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Espresso Italiano Champion: il campionato che valorizza la professione del barista

C’è grande attesa per l’Espresso Italiano Champion 2023, la gara tra baristi per aggiudicarsi il titolo ormai tanto ambito e messo in palio dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) per decretare la figura del migliore professionista in tema di espresso e cappuccino italiani. «Un appuntamento ormai atteso dai tanti professionisti del settore, soprattutto dai più giovani – ha dichiarato Luigi Morello, presidente dell’Istituto Espresso Italiano (IEI) – e anche molto partecipato dalle imprese che ogni anno portano alla ribalta già dalle preselezioni per le finali i propri professionisti, un modo per IEI di puntare i riflettori su uno degli argomenti più attuali per il settore, ovvero quello della formazione di professionisti in grado non solo di saper fare un ottimo espresso, ma anche di saperlo proporre al cliente e quindi investirlo del giusto valore».

In finale 14 baristi per il titolo nazionale. La fase finale della gara si svolgerà al Caffè Milani di Lipomo (Como) il 20 e il 21 giugno. Di fronte a una giuria composta da giudici tecnici, giudici sensoriali e giudici marketing, i finalisti dovranno tarare la loro attrezzatura, la Macchina Classe 20 SB e il macinadosatore KRYO65 on demand, entrambi targati Rancilio, e dimostrare ai giudici marketing di sapere comunicare e valorizzare i propri prodotti, a quelli tecnici di sapere eseguire la preparazione in modo impeccabile di quattro espressi e quattro cappuccini, assaggiati poi alla cieca dai giudici sensoriali con il metodo dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac). La sfida vedrà una semifinale martedì 20 giugno con 12 concorrenti e la finale il giorno successivo, con 6 baristi. Alla fase finale avranno accesso i vincitori delle selezioni interne effettuate da diverse aziende IEI: Caffè Milani, Mokador, Jolly Caffè, Costadoro, Torrefazione Saturno, Essse Caffè, Altogusto, La Genovese.

Il caffè e il cappuccino secondo lo stile italiano. I prodotti presentati in gara dovranno rispecchiare i parametri di qualità dell’Istituto Espresso Italiano (IEI): per l’espresso una tazzina con circa 25 millilitri di caffè ornato da una crema consistente e di finissima tessitura, di color nocciola, una bevanda sciropposa con aromi intensi e ricchi di note di fiori, frutta, cioccolato e pan tostato. Per il cappuccino una crema finissima e lucida, con e con un perfetto bilanciamento di aromi del latte e del caffè.

Espresso italiano: il fenomeno dei Flagship Store è sempre più dilagante nel settore. Non solo “brand”, ma luoghi di formazione e comunicazione

Sono definiti i “bar del futuro”. Quello dei flagship store, i negozi di bandiera per tradurla all’italiana, sta diventando un fenomeno in crescita in Italia. Sempre più locali, spesso bar, che riportano il marchio della torrefazione, ma non solo, stanno nascendo anche nel nostro Paese. L’Istituto Espresso Italiano, attraverso alcuni dei suoi soci, ha cercato di capire questa attitudine. Stile, motivi, finalità, modalità di gestione: sono gli elementi che con i protagonisti del settore IEI ha voluto mettere insieme per la prima volta per capire se effettivamente il futuro dell’espresso italiano passa anche da questo tipo di attività. «Il coinvolgimento del consumatore è fondamentale per far fare un salto di qualità all’espresso italiano e i locali innovativi sono in grado di attirare, coinvolgere e fidelizzare meglio il consumatore – spiega Luigi Morello, presidente dell’Istituto Espresso Italiano – i soci IEI sono sempre molto attenti alla formazione e alla promozione della cultura del caffè espresso e non è un caso che molti soci siano stati dei precursori nel creare nuovi format».

Il consumatore finale: l’obiettivo da centrare attraverso le esperienze degli store di nuova generazione. Dall’indagine IEI emerge che sempre di più le aziende che sono impegnate nella filiera dell’espresso italiano cercano il contatto diretto con il consumatore finale, che cambia, diventa più attento ed è sempre più pronto ad ascoltare quello che un prodotto ha da dire. Ecco perché alcune aziende, in maniera pionieristica, già oltre 30 anni fa si sono impegnate nella gestione di un locale che va oltre il marchio del prodotto, ma condensa in sé tanti aspetti. Dalla cultura del caffè, a come nasce una miscela fino ad arrivare alle tecniche per averlo al meglio in tazzina. Oggi avere un locale che può attirare da fuori per le sue caratteristiche, rispondere dentro alle esigenze del fruitore e allo stesso tempo diventare uno strumento di comunicazione è sempre più fondamentale per le aziende IEI. Da un lato perché ormai il bar nel senso tradizionale sta diventando un locale sempre meno frequentato, dall’altro perchè il consumatore di oggi e domani vuole di più.

“A partire dall’ospitalità: wifi, comodità, servizi possono essere un modo per “trattenere” il consumatore che quindi apprezzerà di più l’espresso non solo come bevanda di comodo da bere al volo, ma qualcosa da declinare in maniera diversa a seconda del momento della giornata. Dalla colazione, certo, ma anche come momento di lavoro degustando qualcosa di più “lungo”, fino alla sera quando il caffè può diventare ingrediente di cocktail”, spiega Matteo Borea, nuova generazione della torrefazione La Genovese, che ha aperto un flagship store, il CoffeeStorming ad Albenga. Tutto questo tuttavia deve passare per il messaggio di qualità, di brand e di eccellenza per il consumatore che ormai vive questi luoghi come esperienza. “Sicuramente la qualità e l’eccellenza nel servizio sono le basi, fondamentale è offrire un’esperienza al consumatore e “raccontare” in maniera semplice e coinvolgente il mondo del caffè in tutte le sue declinazioni. Offrire differenti possibilità di scelta, dalle mono origini alle diverse tecniche aiutano ulteriormente nel coinvolgere il cliente finale stesso”, racconta Corrado Corradino, responsabile vendite di Mokador.

Certo è anche un tramite per raccontare le diverse miscele e la possibilità quindi di cambiare anche il consumo di espresso at home. Non un limite dunque per le aziende, ma un modo per vendere anche più prodotto per il consumo domestico. “La nostra idea di dare vita a questo concept è nata proprio dall’esigenza di voler incontrare direttamente il consumatore finale per poter comunicare con lui spiegando il prodotto, e capire le sue impressioni ed esigenze. Per i nostri gestori e baristi tutti i giorni dietro al bancone sono una sfida e un’occasione in cui poter raccontare il caffè, illustrare la sua filiera e far percepire le differenze e le similitudini tra le varie origini” racconta Elisabetta Milani, dell’omonima azienda che ha aperto il primo “Caffè&Caffè” negli anni ’90 e che oggi in Italia ha ne ha sette. Il flagship store contribuisce sicuramente alla diffusione della Cultura del Caffè, “perché lo fa direttamente con propri adepti formati e preparati. Non esistono attività particolari, si va dalla cultura del prodotto alla formazione, dal semplice caffè espresso agli specialty in modalità brewing”, aggiunge il presidente di Costadoro, Giulio Trombetta che ha ideato per l’azienda il format Costadoro Social Coffee.

“Il flagship store deve essere anche un luogo senza tempi di fruizione. Attraverso la Bottega del caffè DERSUT abbiamo la possibilità di avere un contatto diretto col cliente finale, di capire le sue esigenze, di sapere cosa gli piace di più e cosa meno, di miglioraci e soprattutto di diventare il luogo fuori casa che ci fa sentire come a casa”. Questa è la visione di Giulia Caballini di Sassoferrato, marketing manager di Dersut Caffè che ha oltre 120 punti a marchio e di recente ha dato vita al restyling del progetto Botteghe 2.0. Infine il Flagship store rappresenta un importante sbocco professionali per figure preparate. Il settore infatti è in cerca di giovani soggetti non per forza altamente formati, ma aperti alla formazione. Curiosità, passione, voglia di comunicare sono infatti i requisiti richiesti dalle aziende IEI per il personale che dovrà poi accogliere i consumatori in quelli che si possono definire “i bar del futuro”.

Espresso italiano: il marchio “Premium” anche per le macchine per caffè

Cimbali M200, Faemina e Rancilio Specialty RS1 sono le prime macchine per espresso che possono vantare il marchio Premium dell’Istituto Espresso Italiano (IEI). Si è concluso infatti per questi modelli l’iter di prova previsto dal protocollo specifico per le attrezzature top di gamma.

“Si tratta di una serie di prove che verificano la capacità della macchina per espresso di lavorare in condizioni di stress, esattamente come succede in un bar alto vendente nelle ore di punta – ha spiegato Luigi Morello, presidente IEI – Questo nuovo livello di valutazione della qualità delle macchine per espresso integra quello già previsto dalla nostra certificazione con l’obiettivo di evidenziare le attrezzature più performanti. Con questo nuovo approccio scientifico vogliamo soprattutto supportare la qualità del bar per i clienti finali”.

Le macchine sono state sottoposte a test sulla costanza della temperatura di estrazione, test sulla pre-infusione e test sulla produzione di vapore. Successivamente a queste prove tecniche è stato effettuato uno stress test sensoriale. Le macchine hanno prodotto diverse decine di espressi in un tempo ridotto e una parte di questi sono stati serviti a intervalli regolari a un gruppo di giudici sensoriali con la qualifica Super Taster rilasciata dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac). I risultati sono stati elaborati e validati staticamente per ottenere dei profili sensoriali di cui si è verificata la conformità al profilo ufficiale IEI.

Le macchine per espresso Premium appena qualificate vanno ora a integrare il portafoglio dei prodotti Premium in cui sono già presenti due miscele. In entrambi gli ambiti IEI continuerà a proporre il marchio Premium per evidenziare i prodotti top di gamma delle proprie aziende e garantire una qualità ancora più elevata al cliente al bar.

Espresso italiano: nasce il marchio “Premium” per i caffè top di gamma

Arrivano le prime miscele Premium dell’Istituto Espresso Italiano (IEI). Sono Miscela Masini di Essse Caffè e Action di Caffè Milani i primi due prodotti a essere insigniti della nuova qualifica rilasciata da IEI.

Entrambe le miscele sono state sottoposte a un duplice controllo. Dapprima una prova sensoriale condotta secondo il metodo dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) da un gruppo di assaggiatori specializzati. Successivamente un’analisi chimica per verificare la loro qualità in termini di molecole aromatiche.

L’analisi sensoriale è stata affidata a un gruppo di Super Taster, professionisti che hanno ricevuto una formazione avanzata per individuare con maggiore precisione le caratteristiche sensoriali del caffè. La formazione è avvenuta internamente a IEI grazie al supporto dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e ha riguardato la psicologia, la linguistica e la fisiologia intervenendo su sette delle tredici variabili che portano dallo stimolo alla risposta nel processo della percezione: attenzione, esperienza, personalità, memoria, linguaggio, emotività e immaginazione. Le miscele in esame hanno superato la soglia degli 85 punti previsti dal disciplinare IEI.

L’analisi chimica è stata effettuata in un laboratorio indipendente per l’individuazione delle molecole responsabili dei difetti più gravi in un caffè: geosmina, tricloranisolo e tetracloroanisolo. Queste molecole sono alla base di odori come terra, muffa, riato e fenolico, nonché spesso presenti in caffè molto amari e con una forte astringenza. In entrambe le miscele in esame, le analisi effettuate in laboratorio non hanno rilevato la presenza di queste molecole.

“Con l’assegnazione della qualifica di Premium a Miscela Masini di Essse Caffè e ad Action Espresso Bio di Caffè Milani abbiamo concretizzato un percorso di tre anni che non ha al momento eguali sul mercato – ha commentato Luigi Morello, presidente IEI – Infatti siamo andati al di là della valutazione sensoriale per cercare un’ulteriore conferma nell’analisi chimica, arrivando quindi a una sintesi dei due approcci. L’obiettivo è sottolineare che il caffè conosce diversi livelli di qualità e quindi andare a rendere maggiormente riconoscibili i prodotti top di gamma. Si tratta quindi di un nuovo approccio scientifico che dà maggiore garanzia di qualità ai clienti al bar”.

Espresso italiano: tra campioni baristi e futuro del settore a Milano arriva IEI Connect 2022, l’evento che dal 30 novembre al 1° dicembre mette insieme i protagonisti del settore

IEI Connect 2022: questo l’evento che vedrà riunirsi a Milano il 30 novembre e il 1° dicembre le aziende dell’Istituto Espresso Italiano (IEI). Due giorni dedicati a diversi aspetti: la gara baristi Espresso Italiano Champion, le nuove certificazioni Premium, il futuro visto dai giovani professionisti di IEI Next.

Ospitato presso Saporè in Piazza Duomo, IEI Connect 2022 si inaugura il 30 novembre con le semifinali di Espresso Italiano Champion 2022, con la sfida tra 10 professionisti. Si prosegue il 1° dicembre con la presentazione delle nuove certificazioni Premium per le miscele e le macchine per espresso e con un talk del gruppo IEI Next, i professionisti under-30 delle aziende IEI. Si chiude con la finale della gara che premia l’Espresso Italiano Champion 2022.

“All’Istituto Espresso Italiano (IEI) aderiscono oggi ben 37 aziende che rappresentano quasi completamente la filiera del settore, immaginiamo che IEI Connect 2022 possa essere l’occasione di connessione tra loro – ha spiegato Luigi Morello, presidente IEI – Nel settore ci sono molti diversi e validi eventi e fiere, ma sentivamo il bisogno di un momento d’incontro specifico per fare squadra e ragionare insieme sul futuro”.

Espresso Italiano Champion, i baristi top in sfida finale

Torna quindi la competizione baristi IEI dopo l’ultima edizione pre-pandemia del 2019. Una gara come sempre basata sulla capacità di preparare quattro espressi e quattro cappuccini perfetti su macchina Dalla Corte Evo 2 e partendo da un macinadosatore Dalla Corte DC One non regolato e in un tempo limite di 11 minuti. Negli anni passati hanno partecipato a Espresso Italiano Champion centinaia di baristi da diversi paesi del mondo, segno di una grande attenzione per il prodotto italiano anche all’estero. Una gara che si svolge in un clima di confronto professionale che arricchisce i partecipanti.

Tra certificazione e giovani del settore: un confronto sulle sfide future del comparto

IEI Connect 2022 è anche l’occasione per presentare in pubblico le due nuove certificazioni Premium, a cui hanno aderito già alcune aziende IEI che affronteranno il percorso di validazione dei propri prodotti proprio a dicembre. IEI Premium nasce come naturale espansione della storica certificazione dell’espresso italiano, con l’obiettivo di valorizzare i prodotti, miscele e a e attrezzature, che hanno performance addirittura superiori e validate tramite analisi sensoriale, prove chimiche e prove tecniche.

A IEI Connect 2022 ci sarà anche il primo talk pubblico tra alcuni dei rappresentanti di IEI Next, il gruppo che riunisce i professionisti under-30 delle aziende IEI, nato con l’idea di supportare IEI nel coltivare una visione dinamica del futuro. Un’occasione per cogliere l’idea di prodotto e di mercato che coltivano questi giovani professionisti, che si trovano ad affrontare una situazione in veloce evoluzione, con diverse criticità rispetto al passato.

Non mancheranno le miscele certificate IEI, che saranno a disposizione degli ospiti in entrambe le giornate, sviluppare su macchina Studio e macinadosatore Max di Dalla Corte. Un’occasione per ribadire la pluralità di stili dell’espresso italiano, un concetto che IEI continua ad affermare sia in Italia sia all’estero: un segno della creatività italiana e uno strumento importante per avere la massima flessibilità sui mercati.

Istituto Espresso Italiano (IEI): Luigi Morello confermato alla presidenza dell’organizzazione che tutela Espresso e Cappuccino

Nuovo consiglio di amministrazione per l’Istituto Espresso Italiano (IEI), l’organizzazione che tutela l’espresso e il cappuccino italiani tramite una certificazione sensoriale unica nel settore del caffè. Per i prossimi tre anni sono stati nominati consiglieri Alessandro Borea, Renato Bossi, Barbara Chiassai, Luca Creti, Simone Devoto, Maurizio Fiorani, Luigi Morello, Carlo Odello, Luigi Odello, Assunta Percuoco, Carmen Stanziola, Carlotta Trombetta e Antonia Trucillo.

Riconfermato Luigi Morello come presidente e Barbara Chiassai come CEO. Gian Paolo Braceschi, già Responsabile della certificazione della qualità, assume il ruolo di direttore generale. “Abbiamo aumentato in modo importante la quota di giovani professionisti che siedono in consiglio, un dato molto positivo perché il caffè italiano necessita di una forte collaborazione tra diverse generazioni per potere competere soprattutto a livello internazionale – ha commentato Luigi Morello – Il nostro compito è da un lato continuare a lavorare sul miglioramento della qualità media al bar in Italia, dall’altro aiutare la filiera a valorizzare la qualità a un giusto prezzo, interagendo non solo con la parte produttiva ma soprattutto con il cliente finale e i giovani”.

L’espresso italiano: valore del Made in Italy in crescita costante. Chi consuma caffè espresso beve principalmente 1 o 2 tazzine al giorno (58%) e preferisce la mattina come momento di consumo: il 77% di chi beve caffè espresso lo fa tutti i giorni appena sveglio. A tracciare una mappa dei costi e degli usi che gli italiani sostengono e fanno della bevanda che ci tiene svegli, ci ha pensato Coffee Monitor, il primo focus dell’Osservatorio social monitoring di Nomisma sviluppato in collaborazione con Datalytics. Sul podio sale il caffè espresso, la principale tipologia di caffè scelta dagli italiani che hanno consumato la bevanda negli ultimi 12 mesi. E il consumo è un consumo abituale. L’espresso viene scelto dal 93% dei consumatori di caffè. Residuale la percentuale di chi predilige il caffè americano, orzo o altre tipologie di caffè (7%).

Il caffè espresso si beve al bar. Il 58% di chi beve caffè espresso lo fa per trovare la carica necessaria ad affrontare la giornata. Espresso non è tuttavia solo fonte di energia, chi lo beve lo fa anche per il gusto (51%) ed in parte per abitudine (30%). Il caffè espresso evoca nell’immaginario dei consumatori momenti di relax (53%), un piacere (47%), ma al contempo un rito, una tradizione (37%). Il consumo di caffè espresso non è relegabile in un solo luogo, prevale piuttosto una modalità di consumo “multi-luogo”, il bar resta comunque quello preferito, scelto dal 72% del target di riferimento.

Covid-19: se non riaprono i bar decine di migliaia di posti di lavoro a rischio

Preoccupazione tra gli operatori dell’ospitalità per la Fase 2 dell’emergenza Covid-19. A lanciare l’allarme, unendosi al coro delle associazioni del settore, l’Istituto Espresso Italiano (IEI), che con il suo marchio riconoscibile in Italia e all’estero è tra i principali promotori del settore. La preoccupazione più grande nasce dai rumors sugli indirizzi che il Governo lancerà con i prossimi decreti, la cosiddetta Fase 2, che potrebbero mettere in coda alla ripresa la riapertura di esercizi pubblici come bar e ristoranti.

«Questa situazione drammatica riguarda tutti i lavoratori del comparto, ma noi siamo preoccupati soprattutto per i più giovani che negli ultimi anni hanno investito sempre di più energie e risorse in questo settore di tendenza – afferma Luigi Morello, presidente IEI – è naturale che saremo tutti chiamati a rispettare le disposizioni del governo, ma i danni di una riapertura tardiva saranno pagati dalla generazione che rappresenta il futuro dell’ospitalità italiana, tra l’altro quella che ha dimostrato segni di grande vivacità e amore per il proprio lavoro».

L’Italia è la patria del caffè. Chi consuma caffè espresso beve principalmente 1 o 2 tazzine al giorno (58%) e preferisce la mattina come momento di consumo: il 77% di chi beve caffè espresso lo fa tutti i giorni appena sveglio. A tracciare una mappa dei costi e degli usi che gli italiani sostengono e fanno della bevanda che ci tiene svegli, ci ha pensato Coffee Monitor, il primo focus dell’Osservatorio social monitoring di Nomisma sviluppato in collaborazione con Datalytics. Sul podio sale il caffè espresso, la principale tipologia di caffè scelta dagli italiani che hanno consumato la bevanda negli ultimi 12 mesi. E il consumo è un consumo abituale. L’espresso viene scelto dal 93% dei consumatori di caffè. Residuale la percentuale di chi predilige il caffè americano, orzo o altre tipologie di bevanda (7%).

Il caffè espresso si beve al bar. Il 58% di chi beve caffè espresso lo fa per trovare la carica necessaria ad affrontare la giornata. Espresso non è tuttavia solo fonte di energia, chi lo beve lo fa anche per il gusto (51%) ed in parte per abitudine (30%). Il caffè espresso evoca nell’immaginario dei consumatori momenti di relax (53%), un piacere (47%), ma al contempo un rito, una tradizione (37%). Il consumo di caffè espresso non è relegabile in un solo luogo, prevale piuttosto una modalità di consumo “multi-luogo”, il bar resta comunque quello preferito, scelto dal 72% del target di riferimento.

Il comparto bar. Con oltre 149mila bar sparsi in Italia, ogni giorno vengono serviti in media 175 caffè, cioè il 32,5% di fatturato del bar. Il mercato del caffè (bar, ristoranti e hotel) sfiora i 2 miliardi di euro all’anno. In sei regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Campania) si concentrano i due terzi delle imprese del settore. Il 54,2% di queste imprese è una ditta individuale e la variabilità regionale intorno a questo valore è assai sostenuta. La forbice va dal valore minimo dell’Umbria (43,1%) a quello massimo della Calabria (77,3%). Il 31,3% delle imprese sono società di persone, mentre la quota delle società di capitale è di poco al di sopra del 13%.

La “fabbrica” del caffè in Italia. L’industria italiana del caffè è uno dei settori industriali più brillanti del food & beverage del nostro Paese. In Italia, nel Settore Caffè, operano oltre 800 torrefazioni con circa 7.000 addetti e un fatturato vendite 2017 di 3,9 miliardi di euro di cui 1,35 derivanti dall’esportazione. L’Italia rappresenta il terzo Paese al mondo (dopo la Germania e Belgio) per i volumi di esportazione di caffè in tutte le sue forme. Nel 2017 l’export di caffè torrefatto è arrivato, secondo i dati del Comitato Italiano Caffè, a 249 Mln kg di caffè verde equivalente, con un aumento del 5% rispetto al 2016. Analizzando i dati storici del Comitato Italiano del Caffè negli ultimi 10 anni le esportazioni di caffè torrefatto si sono più che raddoppiate. L’export italiano di caffè torrefatto ha superato nel 2017 i 1.350 Mln €.

L’Istituto Espresso Italiano. L’Istituto Espresso Italiano (Iei), di cui fanno parte torrefattori, costruttori di macchine per caffè e macinadosatori e altre aziende della filiera, tutela e promuove la cultura dell’espresso e del cappuccino italiani di qualità. Oggi conta 34 aziende aderenti con un fatturato aggregato di circa 700 milioni di euro. Maggiori info: www.inei.coffee.

 

IEI: “chiediamo al cliente di premiare la qualita’ in tazza a favore dei coltivatori”

Ogni anno, il 1° ottobre, il mondo si riunisce per celebrare il caffè e riconoscere a milioni di persone in tutto il mondo – dagli agricoltori, ai torrefattori, ai baristi, ai proprietari di bar e altro ancora – il duro lavoro per creare e servire la bevanda che amiamo tutti. L’iniziativa, che con il 2019 raggiunge il quinto anno, è promossa dall’International Coffee Organization. Ogni anno viene scelto un tema specifico. Quest’anno il pensiero va verso i milioni di contadini impiegati nella coltivazione delle piante da caffè nel mondo. Il caffè infatti non è mai stato così popolare, con circa 3 miliardi di tazze consumate ogni giorno, un numero che continua a salire, eppure chi lo coltiva guadagna sempre meno.

 

SOSTENIBILITA’ FA RIMA CON FORMAZIONE. La Giornata Mondiale del Caffè del 1° ottobre è dedicata quest’anno, come detto, alla sostenibilità, che per l’ IEI Istituto Espresso Italiano significa innanzitutto formazione degli operatori e dei consumatori. «Chi impara a valutare e a riconoscere la qualità del caffè è disposto a pagarlo un prezzo maggiore favorendo, si spera, l’acquisto di materia prima che garantisce anche ai coltivatori un profitto migliore – ha affermato Luigi Morello, presidente IEI – Oggi chi coltiva caffè si trova a fronteggiare una drammatica caduta dei prezzi che mette a rischio la qualità della vita della propria famiglia e il futuro dei propri figli».

 

«Essendo una Società Benefit investiamo annualmente una cifra rilevante in formazione tramite le aziende aderenti al nostro programma, coinvolgendo centinaia di baristi, sia a livello di corsi che di eventi – ha proseguito Morello – è nei nostri piani estendere la portata di queste azioni coinvolgendo sempre di più i consumatori, per i quali immaginiamo iniziative specifiche e gratuite già nel 2020».

 

ESPRESSO ITALIANO: UN MARCHIO PER RICONOSCERLO NEL MONDO. Sempre per rafforzare la propria azione IEI ha inoltre iniziato a ridefinire le proprie attività di marketing, a partire dal marchio, la cui progettazione è stata affidata a Robilant Associati, brand advisory leader in Italia. “La nuova identità racconta tratti d’italianità strettamente legati al caffè: la passione e la gestualità, iconograficamente sintetizzate dal bacio – ha affermato Roger Botti, direttore generale e creativo di Robilant Associati – Il bacio è elemento che dà concretezza al concetto di amore trasformandolo in un gesto tangibile, semplice, quotidiano e italiano quanto un caffè espresso. Questo stile conferisce al nuovo IEI una cifra espressiva più impattante, empatica e universale, come universale è il piacere del caffè”. E il marchio sarà ovviamente riconoscibile anche per i consumatori italiani, nei 700 esercizi pubblici, soprattutto bar, certificati da IEI e negli oltre 20 mila bar d’Italia che servono miscele certificate con il marchio.

 

LA "FABBRICA DEL CAFFE’ IN ITALIA". L’industria italiana del caffè è uno dei settori industriali più brillanti del food & beverage del nostro Paese. In Italia, nel Settore Caffè, operano oltre 800 torrefazioni con circa 7.000 addetti e un fatturato vendite 2017 di 3,9 miliardi di euro di cui 1,35 derivanti dall’esportazione. L’Italia rappresenta il terzo Paese al mondo (dopo la Germania e Belgio) per i volumi di esportazione di caffè in tutte le sue forme. Nel 2017 l’export di caffè torrefatto è arrivato, secondo i dati del Comitato Italiano Caffè, a 249 Mln kg di caffè verde equivalente, con un aumento del 5% rispetto al 2016. Analizzando i dati storici del Comitato Italiano del Caffè negli ultimi 10 anni le esportazioni di caffè torrefatto si sono più che raddoppiate. L’export italiano di caffè torrefatto ha superato nel 2017 i 1.350 Mln €.

 

IEI Marchio Espresso ItalianoL

Nuovo consiglio di amministrazione dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano per il triennio 2019-2021

Il CdA elegge Luigi Morello alla presidenza e nomina Barbara Chiassai amministratore delegato e Carlo Odello direttore generale. Obiettivi rafforzare il posizionamento del brand Espresso Italiano e accrescere l’impostazione benefit della società.

Si è riunito il giorno 2 maggio a Brescia il nuovo consiglio di amministrazione di Istituto Nazionale Espresso Italiano S.r.l. Benefit eletto nell’assemblea generale del 17 aprile scorso presso NCTM Studio Legale.

Luigi Morello è stato eletto presidente dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano per il triennio 2019-2021, Barbara Chiassai è stata nominata amministratore delegato, Carlo Odello ha assunto il ruolo di direttore generale.

“Ringrazio il past president Paolo Nadalet e il precedente consiglio di amministrazione per il grande lavoro svolto in questi anni – ha dichiarato Luigi Morello, nuovo presidente dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano – Proseguiremo nel segno della continuità della tutela e della promozione dell’espresso italiano, la direzione futura sarà quella dell’inclusività e del fare sistema con i diversi operatori dell’espresso italiano in Italia e all’estero”.

“Esprimo gratitudine all’AD uscente Luigi Odello per avere accresciuto negli anni il prestigio dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano – ha dichiara Barbara Chiassai, nuovo AD dell’Inei – Continueremo il percorso di rinnovamento per dare ancor maggior valore alle partecipazioni dei nostri azionisti e all’attività dei licenziatari”.

Il nuovo cda avrà il compito di rafforzare il posizionamento del brand Espresso Italiano e di accrescere l’impostazione benefit della società. Proseguirà inoltre l’attività di ricerca e sviluppo tramite la costituzione di un comitato scientifico alla cui guida è stato delegato Luigi Odello.

Di seguito l’elenco completo dei consiglieri di amministrazione di Inei per il triennio 2019-2021:
• Stefano Abbo (Costadoro S.p.a.)
• Alessandro Borea (La Genovese S.a.s.)
• Renato Bossi (Milani S.p.a.)
• Mario Burattino (Rancilio Group S.p.a.)
• Barbara Chiassai (Essse Caffè S.p.a.)
• Fausto Devoto (Torrefazione Saturno S.r.l.)
• Maurizio Fiorani (Eureka – Conti Valerio S.r.l.)
• Emilio Giannelli (Torrefazione Paranà S.r.l.)
• Luigi Morello (Gruppo Cimbali S.p.a.)
• Paolo Nadalet (Wega Macchine per Caffè S.r.l.)
• Luigi Odello (Centro Studi Assaggiatori Soc. Coop.)
• Assunta Percuoco (Caffen S.r.l.)
• Luigi Zecchini (G.I.FI.ZE S.p.a.)