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Espresso: asse Vietnam-Italia per la connessione tra la produzione di caffè verde vietnamita e l’industria italiana

Si è svolto a Torino il 9 ottobre il primo “Forum di Connessione Vietnam-Italia tra le industrie del caffè” dall’Ambasciata del Vietnam in Italia, con l’Ambasciatore Duong Hai Hung, supportato anche da IIAC – International Institute of Coffee Tasters, che ha portato nel nostro paese una delegazione di produttori rappresentati più del 50% dell’export di caffè verde vietnamita. Un evento che ha permesso ai professionisti italiani e vietnamiti di confrontarsi sui temi della produzione, del prezzo, degli sbocchi commerciali e della qualità richiesta dal mercato italiano. Tra i partner presenti all’iniziativa anche l’Istituto Espresso Italiano (IEI) che in particolare, con il suo presidente, Luigi Morello, ha animato il dibattito con la moderazione degli interventi. “Sono stato onorato di presiedere e moderare questo evento dove sono stati trattati importanti temi come la sostenibilità dei coltivatori, la qualità delle produzioni, i bisogni reciproci dei player di entrambi i paesi e naturalmente le problematiche del prezzo dovute alla situazione logistica e geopolitica – spiega il Presidente dell’Istituto Espresso Italiano, Luigi Morello – il mondo del caffè sta vivendo un momento unico della sua storia recente e come IEI stiamo cercando di essere presenti, di sensibilizzare e coinvolgere tutti i soci offrendo occasioni di incontro e confronto su temi attuali”.

Il Vietnam è il secondo produttore mondiale di caffè e il secondo esportatore di materia prima per l’Italia. Durante il forum, le autorità di Vicofa (Vietnam Coffee and Cocoa Association) e i rappresentanti delle diverse aziende hanno dimostrato di volere approfondire il mondo dell’espresso italiano. In particolare, è emersa la loro consapevolezza sulla specificità di questo prodotto che pone la nostra economia del caffè in una posizione sostanzialmente diversa da quelle di altri paesi nel mondo. “È stato un piacere condividere anche questa occasione con varie organizzazioni e player del settore perché è fondamentale riuscire a fare sistema e sfruttare tutte le sinergie possibili a favore del settore – prosegue Morello – siamo convinti che avvicinando il mondo dei produttori anche di questo paese a tutte le torrefazioni contribuisca ad aumentare la qualità in tazza dei nostri caffè e fare in modo che il consumatore possa ricevere espressi sempre migliori”.

Il convegno è stato concluso con la promessa da parte di tutti che questo sarà il primo di una serie di incontri che serviranno ad avvicinare i player dei due paesi per fare in modo che si comprendano meglio le necessità e le possibilità di collaborazione. Abbiamo condiviso quanto sia importante la formazione per i coltivatori, i tecnici di filiera e tutta la filiera e ipotizzato piani per il futuro.

Giornata Internazionale del Caffè: il primo ottobre si è celebrato uno dei prodotti più consumati al mondo

Dalla sostenibilità, anche economica, delle aziende, alla certificazione dei locali, fino al massimo coinvolgimento del consumatore finale. Le riflessioni dell’Istituto Espresso Italiano (IEI) nella giornata in cui si celebra il caffè

Ecco alcune iniziative promosse dai soci dell’Istituto Espresso Italiano.

Il primo ottobre si è celebrato in tutto il mondo la Giornata internazionale del caffè, una iniziativa nata nel 2015 e che ogni anno vede promuovere iniziative a partire proprio dalle aziende della filiera. Non potevano mancare i programmi delle aziende che fanno capo all’Istituto Espresso Italiano, una realtà che in Italia raccoglie decine di imprese rappresentando un fatturato di oltre 700 milioni di euro. “Consideriamo questa giornata come l’inizio dell’anno caffeicolo e il nostro programma strategico prevede tre direttrici a partire da una spinta commerciale verso i nuovi soci, certificazione dei locali coinvolgimento del consumatore unico discriminatore del settore – spiega il Presidente di IEI, Luigi Morello – i nostri soci hanno utilizzato questi ultimi anni difficili oltre che per creare efficienza e cercare di ridurre i costi non strategici per contenere il più possibile l’aumento dei prezzi al mercato, anche se in futuro sarà indispensabile ritoccare i listini senza dimenticare che le imprese del settore continuano a investire sulla sostenibilità come ha dimostrato tra l’altro una nostra recente ricerca”.

A proposito di sostenibilità, la recente indagine condotta da IEI sui propri associati, sottolinea per esempio che circa l’impatto ambientale, il 54.6% delle imprese guardino ad una gestione sostenibile delle risorse naturali, tra cui l’acqua, l’energia e i vari materiali. Stessa percentuale, 54,6%, opta per la gestione dei rifiuti o dei prodotti di scarto attuata attraverso la promozione del riciclaggio e la riduzione stessa del rifiuto, oltre ad aumentare e implementare la collaborazione con le società per il riutilizzo. Seguono poi, con quasi il 35%, sia l’abbattimento delle emissioni di gas serra, sia l’utilizzo di attrezzature di nuova generazione.

Obiettivo della giornata, per l’Istituto Espresso Italiano, è stato anche quello di continuare a valorizzare l’espresso, e il caffè in generale, come prodotto di alta qualità e anche per questo IEI collabora con il Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale con il quale condivide anche la candidatura dell’espresso a patrimonio Unesco. “Con queste azioni vogliamo far capire al mercato, ma in particolare al consumatore finale, che il prezzo è funzione della qualità e pertanto non bisogna trincerarsi dietro a un prezzo fisso (a volte eccessivo per un caffè di scarsa qualità) – prosegue il presidente di IEI, Luigi Morello – nel corso di questi mesi ci siamo impegnati a rilasciare interviste ai quotidiani nazionali e internazionali per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi e come Istituto continueremo a farlo, anche attraverso occasioni come questa della Giornata internazionale del caffè”.

I programmi delle aziende di IEI nella Giornata internazionale del caffè. IMS, insieme all’altro brand aziendale, E&B Lab, ha colto l’occasione per lanciare sui social il programma ‘ask the expert’: le domande dei consumatori arriveranno tramite Instagram e gli esperti risponderanno con brevi video o in forma testuale. La San Marco ha proposto invece un open day con una visita guidata gratuita dell’azienda di Gradisca d’Isonzo e un espresso offerto ai partecipanti per riattivare la tradizione del caffè sospeso. Essse Caffè – La Spaziale ha puntato sui giovani con un evento dal titolo “Giovani e caffè: l’energia del futuro in ogni tazza” in programma all’Istituto Alberghiero Veronelli di Casalecchio di Reno (Bo). Caffè Milani invece ha lanciato il format on line “Viaggio nel tempo: Caffè Milani racconta la storia del caffè in 6 tappe”. Si tratta di una campagna social in cui ogni giorno della settimana rappresenta un momento nella storia del caffè, permettendo al pubblico di apprezzare non solo la bevanda, ma anche il suo impatto culturale e innovativo nel corso dei secoli. La Genovese ha proposto infine un Open Day di tostatura presso la Micro Roastery Coffee Storming alle ore 15 del primo ottobre per dare visibilità al processo che c’è dietro al prodotto finale che i nostri consumatori bevono poi in tazza.

Se il coffee lover diventa “home barista” a casa sua con le macchine da caffè semi-professionali

Un tempo in casa c’era la moka e il rito del caffè al mattino con i ritmi, l’aroma che si spargeva per casa, i tempi a scandire l’inizio della giornata. Oggi il piacere è in una tazzina di espresso preparata con una macchina che replica, nel suo piccolo, quelle di un bar. Il tutto utilizzando miscele particolari, magari frutto della ricerca personale, per individuare quella che meglio soddisfa il gusto di ognuno. È la nuova frontiera che rileva una indagine che l’Istituto Espresso Italiano (IEI), ha condotto su un campione dei propri soci su quelle che sono le tendenze del momento.

«Questa tendenza che si è consolidata da anni in molti paesi esteri, trova i suoi esempi più significativi in Germania e negli Stati Uniti, dove il consumo di caffè di alta qualità a casa, insieme all’acquisto di attrezzature specializzate, è notevolmente elevato – commenta Luigi Morello, presidente di IEI – in Germania e negli Stati Uniti, l’adozione di tecnologie avanzate e una cultura fortemente orientata verso la qualità del caffè hanno accelerato questo fenomeno. In Italia, sebbene il ritmo di crescita sia più graduale, il crescente interesse dei consumatori è chiaramente evidente, come dimostra la nostra ricerca. Oggi, i consumatori italiani possono scegliere tra una gamma di opzioni per il caffè a casa che spesso supera in varietà e qualità quelle disponibili nei bar».

Dal design alla semplicità di utilizzo, una tendenza che cresce. Per Carles Gonzales, coffee competence & product manager di Rancilio Group «la nostra azienda attribuisce grande importanza all’utilizzo delle macchine semi-professionali, riconoscendo il crescente interesse dei consumatori verso la preparazione di un caffè di qualità anche a casa. Nonostante un leggero rallentamento recente, l’interesse per le macchine semi-professionali e per diventare home baristi rimane forte e stabile». «Design moderno e facilità d’uso per rendere l’esperienza piacevole e accessibile a tutti», sono, per Gonzales, le caratteristiche fondamentali di una macchina casalinga insieme a «una stabilità termica continua, fondamentale per estrarre un espresso perfetto, ricco di aroma e gusto». A questo si somma il fatto che «i coffee lover possono utilizzare il caffè che più apprezzano», magari frutto di una personale sperimentazione e «la degustazione di diverse miscele e mono-origini sono fondamentali per scoprire il caffè che soddisfa maggiormente i gusti di ciascun consumatore».

«Tra i nostri soci – ancora Luigi Morello – anche le aziende di attrezzature hanno sviluppato prodotti semi-professionali di altissimo livello, sia in design che in prestazioni, per soddisfare i veri appassionati di caffè. Questi prodotti rappresentano vere eccellenze e sono utilizzati dai produttori per promuovere e diffondere il loro brand nei canali B2C e Office, contribuendo a educare i consumatori e a valorizzare l’esperienza del caffè».

La ricerca della miscela perfetta. Elisabetta Milani di Caffè Milani punta l’attenzione sul fatto che la tendenza sia legata proprio ad una questione di gusto. «Gli espresso più amati dai coffee lover sono i grani: macinati, estratti e degustati al momento. Senza dubbio questa modalità di consumo è quella più consigliata da noi torrefattori perché consente di avere un espresso a casa al massimo delle sue potenzialità organolettiche. Ultimamente vengono privilegiati i pacchetti in grani di piccoli o medi formati che garantiscono freschezza, praticità e permettono di testare diverse miscele o singole origini ed esplorare diverse note aromatiche». Ma quello che è importante, è che una macchina semi-professionale debba avere la certificazione. «È necessaria e importante per i prodotti destinati al cliente, come garanzia di qualità e attenzione da parte dell’azienda produttrice. Quel che conta però è che la certificazione in sé è efficace solo se comunicata, spiegata, conosciuta e riconosciuta dal consumatore finale».

L’home barista e la tendenza di replicare l’espresso a casa. Per Agata Segafredo, communication manager di Essse Caffè, il legame miscela, macchina, barista, può essere vissuto anche a casa. «Il caffè fatto con una macchina semi-professionale è un prodotto che, per limiti tecnologici e di valore delle attrezzature, è “parente” dell’Espresso italiano certificato del bar, ma che è in grado di offrire un’ottima alternativa domestica all’espresso». Segafredo, sottolinea anche come «abbiamo identificando due macro-categorie: il consumatore premium “mainstream” ed il consumatore “coffee radical”. Il primo è interessato ad un prodotto dallo stile tradizionale, come il classico caffè espresso del bar, con una ricerca di qualità superiore rispetto ai prodotti venduti nella grande distribuzione. Il secondo, invece, è un consumatore appassionato, che vuole sperimentare nuovi gusti, alla ricerca di proposte che abbinino la qualità garantita dall’approccio industriale di un torrefattore horeca con la distintività organolettica delle miscele»,

Anche la sostenibilità tra i motivi della scelta dell’espresso a casa. Matteo Borea (La Genovese) pone l’accento sul fatto che «le macchine semi professionali rappresentano un punto di incontro ideale tra le attrezzature professionali e quelle casalinghe, e offrono un equilibrio perfetto tra controllo, precisione e accessibilità». I motivi del successo sono da ricercarsi nel poter «replicare a casa l’alta qualità del caffè che si potrebbe trovare in una caffetteria di livello», sommato al fatto che il «crescente interesse verso le macchine semi-professionali è un indicatore di una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori riguardo alla qualità del caffè e ai processi di preparazione». C’è poi da dire che «offrono un controllo maggiore su ogni fase» e permettono «ai coffee lover di sperimentare e personalizzare le loro estrazioni». A tutto questo si somma il fatto che «questa tendenza è anche legata all’interesse crescente verso pratiche più sostenibili e consapevoli» oltre che a «perché crea un legame tra il mondo dei professionisti e gli appassionati».

Macchina performante, dal rapporto qualità-prezzo, meglio se con la certificazione dell’Istituto Espresso Italiano. Dante Monastero, sales manager di LaSanMarco, spiega che «queste macchine rappresentano un ottimo compromesso tra le esigenze di spazio e la qualità del caffè». Macchine che devono combinare diverse caratteristiche chiave tra le quali «capacità di erogare un espresso di qualità costante e controllo accurato di temperatura e pressione». Ma occorre anche «praticità come il serbatoio dell’acqua facilmente accessibile, e versatilità per le varie preparazioni». Quanto non va poi trascurato è sia «un buon rapporto qualità-prezzo, visto che si tratta di un investimento per gli appassionati». Sia anche «la certificazione di IEI in quanto garantisce che la macchina soddisfi gli standard di qualità necessari per produrre un autentico espresso italiano, di alta qualità, paragonabile a quello servito nei migliori bar». Tutto questo corredato da miscele con una «tendenza verso profili di tostatura che esaltano le caratteristiche uniche di ogni origine, bilanciate che offrono un gusto ricco e complesso».

«Sono fermamente convinto che avere la possibilità di gustare un caffè di alta qualità a casa o in ufficio non solo arricchisce l’esperienza personale, ma può anche sensibilizzare i consumatori a una maggiore attenzione e apprezzamento della qualità del caffè che si trova nei bar», conclude il presidente di IEI, Luigi Morello.

Gestione Risorse, riciclo e coinvolgimento di stakeholder: così la filiera dell’espresso guarda alla sostenibilità

Luigi Morello, Presidente di IEI

La sostenibilità è il faro che guida gli investimenti in progetti di sviluppo delle aziende della filiera dell’espresso che aderiscono all’Istituto Espresso Italiano (IEI). Utilizzo sostenibile delle risorse e riciclo della materia di scarto, i due capisaldi delle aziende. Dall’indagine recentemente condotta da IEI sui propri associati, emerge per esempio che circa l’impatto ambientale, il 54.6% delle imprese guardino ad una gestione sostenibile delle risorse naturali, tra cui l’acqua, l’energia e i vari materiali. Stessa percentuale, 54,6%, opta per la gestione dei rifiuti o dei prodotti di scarto attuata attraverso la promozione del riciclaggio e la riduzione stessa del rifiuto, oltre ad aumentare e implementare la collaborazione con le società per il riutilizzo. Seguono poi, con quasi il 35%, sia l’abbattimento delle emissioni di gas serra, sia l’utilizzo di attrezzature di nuova generazione.

I risultati della nostra indagine dimostrano come le aziende della filiera, aderenti all’Istituto Espresso Italiano, siano fortemente impegnate nella gestione sostenibile delle risorse e nella riduzione dell’impatto ambientale – spiega il Presidente di IEI, Luigi Morello – questo impegno non solo migliora la resilienza e la competitività delle imprese, ma contribuisce anche a un futuro più responsabile per tutti”.

Quali investimenti per la sostenibilità. Su quale tipo di investimenti in sostenibilità siano stati fatti negli ultimi cinque anni, la maggior parte delle imprese afferma di aver acquistato nuovi macchinari per seguire e anticipare trend di mercato ed effettuato scouting tecnologico dei materiali di imballaggio, progettazione di nuove macchine a capsule compostabili oltre alla certificazione di cialde o capsule compostabili. Questo perché l’80% delle realtà prese in esame da IEI, ha investito, e continua a farlo, in ricerca e sviluppo per migliorare la resilienza e competitività. Negli ultimi 20 anni, poi, quasi tutte le imprese hanno abbattuto del 70% i quantitativi di gas inquinanti. A questo si somma il fatto che l’63,7% delle aziende oggetto della survey ha redatto o ha in programma di farlo, il bilancio di sostenibilità. “Questi investimenti dimostrano chiaramente che le nostre aziende non solo si adattano ai cambiamenti del mercato, ma li anticipano, guidando l’innovazione e la sostenibilità nel settore dell’espresso. La nostra dedizione alla ricerca e sviluppo è la chiave per un futuro più sostenibile e competitivo”, aggiunge Morello.

La sostenibilità è anche sociale. Se contiamo poi che uno dei tre pillar della sostenibilità è rappresentato dal sociale, il 90% delle imprese prende parte a iniziative di beneficenza e partecipa a iniziative locali o globali. Inoltre, il 40%, difende la diversità e favorisce l’inclusione e, ancora il 40%, incentiva il rispetto dei diritti umani lungo tutta la catena di approvvigionamento. “L’attenzione alla sostenibilità sociale è altrettanto fondamentale. Le nostre aziende non solo partecipano attivamente a iniziative di beneficenza e promuovono la diversità e l’inclusione, ma si impegnano anche a rispettare i diritti umani lungo tutta la catena di approvvigionamento. Questo approccio integrato alla sostenibilità dimostra che il nostro settore è all’avanguardia nel creare un impatto positivo sia sull’ambiente che sulla società”, conclude il Presidente di IEI, Luigi Morello.

Infine, la filiera del caffè di IEI coinvolge gli stakeholder nei propri processi e nelle proprie scelte. Il 63,6% lo fa con la valutazione e presa in carico dei feedback dei clienti, il 54,5% con il dialogo aperto ovvero con un coinvolgimento attivo degli stakeholder nelle decisioni aziendali mentre il 36,4% attraverso la formazione con programmi portati avanti per i clienti sul risparmio di materie prime (acqua, latte, caffè) ed energia.

Espresso Italiano Champion: una finale non serve solo per fare un campione

Vi siete persi la finale italiana dell’Espresso Italiano Champion? Niente paura, recuperate guardando il video al link che non solo vi trasmette tutta l’emozione che ha assalito (termine che usiamo di proposito) i partecipanti, ma vi mostra anche i personaggi presenti in un ambiente adatto a creare relazioni. Perché una finale non serve solamente a proclamare un campione – in questo caso Nicolas Mosco al quale vanno ancora i nostri più sinceri complimenti – ma a confrontare idee, cogliere nuovi particolari sulla grandezza dell’Espresso Italiano e dell’Istituto che lo tutela e lo promuove, nonché a concludere qualche bel progetto tra colleghi, imprenditori o baristi che dir si voglia.

International Coffee Tasting 2024: 1 e 2 ottobre sessione dedicata al segmento capsule e cialde

International Coffee Tasting, il concorso organizzato da IIAC – International Institute of Coffee Tasters, ha annunciato una sessione dedicata al segmento capsule e cialde per l’edizione 2024 dell’evento. Da sempre tra i prodotti oggetto di valutazione del concorso, quest’anno capsule e cialde godranno quindi di un’attenzione speciale.

Abbiamo deciso di dedicare uno spazio apposito al segmento del caffè monoporzionato in modo da poterlo valutare in modo ancora più specifico e individuare i prodotti migliori al suo interno – ha commentato Carlo Odello, presidente IIAC – Come è noto capsule e cialde rappresentano oggi una modalità di consumo del caffè molto ben radicata ed estremamente variegata in termini di qualità, con un’ampia gamma di prodotti e di prezzi sul mercato. La nostra missione sarà come sempre individuare a valorizzare i migliori tra quelli in concorso”.

International Coffee Tasting si basa sulle rigide regole dell’analisi sensoriale. Si avvale infatti di assaggiatori che operano alla cieca, quindi senza conoscere il prodotto. Inoltre, i dati di assaggio (nel 2023 più di 120.000) sono elaborati tramite un ampio numero di strumenti statistici per valutare la loro qualità e arrivare a profili sensoriali validati statisticamente. A riprova della massima trasparenza del concorso, la formula per il calcolo del punteggio attribuito ai prodotti in gara è pubblica, disponibile sul sito di International Coffee Tasting con la spiegazione dettagliata ed esauriente del peso attribuito alle singole caratteristiche sensoriali.

International Coffee Tasting è nato con l’idea di fornire un banco di prova equo e indipendente per le torrefazioni, per dare loro la possibilità di una valutazione oggettiva dei propri prodotti e permettergli di valorizzarli e migliorarli a favore del consumatore finale – ha continuato Odello – Questo è davvero lo scopo ultimo della competizione: sostenere la competenza del settore e dei suoi professionisti. Per questo siamo tra i concorsi più selettivi del food & beverage: nel 2023 abbiamo premiato con la Gold Medal meno del 25% dei prodotti in gara”.

La sessione dedicata al segmento capsule e cialde si terrà presso Nestlé Coffee Academy presso la sede di Nestlé Italiana ad Assago (MI) nei giorni 1 e 2 ottobre.

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Andrea Marzo vince la tappa di Bologna e accede alle finalissime della competizione internazionale Espresso Italiano Champion

Andrea Marzo, dalle Marche, è il nuovo finalista dell’Espresso Italiano Champion, il campionato internazionale che vede sfidarsi i migliori baristi in prove di qualità e abilità in programma a Como dal 18 al 19 giugno. Il barista di origini tarantine, ma con un bar nelle Marche, si è aggiudicato la tappa intermedia organizzata lo scorso 31 maggio a Bologna nell’Essse Caffè Store, sede storica della torrefazione bolognese.

Il vincitore, Andrea Marzo, nato a Taranto nel 1984 poi trasferitosi nelle Marche all’età di 15 anni dove ha iniziato da subito a praticare il mestiere nel campo della ristorazione. Diplomato all’ Istituto Alberghiero di Loreto, ha accumulato diverse esperienze lavorative sempre nel settore della ristorazione. Da 14 anni lavora presso il Bar Pasticceria Gran Forno Malavolta di Altidona (FM) dove riveste il ruolo di barista. Da circa sette anni lavora con la Miscela Masini di Essse Caffè “con la quale ci troviamo molto bene perché si abbina benissimo con i nostri prodotti di pasticceria e da forno. I nostri clienti sono soddisfatti e noi siamo orgogliosi di fare parte di questa grande azienda”, ha detto il vincitore durante la premiazione.

Così Vito Campanelli, di Essse Caffè. “L’Espresso italiano Champion per Essse Caffè non rappresenta semplicemente una gara internazionale, ma un vero e proprio percorso di formazione e di crescita. Da anni investiamo tantissimo nelle selezioni che facciamo sia in Italia che all’estero e il livello dei professionisti è sempre più elevato. Cerchiamo di curare nei dettagli tutti gli aspetti che riguardano la gara: l’outfit del barista, la pulizia delle attrezzature e la qualità dell’espresso italiano e del cappuccino italiano. In un momento dove sembra non esserci più grande passione e professionalità per questo lavoro, devo riconoscere che questa competizione ci aiuta tantissimo a coinvolgere, formare e affermare baristi di grande successo in tutto il mondo. Non posso non citare le parole del nostro Presidente Francesco Segafredo rivolte ai partecipanti prima della gara: “oggi ci sarà un solo vincitore, ma nessun perdente. Che vinca il migliore”.

Espresso Italiano Champion, Luca Cellizza è il miglior barista toscano

È Luca Cellizza a raggiungere gli altri finalisti dell’Espresso Italiano Champion, il campionato internazionale che vede sfidarsi i migliori baristi in prove di qualità e abilità in programma a Como dal 18 al 19 giugno. È stato infatti il migliore tra i 7 partecipanti alla tappa intermedia della Toscana che si è svolta a Sesto Fiorentino (FI) presso la sede di Conti Valerio Srl titolare del marchio Eureka 1920.

Il vincitore, Luca Cellizza, 44 anni di età originario di Roma, attualmente ricopre la figura di barista e formatore interno presso bar caffetterie della Capitale. La prima esperienza come barista è avvenuta durante il servizio di leva. Dal 2000 poi si sono susseguite numerose esperienze sia come barista che bartender, in locali e bar romani. Dal 2015 è nata la curiosità e la vera passione verso il mondo del caffè, che lo ha portato a una continua voglia di ricerca e formazione per poter rendere la propria figura professionale sempre più aggiornata.

Siamo orgogliosi di aver ospitato un evento di tale importanza, che mette in vetrina la grande professionalità italiana nell’arte del caffè – commenta Maurizio Fiorani, managing director di Conti Valerio Srl – Non poteva esserci occasione migliore per inaugurare il nostro nuovo showroom, uno spazio polifunzionale e multimediale che abbiamo sviluppato anche per metterci nelle condizioni di ospitare eventi di questo tipo, che fanno crescere la cultura del caffè sul territorio e non solo. È una perfetta concretizzazione del rapporto che ci lega all’Istituto Espresso Italiano, che ha nella promozione di una comunità di professionisti che si conosce e si arricchisce a vicenda uno dei suoi scopi fondativi”.

Fondata nel 1920 dall’imprenditore toscano Aurelio Conti, la Conti Valerio Srl, con i marchi di punta Eureka 1920 e Eureka ORO, oggi l’azienda rappresenta l’avanguardia dei macinacaffè e macinadosatori per il canale professionale e per la casa. L’azienda di Sesto Fiorentino (FI) ha registrato nel 2022 un fatturato di 57 milioni di euro (con il brand Eureka in crescita del 10% rispetto all’anno precedente) e oltre 150.000 macinacaffè prodotti. Eureka investe il 5% del fatturato annuo in ricerca e sviluppo e conta su oltre cento dipendenti diretti, con un’età media delle risorse umane pari a trentacinque anni.

Valentina Zauli vince in Emilia-Romagna e accede alle finalissime della competizione internazionale Espresso Italiano Champion

Una nuova finalista per l’Espresso Italiano Champion, il campionato internazionale che vede sfidarsi i migliori baristi in prove di qualità e abilità in programma a Como dal 18 al 19 giugno. Si tratta di Valentina Zauli che si è aggiudicata la tappa intermedia organizzata lo scorso 29 maggio a Faenza (Ra) presso la Torrefazione Mokador.

La vincitrice, Valentina Zauli, classe 1985, nasce a Faenza e dopo aver conseguito il diploma all’Istituto d’Arte comprende che il bancone del bar con le sue molteplici sfumature creative è il luogo che vuole abitare. Può vantare un’esperienza pluridecennale nel settore che l’ha resa una motivata e performante professionista. A oggi Valentina e la sua competenza unita alla sua invidiabile accoglienza potete trovarle presso Casa Caffè Mokador di Faenza.

Ci fa molto piacere – racconta Marco Cini, che in qualità di Responsabile della Mokador Experience Academy, ha organizzato e diretto la gara – che le concorrenti che hanno partecipato con grande passione abbiamo sentito questo momento come un’occasione di accrescere la loro professionalità. È questo per noi il miglior risultato della giornata“.

L’Espresso italiano guarda al futuro tra sostenibilità, risorse umane e nuovi segmenti di mercato

Luigi Morello (Presidente IEI)

Riuso dei prodotti di scarto, sostenibilità, ricerca, ma anche attenzione al capitale umano e al consumo domestico dove la moka trova sempre meno spazio sostituita da macchine che usano caffè in grani. Sostenibilità, sguardo al consumatore di domani, formazione, ricerca. Sono solo alcune delle parole chiave che accomunano le imprese italiane che guardano al futuro, senza perdere d’occhio il passato. L’espresso italiano è infatti una grande tradizione che rende unico il modo di vivere il made in Italy nel mondo, ma con il cambiare dei tempi, anche le storiche aziende che producono quella che è una vera e propria icona italiana tengono d’occhio i cambiamenti economici e sociali.

«Il mondo del caffè sta affrontando importanti temi per il futuro, tra cui la sostenibilità, il tema delle risorse umane e l’esplorazione di nuovi segmenti di mercato. Le aziende IEI, devo dire sono molto virtuose da questo punto di vista, soprattutto sono aziende dinamiche che guardano al futuro con attenzione operando investimenti importanti anche in questi momenti difficili», la considerazione del Presidente dell’Istituto Espresso Italiano, Luigi Morello.

Vediamo nello specifico come cambia l’asset di alcune delle imprese del settore dell’espresso italiano, prese a campione da IEI in una survey interna per capire l’evoluzione delle aziende.

Capitale umano e sostenibilità ambientale. Lo evidenzia Giulio Trombetta, presidente e ceo di Caffè Costadoro, «è sempre più fondamentale un’attenzione all’ambiente con progetti di riutilizzo di alcuni scarti, uso di materiali compostabili e riciclabili, recupero dei fumi, ma c’è anche l’attenzione alle persone, a partire dai dipendenti e nel 2023 abbiamo ottenuto la certificazione B Corporation che certifica le aziende con alti standard sociali e ambientali». Continua Trombetta, «I maggiori investimenti sono sul capitale umano in azienda, oltre che sul prodotto, da nuova filosofia aziendale, che vuole essere sempre più premium e non un’esigenza specifica del consumatore».

L’economia circolare dell’espresso: fondi di caffè riutilizzati in partnership con un lanificio per creare colori naturali. Cambiamenti anche in casa Dersut dove, spiega la marketing manager Giulia Caballini «dal 2021 abbiamo intrapreso un percorso che coinvolge in particolare il reparto produzione, per migliorare gli aspetti tecnico – organizzativi ma soprattutto la comunicazione tra colleghi e lo spirito di squadra». L’attenzione principale di Dersut è poi rivolta alla sostenibilità. «Abbiamo presentato due bilanci di sostenibilità e a ottobre 2023 è stato rinnovato il Rating di legalità ottenendo un risultato in crescita rispetto al precedente. I prossimi futuri obiettivi sono l’analisi del risk assessment e dell’Lca». Sostenibilità che si traduce anche in economia circolare. «Grazie alla collaborazione con il Lanificio Bottoli di Vittorio Veneto, i fondi di caffè vengono utilizzati per tingere in maniera naturale i tessuti con una tecnica innovativa».

Impianti sempre più sostenibili e uno sguardo a come cambiano i consumatori di espresso italiano. Dall’esperienza della sua azienda di famiglia, la Caffè Milani, Elisabetta Milani sottolinea come la sostenibilità sia il filo conduttore dell’azienda. «Tra i temi in fase di sviluppo ci sono quelli legati alla sostenibilità sociale, ambientale che economica». Cambiamenti che si traducono anche «negli impianti produttivi e di confezionamento per restare sempre al passo con i tempi e con i nuovi materiali per il packaging». In termini di mercato, Caffè Milani «concentra le forze sull’esportazione» e per rispondere ai nuovi modi di consumo in quanto «in questi ultimi anni i prodotti in grani hanno avuto un incremento, a discapito della moka e delle capsule; quindi, abbiamo focalizzato l’attenzione su una linea di prodotti dedicata a questa richiesta anche in termini di pezzatura con confezioni ridotte rispetto al classico pacco di caffè in grani da un chilo».

Ricerca e tecnologia per rendere più efficiente, ma anche meno impattante a livello ambientale, la produzione. Dal 2022, Giulia ed Emanuele Monti di Ims sono diventati co-ceo dell’azienda, che ha «investito nel proprio reparto tecnico sia in tecnologie ma soprattutto in nuove risorse oltre al consolidamento di un team affiatato con un assetto aziendale ben strutturato per continuare il processo di miglioramento», spiegano. Ims ha «concentrato gli investimenti in nuove tecnologie di produzione anche in direzione di una maggiore efficienza energetica. Ha iniziato inoltre un percorso di sostenibilità ed ottenuto il report di verifica Esg con Cerved». E se la sostenibilità e la tecnologia sono importanti, lo è anche la tazzina. «Grazie a tre brand ambassador (Davide Spinelli, Simona Rey, Moritz Hofner) analizziamo e sviluppiamo prodotti sotto il profilo tecnico progettuale, sensoriale e di utilizzo».

La via del biologico per aprire a nuovi mercati e un bilancio di sostenibilità che parte dalle risorse umane. A La Genovese, evidenzia Alessandro Borea «abbiamo ampliato la nostra gamma di prodotti sostenibili e biologici in risposta alla domanda del mercato. Inoltre, l’azienda ha implementato nuove tecnologie per migliorare l’efficienza operativa nel reparto produttivo, legata anche al risparmio energetico. Altre direzioni di cambiamento includono l’espansione in nuovi mercati geografici, l’adozione di pratiche aziendali sostenibili, come la stesura del bilancio di sostenibilità, l’aggiornamento delle politiche interne per migliorare la cultura aziendale e la gestione del personale. Per quanto riguarda il personale, negli ultimi anni abbiamo allargato l’organico investendo in figure giovani da formare». Tra le attività anche lo studio delle tendenze del settore come il caffè in grani per uso casalingo, l’analisi del comportamento dei consumatori e la valutazione delle esigenze non soddisfatte.

Meno Co2 nella produzione dell’espresso grazie a macchine più sostenibili. Tra i cambiamenti imposti dal mercato, Giovanni Giaquinta marketing manager Dalla Corte, individua «l’aumento della domanda di macchine più efficienti e sostenibili, l’espansione del mercato online e l’interesse crescente per l’esperienza del consumatore». Cambiamenti anche dettati dalle mutate esigenze sociali e per questo «abbiamo lanciato il progetto Planet per abbattere le emissioni di Co2 e investiremo in innovazione tecnologica per migliorare le prestazioni delle macchine, la sostenibilità per ridurre l’impatto ambientale dei prodotti e l’esperienza del cliente per offrire un servizio più personalizzato e coinvolgente».

Esperienza simile per la La San Marco che con l’ingresso nel gruppo Seb, commenta Raffaele Garbin, ha «potenziato la capacità di innovare e rispondere alle esigenze del mercato globale. E gli investimenti vanno nella direzione di proporre macchine per caffè espresso sempre più competitive e all’avanguardia.»
Punta tutto sul mercato, G.I.Fi.Ze. in quanto, evidenzia Francesca Arcuri, «Filicori Zechini ha cercato di dare maggior impulso all’export e al canale della grande distribuzione organizzata e su questo lavoriamo anche per il prossimo futuro».