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Caffè al bar: un italiano su quattro lo pagherebbe di più

Un quarto degli italiani sarebbe disposto ad andare oltre il classico euro del caffè al bar, prezzo considerato medio, pur di avere una qualità maggiore nella tazzina. Questo quanto emerge dalla ricerca di Apertamente presentata al Forum Scientifico sul Caffè organizzato a Brescia il 13 marzo dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) e patrocinato dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei).

Il convegno, organizzato presso l’Izsler, sfata quindi parzialmente il mito dell’italiano che beve un qualunque caffè purché a buon mercato. “Un segnale indubbiamente interessante e da non sottovalutare – ha commentato Luigi Odello, presidente Iiac e professore di Analisi sensoriale in varie università italiane e straniere – Una parte del mercato chiede di più e potrà essere accontentata solo da chi, torrefattore o barista, vorrà lavorare in qualità”.

Un consumo forse meno disattento che fa sperare bene per Espresso Italiano Day 2014, la giornata celebrativa della tazzina al bar organizzata dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano l’11 aprile in 2.000 bar in tutta Italia.

Nella stessa giornata è stato eletto il nuovo consiglio dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè: Fausto Devoto, Stefano Abbo, Cristiano Osnato, Manuela Violoni, Carlo Odello, Leonardo Gessi, Silvano Bontempo, Paolo Scimone, Gian Paolo Braceschi, Roberto Sala, Marcos Sana Palacio (Spagna), Lee Dong Woo (Corea), Yumiko Momoi (Giappone), Yen Jing Yuan (Taiwan). Membri di diritto: Lino Stoppani e Luigi Odello. Controllo contabile: Assunta Percuoco. Probiviri effettivi: Boris Pianaccioli, Vittorio Ventura, Gianluigi Sora. Probiviri supplenti: Federica Parenti e Modestino Tozzi.

fsc2014 - Copia

Forum Scientifico sul Caffè 2014: Il vicino infrarosso (NIR) e il mondo del caffè, un’analisi veloce ed affidabile per comprare meglio il crudo e valutare la qualità del tostato

Il Forum Scientifico sul Caffè, a Brescia il 13 marzo prossimo, riporta l’attenzione sui temi reali dai quali dipenderà il futuro dell’amata tazzina di caffè. Il tema di quest’anno è infatti: Innovazione nell’espresso italiano, sette idee per pensarci seriamente (tutti i dettagli nel programma allegato). L’iscrizione al Forum Scientifico sul Caffè è gratuita e si effettua a http://goo.gl/2VM3Z3. Da questa uscita iniziamo ad anticipare le relazioni: un aperitivo in vista del convegno.

Il vicino infrarosso (NIR) e il mondo del caffè: un’analisi veloce ed affidabile per comprare meglio il crudo e valutare la qualità del tostato

Dott. Massimo Simoni

(Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna)

Il Reparto di Chimica Applicata alle Tecnologie Alimentari dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (Izler) vanta un’esperienza decennale nel campo della spettroscopia NIR con applicazioni relative ai principali prodotti della salumeria, al settore lattiero-caseario, al settore zootecnico, al settore del miele e a quello dell’olio.

Attualmente il reparto è impegnato nella messa a punto di curve NIR sul caffè crudo e su quello tostato per la valutazione dei parametri umidità, lipidi, proteine, ceneri e caffeina. Tali curve permetteranno una valutazione rapida ed affidabile del prodotto crudo ai fini del suo acquisto ed una precisa valutazione qualitativa del prodotto tostato.

La spettroscopia nel vicino infrarosso (NIR) è una tecnica di analisi secondaria che utilizza la regione infrarossa dello spettro elettromagnetico per indagare in modo non distruttivo le proprietà chimico-fisiche dei campioni. 

L’impiego di tale tecnica prevede alcune fasi preliminari per la creazione di curve di calibrazione ad hoc per l’alimento da analizzare: una fase di lettura di un gruppo rappresentativo di campioni (sia mediante NIR che tramite analisi chimiche tradizionali) e una fase di elaborazione dei dati ottenuti mediante l’utilizzo della chemiometria che permette, dopo la validazione statistica di tali curve, di prevedere la composizione chimica dei campioni ignoti.

I vantaggi del NIR rispetto alle metodiche chimiche tradizionali sono molteplici: è più veloce (pochi minuti), non è distruttivo (il campione può essere riutilizzato), non è invasivo (le radiazioni utilizzate non provocano trasferimento di calore sotto forma di calore), non necessita di particolari preparazioni del campione (semplice omogeneizzazione), è meno costoso ed è in grado, con una sola analisi, di valutare numerosi parametri.