Archivi tag: jolly caffè

Mariafiore Maggiordomo (Jolly Caffè): è importante parlare, confrontarsi e informare per un cambiamento di prospettiva

Prosegue il nostro ciclo di interviste dedicate al settore del caffè: l’obiettivo è comprendere le strategie che guidano le aziende, come affrontano le sfide, trasformando i cambiamenti in opportunità. Abbiamo parlato con Mariafiore Maggiordomo, amministratrice delegata di Jolly Caffè, per la quale si occupa anche di formazione.

Jolly Caffè è stata fondata nel 1953 da Dante Belardinelli, nonno di Mariafiore Maggiordomo, è stata la prima torrefazione italiana nella filiera della certificazione ad avere un’aula di formazione permanente, proponendo corsi annuali, accogliendo torrefattori, giornalisti e scuole alberghiere in azienda. Il padre di Mariafiore, Gerlando Maggiordomo, genero di Dante, è stato uno dei fondatori di IIAC – International Institute of Coffee Tasters.

Qual è la tua visione sul mercato del caffè oggi?

La situazione è complessa. A prescindere dall’aumento del prezzo del caffè, dovuto a speculazione, cambiamenti climatici e problemi di approvvigionamento, una delle sfide per i torrefattori, specialmente in Italia, è il prezzo della tazzina. Non c’è una reale differenza di prezzo tra una tazzina preparata con un caffè di alta qualità e una preparata con un caffè di qualità inferiore. Per offrire un prodotto di qualità è necessario anche offrire una miscela che sia sempre stabile, con un profilo organolettico coerente. Ma purtroppo questo lavoro non viene quasi mai riconosciuto. Si dovrebbe poter distinguere la qualità ovunque lo si beva: al supermercato, al bar o in una piccola torrefazione.

Quanto conta la formazione del consumatore?

È cruciale, ma estremamente difficile. Bisognerebbe cercare di far capire che il prezzo dovrebbe riflettere la qualità, ma manca una standardizzazione dell’educazione all’espresso. I consumatori si affidano al prezzo, perché ricevono informazioni contraddittorie. Questo rafforza l’idea che tutti i caffè siano uguali, mentre non è così. È un lavoro che deve essere affrontato attraverso una collaborazione tra più figure.

E riguardo al mercato estero? Quali differenze noti rispetto all’Italia?

In Europa c’è più disponibilità a pagare per la qualità, soprattutto in paesi come Germania, Inghilterra, Slovacchia, Austria. Anche all’estero però, con l’aumento dei prezzi, si fa fatica a far capire che la qualità ha un prezzo, proprio come accade per il vino o l’olio, anche per quest’ultimo infatti, la mancanza di formazione del consumatore porta a dinamiche simili a quelle relative al mondo del caffè. Questa mancanza di informazione sul prodotto porta inevitabilmente il consumatore medio a basarsi unicamente sul prezzo, scegliendo l’opzione più economica e abituandosi a essa.

Secondo te, come si può migliorare la percezione della qualità?

Serve un approccio pratico. Proporre degustazioni nei locali, come avviene per il vino, iniziando con qualcosa di semplice per incuriosire, e poi andare sempre più nel tecnico. Ma è difficile, perché baristi e clienti hanno altre priorità. È un processo lungo, ma necessario. Tuttavia, trovare ad oggi una soluzione immediata è improbabile, altrimenti l’avremmo già attuata e messa in campo, ma anche solo parlare di questi temi, confrontarsi e informare resta il primo passo per un cambiamento di prospettiva.

Andrea Terzi
Michela Scaglia

Espresso Italiano Champion: il campionato che valorizza la professione del barista

C’è grande attesa per l’Espresso Italiano Champion 2023, la gara tra baristi per aggiudicarsi il titolo ormai tanto ambito e messo in palio dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) per decretare la figura del migliore professionista in tema di espresso e cappuccino italiani. «Un appuntamento ormai atteso dai tanti professionisti del settore, soprattutto dai più giovani – ha dichiarato Luigi Morello, presidente dell’Istituto Espresso Italiano (IEI) – e anche molto partecipato dalle imprese che ogni anno portano alla ribalta già dalle preselezioni per le finali i propri professionisti, un modo per IEI di puntare i riflettori su uno degli argomenti più attuali per il settore, ovvero quello della formazione di professionisti in grado non solo di saper fare un ottimo espresso, ma anche di saperlo proporre al cliente e quindi investirlo del giusto valore».

In finale 14 baristi per il titolo nazionale. La fase finale della gara si svolgerà al Caffè Milani di Lipomo (Como) il 20 e il 21 giugno. Di fronte a una giuria composta da giudici tecnici, giudici sensoriali e giudici marketing, i finalisti dovranno tarare la loro attrezzatura, la Macchina Classe 20 SB e il macinadosatore KRYO65 on demand, entrambi targati Rancilio, e dimostrare ai giudici marketing di sapere comunicare e valorizzare i propri prodotti, a quelli tecnici di sapere eseguire la preparazione in modo impeccabile di quattro espressi e quattro cappuccini, assaggiati poi alla cieca dai giudici sensoriali con il metodo dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac). La sfida vedrà una semifinale martedì 20 giugno con 12 concorrenti e la finale il giorno successivo, con 6 baristi. Alla fase finale avranno accesso i vincitori delle selezioni interne effettuate da diverse aziende IEI: Caffè Milani, Mokador, Jolly Caffè, Costadoro, Torrefazione Saturno, Essse Caffè, Altogusto, La Genovese.

Il caffè e il cappuccino secondo lo stile italiano. I prodotti presentati in gara dovranno rispecchiare i parametri di qualità dell’Istituto Espresso Italiano (IEI): per l’espresso una tazzina con circa 25 millilitri di caffè ornato da una crema consistente e di finissima tessitura, di color nocciola, una bevanda sciropposa con aromi intensi e ricchi di note di fiori, frutta, cioccolato e pan tostato. Per il cappuccino una crema finissima e lucida, con e con un perfetto bilanciamento di aromi del latte e del caffè.

Iiac Partner: Jolly Caffè

Jolly Caffè nasce a Firenze nel 1953 dal progetto del suo fondatore Dante Belardinelli e considera fondamentale fornire una miscela per Espresso di unica eccellenza e profilo organolettico costante nel tempo. Jolly Caffè è focalizzata sulla cultura del vero Espresso Italiano, alla diffusione di adeguate professionalità tra gli operatori del settore, e alla soddisfazione del consumatore finale.
Da oltre 20 anni, collabora con l’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (IIAC), e grazie al suo Amministratore Delegato Gerlando Maggiordomo è socio fondatore dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (INEI).
Nel 1999 Jolly Caffè è la prima azienda italiana ad ottenere la certificazione di miscela per caffè espresso a marchio Espresso Italiano Certificato.

IEI 25ml: abbinare per valorizzare con Mariafiore Maggiordomo

Mariafiore Maggiordomo, Consigliere Delegato di Jolly Caffè, azienda socia dell’Istituto Espresso Italiano, sarà ospite di Claudia Ferretti nella nuova puntata di IEI 25ml su Facebook mercoledì 15 luglio alle 15:00. Si parlerà di come creare e promuovere abbinamenti con l’espresso per creare attenzione attorno al prodotto e valorizzare il bar. Stay Tuned!

Espresso Italiano Champion 2019: i migliori si sfidano a suon di tazzine e cappuccini nella finalissima italiana in Mumac Academy

Si terranno il 12 e il 13 giugno in Mumac Academy a Binasco (MI) le finali italiane di Espresso Italiano Champion 2019, il campionato internazionale baristi promosso dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei) giunto quest’anno alla sua sesta edizione.

A sfidarsi saranno 14 giovani professionisti provenienti da tutta Italia che hanno superato le prove di selezione in tutto lo Stivale e che gareggeranno per diventare il campione italiano che accederà alla fase finale della gara, dal 18 al 22 ottobre a Host Milano, dove saranno coinvolti anche i vincitori delle tappe all’estero (Bulgaria, Cina, Corea, Germania, Gran Bretagna,Giappone, Russia, Taiwan e Tailandia) per decretare il miglior espresso del mondo.

Una gara giocata a colpi di espresso e cappuccini perfetti, da preparare correndo contro il tempo (solo 11 minuti a disposizione del candidato), sotto gli occhi dei giudici tecnici e sottoposti al giudizio, impietoso perché cieco, dei giudici sensoriali che operano in modo "blind" secondo gli standard dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac).

«Espresso Italiano Champion supera l’idea di pura e semplice competizione – afferma Luigi Morello, presidente Inei – premiare le competenze dei baristi significa valorizzare l’intera filiera del caffè: solamente quando vi è un vero professionista alla macchina, l’espresso italiano risponde infatti alle caratteristiche tanto attese. Con il campionato baristi Inei vuole portare al centro dell’attenzione in Italia e nel mondo questa figura così importante nella diffusione della cultura e promozione dell’espresso italiano».

Ecco i nomi dei 14 semifinalisti in corsa per il titolo italiano e le aziende socie Inei che hanno organizzato la gara di selezione presso la quale si sono qualificati. In ordine alfabetico: Alessandro Alpaca (La Genovese di Savona), Daniele Betti (Mokarico di Firenze), Nico Bregolin (Essse Caffè di Bologna), Fabiano Bucci (Torrefazione Paranà di Roma), Stefano Cevenini (Mokador di Faenza), Sara Farci (Altogusto di Sassari), Fabrizio Fumagalli (Torrefazione San Salvador di Sondrio), Aldo Gariboldi (Jolly Caffè di Firenze), Nadia Giacomelli (Caffè Milani di Como), Alex Maronese (Astoria MC di Treviso), Michela Piovuti (Costadoro di Torino), Stefano Salaris (Torrefazione Saturno di Alessandria), Gaia Secco (Dersut Caffè di Treviso) e Davide Valenziano (GI.FI.ZE Filicori Zecchini di Bologna).

Organizzare una tappa di Espresso Italiano Champion: il territorio

Espresso Italiano Champion, il campionato internazionale baristi organizzato dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei), viene raccontato in un incontro a più puntate dalle aziende che hanno dato vita alle gare di selezione.

Le gare di Espresso Italiano Champion sono un momento di crescita per tutto il territorio in cui vengono realizzate, che “si arricchisce di professionisti e professionalità sempre più consapevoli. I concorrenti si confrontano sull’importanza della qualità, focalizzando l’attenzione sull’espresso, sulle attrezzature e sul saper fare” afferma Mariafiore Maggiordomo – Jolly Caffè “si evidenzia l’importanza della crescita culturale”.

Portare la gara all’aperto e a tutta la popolazione è di fondamentale importanza per fare cultura del caffè. Così Lara Caballini – Dersut Caffè porta la sua esperienza: “abbiamo sempre deciso di organizzare la gara al di fuori della sede aziendale, in un’area cittadina, optando, in particolare, per il cuore del centro di Conegliano, la nostra città, al fine di dare maggior risalto e visibilità all’evento perché fosse davvero alla portata di tutti. Abbiamo, inoltre, volutamente scelto uno spazio commerciale e residenziale, Corte delle Rose, che negli ultimi anni ha risentito più di altri della nota e diffusa situazione di crisi, con l’intento di rivalorizzare tale area in collaborazione con un’associazione, nata lo scorso anno, di esercenti in loco, tutti impegnati nell’animazione urbana della Corte tramite l’organizzazione di eventi socioculturali.”

Ma non solo, Espresso Italiano Champion porta il territorio nel mondo con i suoi baristi e le sue torrefazioni. “Partecipare a un evento di valenza internazionale fornisce grande visibilità al marchio e alle miscele utilizzate.” Spiega Alessandro Borea – La Genovese “Questo evento permette al vincitore della nostra selezione di accedere ad aventi nazionali e internazionali, dove ha la possibilità di crescere e instaurare rapporti con colleghi. Tutto questo consolida il rapporto che sussiste tra noi torrefattori e il cliente.”

Espresso Italiano Champion: questa settimana 17 baristi in gara alle finali italiane

Mumac Academy ospita questa settimana le finali italiane del campionato baristi dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei): 17 professionisti italiani cercheranno di guadagnare l’accesso alla fase internazionale.

Si terranno il 7 e l’8 giugno in Mumac Academy a Binasco (MI) le finali italiane di Espresso Italiano Champion 2018, il campionato baristi dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei). In gara 17 professionisti da tutta Italia con l’obiettivo di guadagnare l’accesso alla fase finale della gara dal 26 al 28 novembre 2018, dove saranno coinvolti anche i vincitori delle tappe all’estero (Germania, Bulgaria, Cina, Taiwan, Tailandia, Corea, Giappone, Tailandia).

“Espresso Italiano Champion va oltre l’idea di pura e semplice competizione, ma rientra tra gli strumenti che Inei propone ogni anno ai professionisti del caffè per confrontarsi e migliorare la propria preparazione – ha ricordato Paolo Nadalet, presidente Inei – Inoltre è un canale molto efficace per la diffusione della cultura dell’espresso italiano all’estero, dove registriamo una crescita molto forte dei concorrenti in gara, segno di un forte interesse verso la nostra tradizione”.

“Ospitare le finali italiane di Espresso Italiano Champion rientra nella nostra filosofia di supportare la tradizione dell’espresso italiano e di favorirne la diffusione all’estero – ha commentato Luigi Morello, fondatore di Mumac Academy – Il mercato fuori dall’Italia è dominato dalle bevande a base di caffè, ma il cuore di ognuna di essere è l’espresso e Espresso Italiano Champion è una delle vie per valorizzare la sua cultura”.

I concorrenti che si sfideranno sono (tra parentesi gli organizzatori della gara di selezione che hanno vinto): Lorenzo Minelli (Filicori Zecchini), Daniela Giordani (Mokador), Michela Pilia (Altogusto), Stefano Cerone (Jolly Caffè), Lucia Franco (Wega Macchine per Caffè), Pang Hoi San (Astoria), Chiara Yan Jin (Torrefazione S. Salvador), Sara Trotta (La Genovese), Alex Maronese (Fiorenzato), Luca Nicolino (Costadoro), Renata Zanon (Dersut Caffè), Alam Robin (Essse Caffè), Marco Marson (Milani), Paolo Rossi (Mokarico), Patrick Sinapi (Torrefazione Paranà), Diego Ridjk Cattaneo (Torrefazione Saturno), Luca Dolce (Vibiemme).

Il video delle finali italiane 2017 è disponibile a https://youtu.be/lcsx0F9IStI, quello delle finali internazionali 2017 a https://youtu.be/fR9j2TCh5-4.

 

Il video delle finali italiane di Espresso Italiano Champion 2017

Online il video delle finali italiane di Espresso Italiano Champion 2017 che si sono svolte presso Mumac Academy: 18 baristi italiani si sono contesi gli 8 posti disponibili per il nostro paese alle semifinali internazionali di Host a ottobre. Nella sfida a colpa di espresso e cappuccino hanno avuto la meglio Fabio Dotti, Silvio Rebeschini, Francesco Masala, Alex Maronese, Stefano Salaris, Fabrizio Giorgini, Gianni Cocco e Florian Oberstaller, in rappresentanza rispettivamente di Fiorenzato MC, Jolly Caffè, Altogusto, Astoria, Torrefazione Saturno, La Genovese, VBM, Torrefazione Caffè Schreyoegg.

Un gruppo eterogeneo sia per età, tra loro infatti alcuni giovanissimi professionisti, sia per esperienza, una parte dei vincitori infatti lavora dietro il bancone del bar, mentre altri dopo averlo fatto sono ora passati alla formazione. Tutti accomunati da un dato importante: hanno sbaragliato la concorrenza di più di 200 colleghi in Italia. E ora si preparano alle semifinali internazionali di Host, ospitate negli stand di Mokador, Dersut Caffè, La Genovese ed Essse Caffè. Lì troveranno ad attenderli i colleghi provenienti da Giappone, Cina, Corea, Taiwan, Tailandia, Bulgaria e Germania. I migliori accederanno alla finalissima internazionale ospitata da Wega.
 
 

I vincitori delle finali italiane di Espresso Italiano Champion 2017

Si sono svolte il 29 e 30 giugno presso Mumac Academy le finali italiane di Espresso Italiano Champion 2017, il campionato baristi dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei). Diciotto baristi italiani si sono contesi gli otto posti disponibili per il nostro paese alle semifinali internazionali di Host a ottobre. Nella sfida a colpa di espresso e cappuccino hanno avuto la meglio Fabio Dotti, Silvio Rebeschini, Francesco Masala, Alex Maronese, Stefano Salaris, Fabrizio Giorgini, Gianni Cocco e Florian Oberstaller, in rappresentanza rispettivamente di Fiorenzato MC, Jolly Caffè, Altogusto, Astoria, Torrefazione Saturno, La Genovese, VBM, Torrefazione Caffè Schreyoegg.
Un gruppo eterogeneo sia per età, sia per esperienza, tra loro giovanissimi, baristi che lavorano dietro il bancone e formatori. Dopo aver sbaragliato la concorrenza di più di duecento colleghi in Italia, i finalisti si preparano ora alle semifinali internazionali di Host, ospitate negli stand di Mokador, Dersut Caffè, La Genovese ed Essse Caffè. Lì troveranno ad attenderli i colleghi provenienti da Giappone, Cina, Corea, Taiwan, Tailandia, Bulgaria e Germania. I migliori accederanno alla finalissima internazionale ospitata da Wega.
 
I vincitori hanno gareggiato su una Faema E71 e trovato la macinatura perfetta per quattro espressi e quattro cappuccini su un macinadosatore Faema 3000 OD Touch. Una corsa contro il tempo (solo 11 minuti), sotto gli occhi dei giudici tecnici e sottoposti al giudizio, impietoso perché cieco, dei giudici sensoriali.  Proprio grazie a questa formula, Espresso Italiano Champion, alla sua quarta edizione internazionale, conosce un successo sempre maggiore: quest’anno saranno quaranta le gare di selezione nei diversi paesi, per un totale di quattrocento baristi.
 
“Mumac Academy si è spesa con convinzione nell’organizzazione dell’evento, dedicandogli il suo intero team affinché i concorrenti potessero affrontarsi nelle condizioni migliori possibili – ha dichiarato Luigi Morello – Siamo grati all’Istituto Nazionale Espresso Italiano per averci coinvolti in questa che, al di là di essere una competizione tra baristi, è prima di tutto un grande momento di celebrazione della cultura del caffè italiano”.
 
“L’Istituto Nazionale Espresso Italiano ringrazia Mumac Academy per l’organizzazione perfetta di un evento che è stato un momento di confronto tra professionisti di livello – ha dichiarato Paolo Nadalet, presidente Inei – Ora il testimone passa ai soci Inei che ospiteranno le semifinali internazionali e la finalissima di Host. In generale è davvero incoraggiante vedere come la rete delle aziende Inei sta supportando con grande convinzione Espresso Italiano Champion, un palcoscenico rilevante per il nostro caffè”.
 

 

Giochi sensoriali del caffè per adulti e bambini con Jolly Caffè

Domenica 28 maggio, Jolly Caffè, socio dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei), ha realizzato a Firenze presso Serre Torrigiani in Piazzetta un percorso sensoriale per adulti e bambini dedicato al caffè: assaggi dell’espresso con la mappa sensoriale redatta dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) e giochi sensoriali per bambini messi a punto dal Centro Studi Assaggiatori (Csa), in un viaggio alla scoperta dell’espresso.
Così racconta l’esperienza Mariafiore Maggiordomo di Jolly Caffè.
 
Che differenza c’è tra degustazione e assaggio?
Un’esperienza sensoriale guida il consumatore alla scoperta delle proprie percezioni. La piacevole sensazione di sorpresa per la scoperta di nuovi punti di vista e la curiosità che suscitano, aiutano a un approccio meno scontato al prodotto.
 
Che vantaggi ha la torrefazione?
Un evento del genere ha avvicinato i consumatori alla Jolly Caffè e ha aiutato a un’idea di consumo più curiosa aperta e consapevole del lavoro che, in sinergia con il barista, c’è alla base di tazzina di espresso.
La studiata semplicità delle prove aiuta la persona che assaggia il nostro Jolly Caffè nell’utilizzo più consapevole dei propri sensi, partendo da un punto di vista non conosciuto e quindi preparandola a un assaggio più aperto dell’espresso. L’esperienza sensoriale permette di spiegare il valore aggiunto del prodotto e dimostrarne la qualità superiore.
 
Bambini e caffè: è possibilie?
Tutto ciò che è alimento può e deve essere valutato dal bambino e non è necessario l’assaggio vero e proprio. I bambini sono naturalmente predisposti alle percezioni. Il caffè regala loro percezioni diverse a livello di vista, tatto, olfatto e persino udito che – insieme – possono perfettamente sopperire all’eventuale mancanza della percezione del gusto. Sono valutatori eccezionali che riconoscono le qualità ove presenti e anche i difetti; una volta che hanno capito cosa possono aspettarsi da un caffè, difficilmente in futuro potranno essere “abbagliati” da prodotti più scadenti, almeno dal punto di vista sensoriale.