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Sun Lei, il campione cinese di Espresso Italiano Champion 2017

Sono partiti in 442 in otto paesi e dopo 39 gare sono arrivati a essere 15: sono i semifinalisti di Espresso Italiano Champion 2017 che si sfideranno a Milano il 21 e il 22 ottobre a Host. Una gara che ha visto il coinvolgimento di Italia, Germania, Bulgaria, Giappone, Corea, Cina, Taiwan e Tailandia e che ha furoreggiato su Facebook, generando quasi 400.000 contatti in sei mesi.
 
A Host in semifinale per la Cina gareggerà Sun Lei. Più di 500 persone hanno presenziato alla gara organizzata da Iiac China presso il Creative Park a Guangzhou che ha visto il supporto di Wega Macchine per Caffè e Mazzer. La finale svolta a luglio è stata preceduta da altre sei gare di selezione in altrettante città, con più di 100 baristi. Ha vinto Sun Lei, giovane, ma espertissimo professionista di Pechino e avvezzo alle gare tra baristi.
 

Litao, presidente di Iiac China: consumo di espresso minimo in Cina, ma buone opportunità per il caffè italiano

L’8 aprile scorso è nato Iiac China, la sezione cinese dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè. A ricoprire il ruolo di presidente è stato chiamato Li Tao, professionista di lungo corso. Laureatosi in informatica e finanza all’università Hua Nan Nong Ye, nel 2004 ha fondato coffeesalon.com, il più grande sito cinese dedicato al caffè. Attivo nell’insegnamento nella materia dal 2005, Li Tao è diventato assaggiatore Iiac nel dicembre 2010 partecipando al primo corso svolto in Cina e collaborando alla sua organizzazione. La sua scuola Crema a Guangzhou offre una formazione globale sul caffè attraverso una rete di professionisti internazionali, tra cui naturalmente i docenti Iiac. Abbiamo chiesto a Li Tao una breve analisi del mercato in Cina e come vede il futuro del caffè italiano.

Qual è la relazione tra i cinesi e il caffè?
Basta guardare ai numeri: nel 2015 i cinesi hanno consumato mediamente 10 tazze a persona. Il 70% di chi beve caffè va per l’istantaneo (la maggior parte dei cinesi lo ritiene un ottimo prodotto). Possiamo dire che in Cina il caffè non è un bisogno, ma un piacere strettamente legato al tempo libero.
 
Quale tipo di caffè piace ai cinesi?
Al momento in Cina ci sono due modelli di business. Da un lato le grandi catene, per esempio Starbucks, dall’altro i cosiddetti bar indipendenti. Parlando di prodotti, c’è da sottolineare come il prodotto più venduto di Starbucks è il Frappuccino, mentre nei bar indipendenti è il cappuccino. Le quote di consumo di espresso e filtro sono trascurabili. Lo stesso dicasi per i caffè di singola origine. Continuando a parlare di abitudini di consumo c’è da rilevare che i cinesi preferiscono bere caffè il pomeriggio tardi o dopo la cena. E sui locali preferiti: nuovamente Starbucks, i bar di stile coreano (molto di moda ora) e quelli in generale con una certa personalità.
 
Ai cinesi piace il caffè italiano?
Per i cinesi il caffè italiano vuol dire cappuccino, latte (simile al caffè latte italiano) e mocha (caffè latte spolverato di cacao). Il consumo di espresso è minimo. Ad ogni modo l’immagine dell’espresso italiano è positiva, c’è sicuramente spazio per la crescita, direi anzi che potrebbe diventare una tendenza importante. In questo senso siamo fiduciosi sul futuro di Iiac China perché ha conoscenza reale e scientifica del caffè italiano e l’autorevolezza e la competenza per divulgarla.
 
(intervista raccolta e tradotta da Xu Jing, revisione di Carlo Odello)
 

Assaggiatori di caffè a quota 10.000 e ora con una sede anche in Cina

 
L’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) raggiunge i 10.000 allievi e apre la sede in Cina che si affianca a quelle in Corea, in Giappone e a Taiwan
 
Nato nel 1993, l’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) si è specializzato nell’assaggio dell’espresso italiano e ne ha divulgato la cultura nel mondo. Il numero dei suoi allievi ha ora raggiunto e superato i 10.000, sparsi in una quarantina di paesi del mondo. Compresa la Cina, dove tutto è pronto per l’apertura della sede dello Iiac.
 
“L’8 di aprile il consiglio di amministrazione dello Iiac ha autorizzato la costituzione di Iiac China che avrà sede a Guangzhou ma i cui soci fondatori e assaggiatori sono sparsi nell’intero paese – ha raccontato Luigi Odello, presidente Iiac – Lavoriamo in Cina dal 2010 e avere una sede indipendente permetterà un ulteriore sviluppo delle attività, a cominciare dal corso per formatori cinesi che terremo a maggio”.
 
Un mercato che offre reali possibilità di business per l’espresso italiano, ma da affrontare con i partner giusti, in grado di capire il gusto cinese. “Guardando ai soli numeri, nel 2015 il consumo del caffè in Cina è stato di sole dieci tazze a persona in un anno. Per i cinesi il caffè non è un’abitudine, ma è un consumo di piacere legato al tempo libero – ha commentato Litao, presidente di Iiac China – L’espresso italiano vantando nella sua tradizione diverse tipologie di miscele ha un grande potenziale sul nostro mercato proprio perché ciascun cliente può individuare lo stile che gli piace di più”.
 
Oltre ai corsi di assaggio già in programma, Iiac China organizzerà in collaborazione con l’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei) diverse tappe di Espresso Italiano Champion, la gara internazionale per baristi di stile italiano: dalle varie selezioni uscirà il campione cinese che parteciperà alle finali del campionato organizzate a Trieste quest’anno durante Triestespresso il 20 e il 21 ottobre.