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Espresso Italiano Champion 2025 | Riviviamo insieme la finale internazionale

Oggi vogliamo celebrare il barista… e rivivere insieme le emozioni della finale internazionale di Espresso Italiano Champion 2025, tenutasi domenica 19 ottobre a Host; ospiti de La San Marco, anche sponsor tecnico, che ha fornito le attrezzature con le quali i baristi hanno misurato le proprie abilità.

Porgiamo ancora le nostre congratulazioni a Giulia Ruscelli, Espresso Italiano Champion 2025, che ha vinto con miscela Mokador.

La competizione, per chi partecipa, non rappresenta solo una vittoria, ma anche l’opportunità di poter rappresentare il vero spirito dell’Espresso Italiano nel mondo, la possibilità di riflettere e lavorare su sé stessi, e un’occasione per confrontarsi con altri paesi e numerose realtà.

Buona visione!

Espresso Italiano Champion: i migliori baristi a confronto

Quattro i finalisti da tutto il mondo, due bariste e due baristi. Alessandro Borea (Presidente IEI): «Una competizione di confronto e un messaggio importante per i professionisti più giovani e di domani»

Tutto pronto per la finalissima internazionale di Espresso Italiano Champion, la gara organizzata da Istituto Espresso Italiano (IEI) che da anni coinvolge centinaia di baristi che desiderano mettersi alla prova con i simboli della caffetteria italiana: espresso e cappuccino. Quattro saranno i finalisti da tutto il mondo che si affronteranno domenica 19 ottobre dalle ore 13, ad Host Milano presso lo stand de La San Marco, (Pad. 12, Stand B48 E55). La San Marco per il secondo anno metterà a disposizione sia la macchina per espresso sia il macinadosatore utilizzati per la realizzazione del migliore espresso e cappuccino italiano.

L’Espresso Italiano Champion arriva alla finalissima di Milano dopo varie selezioni internazionali che hanno visto partecipare decine di giovani professionisti che già dalle prove di qualifica si sono confrontati e stimolati alla crescita personale e professionale in questo settore che proprio su loro punta molto in quanto ultimo anello della filiera prima del consumatore finale – spiega il Presidente dell’Istituto Espresso Italiano (IEI), Alessandro Borea – La finale internazionale rappresenta per loro una vetrina per mettersi in mostra, sicuramente un ulteriore momento di confronto, ma anche di crescita professionale”.

I finalisti. Saranno quattro i baristi che si sfideranno. Akiko Uchida, vincitrice della selezione giapponese; Giulia Ruscelli, vincitrice della selezione italiana; Yun Yong Seok, vincitore della selezione coreana e John Benjie De Galicia, vincitore della selezione interna di Essse Caffè. “Siamo orgogliosi di ospitare la finale internazionale dell’Espresso Italiano Champion. Un evento che valorizza la cultura e la professionalità del caffè di qualità, in linea con l’impegno de La San Marco nella promozione dell’autentico espresso italiano”, il commento di Roberto Nocera, Managing Director de La San Marco.

Negli anni il campionato ha coinvolto centinaia di professionisti da una decina di paesi, sia quelli con una lunga tradizione nel caffè sia i cosiddetti nuovi mercati. La gara è aperta a tutti e si svolge con un meccanismo di selezione locale per arrivare alle semifinali e alle finali nazionali e internazionali in programma quest’anno il 19 ottobre.

Alessandro Borea ospite a Casa Italia in occasione della giornata internazionale del caffè

In occasione della giornata internazionale del caffè, il presidente Alessandro Borea è stato invitato al programma Casa Italia, che va in onda tutti i giorni su Rai Italia.

L’occasione era parlare di caffè nella giornata che gli viene dedicata a livello mondiale.

In particolare, l’intervento del presidente è stato fondamentale per ribadire il problema dei prezzi e la crisi che sta vivendo il settore; con l’aumento del costo della materia prima, dovuto a deficit produttivi e aumenti di consumo in mercati nuovi e mercati interni, e una conseguente difficoltà nel reperimento del prodotto.

Si è parlato anche del caffè in Italia e del suo ruolo nella cultura. Come ben sappiamo, il modo di bere l’espresso in Italia è differente da tutto il resto del mondo.
Grazie a una ricerca svolta da IIAC – International Institute of Coffee Tasters, sono stati delineati cinque stili di espresso in Italia, diversi tra loro, legati alla tradizione e alla cultura dei luoghi, ma tutti presentano le connotazioni dell’espresso italiano perfetto.

È stato chiesto come si possa salvaguardare la cultura e l’identità dell’espresso? “Attraverso la collaborazione” ha risposto il presidente Borea, “tutta la filiera deve collaborare, dal barista, al tostatore, fino ad arrivare al produttore e al coltivatore di caffè, che rimane dall’altra parte del mondo; affinché venga dato il giusto valore a questo prodotto”.

La puntata è disponibile per la visione su Rai Play al seguente link: https://www.raiplay.it/video/2025/10/Casa-Italia-del-01102025. L’intervento del presidente Borea inizia a 1:10:00

Sempre in occasione della giornata internazionale del caffè siamo stati ripresi da Ansa, con il comunicato stampa dove il presidente ha sottolineato la collaborazione come tema chiave del 2025 per Istituto Espresso Italiano.

Qui il link all’articolo: https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/business/2025/09/30/caffe-aumentano-fino-al-90-prezzi-materie-prime

Caffè: manca la materia prima, costi alle stelle (+90%) e ricavi condizionati. Intanto Cina e India diventano i primi mercati di riferimento

Istituto Espresso Italiano: necessario un tavolo di filiera del settore

Il settore del caffè sta affrontando una crisi senza precedenti, con un aumento dei prezzi delle materie prime fino al 90% su base annua e una crescente difficoltà nel reperire le varietà tradizionali. Un meccanismo questo causato da vari fattori, a partire da anni di produzione insufficiente, soprattutto per il cambiamento climatico, ma anche una domanda in forte crescita con l’espansione di nuovi mercati come Cina e India. “L’intera filiera si trova sotto pressione – commenta il presidente dell’Istituto Espresso Italiano, Alessandro Borea – le torrefazioni che puntano sulla qualità devono adattarsi continuamente per mantenere gli standard, mentre i costi di importazione e la speculazione sui mercati da parte delle commodities aggravano ulteriormente la situazione nella quale nonostante gli aumenti dei prezzi si riflettano sui listini, spesso i consumatori non percepiscono immediatamente l’impatto sulla tazzina”.

Un tavolo di filiera per un approccio collettivo e innovativo. Per rispondere alle sfide attuali, si propone la creazione di un tavolo di filiera che coinvolga tutti gli attori, dai produttori ai torrefattori fino ai distributori”. È quanto propone il presidente dell’Istituto Espresso Italiano, Alessandro Borea. “Un confronto aperto e collaborativo potrebbe favorire la definizione di linee guida comuni e soluzioni condivise”, continua Borea “inoltre, prendere spunto da settori come quello vinicolo per lo storytelling potrebbe rappresentare un’opportunità per costruire una narrazione che valorizzi il prodotto e la sua storia”. Per aumentare la percezione del caffè come prodotto di eccellenza quindi, secondo IEI è necessario puntare sul concetto di valore: non solo quello del prodotto venduto, ma anche quello dell’esperienza vissuta dal consumatore.

Tre i punti su cui il tavolo di filiera dovrebbe lavorare. Secondo IEI sono tre i punti su cui il tavolo di filiera dovrebbe riflettere a partire dalla mancanza di materia prima. “A questo proposito è essenziale sviluppare strategie per garantire una produzione sostenibile e una distribuzione equa tra gli attori della filiera”, aggiunge il presidente di IEI. Pensando anche al secondo punto di analisi: ovvero i mercati in evoluzione. “L’espansione di mercati come Cina e India offre opportunità, ma richiede adattamenti per soddisfare nuove preferenze di consumo e naturalmente quantitativi di prodotto che al momento facciamo fatica a reperire in agricoltura” ancora Borea. Infine, terzo punto di confronto dovrebbe essere necessariamente legato al consumatore quindi al rapporto della qualità del servizio: “la valorizzazione dell’esperienza offerta al consumatore nei bar può contribuire ad assorbire parte della pressione economica della filiera dando un giusto margine per tutti gli attori a partire dal costo della tazzina” ancora il presidente di IEI.

Il caffè espresso come esperienza, non come “vizio”. In conclusione, IEI sottolinea che la crisi del caffè pone sfide significative, ma può essere affrontata attraverso un approccio integrato e innovativo. La filiera deve adattarsi alle condizioni del mercato globale, garantendo qualità, sostenibilità e valore per il consumatore. Solo attraverso una collaborazione attiva e un investimento nella formazione e nell’esperienza si potranno superare le difficoltà attuali e costruire un futuro solido per il settore. Reinventare la figura del barista con una formazione non solo tecnica, ma soprattutto narrativa.

Espresso Italiano Champion, proseguono le selezioni per le finali

Altri due finalisti raggiungo le fasi finali: sono Luca Cellizza e Johnatan D’Auria usciti vincitori dalle due nuove tornate di selezione disputate nei giorni scorsi tra 12 partecipanti <br >Il concorso è promosso dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) e vedrà ancora altre quattro tappe in tutta Italia prima delle finali nazionali previste dal 24 al 25 giugno

Luca Cellizza e Johnatan D’Auria si aggiungono ai finalisti dell’Espresso Italiano Champion, il campionato nazionale che vede sfidarsi i migliori baristi in prove di qualità e abilità. Le due nuove gare di selezione che hanno visto uscire i migliori baristi che si sfideranno nelle finali di giugno, si sono svolte il 29 maggio a Pomezia (Rm) presso Golden Brasil, poi venerdì 30 maggio a Torino presso la sede di Costadoro.

La prima sfida in ordine di data è stata quella ospitata Golden Brasil a Pomezia, lo scorso 29 maggio. Su cinque sfidanti è Luca Cellizza, 45 anni di Aprilia (Latina), il migliore e con la vittoria entra tra i finalisti di giugno. “Ogni anno per me è sempre emozionante partecipare a questa selezione dell’Espresso Italiano Champion a cui sono giunto alla quarta partecipazione e ogni volta è un’esperienza ricca di emozioni e condivisione, legata a bevande che rappresentano la tradizione delle nostre caffetterie italiane – ha spiegato Cellizza – partecipare a questo concorso non solo mi aiuta a crescere professionalmente, ma promuove anche la cultura dell’espresso e del cappuccino italiano, due bevande a cui dedico amore e passione”. “Questo evento rappresenta un’opportunità eccezionale per celebrare e promuovere l’arte e la scienza dietro la preparazione di un autentico caffè espresso e cappuccino italiano – ha aggiunto Alessia Alunni, Amministratore Unico di Golden Brasil – ospitare questa competizione tra baristi non è solo un onore, ma anche un riconoscimento del nostro impegno nella diffusione della cultura del caffè di qualità perché crediamo fermamente che il barista sia una figura chiave, un vero e proprio ambasciatore del gusto, capace di trasformare la nostra miscela di caffè Golden Black, vincitrice di 5 medaglie d’oro a International Coffee Tasting Competition, in un’esperienza sensoriale indimenticabile. La sua abilità e la sua passione sono elementi fondamentali per valorizzare al meglio l’espresso e il cappuccino, simboli del Made in Italy nel mondo”. Secondo l’azienda laziale l’iniziativa “Espresso Italiano Champion” è cruciale per diversi motivi a partire dalla elevazione della professionalità, passando poi per la promozione della qualità oltre alla valorizzazione della cultura del caffè e a creare networking”.

A Torino il giovanissimo Johnatan D’Auria passa alle fasi finali. Classe 1997, il torinese è risultato il migliore tra i sette sfidanti ospitati da Costadoro. Dopo un percorso dietro al bancone cominciato all’età di 16 anni la passione per il caffè è nata quasi per caso, ma poi diventata qualcosa di molto più profondo. “Ho capito che il bar non era semplicemente un lavoro: era un luogo dove potevo davvero esprimere me stesso” ha detto D’Auria. Il giovane finalista dal 2023 è in forza al Costadoro Social Coffee di Torino “una realtà dinamica e stimolante che mi ha dato l’opportunità di crescere ancora, ogni giornata è un’occasione per imparare, confrontarmi, migliorarmi in un ambiente che mi spinge a dare sempre il massimo e vedere riconosciuto il mio impegno durante le selezioni Costadoro dell’Espresso Italiano Champion è stato elettrizzante e sono profondamente grato a chi mi ha sempre sostenuto”. Soddisfazione anche per Carlotta Trombetta, Head of Quality & Impact di Costadoro. “Sono orgogliosa ed entusiasta che Johnatan, barista del nostro flagship store, sia stato selezionato per rappresentare Costadoro nel campionato Espresso Italiano. Un ragazzo appassionato del mondo del caffè e pronto ad arricchire il suo percorso affrontando questa nuova sfida. Per noi di Costadoro è fondamentale la formazione e la crescita dei propri collaboratori, e siamo convinti che Johnatan rappresenti al meglio i valori e la passione della nostra azienda“.

L’Espresso Italiano Champion da diversi anni è la gara per i baristi che desiderano mettersi alla prova con i simboli della caffetteria italiana: espresso e cappuccino. Negli anni ha coinvolto centinaia di professionisti da una decina di paesi, sia quelli con una lunga tradizione nel caffè sia i cosiddetti nuovi mercati. La gara è aperta a tutti e si svolge con un meccanismo di selezione locale per arrivare alle semifinali e alle finali nazionali e internazionali. Le ultime selezioni martedì 3 giugno a La San Marco a Gradisca d’Isonzo (Go) e giovedì 5 giugno a Anzola dell’Emilia (Bo) presso Essse Caffè. La fase finale dell’Espresso Italiano Champion è in programma dal 24 al 25 giugno. I primi cinque finalisti sono, oltre a D’Auria e Cellizza, Carla Fozzi, Matteo Colzani e Giulia Ruscelli.

Espresso Italiano Champion, i migliori baristi d’Italia alla ribalta. Al via le selezioni per i finalisti di giugno

I primi tre finalisti sono Carla Fozzi, Matteo Colzani e Giulia Ruscelli, usciti vincitori dalle prime tre tornate di selezione disputate nei giorni scorsi con oltre venti partecipanti
Il concorso è promosso dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) e vedrà ancora altre quattro tappe in tutta Italia prima delle finali nazionali previste dal 24 al 25 giugno

Carla Fozzi, Matteo Colzani e Giulia Ruscelli sono i primi tre finalisti dell’Espresso Italiano Champion, il campionato nazionale che vede sfidarsi i migliori baristi in prove di qualità e abilità. Le tre gare che hanno visto uscire i migliori baristi che si sfideranno nelle finali di giugno, si sono svolte lunedì 12 maggio presso la sede di Mokador a Faenza (Ra) dove Giulia Ruscelli è uscita prima. Il 13 maggio nella sede di Milani a Lipomo (Co) con la vittoria Matteo Colzani e infine il 14 maggio a Sassari presso Altogusto con Carla Fozzi a trionfare la selezione. “Per l’Istituto Espresso Italiano questo è uno dei momenti più importanti perché permette a giovani professionisti di mettersi in mostra e confrontarsi con colleghi di tutta Italia – ha detto il Presidente di IEI, Alessandro Borea – ma allo stesso tempo è uno degli appuntamenti più sentiti anche per chi lavora nella filiera dell’espresso e di anno in anno siamo orgogliosi di vedere una costante crescita di interesse”.

La prima sfida in ordine di data è stata quella ospitata da Mokador a Faenza (Ra). Su sei partecipanti, la migliore è risultata Giulia Ruscelli, giovanissima barista di Lovo Bar e Pasticceria di Forlì. Barista da 14 anni, ma solo negli ultimi quattro specializzata nella tecnica della latte art, facendola diventare una personale grande passione. “Ho deciso di partecipare a questa competizione per mettermi in gioco e crescere a livello professionale e voglio consigliare a tutte le persone appassionate del mondo della caffetteria nel buttarsi a partecipare perché è veramente un’emozione unica” – spiega Giulia Ruscelli – “ho avuto l’onore di partecipare assieme ad altri ragazzi che erano ad un livello altissimo, complimenti anche a loro”. “Le selezioni dell’Espresso Italiano Champion rappresentano per Mokador una preziosa opportunità. Permettono ai baristi di mettersi alla prova come veri professionisti del settore, unendo formazione, dedizione e passione per offrire ai clienti esperienze di qualità superiore. Desidero congratularmi vivamente con Giulia, la vincitrice di questa tappa, e con tutti i partecipanti. Il livello di competenza dimostrato è stato davvero elevato: complimenti a tutti”, ha sottolineato Marco Cini – Responsabile formazione Mokador Experience Academy e Brand Ambassador Mokador.

La seconda selezione si è svolta invece il 13 maggio a Lipomo (Co) nella sede di Milani. In questa occasione il migliore dei sette partecipanti è stato Matteo Colzani, classe 1989, nato e cresciuto a Seregno. Dopo gli studi al liceo scientifico e la Laurea in economia e amministrazione delle imprese, ha iniziato con la gestione di una caffetteria/gelateria a Seregno. Questa esperienza rappresenta per Colzani una grande palestra in termini di gestione del lavoro e delle persone, oltre che un’occasione unica per appassionarmi al mondo del caffè. Dopo 14 anni, Matteo Colzani ha deciso di lasciare il mondo del bar e dedicarsi alla formazione, in particolare a quella dei ragazzi in una scuola alberghiera a Monza. “Da anni sono molto legato all’Istituto Espresso Italiano e ho frequentato corsi e partecipato a tante sessioni di assaggi di espresso è quindi per me un vanto partecipare alla gara, ecco perché ho deciso anche quest’anno, il terzo per me, di ricandidarmi tra i partecipanti l’anno scorso aver partecipato alla finale internazionale è stata un’esperienza unica. Spero di poterci partecipare ancora quest’anno” ha detto in occasione della vittoria il giovane barista. Elisabetta Milani, responsabile marketing e comunicazione Caffè Milani ha chiuso la giornata con questa riflessione. “Per noi di Caffè Milani ospitare un evento come questo ha un significato profondo. Crediamo fermamente che valorizzare la professionalità degli operatori sia essenziale per tutta la filiera: sono proprio i baristi, infatti, a chiudere il cerchio, portando in tazza il risultato finale del lavoro di molti. Il loro tocco, la loro competenza e sensibilità fanno la differenza. Organizzare Espresso Italiano Champion è anche un’opportunità preziosa per dialogare direttamente con i baristi, ascoltare le loro esigenze, capire i loro desideri e costruire insieme un futuro del caffè sempre più consapevole e orientato all’eccellenza”.

A chiudere questa prima tornata di selezioni quella del 14 maggio a Sassari presso Altogusto. Ad aggiudicarsi il passaggio alla finalissima tra 9 concorrenti è stata la cagliaritana Carla Fozzi. Carla lavora in questo settore da giovanissima, a 40 anni vanta già un’esperienza ventennale; ha partecipato due volte a questa competizione supportata da tutto lo staff del locale in cui lavora e dalla titolare. Le parole di Carla Fozzi subito dopo la vittoria: “Ancora non ci credo, ho lavorato molto per questa prova perché, dopo lo scorso anno volevo farmi trovare preparata. Quest’anno il livello era molto alto e questo è ancora di più motivo di orgoglio per me! Adesso continuerò a lavorare duro per le finali nazionali!”.

Sostenibile e di qualità: così la Gen Z vuole il caffè

Le tendenze del consumo in una survey dell’Istituto Espresso Italiano: apprezzato anche dai teenager, l’espresso non è soltanto una tazzina, ma mette insieme valori etici e di socialità

Di qualità e sostenibile. Se adulti e adolescenti sono accomunati da un’unica grande passione italica, il caffè espresso al bar, per i giovani questo rito assume oggi anche una forte valenza di socialità legata da valori quali la sostenibilità, senza prescindere dalla qualità. Mode, tendenze e consumi dell’espresso sono stati argomenti al centro della survey voluta dall’Istituto Espresso Italiano e condotta dal prof. Furio Camillo con Sylla che ha coinvolto consumatori (adulti e Gen Z) e baristi, con l’obiettivo di comprendere le loro preferenze e motivazioni.

Il consumatore è al centro del nostro interesse perché è l’ultimo anello della catena, colui che con la sua scelta continua ripaga tutta la filiera – spiega il presidente dell’Istituto Espresso Italiano, Luigi Morello – e mai come in questo momento, con l’elevato costo della materia prima il consumatore deve essere consapevole delle scelte e di quello che riceve”. “Dalla ricerca emerge chiaramente una tendenza, espressa dai giovani, oltre alla qualità della bevanda è fondamentale la qualità del locale che deve essere in grado di accogliere, creare relazioni confortevoli – continua Morello che aggiunge – altro aspetto fondamentale il barista che deve essere maggiormente valorizzato all’interno di un locale moderno, oltre a poter garantire il servizio e deve essere in grado di comunicare il proprio sapere. La conoscenza se non è espressa con la comunicazione è fine a sé stessa, questo perché il consumatore moderno ed evoluto si aspetta accoglienza, informazione e formazione e questo i giovani lo hanno espresso molto chiaramente”.

Sostenibilità, un vero must per i giovani. Che va oltre la pubblicità. Gli adolescenti hanno mostrato un livello medio di interesse per prodotti di caffè più sostenibili, con un punteggio medio di 7,34 su 10. La ricerca, realizzata grazie al coinvolgimento del panel Webboh Lab che raccoglie adolescenti italiani, suggerisce che c’è una sensibilità crescente verso temi ambientali, anche tra i più giovani. Una tendenza che si riflette sulla scarsa influenza che hanno la pubblicità e il branding. Rispetto ai consumatori adulti, gli adolescenti non sono particolarmente influenzati dalla notorietà dei marchi o dalla pubblicità, ma il tema della sostenibilità emerge come uno dei pochi aspetti in grado di catturare il loro interesse. Tuttavia, però, c’è un coinvolgimento ridotto nei corsi di approfondimento. Soltanto il 32% degli adolescenti si dichiara interessato a frequentare corsi sul caffè, inclusi temi di sostenibilità. Aspetto questo che può rappresentare un’opportunità per educare le nuove generazioni su scelte di consumo più consapevoli.
La ricerca ha indagato le dinamiche di consumo, le specifiche abitudini e le percezioni di tre gruppi distinti: i consumatori adulti, gli adolescenti e i baristi. Ne è venuta fuori una fotografia nella quale caffè non è soltanto una bevanda, ma un piacere a 360 gradi che caratterizza il modo di vivere la giornata degli italiani.

I giovani e la tazzina. Il gradimento generale del caffè da parte degli italiani è trasversale anche se l’apprezzamento è leggermente più alto, 8,6, tra gli adulti che non tra gli adolescenti, 6,9. Questo gap evidenzia come il caffè rappresenti un’abitudine più consolidata negli adulti rispetto ai più giovani, quelli della GenZ under 18 Si tratta di un risultato comunque significativo e incoraggiante dal momento che i teenager frequentano poco il bar: il 7% ci va tutti i giorni e quasi ii 15% almeno una volta a settimana.

La tendenza de teen-ager. Il bar mantiene negli anni il proprio valore di luogo di socialità. I giovani oggi cercano locali confortevoli per relazionarsi, prodotti sostenibili e un prezzo accessibile.

Quali sono i gusti dei giovani. Per gli adolescenti, come lo è per gli adulti, la qualità del caffè è il principale driver di scelta di un bar: 73,9%. I GenZ under18 preferiscono locali comodi dove trascorrere del tempo, danno importanza alla relazione coni il barista, 12%) e nella scelta si lasciano influenzare più dai consigli di parenti e amici che da pubblicità o influencer. Tra tutti i fattori, tuttavia, il barista resta una leva potenziale da sfruttare visto il voto di importanza, 7,08, di questa figura nell’esperienza che si vive al bar.

Chi sono i consumatori di espresso. La ricerca ha evidenziato e diviso in sette cluster i vari tipi di consumatori. Gli esteti solitari Apprezzano la qualità e l’atmosfera del bar ma senza un forte coinvolgimento sociale, i frequentatori disinteressati (frequentano il bar come parte della routine ma senza particolari legami con l’esperienza), i socializzatori pratici (vedono il bar come un luogo di socializzazione, senza dare troppa importanza alla qualità del caffè), gli esploratori di gusto (amano sperimentare nuove varietà di caffè e attribuiscono grande importanza alla qualità), gli amanti della qualità riflessivi (apprezzano la qualità del caffè ma senza associarlo a energia o concentrazione), gli energici individualisti (vedono il caffè come parte del proprio stile di vita, associato a energia e piacere personale) e infine, gli addicted del caffè (forte passione per il caffè, considerato parte integrante della loro cultura e stile di vita).
In particolare, gli Esploratori di Gusto (27%) sono consumatori che amano sperimentare nuove varietà di caffè e attribuiscono grande importanza alla qualità. Sono persone curiose, sempre alla ricerca di esperienze sensoriali uniche. Per loro, il caffè è molto più di una semplice bevanda: è una forma d’arte.
E poi ci sono Energici Individualisti (16%). Per loro il caffè è una fonte di energia e uno stile di vita. Lo vedono come un elemento personale, legato alla propria identità e al proprio ritmo quotidiano, più che alla qualità tradizionale. Questo cluster rappresenta un gruppo di consumatori dinamici e moderni, sempre in movimento.

La sostenibilità e socialità, due valore chiave per il consumatore di caffè. Se è un must per i giovani, la sostenibilità è un fattore in crescita. Questa tendenza può essere sfruttata non solo per attrarre consumatori già sensibili al tema, ma anche per educare e ispirare cluster meno attenti, come i Socializzatori Pratici. Importante è anche il vedere il bar come esperienza sociale e individuale: i consumatori del cluster socializzatori pratici vedono il bar come uno spazio di interazione sociale più che un luogo di degustazione. Ma c’è anche da dire che da non sottovalutare sono la sfida del prezzo e della varietà. Come cruciale è il ruolo del barista nell’esperienza del caffè per alcuni cluster, come gli addicted del caffè, che valorizzano la relazione personale e l’interazione.
La ricerca ha inoltre chiarito le caratteristiche del bar ideale per il consumatore e che saranno considerate e implementate nella certificazione dei locali che IEI intraprende da 27 anni.

Informazione e formazione nell’espresso italiano: arriva “IEI Connect: Webinar”, il ciclo di incontri con gli esperti

Dopo il successo di partecipazione di IEI Connect 2024, svoltosi lo scorso 26 novembre a Milano, l’Istituto Espresso Italiano (IEI) ha deciso di estendere online i temi trattati nell’occasione dando vita a “IEI Connect: Webinar”. Si tratta di un ciclo di quattro appuntamenti nei quali saranno affrontati temi vari legati all’espresso italiano e raccontati da alcuni relatori d’eccezione. La partecipazione sarà gratuita, previa registrazione, e usufruibile da piattaforma Zoom.

Primo appuntamento in programma per il 9 gennaio 2025 alle ore 15 con “Caffè, cultura e consumi in Italia: un’analisi psicografica tra baristi e consumatori” a cura del Prof. Furio Camillo, dell’Università di Bologna, che proprio per conto di IEI ha curato una ricerca di mercato inedita, realizzata da Sylla con l’obiettivo di analizzare i bisogni del barista e quelli del consumatore. Un tema molto attuale di cui il Prof. Camillo parlerà sollecitato dalle domande del Presidente del Comitato Scientifico dell’Istituto Espresso Italiano (IEI), il prof. Luigi Odello.

Il ciclo dei webinar proseguirà poi il 17 gennaio alle ore 15 con l’incontro dal titolo “Stato dell’arte e prospettive future per la generazione di valore lungo la filiera del caffè”. Anche in questo caso il prof. Luigi Odello animerà il dialogo con le professoresse Francesca Venturi e Isabella Taglieri dell’Università di Pisa, le quali in occasione di IEI Connect 2024 hanno presentato una ricerca che pone in evidenza come l’analisi strumentale possa consentire di aumentare la marginalità del caffè e quindi ottimizzare il prezzo del prodotto. Il 29 gennaio alle ore 15 sarà invece la volta di Kaori Ito, direttrice di Carpigiani Gelato University, con la best practice su come progettare e promuovere la formazione B2B a livello internazionale, dalla fase dell’individuazione dei partner da coinvolgere fino all’erogazione dei contenuti, che sempre con il prof. Odello parlerà de “L’evoluzione della formazione nel segmento del gelato artigianale”. Ultimo appuntamento in programma è quello del 26 febbraio alle ore 15 sulle “Nuove frontiere legali: tecnologia 5.0 al servizio del recupero dei crediti commerciali” con l’Avv. Gianluca Massimei, CEO di NextLegal ed Equity Partner di Advant Nctm, dedicato al delicatissimo tema di recupero dei crediti, un’attività che ha assunto una rilevanza sempre maggiore per molte aziende del settore. Il suo interlocutore sarà in questo caso il direttore di IEI, il prof. Gian Paolo Braceschi.

La partecipazione ai webinar è gratuita ed è possibile effettuarla a questo link: https://forms.gle/bHPR85ybCjnFaLra8
Per chi desiderasse conoscere i protagonisti dei webinar IEI ha realizzato una serie di brevi video-interviste che è possibile guardare su YouTube.

L’identikit del consumatore di caffè in Italia: qualità, piacere personale, ma anche momento di socialità

Il caffè al bar ha una forte componente di socialità. Questo è il valore preponderante, oltre a vivere il piacere di gustare un prodotto di qualità. Di caffè, cultura e consumi in Italia se ne è occupata la survey voluta dall’Istituto Espresso Italiano e condotta da Furio Camillo con Sylla che ha coinvolto consumatori (adulti e GenZ) e baristi, con l’obiettivo di comprendere le loro preferenze e motivazioni.
La ricerca ha permesso di indagare le dinamiche di consumo di tre gruppi distinti: i consumatori adulti, gli adolescenti e i baristi, ciascuno con specifiche abitudini e percezioni. Quello che è emerso è la conferma che Il caffè non è solo una bevanda, ma è un’esperienza che coinvolge i sensi, rappresenta un momento di connessione sociale e riflessione personale ed è profondamente radicato nella cultura italiana.

Da circa 30 anni IEI investe sulla certificazione di prodotto, un modello che a sua volta nasce da oltre 70mila test in tutto il mondo – spiega Luigi Morello, presidente dell’Istituto Espresso Italiano – l’indagine di oggi conferma che qualità si traduce nel piacere sensoriale per il 73% degli intervistati, ecco dunque una conferma all’impegno di IEI nel cercare di migliorare sempre di più la qualità di prodotto offerta dalle aziende italiane dell’espresso e di promuovere l’analisi sensoriale anche ai baristi”.

L’espresso al bar vale 8,6 voti su 10. Se non è una notizia l’apprezzamento tra gli adulti che si è rivelato altissimo, 8,6%, il dato che è emerso rappresenta un ottimo risultato anche tra giovani della GenZ under 18 che valutano l’importanza a 6,9. Risultato significativo e incoraggiante considerando che del segmento dei teen ager, pur frequentando poco il bar, il 7% ci va tutti i giorni e quasi ii 15% almeno una volta a settimana. Cosa cercano? Locali confortevoli per relazionarsi, prodotti sostenibili e un prezzo accessibile. “I giovani italiani, in particolare, non cercano più solo un caffè che li svegli al mattino, ma desiderano un caffè che li faccia sentire parte di qualcosa di autentico, che trasmetta passione e tradizione. Questo è il caffè che fa la differenza,” aggiunge Alfonso Brunetti, direttore di ricerca di Sylla.

Fattori decisivi nella scelta. Per entrambi i target, adulti e adolescenti, la qualità del caffè è il principale driver di scelta di un bar, 73,9%. Tuttavia, gli adulti attribuiscono maggiore importanza alla professionalità del barista (7 su 10), mentre i GenZ under18 preferiscono locali comodi dove trascorrere del tempo. Nelle scelte, tuttavia, sia adulti che under18 si lasciano influenzare più dai consigli di parenti e amici che da pubblicità o influencer. La relazione con il barista, pur importante, ha un impatto basso sugli adulti (8%) come fattore di influenza dell’acquisto di caffè ma di sicuro il barista resta una leva potenziale da sfruttare visto il voto di importanza, 7,08, di questa figura nell’esperienza che si vive al bar.

Chi sono i consumatori di espresso. La ricerca ha evidenziato e diviso in sette cluster i vari tipi di consumatori:

  • Gli esteti solitari – Persone che apprezzano la qualità e l’atmosfera del bar ma senza un forte coinvolgimento sociale.
  • I frequentatori disinteressati – Individui che frequentano il bar come parte della routine ma senza particolari legami con l’esperienza.
  • I socializzatori pratici – Persone che vedono il bar come un luogo di socializzazione, senza dare troppa importanza alla qualità del caffè.
  • Gli esploratori di gusto – Individui che amano sperimentare nuove varietà di caffè e attribuiscono grande importanza alla qualità
  • Gli amanti della qualità riflessivi – Persone che apprezzano la qualità del caffè ma senza associarlo a energia o concentrazione
  • Gli energici individualisti – Persone che vedono il caffè come parte del proprio stile di vita, associato a energia e piacere personale
  • Gli addicted del caffè – Individui con una forte passione per il caffè, considerato parte integrante della loro cultura e stile di vita

Gli Esploratori di Gusto possono essere i clienti ideali per i Puristi della Qualità, mentre gli Energici Individualisti potrebbero apprezzare l’approccio innovativo e responsabile dei Sostenibili. “Il caffè è molto più di una semplice bevanda. È un ingrediente che alimenta i concetti e i momenti di convivialità, ma anche un pilastro della qualità che i consumatori giovani cercano in tutto ciò che scelgono“, afferma Furio Camillo, il responsabile scientifico di Sylla, l’Istituito di ricerca che ha realizzato per conto di IEI la ricerca in questione. “Non si tratta solo di caffeina, ma di un’emozione che nasce dal sapore ricco e intenso, dalla qualità del chicco che ti dà quella spinta ‘buona’ che rende ogni sorso un’esperienza unica.

La sostenibilità, valore gradito dal consumatore. Uno degli aspetti che derivano dai cluster è legato alla valorizzazione della sostenibilità che ebbene sia un criterio primario per una minoranza, la sostenibilità è una tematica in crescita. Questa tendenza può essere sfruttata non solo per attrarre consumatori già sensibili al tema, ma anche per educare e ispirare cluster meno attenti, come i Socializzatori Pratici. Fra i giovani under18 è un fattore importante. Importante è anche il vedere il bar come esperienza sociale e individuale: I consumatori del cluster socializzatori pratici vedono il bar come uno spazio di interazione sociale più che un luogo di degustazione. Ma c’è anche da dire che da non sottovalutare sono la sfida del prezzo e della varietà. Come cruciale è il ruolo del barista nell’esperienza del caffè per alcuni cluster, come gli addicted del caffè, che valorizzano la relazione personale e l’interazione. In estrema sintesi, questa ricerca ha dimostrato come i consumatori siano sensibili e interessati all’argomento e abbiano idee chiare in proposito. La ricerca ha inoltre chiarito le caratteristiche del bar ideale per il consumatore e che saranno considerate e implementate nella certificazione dei locali che IEI intraprende da 27 anni.

IEI Connect 2024 presenta la ricerca esclusiva su baristi e consumatori

Il 26 novembre a Milano l’Istituto Espresso Italiano (IEI) torna come ogni anno con un momento di approfondimento su costi, qualità e tendenze del mercato del caffè. Nella stessa giornata anche la finale internazionale di Espresso Italiano Champion 2024.

Il presidente Luigi Morello: «Anche quest’anno la parola chiave è condivisione. In questa edizione vogliamo esprimere le nostre idee, aspirazioni e ricerche per creare sinergie in un comparto in divenire»

Doppia sfida per l’espresso italiano che il 26 novembre a Milano si mette in gioco con IEI Connect 2024 e con Espresso Italiano Champion. Un doppio appuntamento che si terrà all’Hotel Gallia con, appunto, una giornata dedicata a focus e approfondimenti sul mercato interno ed estero, e alla gara tra i finalisti di internazionali di Espresso Italiano Champion 2024. «IEI ha nel suo DNA il collegamento e supporto a tutta la filiera del caffè ed è per questo che abbiamo unito la gara internazionale, momento topico per i baristi di tutto il mondo, all’interno del forum dove affronteremo i temi sfidanti del settore e condivideremo gli esiti di alcune ricerche scientifiche e indagini di mercato», anticipa il presidente dell’Istituto Espresso Italiano (IEI), Luigi Morello.

IEI Connect: il caffè tra prezzi, logistica, e scelte di gusto. L’edizione 2024 di IEI Connect sarà un momento di confronto di idee e di ricerca di stimoli su temi che riguardano diversi ambiti del settore del caffè. Il professor Furio Camillo dell’Università di Bologna presenterà una ricerca di mercato inedita, realizzata Sylla in esclusiva per IEI, che analizza i bisogni del barista e quelli del consumatore. Nella stessa occasione sarà presentata dalle professoresse Francesca Venturi e Isabella Taglieri dell’Università di Pisa una ricerca che pone in evidenza come l’analisi strumentale possa consentire di aumentare la marginalità del caffè e quindi ottimizzare il prezzo del prodotto. Infine, Kaori Ito, direttrice di Carpigiani Gelato University, la best practice su come progettare e promuovere la formazione B2B a livello internazionale, dalla fase dell’individuazione dei partner da coinvolgere fino all’erogazione dei contenuti. Inoltre, un intervento specifico dell’Avv. Gianluca Massimei, CEO di NextLegal ed Equity Partner di Advant Nctm, dedicato al delicatissimo tema di recupero dei crediti, un’attività che ha assunto una rilevanza sempre maggiore per molte aziende del settore. La giornata proseguirà con un talk di confronto con paesi di origine, crudisti e operatori sul tema del caffè verde, dei prezzi, della logistica, delle logiche che stanno regolando il mercato attuale. Protagonisti del talk anche i rappresentanti di IEI Next, il gruppo dei giovani professionisti voluto da IEI proprio per comprendere meglio la visione della generazione che sta acquisendo un ruolo di sempre maggiore responsabilità nelle aziende del caffè. “L’Istituto Espresso Italiano nacque su basi scientifiche puntando sull’innovazione dell’intera filiera del caffè – commenta il prof. Luigi Odello, direttore del comitato scientifico di IEI – in IEI Connect 2024 abbiamo voluto mettere basi sullo sviluppo del settore toccando i cinque punti critici che in questo momento ne pregiudicano la crescita”.

La gara internazionale Espresso Italiano Champion 2024. Sarà l’evento nell’evento con la finale internazionale della gara che da anni coinvolge centinaia di baristi che desiderano mettersi alla prova con i simboli della caffetteria italiana: espresso e cappuccino. La gara vedrà anche la partecipazione della campionessa 2023, la coreana Song Hye Jin, prima professionista donna ad aggiudicarsi il titolo internazionale di Espresso Italiano Champion nel 2023 che consegnerò il titolo al nuovo International Winner. Per la prima volta sia la macchina per espresso sia i macinadosatori saranno fornite da La San Marco. “La San Marco è orgogliosa di essere partner tecnico di Espresso Italiano Champion, una grande opportunità di formazione e confronto tra baristi di diversi paesi. Ritengo che questo campionato internazionale sia essenziale per promuovere nel mondo la qualità e il rito di una bevanda simbolo del made in Italy. Per questa occasione, La San Marco ha messo a disposizione i suoi modelli di punta con l’auspicio che tutti i pretendenti al titolo di Espresso Italiano Champion 2024 possano esprimere al meglio le loro competenze e abilità”, spiega Roberto Nocera, general manager dell’azienda.