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Il 2024 dell’Istituto Espresso Italiano

È partita al Sigep, a gennaio, l’attività del 2024 dell’Istituto Espresso Italiano, la manifestazione che quest’anno ha dato un chiaro segnale di forte ripartenza del settore con partecipanti provenienti da 160 paesi. In questa cornice l’Istituto ha puntato su seminari di divulgazione svolti presso gli stand delle aziende certificate. Di natura decisamente tecnica, i seminari hanno avuto lo scopo di narrare ai partecipanti le caratteristiche dell’espresso italiano partendo dalla percezione in tazza. Quale strumento è stata utilizzata la mappa sensoriale realizzata dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè dalla quale deriva la scheda di valutazione per la certificazione dell’Espresso Italiano. I partecipanti, tramite le esperienze di assaggio di caffè diversi, hanno potuto ricercare, trovare e quindi rendersi conto di persona delle caratteristiche basilari che distinguono un Espresso Italiano di qualità. Nel corso degli eventi non sono mancati i dibattiti sui punti qualificanti che distinguono i prodotti di qualità e le problematiche che coinvolgono il settore. Ne sono stati protagonisti il presidente dell’Istituto Luigi Morello e il suo direttore generale Gian Paolo Braceschi.

Potrete leggere l’intero articolo su L’Assaggio 85 quasi pronto per l’uscita di primavera. Per richiedere il numero iscriversi gratuitamente al seguente link.

Social, Innovativo e di qualità: è il caffè del futuro visto dalla “Next Gen” della filiera per i consumatori “Z”

Qualche mese fa è stato in corsa per la candidatura all’Unesco. L’espresso italiano è un prodotto che non può prescindere da una certezza: rappresenta un emblema del “Made in Italy” nel mondo. Se da un lato sono sempre di più gli appassionati dell’espresso, dall’altro la domanda è come guardare ai consumatori del futuro e cosa fare per innovare la filiera. A saperlo, a quanto risulta da una indagine interna compiuta dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) su una base dei propri soci, sarebbero soprattutto le nuove generazioni all’interno della filiera. «La next gen dell’espresso italiano, come mi piace definirla – dice Gian Paolo Braceschi, Direttore Generale dell’Istituto Espresso Italiano (IEI) – è una realtà e non da ora: l’innovazione di prodotto, senza prescindere dalla qualità, ma insieme anche la ricerca di nuovi consumatori e della loro sensibilizzazione e formazione sono gli strumenti che i giovani professionisti di questo settore stanno utilizzando per raccontare il prodotto in giro per il mondo».

La visione dell’espresso nel mondo e quali le tendenze secondo i giovani del settore. “In tutto il mondo ci invidiano questa bevanda cercando in tutti i modi di carpire i segreti di questa invenzione – spiega Elisabetta Milani, tra le nuove leve di famiglia di Caffè Milani – l’espresso rappresenta a tutti gli effetti il nostro Paese e la nostra indole: è un prodotto che nasce grazie alla nostra fantasia italiana che si unisce alla nostra spiccata capita di creare il bello ed il buono”. “Secondo la nostra esperienza in Italia e nel mondo stanno prendendo piede le reinterpretazioni più svariate, già diffuse all’estero, con professionisti aggiornatissimi: specialty coffee, brewing, coffee in good spirits – dice Manuela Zarinella, event coordinator per Dalla Corte – si stanno facendo lentamente strada anche nell’ordinario italiano, i giovani consumatori si dimostrano più aperti alle novità e desiderosi di nuovi gusti ed abbinamenti”. Insomma, qualcosa come una combinazione di caffè e spirits, bevande a base latte (frullati, milk shake…) e caffè filtro alla modalità del tè, quindi avvicinare il consumatore di domani con esperienze sensoriali, nuovi visual e oggettistica legati all’espresso, per un maggiore coinvolgimento, potrebbero rappresentare ulteriori vie secondo l’indagine svolta dall’Istituto Espresso Italiano.

Il nuovo volto dell’espresso: più versatilità e uno story telling diverso. La visione delle nuove generazioni che lavorano all’interno della filiera dell’espresso italiano è diversa da quella del passato, ma allo stesso tempo parte da punti fermi imprescindibili: l’espresso deve essere di qualità, rispettare il suo carattere da prodotto principe del “Made in Italy”. Tuttavia, serve ricerca, innovazione e un linguaggio nuovo per avvicinarsi ai consumatori della ormai imminente “Gen Z”. “Oggi stiamo già vedendo un mondo in controtendenza, più attento a prodotti genuini, di qualità e soprattutto tra i giovani c’è un’attenzione al tema della sostenibilità molto forte – così Giulia Caballini, marketing manager della azienda di famiglia, la Dersut – di una cosa sono certa: la voglia di socializzare, di vedersi e di assaporare un caffè in un luogo che ci faccia sentire a proprio agio, sarà sempre un irrinunciabile momento per noi stessi, per rilassarci e staccare la mente”. L’importanza del racconto del caffè sarà alla base per i consumatori futuri. “La formazione deve portare informazione perché tanti non hanno minimamente idea di che cosa sia un espresso – puntualizza Andrea Corona, tech support Italia per Dalla Corte – far capire che il caffè è una pianta, di cui si lavora il frutto per ottenere il seme che viene spedito, tostato ed estratto secondo metodi diversi”. Perché no un espresso “a domicilio”. “Vedo una grande sfida nello spostamento dei consumi dal bar all’ufficio e a casa con tutti i prodotti monoporzionati, soprattutto se nel futuro prossimo non saremo capaci di professionalizzare il settore bar ancora di più”, sottolinea Ruggero Auteri, strategy manager per il settore Ho.Re.Ca. per Essse Caffè.

Istituto Espresso Italiano (IEI): Luigi Morello confermato alla presidenza dell’organizzazione che tutela Espresso e Cappuccino

Nuovo consiglio di amministrazione per l’Istituto Espresso Italiano (IEI), l’organizzazione che tutela l’espresso e il cappuccino italiani tramite una certificazione sensoriale unica nel settore del caffè. Per i prossimi tre anni sono stati nominati consiglieri Alessandro Borea, Renato Bossi, Barbara Chiassai, Luca Creti, Simone Devoto, Maurizio Fiorani, Luigi Morello, Carlo Odello, Luigi Odello, Assunta Percuoco, Carmen Stanziola, Carlotta Trombetta e Antonia Trucillo.

Riconfermato Luigi Morello come presidente e Barbara Chiassai come CEO. Gian Paolo Braceschi, già Responsabile della certificazione della qualità, assume il ruolo di direttore generale. “Abbiamo aumentato in modo importante la quota di giovani professionisti che siedono in consiglio, un dato molto positivo perché il caffè italiano necessita di una forte collaborazione tra diverse generazioni per potere competere soprattutto a livello internazionale – ha commentato Luigi Morello – Il nostro compito è da un lato continuare a lavorare sul miglioramento della qualità media al bar in Italia, dall’altro aiutare la filiera a valorizzare la qualità a un giusto prezzo, interagendo non solo con la parte produttiva ma soprattutto con il cliente finale e i giovani”.

L’espresso italiano: valore del Made in Italy in crescita costante. Chi consuma caffè espresso beve principalmente 1 o 2 tazzine al giorno (58%) e preferisce la mattina come momento di consumo: il 77% di chi beve caffè espresso lo fa tutti i giorni appena sveglio. A tracciare una mappa dei costi e degli usi che gli italiani sostengono e fanno della bevanda che ci tiene svegli, ci ha pensato Coffee Monitor, il primo focus dell’Osservatorio social monitoring di Nomisma sviluppato in collaborazione con Datalytics. Sul podio sale il caffè espresso, la principale tipologia di caffè scelta dagli italiani che hanno consumato la bevanda negli ultimi 12 mesi. E il consumo è un consumo abituale. L’espresso viene scelto dal 93% dei consumatori di caffè. Residuale la percentuale di chi predilige il caffè americano, orzo o altre tipologie di caffè (7%).

Il caffè espresso si beve al bar. Il 58% di chi beve caffè espresso lo fa per trovare la carica necessaria ad affrontare la giornata. Espresso non è tuttavia solo fonte di energia, chi lo beve lo fa anche per il gusto (51%) ed in parte per abitudine (30%). Il caffè espresso evoca nell’immaginario dei consumatori momenti di relax (53%), un piacere (47%), ma al contempo un rito, una tradizione (37%). Il consumo di caffè espresso non è relegabile in un solo luogo, prevale piuttosto una modalità di consumo “multi-luogo”, il bar resta comunque quello preferito, scelto dal 72% del target di riferimento.

Gian Paolo Braceschi: espresso, cialda o capsula?

Gian Paolo Braceschi, consigliere e docente Iiac, illustra a Class TV le diverse modalità di estrazione, dalla quella classica dell’espresso alle più recente cialda e capsula. Video tratto da TG Convenienza di Class TV.

L’intervista è stata realizzata durante International Coffee Tasting 2014 (servizio a cura di Emmanuela Anderle e Virgina Torriani).

youtu.be/PFxgn2ll2Ik

http://youtu.be/PFxgn2ll2Ik

Best Coffee Taster, classifica aggiornata

Best coffee taster

Ha avuto luogo a Albenga (SV) presso La Genovese una nuova tappa di Best Coffee Taster 2014, il campionato per il migliore assaggiatore di caffè organizzato dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac). I concorrenti hanno assaggiato quattro caffè, senza conoscerne ovviamente la marca, e li hanno valutati con una scheda di assaggio. Un programma di statistica per l’analisi sensoriale, il Big Sensory Soft, ha valutato la loro performance e decretato un punteggio per ognuno.

Di seguito la classifica generale del campionato aggiornata, a guidarla Cristian Donato e Giuseppe Musiu, terzo Matteo Aliberti:

Concorrente Punteggio
Donato Cristian 8,82
Musiu Giuseppe Guido 8,71
Aliberti Matteo 8,45
Caverzaschi Stefano 8,41
Superti Francesco 8,40
Monticelli Fabio 8,38
Lo Bue Giuseppe 8,37
Schiubola Roberto 8,36
Vitolo Valentina 8,20
Bonsignore Marco 8,12

 

La competizione è aperta a chiunque voglia mettersi alla prova nell’assaggio del caffè. A fare da garante del corretto svolgimento della gara è presente un docente Iiac. Per iscriversi basta visitare www.assaggiatoricaffe.org.

 

 

Campionato assaggiatori Iiac, classifica aggiornata

Best coffee taster

Ha avuto luogo a Modena presso Caffè Cagliari una nuova tappa di Best Coffee Taster 2014, il campionato per il migliore assaggiatore di caffè organizzato dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac). I concorrenti hanno assaggiato quattro caffè, senza conoscerne ovviamente la marca, e li hanno valutati con una scheda di assaggio. Un programma di statistica per l’analisi sensoriale, il Big Sensory Soft, ha valutato la loro performance e decretato un punteggio per ognuno.

Di seguito la classifica generale del campionato aggiornata, a guidarla Cristian Donato e Giuseppe Musiu, terzo Matteo Aliberti:

Concorrente Punteggio
Donato Cristian 8,82
Musiu Giuseppe Guido 8,71
Aliberti Matteo 8,45
Caverzaschi Stefano 8,41
Superti Francesco 8,40
Monticelli Fabio 8,38
Lo Bue Giuseppe 8,37
Schiubola Roberto 8,36
Vitolo Valentina 8,20
Bonsignore Marco 8,12

 

È disponibile la prossima data: l’11 novembre a Albenga, in provincia di Savona (in collaborazione con La Genovese).

La competizione è aperta a chiunque voglia mettersi alla prova nell’assaggio del caffè. A fare da garante del corretto svolgimento della gara è presente un docente Iiac. Per iscriversi basta visitare www.assaggiatoricaffe.org.

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Iiac valuta per la televisione svizzera dieci bar nel Canton Ticino (video)

ticino

Cinque assaggiatori Iiac valutano dieci bar nel Canton Ticino, in Svizzera, per conto della trasmissione Patti Chiari della Rsi, radiotelevisione svizzera. Un’analisi e una descrizione dei caffè serviti e di alcuni aspetti tecnici fondamentali per la qualità in tazza.

Video: Iiac valuta per la televisione svizzera dieci bar nel Canton Ticino

Caffè al bar: un italiano su quattro lo pagherebbe di più

Un quarto degli italiani sarebbe disposto ad andare oltre il classico euro del caffè al bar, prezzo considerato medio, pur di avere una qualità maggiore nella tazzina. Questo quanto emerge dalla ricerca di Apertamente presentata al Forum Scientifico sul Caffè organizzato a Brescia il 13 marzo dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) e patrocinato dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei).

Il convegno, organizzato presso l’Izsler, sfata quindi parzialmente il mito dell’italiano che beve un qualunque caffè purché a buon mercato. “Un segnale indubbiamente interessante e da non sottovalutare – ha commentato Luigi Odello, presidente Iiac e professore di Analisi sensoriale in varie università italiane e straniere – Una parte del mercato chiede di più e potrà essere accontentata solo da chi, torrefattore o barista, vorrà lavorare in qualità”.

Un consumo forse meno disattento che fa sperare bene per Espresso Italiano Day 2014, la giornata celebrativa della tazzina al bar organizzata dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano l’11 aprile in 2.000 bar in tutta Italia.

Nella stessa giornata è stato eletto il nuovo consiglio dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè: Fausto Devoto, Stefano Abbo, Cristiano Osnato, Manuela Violoni, Carlo Odello, Leonardo Gessi, Silvano Bontempo, Paolo Scimone, Gian Paolo Braceschi, Roberto Sala, Marcos Sana Palacio (Spagna), Lee Dong Woo (Corea), Yumiko Momoi (Giappone), Yen Jing Yuan (Taiwan). Membri di diritto: Lino Stoppani e Luigi Odello. Controllo contabile: Assunta Percuoco. Probiviri effettivi: Boris Pianaccioli, Vittorio Ventura, Gianluigi Sora. Probiviri supplenti: Federica Parenti e Modestino Tozzi.

fsc2014 - Copia

La correlazione tra dati analitici e la qualità sensoriale del caffè

Il Forum Scientifico sul Caffè, a Brescia il 13 marzo prossimo, riporta l’attenzione sui temi reali dai quali dipenderà il futuro dell’amata tazzina di caffè. Il tema di quest’anno è infatti: Innovazione nell’espresso italiano, sette idee per pensarci seriamente (tutti i dettagli nel programma). Con questa uscita continuiamo ad anticipare le relazioni: un aperitivo in vista del convegno.

La correlazione tra dati analitici e la qualità sensoriale del caffè
Gian Paolo Braceschi (Centro Studi Assaggiatori)

Il valore di una tazzina di caffè è strettamente correlato con il piacere che si riceve dal suo consumo, e questo si misura attraverso l’analisi sensoriale. La nostra disciplina è l’unica che può determinarlo, ma quando eseguita in modo scientifico è onerosa in quanto richiede personale specializzato e un notevole apporto di risorse umane. L’ideale è quindi unirla a valutazioni strumentali, decisamente meno costose e più veloci, soprattutto quelle che non necessitano di lunghe preparazioni o trattamenti sul campione. Diventa dunque importante conoscere quali sono le correlazioni tra le variabili chimiche e quelle sensoriali, cosa che abbiamo fatto analizzando i dati ottenuti con test ad alta utilità informativa (Big Sensory Test) con quelli strumentali ricavati dal Nir operando mediante tecniche statistiche multivariate.

Interessante è notare la conferma della correlazione tra grassi e descrittori quali tessitura, corpo, odori positivi e persistenza. Anche le proteine hanno una correlazione positiva su molti di questi e, inoltre, incidono sul parametro fiori e frutta fresca. La caffeina risulta invece positivamente correlata con l’amaro e inversamente con l’acido.

Sono solo alcuni esempi che però consentono di pensare in modo nuovo a come aumentare la qualità contraendo i costi: un Santos che avrà più grassi e meno caffeina consentirà di ridurre l’impiego di caffè di prezzo maggiore, un Kenya più proteico potrà essere usato in minori quantità senza variare l’indice edonico della miscela.

Tutto questo analizzando il crudo e il tostato con una tecnica rapida (i risultati si possono ottenere in 24 ore) ed economica. E il Nir potrà essere impiegato anche sul caffè pronto in tazza e quindi darà modo anche ai costruttori di attrezzature di tarare meglio le macchine per una maggiore soddisfazione dei baristi e dell’utente finale.