca anche l’idea emergente che preparare un assaggiatore sia una via lunga e costosa. In parte è vero: per diventare grandi assaggiatori non basta una vita, ma per iniziare è sufficiente una sola giornata. E si vive meglio.

Luigi Odello

Candidatura Unesco Caffè Espresso Italiano: eventi del 1° ottobre, giornata internazionale del caffè

Sabato 1° ottobre, in occasione della Giornata internazionale del caffè, la Rete delle Comunità del Rito del Caffè espresso promuove una serie di iniziative congiunte che si svolgeranno da nord a sud, realizzate dalle comunità emblematiche che sostengono la candidatura dell’espresso a patrimonio immateriale dell’umanità. Obiettivo: raccogliere le firme a sostegno della candidatura, così da rendere la ritualità del caffè espresso italiano, con il suo bagaglio di significati immateriali, patrimonio UNESCO.

Per appoggiare la candidatura del “Caffè Espresso Italiano fra Cultura, Rito, Socialità e Letteratura nelle Comunità Emblematiche da Venezia a Napoli” – questo il titolo del dossier di candidatura – bastano due click: è sufficiente andare sul sito www.ritodelcaffe.it e firmare per la candidatura.

Il sostegno passa quindi dal web, ma non solo: sabato 1° ottobre ci saranno diversi eventi nelle principali città italiane, durante i quali verranno raccolte le firme a sottoscrizione della Carta dei Valori. Le comunità emblematiche di Torino, Milano, Venezia, Trieste, Bologna, Roma, Napoli, Lecce, Pescara, Palermo, Modica che sostengono il dossier saranno così teatro delle seguenti iniziative.

Venezia:
– ore 9.30 e ore 11.00, visite gratuite al caffè Florian;
– ore 16.00-18.00, la storia del caffè al caffè Lavena.

Trieste:
ore 10.00-12.00, Antico Caffè San Marco: presentazione della brochure “Il viaggio del caffè” rivolta a famiglie e bambini per raccontare in maniera ludica come il chicco di caffè si trasforma in nera bevanda. Verranno inoltre presentate le altre attività divulgative aperte al pubblico che si svolgeranno nel mese di ottobre a Trieste e provincia.

Milano:
ore 14.30, Espresso Experience al Faema Flagship di Gruppo Cimbali: un laboratorio per imparare a degustare l’espresso attraverso l’assaggio, esaminando gli aspetti visivi, olfattivi, gustativi e tattili, insieme ai coffee specialist di MUMAC Academy.

Bologna:
ore 10.00-16.00 Percorsi conoscitivi, esperienziali e sensoriali del caffè con la partecipazione dell’attore Marco Magnani presso la Essse Caffè Store.

Roma:
ore 10.00-12.00 attività dimostrative legate alle preparazioni “speciali” del caffè alla Giolitti Antica Gelateria Pasticceria.

Lecce:
un appuntamento che resta attivo dal 30 settembre al 30 ottobre grazie al sostegno dei bar Quarta Caffè di Lecce e Bari, con attività a sostegno della raccolta firme per la candidatura.

Palermo:
ore 10.00-12.30 storia del caffè dalle origini ad oggi in un tour multisensoriale scoprendo le diverse sfumature di gusto dal nord al sud dell’Italia presso la Fabbrica museale Morettino.

Modica:
tutto il giorno, raccolta firme a sostegno della candidatura presso i locali di Caffè Moak, Caffè Circi, Mokafè e Marsalì. Sui canali social, video dei Two Twins 95 per celebrare l’importanza del rito quotidiano del caffè invitando la community alla firma.

Napoli:
– ore 11.00-19.00 Open day al Gran Caffè Gambrinus, con la partecipazione di Giuseppe Ambrosio, Direttore generale del Mipaaf. Diverse le iniziative in programma: area dimostrativa delle diverse tecniche di estrazione del caffè; area espositiva con antiche macchine da caffè museo San Marco e caffettiere e macinini collezione Gambrinus; area spettacoli (con musiche e canzoni napoletane sul caffè); area culturale con raccolta firme e proiezione video ufficiale di candidatura Unesco;
– ore 9.30-11.30 alla Mostra Oltremare (Padiglione Piscina) l’Accademia di cucina Medeaterranea realizzerà due tipologie di dolce avente come linea progettuale produttiva fondante il caffè, rivisitate in molteplici soluzioni dolciarie, proponendo poi una degustazione aperta a tutti;
– ore 15.00-16.15 presso lo Spazio Colapesce di Palazzo Reale, nell’ambito di Campania Libri – Festival della Lettura e dell’Ascolto, si terrà un incontro con Marisa Laurito e Benedetta Santini, autrici di due libri che da punti di vista diversi affrontano il tema del caffè, inteso come patrimonio culturale, narrativo e filosofico. Partecipa Pier Luigi Petrillo, presidente dell’Organo degli Esperti Mondiali della Convenzione Unesco per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale;
– in diversi bar ed esercizi della città sarà possibile firmare per sostenere la candidatura del rito del caffè espresso italiano a Patrimonio Immateriale dell’Unesco.

In altre città anche grazie alla Fipe, all’Associazione Locali storici d’Italia, ad alcuni Musei dedicati alla storia del caffè, nonché a singole iniziative si svolgeranno eventi volti alla raccolta firme a sostegno della candidatura e sarà sostenuto il rito del Caffè Sospeso.

Per maggiori informazioni: Cinzia Piovesana tel. 0422/916416 – consorzio@espressoitalianotradizionale.it

International Coffee Tasting 2022: prime medaglie d’oro

È partita con slancio l’edizione 2022 di International Coffee Tasting, il concorso dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) che dal 2006 premia i migliori caffè sul mercato. Tre commissioni di assaggiatori sono state chiamate a valutare 125 caffè da 8 diversi paesi ospitati da Mumac Academy.

Tra le novità di quest’anno, la nuova formula per il calcolo del punteggio dei caffè valutati, un metodo ora completamente pubblico e disponibile anche sul sito del concorso. Un punteggio calcolato solamente su caratteristiche misurabili e controllabili del prodotto, per una visione completamente oggettiva, secondo i precetti più stringenti dell’analisi sensoriale.

Il conferimento di premi basato esclusivamente su descrittori oggettivi è un punto di arrivo che pone l’International Coffee Tasting su un piano totalmente diverso rispetto agli altri concorsi – ha commentato Luigi Odello, presidente Iiac – Raggiunto questo ora stiamo cercando un’altra risposta oggettiva: l’emozione che dà un caffè, la vera motivazione di consumo. Già sappiamo che non sarà una strada breve, ma operiamo su un panorama mondiale con assaggiatori di grande valore”.

Inoltre, il concorso si è confermato come sede ideale per sperimentazioni scientifiche di sicuro interesse per il mondo degli assaggiatori. Alessandro Tonacci e Lucia Billeci dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR hanno infatti condotto rilevazioni sull’attività cerebrale e fisiologica di alcuni assaggiatori durante la valutazione sensoriale con un approccio neuroscientifico innovativo.

International Coffee Tasting 2022 torna a settembre con la sessione autunnale. Le iscrizioni sono ancora aperte a www.internationalcoffeetasting.com.

Di seguito i vincitori in ordine alfabetico per azienda:

  • Artcafé S.r.l., Caffè Delle Donne, Italia (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Artcafé S.r.l., Miscela Sofia, Italia (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Beijing 8bit Cafe Trading Co., Ltd., Beijing Renaissance – Lady, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Beijing 8bit Cafe Trading Co., Ltd., Beijing Renaissance – Vintage Ice Cream, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Berg Kaffee, Mr. Edy, Germania (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Caffè Morandini S.r.l., Miscela Oro 90% Arabica, Italia (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Caffè Roen S.r.l., Caffè Roen 100% Arabica, Italia (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Cama Coffee Inc., South American Nutty Blend, Taiwan (Categoria: C – Espresso For Automatic Machine)
  • D.Co International Food Co.Ltd., Daka Espresso Blend 1, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Dacatè S.r.l., Golden Black, Italia (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Dersut Caffè S.p.A., Non Plus Ultra, Italia (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Dong Guan Tsit Wing Food Co., Ltd., Twg Mellow Blend, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Dong Guan Tsit Wing Food Co., Ltd., Twg Meta-Blend, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Ernani S.r.l. (Caffè Ernani), Blue Diamond | Caffè Ernani, Italia (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Giorgio Pietri O.E., Top Selection | Exclusive 100% Arabica, Grecia (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Italcaffè S.p.A., Elite, Italia (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Jasblu Shanghai Co., Ltd., Opera 815, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Jasblu Shanghai Co., Ltd., Opera 822, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Jasblu Shanghai Co., Ltd., Opera 825, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Jasblu Shanghai Co., Ltd., Soe 72, Cina (Categoria: F – Single Origin Espresso)
  • Jasblu Shanghai Co., Ltd., Soe 73, Cina (Categoria: F – Single Origin Espresso)
  • Jasblu Shanghai Co., Ltd., Soe 74. Cina (Categoria: F – Single Origin Espresso)
  • Kunshan Yizheng Coffee Co.,Ltd., Parcafé Classic Blend, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Lavazza Group, La Reserva De ¡Tierra! Colombia 100% Arabica, Italia (Categoria: E – Espresso Blend)
  • M (China) Co., Ltd., M10 Plus Bright Blend, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • M (China) Co., Ltd., M10 Plus Elegant Blend, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • M (China) Co., Ltd., M10 Plus Rich Blend, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Nestlé Italiana S.p.A., Nescafé Espresso, Italia (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Nestlé Italiana S.p.A., Nescafé Perù, Italia, (Categoria: F – Single Origin Espresso)
  • Roasting Creative Co., Ltd., Brother, Taiwan (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Roasting Creative Co., Ltd., Siblings, Taiwan (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Shanghai Beyond Industrial Co., Ltd., Colin Espresso Blend 5, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Shanghai Beyond Industrial Co., Ltd., Colin Plus Espresso Blend 1900, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Shanghai Bixing Industrial Co., Ltd., Bestarblend1, Cina (Categoria: F – Single Origin Espresso)
  • Shanghai Bixing Industrial Co., Ltd., Bestarblend3, Cina (Categoria: F – Single Origin Espresso)
  • Shanghai Bixing Industrial Co., Ltd., Bestarblend4, Cina (Categoria: F – Single Origin Espresso)
  • Shanghai Bixing Industrial Co., Ltd., Bestarblend5, Cina (Categoria: F – Single Origin Espresso)
  • Shanghai Bixing Industrial Co., Ltd., Bestarsingle1, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Shanghai Bixing Industrial Co., Ltd., Bestarsingle2, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Shanghai Bixing Industrial Co., Ltd., Bestarsingle4, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Shanghai Bixing Industrial Co., Ltd., Bestarsingle5, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Shanghai Lixing Technology Co., Ltd., Nowwa Brave Pony #Aa, Cina (Categoria: F – Single Origin Espresso)
  • Shanghai Lixing Technology Co., Ltd., Nowwa Soe Buku Abel Seed Of Freedom, Cina (Categoria: F – Single Origin Espresso)
  • Shanghai Lixing Technology Co., Ltd., Nowwa Soe Yunnan Puer Seed Of Freedom #B, Cina (Categoria: F – Single Origin Espresso)
  • Shantoushi Qingleka Shipin Youxian Gongsi, Qingleka Shengming Zhishui, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Shantoushi Qingleka Shipin Youxian Gongsi, Qingleka Ta De Jixian, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Shantoushi Qingleka Shipin Youxian Gongsi, Qingleka Xiaowu De Shuiguo Pinpan, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Torrefazione Caffè Excelsior S.r.l., Caffè Excelsior Extramild, Italia (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Torrefazione Caffè Excelsior S.r.l., Caffè Excelsior Gold, Italia (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Tsit Wing Coffee Company Limited, Tarza – Italian Classic, Cina (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Wei Chuan Foods Corporation, Alley Arbor Roaster Coffee, Taiwan (Categoria: E – Espresso Blend)
  • Wei Chuan Foods Corporation, The Landlord’s Aunt Roaster Coffee, Taiwan (Categoria: E – Espresso Blend)

Anche tu sei per l’Espresso Italiano?

Ho fatto un sondaggio molto semplice su LinkedIn. Ho chiesto: “In un mondo in cui gli appassionati di caffè sono in aumento e aumenta anche la proposta, tu quale tipo di caffè preferisci?”. Nelle risposte ho dato quattro opzioni: Espresso Italiano, filtro, moka e napoletana. Complessivamente il sondaggio ha avuto 6.165 visualizzazioni e 184 risposte che hanno decretato che il 61% preferisce l’Espresso Italiano, il 29% il moka, il 7% il filtro e il 3% la napoletana. Non ci sentiamo assolutamente di sostenere che questa piccola indagine abbia le carte in regola per estenderla a 60 milioni di italiani, ma una riflessione ci vuole.
Ben venga che si estenda la proposta di caffè ad altre preparazioni, perché significa generare interesse verso una bevanda tra le migliori create dall’uomo per ricevere piacere. Anzi, vorrei che a tali preparazioni, per noi innovative, fossero riservati tutti quei caffè fermentati molto (con l’intervento di apiculati e batteri dediti all’acido malico e non solo) e tostati poco che, sinceramente, in una estrazione severa come l’espresso sono davvero orripilanti. Ma, parimenti, vorrei che all’Espresso Italiano fossero riservate maggiori cure, non solo sotto il profilo tecnico, ma anche di narrazione. Sto infatti tenendo una statistica contando le volte in cui chiedo la marca (per me essenziale) al cameriere di un ristorante e su queste quante volte deve andare a vedere la confezione perché non lo sa: siamo oltre il 75%. Per ora. Mi sa che comincerò a farlo anche al bar, considerata la tendenza a occultare il nome del fornitore. Ai sommelier insegnano a impugnare la bottiglia del vino mettendo in mostra l’etichetta durante la mescita per comunicare l’autore del prodotto. Perché il torrefattore non ha pari dignità?

Luigi Odello

Carta e plastica per l’espresso?

Usanza molto diffusa nel mondo è quella di sorseggiare caffè in bicchieri di carta o di plastica, magari passeggiando nel centro della città o seduti in metropolitana, in uf­ficio, ma anche al bar. In Italia la tradizio­ne impone l’utilizzo della tazzina in por­cellana e difficilmente si incontreranno locali pubblici che servano normalmente caffè, specie espresso, in supporti usa e getta. Capita però che sui treni o durante grandi eventi, feste, festival, competizioni sportive e persino durante le fiere di set­tore il servizio non sia più di tanto curato e quindi di trovarsi con un caffè offerto in carta o in plastica. Ma il profilo sensoriale e il piacere che ricaviamo assaggiando l’e­spresso varia e viene influenzato dall’uti­lizzo di questi bicchierini?

Com’è il percepito dello stesso caffè as­saggiato in diversi supporti misurato da giudici sensoriali? E com’è il profilo ana­logico affettivo dei bicchierini di carta e plastica e quello di tazzine in cerami­ca? Per rispondere a queste domande abbiamo eseguito due test comparativi ad alta utilità informativa appartenenti alla classe Big Sensory Test, per la pre­cisione il tipo Avanzato, per misurare le caratteristiche percepite del caffè e il tipo Analogico-affettivo per descrivere quattro esemplari degli utensili utilizzati: la taz­zina dell’Assaggiatore Iiac (che di seguito chiameremo tecnica), la tazzina Giacinto di Clubhouse, un bicchierino di plastica e uno di carta.

Tratto da L’Assaggio 66 estate 2019.

Leggi i risultati della ricerca nell’articolo completo qui.

Un caffè senza olio di palma: da provare

Prima che qualcuno abbia a lamentarsi che diffondiamo bufale per scoprire quanto numerosi siano i creduloni lo diciamo: non abbiamo trovato traccia di una notizia del genere” afferma Luigi Odello, presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac).

 

“Ma siamo quasi certi che qualche marketing attento potrà trovare spunto per farla diventare realtà, visto che non è di molto tempo fa la notizia di un caffè senza glutine, composto che non siamo mai riusciti a trovare in alcuna delle analisi che abbiamo esaminato della nervina bevanda. 

Ma è proprio questa straordinaria moda del “senza” che ci impressiona. Mi preoccupa soprattutto il mio barbiere che tra un po’ mi venderà un taglio di barba senza accorciarla. Perché non lasciamo certe cose agli americani e non ci preoccupiamo invece del “quanto” e soprattutto di quanto fa bene e di quanto è buono ciò di cui ci approvvigioniamo? E pur vero che la recensione che abbiamo letto dichiarava il caffè anche biologico e vegano. Se sul bio possiamo solo dire che non dovrebbe esistere perché tutto dovrebbe essere biologico (nel senso di massima attenzione alla salute), non riusciamo a comprendere perché un caffè non dovrebbe essere vegano. Forse per evitare che nei pacchetti finiscano un po’ di quei rarissimi e costosissimi chicchi prima ingeriti da animali?

Eppure la notizia di cui vi stiamo raccontando non l’abbiamo assunta da un social, bensì da un quotidiano generalista. Ma non preoccupatevi di trovarlo al bar: verrà venduto solo in farmacia, pensiamo con il livello di prezzo tipico di questi esercizi. Giustamente.

 

Luigi Odello

Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac)