Archivi tag: macinadosatore

I sistemi di macinatura: le macine coniche

Le macine coniche sono molto diverse tra loro: la prima, quella interna, che riceve il moto dall’albero motore, ha forma tronco-conica. La seconda è cilindrica solo esternamente, ma internamente presenta la stessa forma, benché capovolta, in modo da consentire una perfetta compenetrazione della macina rotante. Anche le macine coniche hanno diametri diversi in funzione della capacità di lavoro richiesta: 58-63 mm per una produzione media di caffè e diametri di 71-83 mm per produzioni elevate.
La velocità di rotazione del motore è molto inferiore – 400-600 giri per minuto – rispetto a quella utilizzata in apparecchi con macine piane e i motori sono più prestanti, con la conseguenza che il caffè subisce un riscaldamento decisamente più limitato anche quando è forte la richiesta di macinato. Il grado di macinatura si regola come per le macine piane, agendo sulla ghiera di regolazione.

Luigi Odello

Da Espresso Italiano Specialist (Centro Studi Assaggiatori)
shop.assaggiatori.com

Conti Valerio Srl lancia con Eureka 1920 il nuovo macinacaffè “Mignon Libra“

Eureka lancia sul mercato il Mignon Libra, macinacaffè tecnologico Made in Italy dalle prestazioni professionali dotato del nuovo sistema di pesa incorporato che semplifica il lavoro del barista e dei coffee lovers riducendo a zero lo spreco.

Il nuovo modello è stato presentato in anteprima all’ultima edizione del “World of Coffee“, tornato dopo 3 anni a Milano, con ottimi risultati di affluenza e di pubblico. Oltre 11.000 i partecipanti nei tre giorni dell’evento, richiamati dalle competizioni di settore ma anche dagli oltre 80 torrefattori internazionali presenti al Roaster Village, con Eureka protagonista come sponsor ufficiale per l’equipment dell’area.

Una splendida cornice per il nuovo Mignon Libra e la sua nuova “Instant Grind Weighing Technology“, che entra quest’anno nell’offerta Eureka attraverso un prodotto compatto e allo stesso tempo capace di prestazioni all’avanguardia. Pensato in particolare per ottimizzare l’utilizzo di materie prime pregiate come gli Specialty Coffee, il Mignon Libra consente di impostare il peso della dose di caffè macinato che si vuole ottenere, al posto del tradizionale tempo di macinatura. Un cambio di paradigma che va incontro alle esigenze di ridurre il tempo di macinatura e lo spreco di materia prima, offrendo allo stesso tempo una maggiore semplicità di utilizzo e una precisione elevatissima, garantendo performances anche superiori a prodotti molto più costosi attualmente presenti sul mercato.

Abbiamo voluto coniugare le performance professionali del macinacaffè con la semplicità e la rapidità di un sistema di erogazione altamente intuitivo – spiega Maurizio Fiorani, managing director di Eureka – il nuovo sistema di pesa interno è estremamente versatile, sia per le esigenze degli operatori professionali, sia per l’utilizzo domestico e prevediamo volumi importanti per questo prodotto che il frutto di un lungo lavoro di ricerca e sviluppo. L’aumento del costo del caffè, specie in questo periodo, richiede attrezzature in grado di minimizzare lo spreco e il nuovo Mignon Libra si inserisce in una tendenza di mercato che vede una sempre maggiore richiesta di caffè di alta qualità e di attrezzature che vadano a intercettare una domanda crescente nella fascia premium con una duplice categoria di target, sia nei coffee shop che offrono un’ampia varietà di caffè di elevata qualità e pregio, sia a casa. Anche nel settore domestico, infatti, è aumentata notevolmente la fetta di appassionati alla costante ricerca di prodotti performanti, in grado di garantire un’ottima qualità in tazza per ogni tipologia di caffè e nello stesso tempo facili da usare.

I Plus tecnologici del Mignon Libra.
Mignon Libra è dotata del sistema di pesa “Instant Grind Weighing Technology“ e corredata da un display touch che consente di impostare la quantità esatta della macinatura sia della dose singola, sia della doppia. Sempre attraverso il display si può impostare la macinatura a peso anche nella modalità continua, sempre senza sprechi di caffè.
La precisione della misurazione del peso (tra 0,1 e 0,3 grammi) è una caratteristica essenziale che rende il prodotto eccellente anche confrontato con prodotti più grandi e molto più costosi. Così come la stabilità delle prestazioni, al top del settore, anche al variare della macinatura impostata.
Alte le prestazioni in termini di silenziosità, velocità e azzeramento dello spreco. La macchina è in grado di pesare il caffè macinato nel portafiltro in tempo reale durante la macinatura e la forcella metallica Hands-Free, estremamente veloce da regolare manualmente senza la necessità di alcuno strumento, permette di utilizzare la tecnologia di pesatura con qualsiasi tipo di portafiltro.
Le macine piane da 55 mm consentono una produttività elevata (1,4 – 1,8 g/s per l’espresso), mentre il sistema di regolazione micrometrica continua (brevettato) garantisce la precisione del settaggio.
La manopola di regolazione Extra Comfort offre una maggiore comodità di utilizzo e il sistema Anti-Clumps & Elettrostaticità garantisce un’elevata consistenza della dose e un’area di lavoro sempre pulita. La Tecnologia Silent riduce l’impatto sonoro a circa 64 dB e il Mignon Libra è a suo agio anche con dosi extra large (>16 grammi), grazie al dedicato dosing funnel realizzato appositamente dall’azienda e disponibile come optional per rendere sempre più semplice e confortevole l’atto quotidiano della macinatura del caffè.

Come sarà il macinadosatore del futuro? Lo spiega Giovanni Mazzer a Mixer

Il macinadosatore del futuro sarà quello che meglio saprà ascoltare le esigenze del barista e del torrefattore. Questo attrezzo è  e sarà un elemento essenziale nella realizzazione di caffè espresso perfetti. La lunga storia della tradizione italiana si sposa alle innovazioni portate dalle nuove esigenze dei baristi per un futuro di grande crescita. Il macinadosatore è il migliore amico del barista, lo spiega Giovanni Mazzer di Mazzer Luigi Spa, socio dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei).

Leggi  l’intervista pubblicata sul numero di ottobre  2017 di Mixer qui.
 

Caffè e Barolo libre

di Luigi Odello

Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e del Centro Studi Assaggiatori, segretario generale dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano. 

 Un giorno un produttore di Barolo volle visitare un grande cliente, perché non riusciva a capire come un locale notturno potesse consumare un paio di casse la settimana del celebre vino. Vero è che non prendeva i cru e nemmeno le annate famose, ma comunque il consumo era consistente. Così, da solo e in incognito, si avventurò in quell’ambito a lui così poco noto. Era dai tempi della scuola che non metteva più piede in un locale di quel tipo. Ne uscì dopo neppure mezz’ora, barcollando senza avere bevuto. Costeggiava il fiume che c’era lì vicino con decisi intenti suicidi, ai quali rinunciò solo perchè non aveva avuto modo di scrivere un commiato ai suoi famigliari. Il motivo di tanta disperazione era dovuto al fatto di avere constatato con i propri occhi che il suo Barolo finiva con la cola per long drink che venivano venduti come Barolo libre, versione light del celebre cocktail, e tracannati senza neppure chiedersi di chi fosse il vino.

Ma era un produttore di Barolo. Se fosse stato un torrefattore probabilmente si sarebbe complimentato con il gestore del locale e lo avrebbe invitato gratuitamente a frequentare l’ultimo corso di caffetteria della propria scuola aziendale. Questo nuovo percorso formativo si chiama “mischia mischia”. Lo sa anche il torrefattore, il nome è sbagliato, perchè qualcuno l’ha inteso male e ora taglia il suo caffè con quello comprato a 3,99 euro al supermercato. Ma sta diventando un successo, i baristi lo amano: in mezza giornata imparano a incorporare un espresso in 173 ingredienti diversi. Soprattutto vanno via con una certezza: quello che conta per il successo è la fantasia. Con questa dote e qualche ingrediente non è più importante sapere tarare il macinadosatore, né guardare che in tazza ci siano 25 millilitri, né imparare a valutare i 130 parametri che riporta l’ultima mappa sensoriale dell’espresso. Un po’ è contento anche il torrefattore, che non ha più contestazioni se il caffè viene bene o meno. Tutti soldi di assistenza risparmiati.

E’ a questo che dobbiamo preparaci in Italia? Pare di sì. Il “liceo del caffè”, dove si impara attraverso i propri organi di senso a riconoscere le buone caratteristiche di una miscela, a gestire correttamente un macinadosatore e una macchina si può tranquillamente saltare. Si passa subito ai corsi superiori.

Se digitate su un browser “scuole di caffè” Google vi restituisce circa tre milioni di risultati, tanti sono i corsi. Quasi tutti uguali, quasi tutti con l’enfasi per la latte art e il bere miscelato. Argomenti dei quali siamo profondi estimatori, ma che costituiscono un perfezionamento e non la base per l’operatore dell’ospitalità. Se i programmi sono per lo più simili, i docenti sono per la maggior parte ignoti, quando va bene viene citato il nome, in rasi casi è riportato un breve curriculum.

L’attività formativa è quanto di più importante per il settore del bar per affrontare con successo l’attuale momento, ma i torrefattori devono avere le idee chiare, altrimenti rischiano. E con loro rischia il made in Italy e rischia l’Espresso Italiano.
Per fortuna non tutto è così. Ci sono aziende che tengono alta la nostra cultura senza fare sconti per le mode, che non diventeranno mai tradizione perché innovazione non sono.

Gruppo Cimbali acquisisce Casadio

Gruppo Cimbali S.p.a. ha acquisito Casadio S.r.l., azienda specializzata nella produzione di macinadosatori. "Con l’acquisizione di Casadio, Gruppo Cimbali intende rafforzare la propria presenza nell’area dei macinadosatori tradizionali – si legge in una nota diffusa dall’azienda – Grazie all’iniezione di competenze specifiche, conta di dare un forte impulso ai processi di sviluppo di nuovi prodotti già in corso". L’azienda ha inoltre dichiarato che dall’acquisizione sono attesi benefici per tutti i marchi del gruppo: le sinergie consentiranno a Cimbali, Faema e Casadio di mettere a disposizione del mercato prodotti sicuramente migliori in tempi molto più brevi. E inoltre questa operazione permetterà di esplorare le potenzialità del mercato dei macinadosatori, per esempio nel segmento dell’istantaneo (on-demand).