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Decretato il vincitore delle finali giapponesi di Espresso Italiano Champion 2018

È stato decretato il vincitore della finale giapponese di Espresso Italiano Champion 2018, il campionato internazionale baristi organizzato dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei) con la collaborazione per il Giappone di International Institute of Coffee Tasters (Iiac) – Japan.

Norihiro Tokizaki, di 38 anni, barista e trainer presso il suo locale “La Giostra Bar e Tavola Calda” – La nuova era di Hokkaido rappresenterà il Giappone alla fase internazionale di Espresso Italiano Champion in programma dal 26 al 28 novembre 2018 a Milano, in cui gareggeranno i vincitori delle tappe svolte in Bulgaria, Cina, Corea, Germania, Giappone, Italia, Tailandia e Taiwan.

Il professionista ha così primeggiato tra i 12 finalisti del sol levante che si sono messi alla prova il 15 giugno, durante la manifestazione Tokyo Cafe Show 2018 presso Tokyo Big Sight. Una corsa contro il tempo (solo 11 minuti), per trovare la macinatura perfetta e servire quattro espressi e quattro cappuccini da manuale, sotto gli occhi dei giudici tecnici e sottoposti al giudizio, impietoso perché cieco, dei giudici sensoriali.

Una giuria internazionale di eccellenza ha valutato i concorrenti: il coreano Park Dae Hoon, Espresso Italiano Champion 2016, Chihiro Yokoyama (vincitore delle finali giapponesi del campionato nel 2016), Masayoshi Yonekawa (direttore di Iiac-Japan), Ryu Jae Souk (Education Director di Italian Barista School Korea e Master Professional Iiac) e Takatoshi Sugiyama (Master Professional Iiac e barista di Cova Japan). Partner tecnici della gara La Cimbali e Caffè Trucillo.

Abilitati quattordici nuovi Espresso Italiano Trainer in Giappone

Con un nuovo corso da Espresso Italiano Trainer organizzato da Iiac Japan e tenuto da Gian Paolo Braceschi a Tokyo a novembre sono stati abilitati 14 trainer Iiac in Giappone. Sono tutti nuovi professionisti che diffonderanno la cultura dell’Espresso Italiano attraverso i seminari Espresso Italiano Experience dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac): incontri di tre ore coinvolgenti e appassionanti per imparare a distinguere il reale Espresso Italiano dalle molte cattive preparazioni che si incontrano sul mercato nazionale e internazionale. Espresso Italiano Experience fornisce ai partecipanti in modo intuitivo e attraverso esercitazioni pratiche le competenze sensoriali minime per distinguere e apprezzare il vero Espresso Italiano.

Hiroshi Okamura, il campione giapponese di Espresso Italiano Champion 2017

Sono partiti in 442 in otto paesi e dopo 39 gare sono arrivati a essere 15: sono i semifinalisti di Espresso Italiano Champion 2017 che si sfideranno a Milano il 21 e il 22 ottobre a Host. Una gara che ha visto il coinvolgimento di Italia, Germania, Bulgaria, Giappone, Corea, Cina, Taiwan e Tailandia e che ha furoreggiato su Facebook, generando quasi 400.000 contatti in sei mesi.
 
A Host in semifinale per il Giappone gareggerà Hiroshi Okamura. Se in una gara come Espresso Italiano Champion contano i dettagli, questi sono pane quotidiano per i fortissimi baristi giapponesi. Nella gara organizzata da Iiac Japan e tenuta a Tokyo presso FMI, distributore Cimbali in Giappone, ha prevalso Hiroshi Okamura, professionista di lungo corso nella capitale del Sol Levante, sarà lui a volare verso Milano.

 

Iiac Japan: con i corsi siamo alla multisala

Vi immaginate di avere, in una stessa struttura e nella stessa giornata corsi dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) di diverso livello? In Italia non ci siamo ancora arrivati, ma in Giappone sì. Mentre Naoya Nagakawa teneva in una sala del complesso training center Fmi a Tokyo un corso Espresso Italiano Tasting (il corso di patente, tanto per intenderci), in una sala attigua si svolgeva un corso sulla caratterizzazione delle origini.

Questo è stato reso possibile dalla strategia messa a punto dal direttrice di Iiac Japan Yumiko Momoi nel reclutamento degli allievi e dal grande interesse per l’Espresso Italiano, molto apprezzato anche a livello didattico per la prorompente personalità che consente anche ai neofiti di apprezzare le differenze sensoriali esistenti tra caffè diversi. 

Cosa curiosa quanto virtuosa: la preparazione delle tazzine didattiche per entrambi i corsi è stata centralizzata in un unica sala. E questo è stato possibile grazie all’intervento del campione Cihiro Yokoyama, ineguagliabile nella velocità di taratura del macinadosatore al cambio dei campioni e velocissimo nella preparazione degli espresso.

 

 

Per i giapponesi il caffè è sinonimo di pausa

di Carlo Odello
(Consigliere e docente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè)

Come ragionano coloro che muovono il mercato giapponese del caffè, vale a dire distributori, buyer, operatori dell’HoReCa? Ce lo racconta il Caffè Italia che abbiamo svolto a Tokyo a marzo scorso in occasione di Foodex, la più importante fiera del settore in Giappone. Giunto alla sua quarta edizione, grazie alla collaborazione con lo Iiac Japan e l’Ice, è stata l’occasione migliore per profilare il pubblico professionale presente.

Innanzitutto il caffè è legato in modo fortissimo al luogo di lavoro: il 62% dichiara di prenderlo infatti quando lavora. Dato tutto sommato confortante soprattutto per chi si occupa di monoporzionato, formato di facile uso nel contesto lavorativo e casalingo (anche se naturalmente in Giappone ci si confronta con il fortissimo e capillarissimo settore vending presente da anni nel paese).

La conferma che il caffè sia bevanda da lavoro viene anche dal significato che gli si attribuisce: solo per l’8% è un piacere per i sensi, per il 34% è utile invece a dare la carica e per il 39% è l’occasione per una pausa. Confortante come sempre anche la buona propensione alla formazione, con il 33% degli intervistati che dichiara che il modo migliore per saperne di più sul caffè sia frequentare corsi e degustazioni.

Ai giapponesi piace scuro

di Carlo Odello

Docente e consigliere dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè 

Dai dati in nostro possesso, ricavati da Caffè Italia, il banco di assaggio dell’espresso italiano, è sinora emerso che i giapponesi apprezzano le tostature scure (questo almeno per quanto riguarda il nostro espresso). Un dato senza interpretazione è sprecato, quindi negli ultimi tempi ho cercato di comprendere questa preferenza con l’aiuto dei colleghi assaggiatori dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè – Japan.
 
A detta loro la tostatura scura sarebbe sensorialmente più vicina a quanto i giapponesi sono mediamente abituati a bere, vale a dire il caffè in lattina. Per chi non conoscesse questo fenomeno, è utile ricordare che è tipicamente giapponese ed è rappresentato da tutti quei prodotti a base di caffè, venduti caldi o freddi, tramite distributori automatici (secondo alcuni si tratterebbe di un mercato di 12 miliardi di lattine l’anno nel solo Giappone).
 
Da quanto ho appreso i caffè utilizzati nella preparazione di queste bevande, che non raramente riportano la definizione di espresso o addirittura di cappuccino, sarebbe generalmente dei Robusta, spesso di non elevata qualità. Da qui la tostatura più scura tipica dei Robusta, con le relative note forti e caratteristiche che i giapponesi sembrano apprezzare anche in alcune tipologie di espresso italiano.

Innamorati dell’espresso italiano

di Luigi Odello

Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e del Centro Studi Assaggiatori, segretario generale dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano. 

Per chi è innamorato dell’Espresso Italiano innamorarsi dei Giapponesi che lo amano è semplicemente una conseguenza, una proprietà transitiva nell’ambito relazionale. È tanta infatti la passione che, in Giappone, un crescente numero di professionisti e di amatori sta dedicando al nostro ambasciatore in tazzina.

Questo ha prodotto un notevole successo dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè che, grazie anche all’attività del nostro consigliere Yumiko Momoi, oltre ad avere raggiunto un notevole numero consistente di assaggiatori, ha potuto dotarsi di una propria struttura operativa che ci rappresenta alla perfezione nella filosofia e nella didattica: lo Iiac Japan.

Proprio all’inizio di questo mese è stato abilitato il secondo relatore alla facoltà di tenere autonomamente corsi di patente. Si tratta di Naoya Nakagawa, quarantenne di Tokyo con una ventennale esperienza nel campo del bar e una brillante carriera nella gestione di locale e nella formazione del relativo personale.

I risultati del lavoro dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè hanno un impatto sul mercato: sempre agli inizi di settembre sono stati qualificati per il servizio dell’Espresso Italiano Certificato i primi due locali di Tokyo. Si tratta dei Bar del Sole di Ginza e Roppongi (i due quartieri più eleganti del capoluogo nipponico) il cui Espresso Italiano Specialist è Chihiro Yokoyama, campione dei baristi giapponesi, celebre professionista e strenuo difensore dell’Espresso Italiano.

Inutile dire nei due Bar del Sole del gruppo Fortuna il personale è entrato letteralmente in festa, orgoglioso del traguardo conseguito. D’ora in poi il pubblico che frequenterà il loro locale avrà evidenza che il loro bar è diverso da tutti gli altri e che il loro è il vero inimitabile Espresso Italiano. Come non di rado è successo nel corso della storia, gli ambasciatori si rivelano migliori dei governi mandanti.