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Il trattamento dell’acqua

È molto difficile poter avere a disposizione acqua nei volumi richiesti per la preparazione dell’espresso al bar che non richieda trattamenti. Se il cloro può essere eliminato con relativa facilità con filtri a carbone che hanno anche un’azione positiva sui cattivi odori – con l’eccezione di alcuni che, quando presenti rendono l’acqua inutilizzabile – la durezza richiede un’attenzione particolare.
Qui sta infatti il punto dolente: con una durezza elevata il caffè viene meglio, ma questo confligge con la necessità di mantenere la macchina efficiente. Il calcio in effetti ha una grande importanza per ottenere corposità, sciropposità e una crema elastica e stabile. Questo catione incide sulla formazione del reticolo proteico che, al calare del caffè nella tazzina, ingloba grassi e colloidi glucidici e, sotto l’azione della residua quantità di anidride carbonica contenuta nel caffè e della diversità di peso specifico, sale in superficie donando la crema.
I sistemi normalmente impiegati sono:

  • osmosi;
  • scambio ionico forte;
  • scambio ionico debole.

L’osmosi funziona come i nostri reni, con membrane che hanno la capacità di selezionare le molecole in base alla loro dimensione e quindi di lasciare permeare acqua purissima alla quale va poi aggiunta una parte di acqua non demineralizzata per evitare gli effetti negativi ai quali abbiamo accennato.
Le resine classiche (scambio ionico forte) sostituiscono il calcio con il sodio, catione che non manifesta lo stesso comportamento. Soprattutto se vi è una caduta del pH (aumento dell’acidità), non solo ha una certa aggressività nei confronti dei metalli, ma tende a dare caffè vuoti, con poca crema scarsamente elastica.
Le resine con scambio ionico debole costituiscono un metodo innovativo. I concetti seguiti riguardano essenzialmente il tamponamento, in modo da evitare che con l’asportazione del calcio e del magnesio si abbia parallelamente un aumento della concentrazione idrogenionica (abbassamento del pH, aumento dell’acidità), nociva per le parti metalliche della macchina e per la qualità percepita sensorialmente. Il tamponamento è ottenuto attraverso cationi, metalli alcalino terrosi quali il sodio, il potassio, entrambi monovalenti e non vocati alla creazione di concrezioni coibenti (il calcare, per dirla con parole povere). Naturalmente una parte di acqua non trattata è sempre aggiunta, mediante un by pass, a quella addolcita.

Luigi Odello

Da Espresso Italiano Specialist (Centro Studi Assaggiatori)
shop.assaggiatori.com

Espresso Italiano Champion, Luca Cellizza è il miglior barista toscano

È Luca Cellizza a raggiungere gli altri finalisti dell’Espresso Italiano Champion, il campionato internazionale che vede sfidarsi i migliori baristi in prove di qualità e abilità in programma a Como dal 18 al 19 giugno. È stato infatti il migliore tra i 7 partecipanti alla tappa intermedia della Toscana che si è svolta a Sesto Fiorentino (FI) presso la sede di Conti Valerio Srl titolare del marchio Eureka 1920.

Il vincitore, Luca Cellizza, 44 anni di età originario di Roma, attualmente ricopre la figura di barista e formatore interno presso bar caffetterie della Capitale. La prima esperienza come barista è avvenuta durante il servizio di leva. Dal 2000 poi si sono susseguite numerose esperienze sia come barista che bartender, in locali e bar romani. Dal 2015 è nata la curiosità e la vera passione verso il mondo del caffè, che lo ha portato a una continua voglia di ricerca e formazione per poter rendere la propria figura professionale sempre più aggiornata.

Siamo orgogliosi di aver ospitato un evento di tale importanza, che mette in vetrina la grande professionalità italiana nell’arte del caffè – commenta Maurizio Fiorani, managing director di Conti Valerio Srl – Non poteva esserci occasione migliore per inaugurare il nostro nuovo showroom, uno spazio polifunzionale e multimediale che abbiamo sviluppato anche per metterci nelle condizioni di ospitare eventi di questo tipo, che fanno crescere la cultura del caffè sul territorio e non solo. È una perfetta concretizzazione del rapporto che ci lega all’Istituto Espresso Italiano, che ha nella promozione di una comunità di professionisti che si conosce e si arricchisce a vicenda uno dei suoi scopi fondativi”.

Fondata nel 1920 dall’imprenditore toscano Aurelio Conti, la Conti Valerio Srl, con i marchi di punta Eureka 1920 e Eureka ORO, oggi l’azienda rappresenta l’avanguardia dei macinacaffè e macinadosatori per il canale professionale e per la casa. L’azienda di Sesto Fiorentino (FI) ha registrato nel 2022 un fatturato di 57 milioni di euro (con il brand Eureka in crescita del 10% rispetto all’anno precedente) e oltre 150.000 macinacaffè prodotti. Eureka investe il 5% del fatturato annuo in ricerca e sviluppo e conta su oltre cento dipendenti diretti, con un’età media delle risorse umane pari a trentacinque anni.

Valentina Zauli vince in Emilia-Romagna e accede alle finalissime della competizione internazionale Espresso Italiano Champion

Una nuova finalista per l’Espresso Italiano Champion, il campionato internazionale che vede sfidarsi i migliori baristi in prove di qualità e abilità in programma a Como dal 18 al 19 giugno. Si tratta di Valentina Zauli che si è aggiudicata la tappa intermedia organizzata lo scorso 29 maggio a Faenza (Ra) presso la Torrefazione Mokador.

La vincitrice, Valentina Zauli, classe 1985, nasce a Faenza e dopo aver conseguito il diploma all’Istituto d’Arte comprende che il bancone del bar con le sue molteplici sfumature creative è il luogo che vuole abitare. Può vantare un’esperienza pluridecennale nel settore che l’ha resa una motivata e performante professionista. A oggi Valentina e la sua competenza unita alla sua invidiabile accoglienza potete trovarle presso Casa Caffè Mokador di Faenza.

Ci fa molto piacere – racconta Marco Cini, che in qualità di Responsabile della Mokador Experience Academy, ha organizzato e diretto la gara – che le concorrenti che hanno partecipato con grande passione abbiamo sentito questo momento come un’occasione di accrescere la loro professionalità. È questo per noi il miglior risultato della giornata“.

Cresce l’Istituto Espresso Italiano con l’ingresso de La San Marco

Roberto Nocera, General Manager de La San Marco

Cresce l’Istituto Espresso Italiano (IEI) e lo fa con l’ingresso di una nuova azienda, La San Marco, che ha scelto IEI per supportare ancora con maggiore forza la propria missione. Un’altra importante realtà ha quindi aderito a IEI che da ormai diversi anni aggrega quasi quaranta aziende in rappresentanza di tutta la filiera dell’espresso.

«Entra nel nostro Istituto un’azienda del settore che sposa la visione dell’Istituto Espresso Italiano, realtà che da oltre 25 anni contribuisce alla divulgazione della cultura dell’espresso italiano in Italia e nel mondo – commenta il Presidente dell’Istituto Espresso Italiano, Luigi Morello – questo è sicuramente un importante ingresso che dimostra quanto oggi sia fondamentale ricordare a tutti cos’è e da dove viene l’espresso italiano quindi che la miscela non è superata e non è disvalore ma un’arte che nasce dalla creatività dell’imprenditoria italiana per dare continuità di gusto al proprio cliente. Occorre ricordare che non tutte le attrezzature sono uguali e non tutte riescono a trasformare in modo corretto e costante i chicchi di caffè nella deliziosa bevanda. Occorre ricordare che la formazione professionale e culturale del barista è fondamentale. Non è più sufficiente preparare il caffè, occorre conoscere la miscela, l’attrezzatura e prendersene cura con la corretta pulizia costante e servire il caffè con il racconto al consumatore finale che è sì l’ultimo della catena ma è anche il più importante».

Questo il pensiero del General Manager de La San Marco, Roberto Nocera. «Penso che l’ingresso de La San Marco nell’Istituto dell’Espresso Italiano sia un passo significativo nella tutela e promozione dell’espresso italiano. Sono orgoglioso nel vedere la nostra azienda impegnarsi così a fondo nel preservare non solo la qualità dell’espresso, ma anche le sue oscillazioni sensoriali nelle diverse comunità emblematiche del caffè. La consapevolezza e la promozione delle diverse tradizioni legate al caffè possono contribuire, non solo a preservare il patrimonio culturale italiano, ma anche a far crescere l’apprezzamento globale per l’espresso italiano. La San Marco, con la sua partecipazione attiva, può svolgere un ruolo chiave nel diffondere la conoscenza di questa bevanda e nel promuovere l’eccellenza che la contraddistingue nel contesto internazionale. Inoltre, il fatto che l’azienda sia fermamente convinta dell’importanza di questa tutela dimostra un impegno autentico verso la valorizzazione di un prodotto così emblematico per l’Italia. Spero vivamente che questa collaborazione contribuirà concretamente alla diffusione della cultura dell’espresso e a rafforzare la sua reputazione in ogni angolo del mondo».

Caffè: una riflessione intorno alle tendenze di gusto in Italia

Negli ultimi anni è molto cresciuta l’attenzione al gusto. Non solo sono in crescita gli scolarizzati, vale a dire coloro che profondono risorse per l’apprendimento, ma in linea generale la ricerca del “buono” si sta affermando in modo considerevole. Questo è un dato estremamente positivo per le aziende protese verso la qualità intesa come soddisfazione del consumatore, ma non si può sottacere sul fatto che ponga una sfida di rilievo agli specialisti del marketing e ai professionisti della ricerca e sviluppo.
Nel panorama generale il caffè non fa eccezione e l’Espresso Italiano che è alla ricerca di nuove espressioni. Non mancano in tal senso creazioni di micro-roaster, artisti artigiani, che quando non soggetti a mode di dubbia piacevolezza, offrono esperienze positive emozionanti. Le grandi aziende non sono da meno: non solo accrescono la proposta volgendosi alle monorigini, ma con metodi rigorosi interrogano i consumatori per riunirli in cluster e comprenderne le tendenze. Oggi si usano metodi di indagine innovativi, veloci ed economici che consentono di realizzare migliaia di prove per ogni test da elaborare con tecniche statistiche all’avanguardia così da definire che le preferenze di diversi segmenti di popolazione definiti in base a variabili socio-demografiche.
A titolo di esempio, per quanto riguarda il gusto su base geografica, in Italia si può parlare di cinque stili di espresso, passando da una preferenza di caffè più acidi e di aroma floreale e fruttato fresco al Nord a caffè più amari e speziati a Sud. Ma non bisogna generalizzare, perché le enclavi che tradiscono questa geografia del gusto sono molte e si assiste a un orientamento su tostature piene e corpo elevato con riduzione del sapore amaro. Sempre in Italia si nota una maggiore propensione dei giovani verso caffè con maggiori livelli di acidità e bouquet di fiori e frutta fresca, senza sfociare in esagerazioni. I grandi consumatori (da 5 a 7 tazzine al giorno) prediligono caffè equilibrati, di buon corpo e di aroma complesso, mentre tostature scure con forti accenti speziati sono appannaggio dei basso-consumanti.

Luigi Odello

È di Nico Bregolin il migliore espresso d’Italia e si beve a Rovigo

Nico Bregolin vince a Milano la gara Espresso Italiano Champion 2022 e si aggiudica così il titolo di migliore professionista in tema di espresso e cappuccino italiani.

43 anni, di Rovigo, Nico Bregolin ha sfidato altri 9 professionisti dall’Italia e non solo nella competizione organizzata dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) in Piazza Duomo a Milano presso Saporè. In un tempo di soli 11 minuti ha dovuto tarare la sua attrezzatura (una macchina Evo 2 e un macinadosatore DC One di Dalla Corte) e dimostrare di sapere preparare quattro espressi e quattro cappuccini giudicato da una coppia di giudici tecnici e una commissione di giudici sensoriali. Questi ultimi hanno assaggiato i suoi espressi e cappuccini alla cieca, cioè senza sapere chi li avesse preparati.

“Dopo tre anni di pausa forzata siamo tornati con la nostra competizione tra baristi, nata per valorizzare una professione fondamentale per l’ospitalità italiana – ha dichiarato Luigi Morello, presidente Istituto Espresso Italiano (IEI) – L’espresso e il cappuccino italiano nonostante un mondo globalizzato rimangono il simbolo dell’italianità e la nostra missione è valorizzare sia la qualità in tazza sia quanti lavorano ogni giorno dietro il banco per ottenerla”.

Chi è il miglior barista italiano e quali le ricette per i migliori espresso italiano e cappuccino d’Italia

Nico Bregolin gestisce a Rovigo da 19 anni il bar Baribal: “È il locale che sognavo di aprire da sempre – ha raccontato Bregolin – Qualche anno fa è nato un vero e proprio amore nei confronti del caffè, ora voglio solo continuare a crescere in questo settore così bello e sempre in evoluzione”. I prodotti presentati in gara hanno rispecchiato i parametri di qualità dell’Istituto Espresso Italiano (IEI): per l’espresso una tazzina con circa 25 millilitri di caffè ornato da una crema consistente e di finissima tessitura, di color nocciola, una bevanda sciropposa con aromi intensi e ricchi di note di fiori, frutta, cioccolato e pan tostato. Per il cappuccino una crema finissima e lucida, con e con un perfetto bilanciamento di aromi del latte e del caffè.

L’Espresso Italiano Champion

Espresso Italiano Champion è da diversi anni l’unica gara tra baristi completamente focalizzata sui simboli della caffetteria italiana: espresso e cappuccino. Negli anni ha coinvolto centinaia di professionisti da una decina di paesi, sia quelli con una lunga tradizione nel caffè sia i cosiddetti nuovi mercati. La gara è aperta a tutti e si svolge con un meccanismo di selezione locale per arrivare alle semifinali e alle finali nazionali e internazionali.

IEI Connect 2022: un confronto a tutto tondo tra i protagonisti del settore 

Le finalissime dell’Espresso Italiano Champion si sono svolte in concomitanza con IEI Connect, l’evento che ha visto riunirsi a Milano il 30 novembre e il 1° dicembre le aziende dell’Istituto Espresso Italiano (IEI). Due giorni dedicati a diversi aspetti: la gara baristi Espresso Italiano Champion appunto, le nuove certificazioni Premium, il futuro visto dai giovani professionisti di IEI Next. Nei due giorni sono state presentate come detto le due nuove certificazioni Premium, a cui hanno aderito già alcune aziende IEI che affronteranno il percorso di validazione dei propri prodotti proprio a dicembre. IEI Premium nasce come naturale espansione della storica certificazione dell’espresso italiano, con l’obiettivo di valorizzare i prodotti, miscele e a e attrezzature, che hanno performance addirittura superiori e validate tramite analisi sensoriale, prove chimiche e prove tecniche.
A IEI Connect 2022 si è svolto anche il primo talk pubblico con protagonisti alcuni rappresentanti dello IEI Next, il gruppo che riunisce i professionisti under-30 delle aziende IEI, nato con l’idea di supportare IEI nel coltivare una visione dinamica del futuro.

Imparare ad assaggiare migliora la qualità della vita

Un piccolo sondaggio su LinkedIn ha posto il quesito “Ti piacerebbe imparare ad assaggiare per sapere scegliere meglio, apprezzare di più e capire un prodotto mediante la sensorialità?” Già le 3.788 visualizzazioni dimostrano che l’argomento ha suscitato un discreto interesse, ma è soprattutto analizzando le risposte dei votanti che i sensorialisti traggono un vero piacere: il 95% ha segnato “molto”, il 4% “abbastanza”, l’1% “poco”. Su questi risultati che non lasciano spazio a equivoci c’è da fare una riflessione: le aziende del settore alimentare fanno abbastanza per soddisfare il legittimo desiderio dei clienti di diventare intenditori? O molte lo considerano ancora inutile se non pericoloso? Qui si innestano altre due considerazioni. Parlare di sostenibilità, di bio e altre cose del genere (certamente degne della massima attenzione) va sicuramente di moda ed è di estrema comodità, ma risponde davvero all’esigenza primaria del cliente della ricerca del piacere? La seconda: le aziende – anche attraverso le loro academy, che ormai sono più di 300 nel settore dei cibi e delle bevande – non insegnano per timore che creare intenditori diventi un boomerang o, più semplicemente, non sanno da che parte cominciare? Con buone probabilità la seconda ipotesi ha un certo peso. Lo stiamo scoprendo attraverso una ricerca iniziata mesi fa e forse sulla questione gioca anche l’idea emergente che preparare un assaggiatore sia una via lunga e costosa. In parte è vero: per diventare grandi assaggiatori non basta una vita, ma per iniziare è sufficiente una sola giornata. E si vive meglio.

Luigi Odello

Costadoro presenta la Torino 1890 Limited edition dedicata alla città per annunciare il restyling del logo

Questa è la storia di un grande marchio, nato a Torino nel 1890, quando ancora la vendita di caffè torrefatto in grani era un’attività riservata a pochi esperti intenditori.

Oggi, a quasi 133 anni dal primo chicco tostato in via Pietro Micca, nasce la Torino Limited edition, una linea di 6 lattine, una per ciascuna lettera del nome della città, di pregiato caffè Arabica di altura. Una nuova linea pensata non solo per celebrare la città sede dell’azienda, ma anche per annunciare il restyling del logo Costadoro.

Giulio Trombetta, Presidente a AD Costadoro commenta così questo cambiamento:
“Costadoro da sempre è una realtà aperta verso ogni parte del mondo e presente in oltre 40 paesi. È però ben chiaro l’attaccamento al territorio di origine che rappresenta garanzia di tradizione e qualità. Ogni azienda deve essere fiera della propria terra, deve essere ambasciatrice della propria cultura e dei propri prodotti senza mai dimenticare da dove provengono”.

Sarà possibile acquistare presso i punti vendita Costadoro, oppure online, il kit da 6 lattine.

Caffè Milani Experience: un’esperienza immersiva nel mondo del caffè

Un’esperienza immersiva nel mondo del caffè, tra i profumi, i sentori, le sensazioni e i sapori sprigionati dai chicchi. Un modo per approcciarsi e per scoprire il caffè come non lo avete mai sentito prima, una vera e propria avventura a 360° in tutto quello che è la sensorialità del caffè.
Bere il caffè è più che un gesto, è un rito: e se si potesse imparare come assaporarlo al meglio, scoprendone aspetti degustativi e tecniche di assaggio?

Nasce così la Caffè Milani Experience: un’esperienza alla scoperta del caffè, pensata per chi non fa parte degli addetti ai lavori, ma ama questa preziosa bevanda da consumatore finale. Due ore in cui la sede di Lipomo ospiterà un tour guidato al museo di Caffè Milani e una lezione in cui i partecipanti scopriranno le tecniche di degustazione e di assaggio delle diverse miscele, attraverso il racconto sin dalle origini, in un viaggio intorno al mondo. Dunque un’esperienza per vivere il caffè come bevanda, come momento di convivialità, come dono per gli affetti più cari, ma anche come cultura, come formazione, come scoperta e curiosità.
Tra novembre e gennaio: 26 novembre, 14 gennaio e 28 gennaio, dalle 10 alle 12, pensate per tutti, anche e soprattutto non addetti ai lavori.
Dal momento che questa experience può essere un’ottima idea regalo per un coffee-lover durante le prime due giornate sarà possibile acquistare una card da regalare durante il periodo natalizio.

Il ciclo di appuntamenti si inserisce nel percorso per gli 85 anni di attività di Caffè Milani festeggiati nel 2022. In particolare, l’azienda di caffè comasca ha voluto mantenere la scia della formazione con la collaborazione con Enaip Lombardia, che ha dato vita alla raccolta di ricette dolci, salate e abbinamenti di piatti al caffè secondo i criteri di Caffè Milani, con un’attenzione particolare alla sostenibilità: km 0, no waste, attenzione al territorio. Il tutto in collaborazione con gli istituti Enaip di Como, Cantù, Lecco e Busto Arsizio.
Il ricettario è attualmente consultabile e scaricabile dal sito di Caffè Milani nella sezione dedicata alla sostenibilità, e propone il caffè come materia prima, ingrediente fondamentale per preparazioni dolci e salate, togliendolo dal ruolo della colazione o del dopo pasto per renderlo principe dell’esperienza gastronomica.

Inoltre, sono disponibili sullo shop online le borse realizzate in collaborazione con la Società Cooperativa Sociale In-Presa, ed entro la fine del mese sarà online l’intera linea di prodotti eco-fashion prodotta a mano dagli allievi della cooperativa.
Per i suoi 85 anni di attività infatti, Caffè Milani ha deciso di guardare al futuro, sviluppando un programma di progetti che hanno come punto focale l’inclusione e la sostenibilità. Tra questi, la collaborazione con In-Presa, ente di Carate Brianza che si occupa ormai da anni di formazione professionale, inserimento lavorativo, orientamento, sostegno scolastico e aggregazione per giovani in età di obbligo formativo.
Con In-Presa, Caffè Milani lancia una linea di accessori eco-fashion esclusivi realizzati artigianalmente a partire dai materiali di scarto dell’industria del caffè: borse, pochette e zainetti creati dai giovani della cooperativa che disegneranno una vera linea di oggetti partendo dal ri-uso.

Per iscriversi alle giornate di Caffè Milani Experience, e per le varie info, pare riferimento al sito.

Social, Innovativo e di qualità: è il caffè del futuro visto dalla “Next Gen” della filiera per i consumatori “Z”

Qualche mese fa è stato in corsa per la candidatura all’Unesco. L’espresso italiano è un prodotto che non può prescindere da una certezza: rappresenta un emblema del “Made in Italy” nel mondo. Se da un lato sono sempre di più gli appassionati dell’espresso, dall’altro la domanda è come guardare ai consumatori del futuro e cosa fare per innovare la filiera. A saperlo, a quanto risulta da una indagine interna compiuta dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) su una base dei propri soci, sarebbero soprattutto le nuove generazioni all’interno della filiera. «La next gen dell’espresso italiano, come mi piace definirla – dice Gian Paolo Braceschi, Direttore Generale dell’Istituto Espresso Italiano (IEI) – è una realtà e non da ora: l’innovazione di prodotto, senza prescindere dalla qualità, ma insieme anche la ricerca di nuovi consumatori e della loro sensibilizzazione e formazione sono gli strumenti che i giovani professionisti di questo settore stanno utilizzando per raccontare il prodotto in giro per il mondo».

La visione dell’espresso nel mondo e quali le tendenze secondo i giovani del settore. “In tutto il mondo ci invidiano questa bevanda cercando in tutti i modi di carpire i segreti di questa invenzione – spiega Elisabetta Milani, tra le nuove leve di famiglia di Caffè Milani – l’espresso rappresenta a tutti gli effetti il nostro Paese e la nostra indole: è un prodotto che nasce grazie alla nostra fantasia italiana che si unisce alla nostra spiccata capita di creare il bello ed il buono”. “Secondo la nostra esperienza in Italia e nel mondo stanno prendendo piede le reinterpretazioni più svariate, già diffuse all’estero, con professionisti aggiornatissimi: specialty coffee, brewing, coffee in good spirits – dice Manuela Zarinella, event coordinator per Dalla Corte – si stanno facendo lentamente strada anche nell’ordinario italiano, i giovani consumatori si dimostrano più aperti alle novità e desiderosi di nuovi gusti ed abbinamenti”. Insomma, qualcosa come una combinazione di caffè e spirits, bevande a base latte (frullati, milk shake…) e caffè filtro alla modalità del tè, quindi avvicinare il consumatore di domani con esperienze sensoriali, nuovi visual e oggettistica legati all’espresso, per un maggiore coinvolgimento, potrebbero rappresentare ulteriori vie secondo l’indagine svolta dall’Istituto Espresso Italiano.

Il nuovo volto dell’espresso: più versatilità e uno story telling diverso. La visione delle nuove generazioni che lavorano all’interno della filiera dell’espresso italiano è diversa da quella del passato, ma allo stesso tempo parte da punti fermi imprescindibili: l’espresso deve essere di qualità, rispettare il suo carattere da prodotto principe del “Made in Italy”. Tuttavia, serve ricerca, innovazione e un linguaggio nuovo per avvicinarsi ai consumatori della ormai imminente “Gen Z”. “Oggi stiamo già vedendo un mondo in controtendenza, più attento a prodotti genuini, di qualità e soprattutto tra i giovani c’è un’attenzione al tema della sostenibilità molto forte – così Giulia Caballini, marketing manager della azienda di famiglia, la Dersut – di una cosa sono certa: la voglia di socializzare, di vedersi e di assaporare un caffè in un luogo che ci faccia sentire a proprio agio, sarà sempre un irrinunciabile momento per noi stessi, per rilassarci e staccare la mente”. L’importanza del racconto del caffè sarà alla base per i consumatori futuri. “La formazione deve portare informazione perché tanti non hanno minimamente idea di che cosa sia un espresso – puntualizza Andrea Corona, tech support Italia per Dalla Corte – far capire che il caffè è una pianta, di cui si lavora il frutto per ottenere il seme che viene spedito, tostato ed estratto secondo metodi diversi”. Perché no un espresso “a domicilio”. “Vedo una grande sfida nello spostamento dei consumi dal bar all’ufficio e a casa con tutti i prodotti monoporzionati, soprattutto se nel futuro prossimo non saremo capaci di professionalizzare il settore bar ancora di più”, sottolinea Ruggero Auteri, strategy manager per il settore Ho.Re.Ca. per Essse Caffè.