
Estate del caffè italiano in Asia: i cinesi a scuola dagli italiani per imparare ad assaggiare il caffè. Corsi anche in Corea e Vietnam


Ha aperto i battenti a Caracas l’Accademia del Caffè Carbone Espresso di Pietro Carbone, socio Iiac e profondo amante dell’espresso italiano.
“In Venezuela abbiamo caffè dal 1830, la coltivazione ora è scarsa. Eppure il caffè di qualità occupa una nicchia bellissima, sia dal punto di vista economico che culturale – racconta Pietro Carbone – La cultura dell’espresso italiano ci deriva dagli immigrati italiani degli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta, inclusa la mia famiglia. Il caffè italiano è molto amato: all’ultimo Espresso Italiano Day abbiamo avuto più di 300 invitati. A Caracas si trovano marche italiane che piacciono come stile”.
“Il Venezuela sta risorgendo astronomicamente e il caffè deve qualificarsi maggiormente – continua Carbone – La certificazione della qualità e la formazione saranno passaggi fondamentali per diffondere la cultura dell’espresso italiano in questo paese”.
Conoscere potenzialità e limiti dei propri sensi è basilare per chiunque voglia approcciare in modo serio e utile l’analisi sensoriale. Nessuno strumento è utile se non lo si padroneggia con competenza. E i nostri sensi non sfuggono a questa regola basilare.
Conoscere il nostro sistema sensoriale va ben oltre la pura, e pur complessa, fisiologia. A questa bisogna affiancare solide basi di psicologia. In analisi sensoriale l’uomo è lo strumento, ma con un’anima e una variabilità da valutare e pesare con cura.
Quanto detto vale anche per l’assaggio del caffè, seppure più di qualcuno sia stato sedotto da approcci naïf ma ben poco scientifici alla materia. Per questo la terza giornata del Master Professional Iiac è dedicata esclusivamente a questi temi.
La giornata Sensi Cervello Analisi Sensoriale è in programma a Brescia il 21 marzo. Nella stessa settimana Monorigini e Miscele il 19 marzo ed Espresso Italiano Roasting il 20 marzo.
Da ricordare inoltre che il corso Sensi Cervello Analisi Sensoriale è anche tappa fondamentale per accedere al corso Espresso Italiano Trainer in calendario il 22 marzo.
Per maggiori informazioni clicca qui.

Tostare e miscelare il caffè per l’espresso italiano: temi affascinanti e complessi che saranno trattati estesamente nel corso Espresso Italiano Roasting in programma il 20 marzo a Brescia. In calendario anche Monorigini e Miscele il 19 marzo, Psicofisiologia sensoriale il 21 marzo e Espresso Italiano Trainer il 22 marzo (tutte le informazioni su www.assaggiatoricaffe.org).
Espresso Italiano Roasting è nato da alcune constatazioni: nella stragrande maggioranza dei casi il torrefattore non coltiva il caffè, la sperimentazione nel settore è scarsa, mancano quadri tecnici che generino un network tra loro e i centri di ricerca per fare innovazione.
Espresso Italiano Roasting racconta quindi dello stato dell’arte della tostatura e della miscela, presentando quanto a oggi si conosce delle correlazioni tra filiera e aspetti sensoriali. Indagando in definitiva la capacità dei torrefattori di saper scegliere la materia prima e di lavorarla con metodi desunti dall’esperienza e qualificati da una straordinaria sensibilità unita a un pari buon gusto.
Con l’inizio del nuovo anno Coffee Taster indaga cosa succederà nel settore del caffè. Iniziamo riportando un passaggio di una nostra recente intervista a Luigi Zecchini, presidente Inei e presidente di G.I.Fi.Ze. S.p.a. (marchi Filicori Zecchini e Club Kavè) in merito alle prospettive per il 2013.
In assoluto continuiamo la nostra politica orientata principalmente alla qualità del prodotto. Un obiettivo che cerchiamo di raggiungere anche attraverso il supporto formativo quale Punto di Formazione Permanennte dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè a cui affianchiamo proposte personalizzate e di specializzazione dedicate ai professionisti del canale bar.
Stessa filosofia per lo sviluppo del settore vending in cui abbiamo la ferma volontà di inserire caffè selezionati in un canale che solitamente offre prodotti di basso profilo. Un progetto che si appoggia su strutture già esistenti e sulla rete già presente sul territorio instaurando delle partnership con quelle realtà che si dimostrano all’altezza e capaci di sviluppare questo cambiamento di rotta verso un livello superiore dell’espresso anche nei servizi automatici.
La stessa idea l’abbiamo pensata anche per il settore del porzionato, pensando alle capsule quale valida alternativa al tradizionale espresso. Crediamo molto in questa idea dove, come si dice in questi casi, ci mettiamo la faccia presentandoci con la nostra azienda, ma ancor più con il nostro marchio Filicori Zecchini.
Sono riuniti in un albo che ne conta diciotto in diversi paesi nel mondo. Non si tratta di un’èlite esclusiva, bensì di professionisti che hanno iniziato un percorso per la diffusione della cultura dell’espresso italiano. Si chiamano Espresso Italiano Trainer, figure abilitate allo svolgimento del seminario Espresso Italiano Experience, incontri dedicati a operatori e consumatori attenti in cui si forniscono le informazioni e la tecnica di assaggio di base per valutare quello che si trova in tazza.
Si diventa Espresso Italiano Trainer frequentando lo specifico corso di abilitazione successivamente alla frequenza dei corsi di patente per Assaggiatore di Caffè, di Espresso Italiano Specialist e di psicofisiologia sensoriale. Per chi ha frequentato già i primi due corsi, è quindi sufficiente la frequenza al corso di psicofisiologia sensoriale del 21 marzo e all’abilitazione a Espresso Italiano Trainer il 22 marzo (entrambe le giornate si terranno a Brescia).
Chi desiderasse approfondire ulteriormente l’analisi sensoriale del caffè potrà inoltre frequentare il 19 marzo il corso Caratterizzazione Sensoriale delle Monorigini e delle Miscele e il 20 marzo il corso Espresso Italiano Roasting. Tutte le informazioni a www.assaggiatoricaffe.org
di Carlo Odello
Docente e consigliere dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè

Eccoli, sono arrivati, sono i primi Espresso Italiano Trainer. Dodici professionisti del caffè che ora sono abilitati per tenere i seminari dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè. Dodici nuovi ambasciatori della nostra associazione, con un solo scopo: diffondere la cultura del reale espresso italiano.
Ora sono pronti per divulgare questa cultura attraverso il nuovissimo seminario Espresso Italiano Experience, un format didattico che permette ai partecipanti di apprendere le basi dell’assaggio del caffè. E che gli consente di imparare a distinguere un espresso di qualità dalle troppe scarse tazzine che circolano sul mercato.
Un’offensiva al cattivo caffè che partirà non solo in Italia: infatti dei dodici nuovi Espresso Italiano Trainer tre operano all’estero, più precisamente negli Stati Uniti, in Slovacchia e in Danimarca. E intanto, negli stessi giorni, sono stati abilitati anche i primi Espresso Italiano Trainer giapponesi. E anche di questo vi daremo notizia prossimamente.
I nuovi Espresso Italiano Trainer sono: Alfonso Paolone, Melania Lopez, Vittorio Ventura, Giovanni Ferraro, Remo Poli, Adolfo Vallini, Virgilio Lanzanova, Dario Manazza, Gennaro Buono, Massimo Pallard, Paolo Scimone, Sebastiano Garbellini.

I primi Espresso Italiano Trainer con i docenti e gli organizzatori del corso di abilitazione
di Carlo Odello *

I cinesi bevono vino, gli piace. Però non bevono il nostro, bevono quello francese. E stanno iniziando a bere anche caffè. Però il rischio è che in futuro non bevano espresso italiano, ma quello di altri.
Bloomberg riferisce che i consumi pro-capite di caffè in Cina si attestano sui 22 grammi all’anno. Sì, 22 grammi (in Giappone, mercato ben più maturo, il consumo pro-capite si aggira sui 3,3 chili). I cinesi associano il caffè a uno stile di vita occidentale e per questo lo bevono, ma non sono certo dei consumatori distratti. Abituati a una cucina complessa ed estremamente raffinata, stanno scoprendo ora il potenziale sensoriale del prodotto.
Da dove iniziare quindi con l’espresso italiano in Cina? Shanghai e Pechino sono una soluzione immediata, ma è nel sud, nel Guangdong noi conosciamo anche come Canton, che si stanno aprendo le prospettive più interessanti. Un’economia ricca in una regione quasi due volte l’Italia che ha come capitale Guangzhou, 17 milioni di abitanti e terza città della Cina. Se un prodotto alimentare funziona a Guangzhou, funzionerà in tutta la Cina, mentre ciò non è detto quando parliamo di Shanghai e Pechino.
Per questo l’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè è partito da Guangzhou con i corsi. Già realizzato il primo corso di patente di assaggiatore di caffè a dicembre scorso, a breve un altro.
* Docente e consigliere dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè
Si terranno a Brescia dal 6 all’8 giugno 2011 i moduli avanzati del Master Professional in Analisi Sensoriale e Scienza del Caffè.
Il Master Professional in Analisi Sensoriale e Scienza del Caffè ha per obiettivo fornire, attraverso l’analisi sensoriale, dei criteri e degli strumenti di applicazione pratica per orientare la produzione, lungo tutta la filiera,verso l’ottenimento di un prodotto che dà massimo piacere al consumatore.
Vengono spiegati e illustrati con esercitazioni pratiche gli strumenti per riconoscere attraverso i sensi pregi e difetti in tazza, i modi per ottenere il massimo potenziale sensoriale nell’estrazione al bar, i test di analisi sensoriale per controllare qualità e stabilità del risultato nella produzione, e infine i dati di analisi sensoriale e i relativi test per scegliere rapidamente e con sicurezza scientifica il caffè verde, le modalità di tostatura e di miscelazione. Il tutto nell’ottica di ottenere in tazza il risultato più gradito al consumatore.
Maggiori informazioni: scarica la locandina.
Sono in programma la settimana prossima, dal 18 al 20 maggio, a Brescia i moduli avanzati del Master Professional in Analisi Sensoriale e Scienze del Caffè. Si tratta della quarta edizione di questo tipo di corsi.
Nell’ultima edizione di settembre 2009 dai test di gradimento è emersa ampia soddisfazione da parte dei partecipanti per le conoscenze acquisite (voto 8,3 su scala 1-10) e per l’utilità delle esercitazioni svolte (voto 9). I corsi in definitiva si sono dimostrati ampiamente rispondenti alle attese dei partecipanti (voto 8,9).
Il Master Professional ha per obiettivo fornire, attraverso l’analisi sensoriale, dei criteri e degli strumenti di applicazione pratica per orientare la produzione, lungo tutta la filiera, verso l’ottenimento di un prodotto che dà massimo piacere al consumatore. Queste le prossime date:
Durante i corsi sono spiegati e illustrati con esercitazioni pratiche:
La locandina dei corsi è scaricabile qui. Per maggiori informazioni: Michela Beltrami, michela.beltrami@assaggiatori.com, tel. +39 030 397308.