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Arriva il webinar Digital Coffee con Luigi Morello e Massimo Giordani

Luigi Morello, Presidente IEI, e Massimo Giordani, Digital Strategist e Presidente AISM, saranno ospiti di Carlo Odello, General Manager IEI, giovedì 18 giugno alle ore 17:30 per affrontare il tema attuale di come il digital marketing sosterrà la ripartenza del coffee business italiano.

L’incontro si sosterrà sulla piattaforma GoToMeeting.

Per iscrizioni rivolgersi a questo link: https://bit.ly/iscrizione_webinar_AISM

I partecipanti riceveranno una mail con i riferimenti per il collegamento al webinar.

StayTuned!

Il bar del futuro: fusione tra cultura e design

L’Istituto Espresso Italiano (IEI) lavorerà con la Scuola del Design del Politecnico di Milano nell’esplorazione del bar del futuro. Inizierà infatti la settimana prossima il workshop in collaborazione tra le due istituzioni che coinvolgerà gli studenti dell’Ateneo nella ricerca di soluzioni di design che esaltino la figura del barista e della caffetteria e che stimolino la diffusione della cultura del caffè presso il cliente.
Per gli studenti sarà un modo di confrontarsi finalmente con brief concreti e progettare per un vero committente. Normalmente gli esiti sono sempre molto stimolanti perché in una sola settimana si riescono a intravedere nuove visioni, scenari e idee di prodotto condividendo una grande intensità, generosità ed entusiasmo.
«Mai come oggi è importante immaginare il bar del futuro, un luogo che deve coniugare il piacere del caffè con il gusto per la scoperta del suo mondo da parte del cliente – ha affermato Luigi Morello, presidente IEI – La collaborazione con la Scuola di Design del Politecnico di Milano è la conseguenza naturale: significa porre la creatività dei designer del futuro specialmente al servizio dei giovani consumatori e giovani baristi a cui è affidato l’avvenire del nostro settore».
«Credo sia una grande opportunità quella di far collaborare giovani menti creative e le istituzioni. Da un lato lo scambio di idee e di visioni tra generazioni completamente diverse, manager e studenti, chiarisce alle istituzioni la mentalità e le esigenze di un pubblico che sarà quello del prossimo futuro – ha dichiarato Raffaella Mangiarotti, architetto e designer, professore alla Scuola del Design del Politecnico di Milano – Dall’altro  è anche un modo di ripensare a se stessi in modo critico, uscire dalla solita routine che ci fa rincorrere i piccoli problemi di tutti i giorni e avere lo spazio e il tempo per ripensare a cose più grandi e più importanti, ossia che forma avrà il nostro futuro».
 
 

Istituto Espresso Italiano (IEI) e SCA Italy: “Il prezzo del caffè al bar deve essere proporzionale alla qualità della tazzina”

L’Istituto Espresso Italiano (IEI) e SCA Italy (Specialty Coffee Association) si sono incontrati per fare chiarezza sul giusto valore da dare al caffè, dando voce a tutti quei professionisti e quelle aziende che ogni giorno si impegnano affinché quella tazzina di espresso sia la migliore proposta possibile in termini di qualità. Protagonisti della diretta Luigi Morello, Presidente IEI, e Alberto Polojac, Coordinatore Nazionale SCA Italy, coadiuvati da Carlo Odello (direttore generale IEI) e Valentina Palange (coffeeblogger di SpecialtyPal) come moderatori.

“Ci troviamo a discutere del paradosso di voler imporre un prezzo fisso a quello che è universalmente considerato un’eccellenza enogastronomica italiana, vero simbolo del made in Italy – ha dichiarato Alberto Polojac – Il prezzo di un espresso in Italia, per mera convenzione, resta fra i più bassi al mondo. Se per altri prodotti alimentari il pubblico può scegliere tra diverse proposte secondo una semplice logica di qualità/prezzo, per il caffè questa discrezionalità sembra non essere concessa”.

“Il prezzo del caffè al bar deve essere legato alla sua qualità, uscendo da una logica di prezzo fisso della tazzina – ha affermato Luigi Morello – Oggi il prezzo medio sul mercato italiano è difficilmente sostenibile limitando lo sviluppo del settore, sia a monte che a valle: i coltivatori nei paesi di origine non si vedono riconosciuto il proprio lavoro, così come non lo vede il barista che si trova inoltre senza risorse per l’evoluzione della propria attività a favore della clientela”.

La parola chiave è dignità. Tanti i temi affrontati nel corso del dibattito, primo fra tutti quello che costituisce forse il nodo principale della questione: restituire all’espresso la sua dignità di prodotto e valorizzare la figura del barista. Polojac ha ribadito che è necessario smettere di considerare il caffè come un’indifferenziata commodity. La conseguenza è quella di soffocare il mercato: un settore che non riesce ad esprimere le sue potenzialità, che non ha incentivi per migliorarsi. Polojac ha sottolineato come il mercato debba potersi aprire a nuove opportunità di consumo, anche con caffè speciali, lavorati con capacità e con straordinario patrimonio organolettico.

Fare sistema è fondamentale. Morello ha sottolineato l’importanza delle sinergie da parte di tutti gli operatori del settore: occorre lavorare insieme per dare al consumatore consapevolezza e strumenti per riconoscere la qualità e premiarla, scegliendo autonomamente dove consumare il proprio rito quotidiano. Un primo passo in questa direzione è rappresentato dal dibattito intavolato da SCA Italy e IEI, che hanno scelto di unire le forze con un’iniziativa storica finalizzata a sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema così importante. L’auspicio è di poter entrare in un qualunque bar italiano e bere un caffè quanto meno fatto bene, corrispondendogli il giusto prezzo e poi da lì poter salire in una scala di qualità, pagando sempre di più quello che corrisponde effettivamente a una tazza migliore, risultato non scontato di una lunga e complessa filiera produttiva in cui ciascun passaggio ne determina il valore.

Il giusto prezzo. Per determinare il prezzo equo della tazzina al bar, occorre considerare diversi fattori: la selezione della materia prima, la scelta delle attrezzature, la qualità del servizio e non da ultimo l’investimento nella formazione, fondamentale per potere acquisire le competenze. Un discorso valido in entrambi i sensi, perché se esistono tazzine che non valgono nemmeno l’euro convenzionale che si vorrebbe imporre al prodotto, esiste però anche una vastissima offerta, complessa e diversificata, che include miscele di alta qualità fino ad arrivare all’eccellenza proposta dal movimento dello specialty coffee, per la quale quell’euro, conti alla mano, non è certamente sostenibile. Il prezzo di un espresso in Italia è tra i più bassi in Europa. In Nord Europa si va da 2,36 a 3,00 euro, in Austria e in Germania tra 1,75 e 1,90, in Francia 1,60, in Spagna 1,39, in Russia e in Polonia 1,50 e in Grecia e in Romania 1,30.

La sostenibilità della tazzina. È stato sollevato anche il tema importante della sostenibilità. Si è ricordato che 1 euro rappresenta il compenso medio giornaliero di un raccoglitore di caffè. Ecco che investire pochi euro su un prodotto di qualità acquista un significato diverso per la sostenibilità di tutta la filiera ed ecco che un incremento di qualche centesimo diventa giustificato se accompagnato da un prodotto migliore e preparato con la cura necessaria.

Guarda l’incontro qui.

 

Domani IEI e SCA Italy insieme per parlare del giusto prezzo della tazzina (diretta Facebook)

Domani 28 maggio, alle ore 18.30, SCA Italy e Istituto Espresso Italiano (IEI) si incontrano per fare chiarezza sul dibattuto tema del costo del caffè al bar, di cui tanto si è parlato in questi giorni.

In diretta sulle pagine Facebook delle due organizzazioni verrà trasmesso il dibattito "Qualità da vendere – Il giusto prezzo della tazzina". Interverranno Luigi Morello (presidente IEI) e Alberto Polojac (Coordinatore Nazionale Sca Italy) moderati da Carlo Odello (direttore generale IEI, Istituto Espesso Italiano) e Valentina Palange (Specialty Pal).

 

Prezzo del caffè al bar: il Codacons gioca sulla pelle del barista

L’Istituto Espresso Italiano dissente dalle osservazioni mosse dal Codacons in merito all’aumento del prezzo del caffè al bar nella Fase 2.

“E’ un vero e proprio scandalo che commercianti ed esercenti scarichino i mancati guadagni e i maggiori costi legati al coronavirus sui consumatori finali". Così ieri il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, facendo riferimento ad alcune segnalazioni di prezzi dell’espresso al bar alla loro riapertura, aggiungendo inoltre che “speriamo si tratti di situazioni isolate, e che gli esercenti non decidano in massa di ritoccare i listini per rifarsi dei minori guadagni e dei costi di sanificazioni dei locali". L’Istituto Espresso Italiano (Iei) non può condividere questa posizione che ha il sapore di una critica ideologica non tenendo in debita considerazione la congiuntura economica attuale ma, soprattutto, al di là di questa, i fattori che incidono sul prezzo del caffè al bar.

«Rienzi, prima di dire se il caffè è troppo caro dovrebbe informarsi sull’origine del prodotto e sulle le condizioni di servizio – ha affermato Luigi Morello, presidente dell’Istituto Espresso Italiano – visto che in Italia il caffè al banco è storicamente tra i più economici in Europa e il margine sulla tazzina in questi anni si è notevolmente ridotto: parlare di rincari in modo generico è pura demagogia».

«Il problema essenziale è che con un prezzo che non garantisce margini adeguati blocchiamo anche lo sviluppo del settore – ha continuato Morello – Essenzialmente il barista non ha risorse da investire per innovare la propria attività, per formare se stesso e i collaboratori, per fornire un servizio ancora migliore al cliente»

Consumatori disposti a pagare di più. Tra l’altro la posizione del Codacons, seppure supportata da alcune segnalazioni, non trova conferma su base generale: proprio un sondaggio condotto dall’agenzia internazionale YouGov per conto dell’Istituto Espresso Italiano (Iei) a inizio maggio ha evidenziato la volontà degli italiani di premiare con un prezzo maggiore i baristi che investiranno in qualità migliore e applicheranno con zelo le norme di sicurezza.

Il prezzo di una tazzina di Espresso in Europa. Il prezzo di un espresso in Italia è tra i più bassi in Europa. In Nord Europa si va da 2,36 a 3,00 euro, in Austria e in Germania tra 1,75 e 1,90, in Francia 1,60, in Spagna 1,39, in Russia e in Polonia 1,50 e in Grecia e in Romania 1,30.

 

Il futuro della ristorazione nel webinar di Enaip Lombardia con Luigi Morello 

Il 14 maggio alle ore 17:00 l’Istituto Espresso Italiano (IEI) sarà presente con il suo Presidente Luigi Morello al webinar gratuito di Einap Lombardia dedicato al mondo della ristorazione per parlare di "Intuizioni attorno al futuro della ristorazione."


ISCRIVITI: https://bit.ly/3doOSH8
PARTECIPA: https://bit.ly/2Li9B3c
 

Ripensare gli spazi per ristoranti e food: questa sera a Open House con Marina Berlinghieri, Luigi Morello e Maurizio Lai

Questa sera, lunedì 11 maggio alle ore 19:00 in diretta su Facebook a Open House di Marina Berlinghieri si parla di spazi per ristorazione e food in questi momenti complicati con Maurizio Lai e Luigi Morello.

Maurizio Lai è architetto (Maurizio Lai Architects), scenografo e designer, progetta per il settore commerciale, turistico e residenziale, secondo una ricerca espressiva originale, dove la luce gioca un ruolo fondamentale (www.laistudio.com).

Luigi Morello è Business Unit Director del Gruppo Cimbali e presidente dell’Istituto espresso italiano (www.inei.coffee).

Covid-19: se non riaprono i bar decine di migliaia di posti di lavoro a rischio

Preoccupazione tra gli operatori dell’ospitalità per la Fase 2 dell’emergenza Covid-19. A lanciare l’allarme, unendosi al coro delle associazioni del settore, l’Istituto Espresso Italiano (IEI), che con il suo marchio riconoscibile in Italia e all’estero è tra i principali promotori del settore. La preoccupazione più grande nasce dai rumors sugli indirizzi che il Governo lancerà con i prossimi decreti, la cosiddetta Fase 2, che potrebbero mettere in coda alla ripresa la riapertura di esercizi pubblici come bar e ristoranti.

«Questa situazione drammatica riguarda tutti i lavoratori del comparto, ma noi siamo preoccupati soprattutto per i più giovani che negli ultimi anni hanno investito sempre di più energie e risorse in questo settore di tendenza – afferma Luigi Morello, presidente IEI – è naturale che saremo tutti chiamati a rispettare le disposizioni del governo, ma i danni di una riapertura tardiva saranno pagati dalla generazione che rappresenta il futuro dell’ospitalità italiana, tra l’altro quella che ha dimostrato segni di grande vivacità e amore per il proprio lavoro».

L’Italia è la patria del caffè. Chi consuma caffè espresso beve principalmente 1 o 2 tazzine al giorno (58%) e preferisce la mattina come momento di consumo: il 77% di chi beve caffè espresso lo fa tutti i giorni appena sveglio. A tracciare una mappa dei costi e degli usi che gli italiani sostengono e fanno della bevanda che ci tiene svegli, ci ha pensato Coffee Monitor, il primo focus dell’Osservatorio social monitoring di Nomisma sviluppato in collaborazione con Datalytics. Sul podio sale il caffè espresso, la principale tipologia di caffè scelta dagli italiani che hanno consumato la bevanda negli ultimi 12 mesi. E il consumo è un consumo abituale. L’espresso viene scelto dal 93% dei consumatori di caffè. Residuale la percentuale di chi predilige il caffè americano, orzo o altre tipologie di bevanda (7%).

Il caffè espresso si beve al bar. Il 58% di chi beve caffè espresso lo fa per trovare la carica necessaria ad affrontare la giornata. Espresso non è tuttavia solo fonte di energia, chi lo beve lo fa anche per il gusto (51%) ed in parte per abitudine (30%). Il caffè espresso evoca nell’immaginario dei consumatori momenti di relax (53%), un piacere (47%), ma al contempo un rito, una tradizione (37%). Il consumo di caffè espresso non è relegabile in un solo luogo, prevale piuttosto una modalità di consumo “multi-luogo”, il bar resta comunque quello preferito, scelto dal 72% del target di riferimento.

Il comparto bar. Con oltre 149mila bar sparsi in Italia, ogni giorno vengono serviti in media 175 caffè, cioè il 32,5% di fatturato del bar. Il mercato del caffè (bar, ristoranti e hotel) sfiora i 2 miliardi di euro all’anno. In sei regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Campania) si concentrano i due terzi delle imprese del settore. Il 54,2% di queste imprese è una ditta individuale e la variabilità regionale intorno a questo valore è assai sostenuta. La forbice va dal valore minimo dell’Umbria (43,1%) a quello massimo della Calabria (77,3%). Il 31,3% delle imprese sono società di persone, mentre la quota delle società di capitale è di poco al di sopra del 13%.

La “fabbrica” del caffè in Italia. L’industria italiana del caffè è uno dei settori industriali più brillanti del food & beverage del nostro Paese. In Italia, nel Settore Caffè, operano oltre 800 torrefazioni con circa 7.000 addetti e un fatturato vendite 2017 di 3,9 miliardi di euro di cui 1,35 derivanti dall’esportazione. L’Italia rappresenta il terzo Paese al mondo (dopo la Germania e Belgio) per i volumi di esportazione di caffè in tutte le sue forme. Nel 2017 l’export di caffè torrefatto è arrivato, secondo i dati del Comitato Italiano Caffè, a 249 Mln kg di caffè verde equivalente, con un aumento del 5% rispetto al 2016. Analizzando i dati storici del Comitato Italiano del Caffè negli ultimi 10 anni le esportazioni di caffè torrefatto si sono più che raddoppiate. L’export italiano di caffè torrefatto ha superato nel 2017 i 1.350 Mln €.

L’Istituto Espresso Italiano. L’Istituto Espresso Italiano (Iei), di cui fanno parte torrefattori, costruttori di macchine per caffè e macinadosatori e altre aziende della filiera, tutela e promuove la cultura dell’espresso e del cappuccino italiani di qualità. Oggi conta 34 aziende aderenti con un fatturato aggregato di circa 700 milioni di euro. Maggiori info: www.inei.coffee.