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Una conversazione sul mercato del caffè: Filicori Zecchini e l’importanza della formazione

IIAC – International Institute of Coffee Tasters dà il via a una serie di interviste con un focus sul mercato del caffè: l’obiettivo è quello di comprendere attraverso quali strategie le aziende affrontano problemi e minacce, ma anche come si possano cogliere al meglio le opportunità che si presentano nel settore.

Oggi intervistiamo Filicori Zecchini, una delle torrefazioni più longeve d’Italia, con una tradizione che si tramanda dal 1919. La missione di Filicori Zecchini è quella di raggiungere la perfezione nell’aroma e nel gusto dell’Espresso Italiano e “questo obiettivo”, ci racconta il presidente Luigi Zecchini, “è perseguito ogni giorno con passione e attenzione ai dettagli, cercando di mantenere intatta la tradizione artigianale, e al contempo sfruttare la costante l’innovazione tecnologica.

L’azienda, dalla sua fondazione, realizza la tostatura separata di ogni singola varietà di caffè”, continua, “procedimento che conferisce ai prodotti un carattere unico. Inoltre, programmiamo gli approvvigionamenti di materie prime con previsioni a lungo termine, consentendo di mantenere stabile e costante la qualità e unico il gusto.

Nel 2004, alcune miscele di Filicori Zecchini hanno ricevuto la qualificazione per la preparazione dell’Espresso Italiano Certificato, le loro miscele sono quindi in linea con gli standard qualitativi e rispettano il disciplinare tecnico dell’Istituto Espresso Italiano (IEI).

Il mercato del caffè oggi

Filippo Spimi, responsabile della formazione, e Francesca Arcuri, responsabile della comunicazione ci raccontano lo stato attuale del mercato.

Come definireste l’attuale aumento dei prezzi, visto che, come ben sappiamo, soprattutto qui in Italia la situazione è critica?

L’attuale aumento dei prezzi del caffè crea molta confusione, è una situazione nuova nella storia del settore, gli effetti si stanno sentendo lungo tutta la filiera, dal costo del caffè crudo fino ai prezzi che arrivano al consumatore finale.

E come percepite questo aumento nel costo della materia prima? Come si riflette, secondo voi, sul consumatore finale?

In realtà, si riflette molto meno sul cliente finale, meno rispetto ad altri prodotti. Il prezzo della tazzina di caffè al bar resta medio-basso; quindi, non si riescono ancora ad assorbire tutti i costi. Una tazzina che viene venduta a 1,40 euro è ancora poco, è un prezzo basso, soprattutto se si confronta con i prezzi all’estero, che partono da una base di due euro.

Pensate ci sia consapevolezza in Italia riguardo alla qualità del caffè?

In Italia c’è purtroppo ancora molta disinformazione, e non c’è una sufficiente distinzione tra caffè di qualità e caffè di base. Per altri prodotti, prendiamo come esempio il vino, c’è una maggiore disponibilità a pagare di più per la qualità, per il caffè questa cosa non accade. Se il prezzo del caffè aumenta, i consumatori cambiano bar, non trovano la giustificazione per l’aumento di prezzo e non trovano neanche qualcuno che si impegna a spiegarglielo.

Come si possono spiegare al cliente finale le motivazioni dell’aumento di prezzo per un prodotto che, nella percezione comune, è economico?

Le torrefazioni che hanno adottato una politica di prezzi medio-alti sono più agevolate ad affrontare questa situazione, magari non al meglio ma sicuramente in modo più favorevole. Investire su qualità, formazione, e soprattutto informazione verso il cliente ha posto delle basi importanti che fanno la differenza in questi contesti di crisi e aiutano a spiegare l’aumento di prezzi. Le aziende che invece hanno un modello di business basato sulla competizione; quindi, propongono prezzi ribassati e molto spesso anche prodotti di scarsa qualità, si stanno trovando in difficoltà.

Cosa vi ha spinto a fare formazione sul caffè?

La formazione per noi è sempre stata importante, sia per il barista che per il cliente finale. Nel 2001 è nato il nostro progetto Laboratorio dell’Espresso, con lo scopo di dare un’adeguata formazione professionale a tutti i clienti, abbiamo laboratori a Bologna, Milano, New York e formiamo circa 1.200 persone ogni anno. Tuttavia, la collaborazione per noi deve essere continua, se ci scelgono come azienda e come fornitori, noi diventiamo per loro dei veri e propri partner il mondo della caffetteria è in continua evoluzione, e i titolari dei locali hanno bisogno di aggiornarsi e formare i nuovi dipendenti. Molti clienti chiedono ai nuovi dipendenti di frequentare i nostri corsi prima di iniziare a lavorare.

Andrea Terzi
Michela Scaglia

Nuovo consiglio di amministrazione dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano per il triennio 2019-2021

Il CdA elegge Luigi Morello alla presidenza e nomina Barbara Chiassai amministratore delegato e Carlo Odello direttore generale. Obiettivi rafforzare il posizionamento del brand Espresso Italiano e accrescere l’impostazione benefit della società.

Si è riunito il giorno 2 maggio a Brescia il nuovo consiglio di amministrazione di Istituto Nazionale Espresso Italiano S.r.l. Benefit eletto nell’assemblea generale del 17 aprile scorso presso NCTM Studio Legale.

Luigi Morello è stato eletto presidente dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano per il triennio 2019-2021, Barbara Chiassai è stata nominata amministratore delegato, Carlo Odello ha assunto il ruolo di direttore generale.

“Ringrazio il past president Paolo Nadalet e il precedente consiglio di amministrazione per il grande lavoro svolto in questi anni – ha dichiarato Luigi Morello, nuovo presidente dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano – Proseguiremo nel segno della continuità della tutela e della promozione dell’espresso italiano, la direzione futura sarà quella dell’inclusività e del fare sistema con i diversi operatori dell’espresso italiano in Italia e all’estero”.

“Esprimo gratitudine all’AD uscente Luigi Odello per avere accresciuto negli anni il prestigio dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano – ha dichiara Barbara Chiassai, nuovo AD dell’Inei – Continueremo il percorso di rinnovamento per dare ancor maggior valore alle partecipazioni dei nostri azionisti e all’attività dei licenziatari”.

Il nuovo cda avrà il compito di rafforzare il posizionamento del brand Espresso Italiano e di accrescere l’impostazione benefit della società. Proseguirà inoltre l’attività di ricerca e sviluppo tramite la costituzione di un comitato scientifico alla cui guida è stato delegato Luigi Odello.

Di seguito l’elenco completo dei consiglieri di amministrazione di Inei per il triennio 2019-2021:
• Stefano Abbo (Costadoro S.p.a.)
• Alessandro Borea (La Genovese S.a.s.)
• Renato Bossi (Milani S.p.a.)
• Mario Burattino (Rancilio Group S.p.a.)
• Barbara Chiassai (Essse Caffè S.p.a.)
• Fausto Devoto (Torrefazione Saturno S.r.l.)
• Maurizio Fiorani (Eureka – Conti Valerio S.r.l.)
• Emilio Giannelli (Torrefazione Paranà S.r.l.)
• Luigi Morello (Gruppo Cimbali S.p.a.)
• Paolo Nadalet (Wega Macchine per Caffè S.r.l.)
• Luigi Odello (Centro Studi Assaggiatori Soc. Coop.)
• Assunta Percuoco (Caffen S.r.l.)
• Luigi Zecchini (G.I.FI.ZE S.p.a.)

 

Organizzare una tappa di Espresso Italiano Champion: la cultura

Espresso Italiano Champion, il campionato internazionale baristi organizzato dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei), viene raccontato in un incontro a più puntate dalle aziende che hanno dato vita alle gare di selezione.

Espresso Italiano Champion porta cultura della miscela per espresso italiano nel paese e nel mondo. “Espresso Italiano Champion insegna che, per la realizzazione di un ottimo prodotto in tazza, non si può rinunciare alla qualità.” Spiega Pierluigi Milani – Caffè Milani “Infatti per un barista l’attenzione, la cura e la ricerca delle migliori materie prime (miscele di caffè e attrezzature) sono la base per il successo.”

 “Ospitare Espresso Italiano Champion ci aiuta a mantenere alto il livello di attenzione e cura per la qualità. Produciamo caffè di qualità ed è importante che il barista, nostro cliente, sia bravo a estrarlo. Il cliente che partecipa si mantiene in allenamento.” Spiega Luigi Zecchini – Filicori Zecchini.

I baristi per primi desiderano così la qualità. Fabio Verona – Costadoro spiega: “Il campionato internazionale porta i baristi a conoscere e toccare con mano le attrezzature più attuali presenti sul mercato e accresce di conseguenza la loro capacità di selezione di prodotti di qualità.”

Come si crea una vera scuola del caffè: lo spiega Luigi Zecchini di Filicori Zecchini a Mixer

La formazione è una reale necessità per i baristi. Soprattutto di chi apre una nuova attività. Per rispondere a questi bisogni serve professionalità e non ci si può improvvisare. Luigi Zecchini, past-president dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei) e presidente del Consiglio di Amministrazione di Filicori Zecchini, azienda aderente a Inei, spiega a Mixer come si crea una vera scuola del caffè.

 

Riccardo Palazzesi vince la gara preliminare di Espresso Italiano Champion 2016 ospitata da Filicori Zecchini

E’ Riccardo Palazzesi a vincere presso Filicori Zecchini, torrefazione bolognese titolare anche del marchio Club Kavè, la gara preliminare di Espresso Italiano Champion 2016, il campionato baristi dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei).

“Sono ormai nel mondo del caffè da molti anni e stare davanti a una macchina a preparare espressi e cappuccini è una delle mie più grandi passioni – ha commentato Riccardo Palazzesi – Questa esperienza mi aiuterà a portare avanti l’idea e l’importanza di un espresso perfetto anche e soprattutto nella mia città, Terni”.

Riccardo Palazzesi è un tecnico specializzato in macchine per caffè CMA Astoria. La sua formazione è passata tramite l’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) e Scae. Con questa vittoria accede ora alle semifinali del campionato che si terranno a Trieste presso la fiera Triestespresso il 20 ottobre (finalissima il 21 ottobre). Dopo questa tappa, il calendario delle gare preliminari ne prevede altre in tutta Italia e all’estero (Cina, Taiwan, Corea, Giappone, Grecia, Thailandia): nel 2015 hanno gareggiato più di 200 baristi.

Espresso Italiano Champion non è una gara facile: i concorrenti devono trovare la giusta macinatura del caffè e preparare quattro espressi e quattro cappuccini, il tutto in undici minuti e sotto gli occhi dei giudici tecnici e il controllo di un gruppo di assaggiatori dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) che operano alla cieca.

“Abbiamo selezionato in tre gare diverse gare interne i migliori professionisti per la nostra finale – ha dichiarato Filippo Spimi, formatore di Filicori Zecchini – E’ stata una finale combattuta, ma per noi l’importante rimane lo spirito di Espresso Italiano Champion: la condivisione di tecniche e conoscenze, in un ambiente stimolante e positivo”.

Nella foto da sx a dx: Riccardo Palazzesi e Filippo Spimi

 

Convention Inei 2015: tra futuro del caffè e innovazione

Si svolge il 27 febbraio la convention dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei), dedicata quest’anno al futuro e all’innovazione. Preceduta da una giornata di formazione con Manuel Diaz, uno dei massimi esperti mondiali di caffè

http://www.assaggiatoricaffe.org/site/?q=node/451 A Milano il 27 febbraio l’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei) rinnova il suo appuntamento annuale con i soci. Quest’anno la convention dell’associazione che tutela l’espresso italiano tramite una certificazione sensoriale verterà sull’asse futuro-innovazione. Contenuti quindi che parlino non tanto di quanto è già sotto gli occhi di tutti, ma che facciano correre il pensiero agli scenari possibili.

“Abbiamo invitato a parlare esperti estremamente diversi tra loro, eppure in questo sta la forza della convention del 2015 – ha dichiarato Luigi Zecchini, presidente Inei – La nostra associazione ha nel suo DNA l’innovazione e l’attenzione al futuro, basti pensare a quando quasi vent’anni fa abbiamo iniziato a profilare sensorialmente l’espresso per arrivare poi a certificarlo”.

Di seguito il programma completo della convention:

Manuel Diaz
Presidente conferenza mondiale caffè naturali
L’innovazione nei metodi di lavorazione del caffè e nuovi paradigmi di qualità

Laura Formichella
Avvocato Nctm
Accordi commerciali, opportunità societarie e protezione dei marchi nei  mercati emergenti

Andrea Bariselli
Psicologo ed esperto di neuromarketing
Neuromarketing: la nuova frontiera del business

Mirco Paoletto
Sviluppo Collegio Universitario di Merito Mazza
Innovazione: nuove metodologie e nuove opportunità

Luigi Odello
Istituto Nazionale Espresso Italiano
Il progetto Inei 2015

Dersut Caffè entra nell’Inei, l’associazione che tutela l’espresso italiano

Dersut Caffè, storica torrefazione di Conegliano, Treviso, è entrata a fare parte dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano, associazione che tutela il caffè al bar tramite una certificazione sensoriale che coinvolge torrefattori, produttori di macchine e macinadosatori e naturalmente i baristi.

Dersut Caffè nasce nel 1949 a Conegliano, cittadina veneta dove il fondatore, il conte Vincenzo Caballini di Sassoferrato, si trasferisce da Trieste con la moglie Elisabetta e il primogenito Giorgio. Inizia così per la famiglia Caballini l’avventura nel mondo del caffè. Nel 1971, il dr. Giorgio entra in azienda e ne è tuttora al comando unitamente alla figlia avv. Lara e all’avv. Michele Meneghel, suo genero. Nel solo Triveneto Dersut Caffè serve oggi più di 3.500 esercizi pubblici e ha una presenza significativa in vari mercati europei.

“Siamo lieti che Dersut Caffè abbia aderito alla nostra associazione, si tratta infatti di un nuovo socio di altissima qualità che ci permette di rafforzare in modo significativo la nostra presenza sul Triveneto – ha commentato Luigi Zecchini, presidente Inei – Un’area già presidiata dai costruttori di attrezzature nostri associati e che ora trova in Dersut Caffè un riferimento importante”.

Inei sostiene la candidatura dell’espresso italiano a patrimonio Unesco

L’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei) entra a fare parte della compagine di associazioni e aziende che sostengono il Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale. Quest’ultimo sta avviando le pratiche per richiedere all’Unesco di annoverare l’espresso italiano tra i patrimoni immateriali dell’umanità. Al momento in Italia hanno ritenuto questo riconoscimen  to l’opera dei pupi, il canto a tenore, l’arte del violino a Cremona, le macchine a spalla e la dieta mediterranea (e nella lista globale è già incluso il caffè alla turca).

“L’espresso italiano è espressione di un popolo e della sua cultura, vederlo annoverato nella lista dei patrimoni immateriali dell’Unesco sarebbe un riconoscimento che sottolineerebbe ulteriormente questo legame – ha dichiarato Luigi Zecchini, presidente Inei – Noi siamo in prima linea nella certificazione dell’espresso dal 1996 e ci sembra importante collaborare a raggiungere un obiettivo così rilevante come il riconoscimento Unesco”.

“All’Inei rivolgo un personale e caloroso benvenuto nell’ambito del Consorzio e confido che insieme la strada per raggiungere lo scopo che il caffè espresso italiano tradizionale possa essere annoverato quale patrimonio immateriale dell’Unesco sia meno ardua – ha commentato Giorgio Caballini di Sassoferrato, presidente del Consorzio – Sono certo che Inei e le aziende associate certamente ci agevoleranno il cammino per ottenere questo riconoscimento”.

Domani si votano i tre baristi più amati d’Italia (e li si fa volare in Brasile)

Espresso Italiano Day 2014 - Logo“Se ami il tuo barista, mandalo a quel paese”: questo lo slogan di Espresso Italiano Day, la giornata nazionale del caffè che si tiene domani e che vede coinvolti 2.000 bar in tutta Italia. I clienti potranno infatti votare il loro bar preferito tramite la nuova app MyCoffeeCup per iPhone/iPad e Android, disponibili sui rispettivi store. I tre bar più votati vinceranno un viaggio in Brasile, alla scoperta del caffè.

“Espresso Italiano Day è l’appuntamento annuale con il quale desideriamo porre al centro dell’attenzione per un giorno quella bellissima professione che è il barista – racconta Luigi Zecchini, presidente Istituto Nazionale Espresso Italiano – Quest’anno vogliamo coinvolgere attivamente i clienti dei bar dando loro l’opportunità di premiare i baristi che ritengono più capaci e attenti, quei professionisti quindi in grado di assicurare qualità e servizio ogni giorno dell’anno”.

È disponibile a www.espressoitaliano.org la mappa dei bar aderenti a Espresso Italiano Day 2014, che comunque come tutti gli anni riporteranno una speciale vetrofania sulla porta. Sempre disponibile sul sito, per tutti coloro che vogliono conoscere meglio la tazzina di caffè, la guida L’Italia dell’Espresso.

BWT Water+More, Caffè Castorino e Brita nuovi soci dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano

logo inei copiaBWT, Castorino e Brita sono entrate nell’Istituto Nazionale Espresso Italiano. Sale così a 40 il numero delle aziende associate all’Istituto che tutela la qualità del caffè al bar e promuove la cultura del caffè italiano.

BWT Water + More è stata fondata nel 2005 come società affiliata al 100% della BWT AG, nata a sua volta nel 1990 e che conta nel mondo circa 2.800 dipendenti in quattro stabilimenti e centri di ricerca e sviluppo. La sua missione è ottimizzare l’acqua potabile disponibile, utilizzando soluzioni funzionali e tecnicamente perfette per ogni applicazione di destinazione, anche per le macchine espresso.

Caffè Castorino, torrefazione con sede a Salerno, nasce nel 1946 ad opera di Antonio Castorino, che iniziò dapprima un’attività di commercio di caffè e successivamente, avendo acquisito una certa esperienza sul campo, impiantò un proprio laboratorio artigianale con una macchina torrefattrice a legna per la lavorazione del caffè, da allora commercializzato nelle province di Basilicata e Campania.

Brita ha per missione la filtrazione dell’acqua, anche per le macchine per caffè. Azienda a conduzione familiare, ha inventato oltre 45 anni fa la caraffa filtrante. Dal 1980 BRITA si è espansa nei mercati internazionali e attualmente i suoi prodotti sono distribuiti da filiali e aziende partner in oltre 60 paesi.

“L’ingresso di questi nuove aziende nel nostro sodalizio riflette la volontà dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano di coinvolgere l’intera filiera del caffè – ha commentato Luigi Zecchini, presidente Inei – L’espresso al bar è un prodotto complesso che richiede evidentemente un’attenzione particolare alle miscele utilizzate e alle attrezzature, ma non da ultimo all’acqua che deve avere caratteristiche precise per garantire una perfetta resa in tazza”.