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Grandi cuochi e creatori di miscele

di Luigi Odello
(Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè)

Luigi_OdelloÈ Alan Wong, con un patrimonio di circa 800 milioni di euro, il cuoco più ricco del mondo, da quanto si legge in una classifica comparsa su Huffington Post. Ne seguono altri 20, nessuno di questi è in Italia. Non molto meglio il nostro Paese emerge dalla classifica dei primi 50 cuochi del mondo uscita lo scorso anno ad Aprile. Gli italiani occupano posizioni di coda. Qualcuno ha detto che è dovuto al forte attaccamento alla tradizione dei nostri chef che impedisce loro di essere creativi.
Eppure la cucina italiana è una delle migliori del mondo, se non la migliore.

Facciamo un parallelo con il settore della torrefazione, dove ultimamente si registrano delle new entry che si propongono come innovatori. Non hanno trascorso una vita vicino a una tostatrice, non possono vantare un patrimonio di esperienza, ma per loro questo è un dettaglio di secondaria importanza. La figura di un Alan Wong nel mondo dei torrefattori manca ancora, mentre nel mondo del vino qualcosa che gli somiglia c’è. Quindi c’è la possibilità di farsi strada diventando artisti del caffè. E può darsi che ci riescano, proponendo stranezze per acquisire visibilità. Noi glielo auguriamo, ma siamo sempre più convinti che le miscele italiane, quando si tratta di espresso, siano tra le migliori del mondo, o forse le migliori. E a renderle tali è proprio la tradizione, tramandata in modo silente, governata dalla passione e dal buon senso.

Provinatore

 

Ultimi posti disponibili per il Master Professional Iiac

Sono disponibili gli ultimi posti per il Master Professional in Analisi Sensoriale e Scienze del Caffè in programma a Brescia dal 19 al 21 marzo.

 

Il Master Professional dello Iiac è l’unico al mondo completamente focalizzato sull’espresso italiano in chiave sensoriale. Questi i corsi in programma:

  • 19 marzo: Monorigini e Miscele (M4);
  • 20 marzo: Espresso Italiano Roasting (M5, tostatura e miscelazione)
  • 21 marzo: Sensi, cervello, analisi sensoriale (M3, psicofisiologia sensoriale)

Tutte le informazioni e la scheda di iscrizione su www.assaggiatoricaffe.org

 

Nuovo corso per Espresso Italiano Trainer, ambasciatori del vero espresso italiano

Sono riuniti in un albo che ne conta diciotto in diversi paesi nel mondo. Non si tratta di un’èlite esclusiva, bensì di professionisti che hanno iniziato un percorso per la diffusione della cultura dell’espresso italiano. Si chiamano Espresso Italiano Trainer, figure abilitate allo svolgimento del seminario Espresso Italiano Experience, incontri dedicati a operatori e consumatori attenti in cui si forniscono le informazioni e la tecnica di assaggio di base per valutare quello che si trova in tazza.

Si diventa Espresso Italiano Trainer frequentando lo specifico corso di abilitazione successivamente alla frequenza dei corsi di patente per Assaggiatore di Caffè, di Espresso Italiano Specialist e di psicofisiologia sensoriale. Per chi ha frequentato già i primi due corsi, è quindi sufficiente la frequenza al corso di psicofisiologia sensoriale del 21 marzo e all’abilitazione a Espresso Italiano Trainer il 22 marzo (entrambe le giornate si terranno a Brescia).
Chi desiderasse approfondire ulteriormente l’analisi sensoriale del caffè potrà inoltre frequentare il 19 marzo il corso Caratterizzazione Sensoriale delle Monorigini e delle Miscele e il 20 marzo il corso Espresso Italiano Roasting. Tutte le informazioni a www.assaggiatoricaffe.org

I caffè vincitori di International Coffee Tasting 2012

Si è concluso a Brescia il concorso internazionale tra caffè. Per due giorni giudici di diversi paesi hanno assaggiato e valutato caffè provenienti da tutto il mondo: ecco tutti i vincitori

Chiude a Brescia la quarta edizione di International Coffee Tasting, il concorso internazionale in cui si sono sfidati caffè di tutto il mondo. A 26 giudici provenienti da 11 paesi il compito di valutare ben 113 caffè da 13 paesi: un banco di prova davvero internazionale che ha decretato i prodotti vincitori del concorso (NdR: l’elenco è in calce).

"I caffè vincitori hanno in comune una straordinaria ampiezza aromatica – ha commentato Luigi Odello, presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e professore di Analisi sensoriale in diverse università italiane e straniere – A questa si accompagna un corpo che, pur di spessore, evidenzia rotondità e setosità".

Tra i prodotti in concorso anche cialde e capsule, fenomeno in forte crescita negli ultimi anni. Interessante notare come questi caffè tendono ad avvicinarsi all’espresso del bar, ma non riescono ancora a raggiungerlo per quanto riguarda la composizione della crema, il corpo e la potenza aromatica.

"Altrettano interessante vedere come i produttori stranieri di caffè espresso stanno facendo progressi – ha concluso Odello – Sicuramente stanno cercando di allinearsi con lo stile italiano".

Sponsor del concorso sono stati Wega Macchine per Caffè, Luigi Bormioli e Compak. La competizione ha goduto inoltre del patrocinio del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dell’International Academy of Sensory Analsys.

I vincitori di International Coffee Tasting 2012 (ex aequo, in ordine alfabetico, tra parentesi il nome del prodotto vincitore):

Espresso – Miscele Italiane

  • Costadoro, Torino (Coffee Lab)
  • Esperia Distribuzione, Monza Brianza (Caffè Milano)
  • G.I.Fi.Ze, Bologna (Club Kavè)
  • Holly di Ulivieri Raffaele, Perugia (Bar 100% Arabica)
  • Italcaffè, La Spezia (Excelso Bar)
  • La Genovese, Savona (Caffè Anniversario Metal Box)
  • La Genovese, Savona (Caffè Qualità Royal)
  • Milani, Como (Milani Gran Espresso)
  • Mokaor, Vercelli (Intenso)
  • Omkafè, Trento (Miscela Superbar)
  • Taurocaf di Alberto & Anzola, Torino (Caffè Alberto Miscela Pappagallo Rosso)
  • Torrefazione Caffè Gran Salvador, Brescia (100% Arabica CE)
  • Torrefazione Caffè Gran Salvador, Brescia (100% Arabica N)
  • Torrefazione Caffè Roen, Verona (Espresso Bendinelli – 100% Arabica Gourmet)
  • Torrefazione dei F.lli Morandini, Brescia (Miscela Maxima 100% Arabica)
  • Torrefazione El Miguel, Varese (La Cafferia – Portofino)
  • Torrefazione Olimpica, Rieti (Faraglia Espresso Barrique)
  • Torrefazione S. Salvador, Sondrio (Super Bar)

Espresso – Miscele o monorigini non italiane

  • Cafés Dromedario, Spagna (Dromedario Colombia Nariño Supremo "El Tambo")
  • Cafés Dromedario, Spagna (Pozo Artesania)
  • Cafés Dromedario, Spagna (Tostadora Natural Hosteleria)
  • Caffè Principe, Germania (Ottanta)
  • Droga Kolinska, Slovenia (Barcaffè Bar)
  • Gourmet Coffee Roasters, Sudafrica (Häzz)
  • Milano Coffee, Canada (Espresso # 1)
  • P & F Coffee, Tailandia (P & F Espresso Blend)
  • P & F Coffee, Tailandia (P & F Splendid Blend)
  • Peaberry, Tailandia (House Blend Coffee Roasted)
  • Peaberry, Tailandia (Roadster Blend Coffee Roasted)

Cialde e capsule

  • Caffè Agust, Brescia (Cialda Natura Equa Biofartrade)
  • Mocoffee, Svizzera (Bel Canto – Strato Coffee Machine)
  • Torrefazione Caffè Roen, Verona (Cialda Monodose)

Caffè per macchine automatiche non professionali

  • Milani, Como (Milani Guatemala Antigua El Pulcal)

International Coffee Tasting 2012: perché partecipare

di Carlo Odello

Docente e consigliere dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè

Quest’anno l’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè organizza la quarta edizione di International Coffee Tasting 2012, l’unica competizione internazionale tra caffè. Siedo da qualche anno nel consiglio dell’Istituto e vi posso dire che questo è forse l’appuntamento più sentito all’interno dell’associazione. E’ un onore potere lavorare alla sua organizzazione e, onestamente, anche un piacere potere proporre questa vetrina ai torrefattori di tutto il mondo. Ci sono alcune buone ragioni per parteciparvi.

 La prima: International Coffee Tasting è davvero l’unica manifestazione che pone al centro il caffè in quanto preparazione. Ci sono altre ottime manifestazioni che si occupano del verde, altre dei baristi, altre ancora di metodi più o meno originali di preparazione. Noi invece ci occupiamo del caffè che va sul mercato: quello che sarà effettivamente utilizzato dai baristi o dagli amatori a casa, anche in cialda e capsula. Chi vince fondamentalmente vince la sfida del mercato.

La seconda: tutti i vincitori da quest’anno sono coinvolti nell’open-day che l’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè organizzerà nel 2013, anno del suo ventennale. Una giornata in cui presenteremo alla stampa e agli opinion-leader tutti i prodotti vincitori. Questa visibilità extra si unisce a quella che già prima veniva garantita dalla diffusione dei vincitori alla stampa, alla pubblicazione sul nostro sito e, cosa più importante, alla possibilità di riportare la vittoria sul packaging stesso del caffè.

Per dirla in sintesi, International Coffee Tasting 2012 è quindi il concorso tra i caffè presenti sul mercato reale che accende i riflettori sui migliori. Non ci siamo inventati nulla: nel mondo del vino i concorsi enologici sono all’ordine del giorno, i più grandi hanno migliaia di partecipanti. I ritorni per le aziende vinicole sono incredibili: vincere un concorso supporta in modo eccellente la politica commerciale, dà una marcia in più. Noi nelle ultime tre edizioni abbiamo aiutato le aziende vincitrici proprio in questo senso: a mettersi in evidenza, a fornire ai loro clienti un’ulteriore buona ragione per comprare i loro prodotti.

Per iscrivervi a International Coffee Tasting 2012, scaricate il modulo a:

http://www.assaggiatoricaffe.org/site/?q=webfm_send/17

 

Gli inglesi alla ricerca di caffè migliori

Come sta evolvendo il mercato del caffè nel Regno Unito? L’abbiamo chiesto a Simon Speed Andrews, responsabile della formazione per Miko Coffee.

Qual è la situazione del mercato del caffè nel Regno Unito?

Il mercato del caffè non ha una connotazione precisa, siamo sempre stati ispirati dalla cultura italiana, ma serviamo un prodotto molto più simile allo stile americano con influenze provenienti dall’Australia e dai Paesi Bassi. Il fenomeno Starbucks dell’inizio degli anni ’90 ha fatto capitolare la diffusione e l’espansione dei bar. Il problema è dovuto al fatto che noi beviamo bevande a base di caffè ma il caffè non è sempre stato il criterio principale per giudicare se un prodotto fosse buono o meno. A ogni modo la cultura adesso sta cambiando e i consumatori sono alla ricerca di caffè di buona qualità e l’elemento “espresso” sta diventando molto importante.

Qual è il livello generale di cultura dell’espresso nel Regno Unito?

La cultura dell’espresso di per sè non è visibile. Credo che in parte sia dovuto al fenomeno Starbucks, rafforzato dai professionisti australiani che lavorano nel settore del caffè, che ha spostato l’attenzione verso miscele di qualità tostate artigianalmente. L’attenzione è sì sull’espresso, ma purtroppo ancora più sulle monorigini Arabica 100% piuttosto che sulle buone miscele.

Qual è il futuro del mercato dell’espresso nel Regno Unito e cosa pensi che si potrebbe fare?

Il futuro dell’espresso è molto positivo, anche se per cambiare la cultura dobbiamo focalizzarci di più sull’espresso e formare non solo le aziende del settore ma anche il pubblico, tanto in termini di benefici che una miscela di qualità può dare che di come si prepara correttamente un espresso.
Sfortunatamente viene data ancora poca attenzione al caffè da parte dei bar o di chi lo serve. Una mancanza di conoscenza su come preparare un buon espresso ha portato a quello che possiamo solo descrivere nei casi migliori come un’esperienza mediocre, nei casi peggiori niente più che un povero assaggio privo di aromi.

Un barista ci scrive: “Torrefattori, spiegateci di più”

In risposta all’articolo "Il consumatore al bar non sa cosa beve", ci ha scritto Massimo Limardi, titolare di un bar a Formigine in provincia di Modena. Le considerazioni che esprime ci sembrano uno spunto di riflessione interessante.

Buongiorno, mi chiamo Massimo Limardi e lavoro al Bar 2000 di formigine in provincia di Modena. Faccio questo mestiere da quasi 15 anni, ho 34 anni, e anche mio padre aveva un bar.

Credo che il problema per quanto riguarda il consumatore finale sia importante, ma prima bisogna passare dal barista, che spesso e volentieri viene tenuto all’oscuro dalla composizione della miscela che gli viene venduta. Il rappresentante di qualsiasi ditta di torrefazione è solitamente un buon venditore, ma molto raramente, e voglio essere buono, mi è capitato un rappresentante che utilizzasse un’argomentazione tecnica per cercare di entrare nel mio locale vendendomi il suo prodotto, la maggior parte delle volte centrano il loro discorso sul prezzo.

Nelle migliori delle ipotesi sanno dire, un tanto alla mano, quali sono le percentuali di arabica e robusta, ma se provi a chiedere se si tratta di arabica lavata o naturale non sanno più rispondere, figuriamoci se gli chiedi la provenienza o dati tecnici sulla tostatura. Se proprio ci vogliamo rapportare al mondo del vino almeno i rappresentanti sanno di quali vitigni e fatto quel tipo di vino, quali tecniche vengono utilizzate in cantina, e spesso e volentieri i produttori sono propensi per dare le varie schede tecniche di ogni etichetta da loro prodotta, appunto per sottolineare il loro lavoro, senza nessuna paura.

Io e mio fratello, nel nostro locale, proponiamo una miscela e due monorigine che periodicamente facciamo girare, con una diversificazione del prezzo della tazza a seconda del caffè, spiegando le varie caratteristiche che ci si possono aspettare in tazza a seconda del prodotto di partenza, della provenienza e via dicendo e cercando nel nostro piccolo di fare cultura. Una cultura che prima di tutto deve essere immagazzinata e filtrata da noi, che ci richiede sforzi economici, tutti gli anni investiamo una piccola percentuale dell’utile in corsi mirati, e fisici, visto che il tempo è sempre poco.

Ovviamente tutti questi sforzi non sono supportati dai torrefattori i quali propongono i loro prodotti senza nessuna scheda tecnica o nozioni capaci di stuzzicare la curiosità della clientela, tanto meno la nostra, l’unica cosa a cui sono interessati è mettere sull’insegna del locale il loro nome. Credo che il lavoro da fare sia ancora tanto, e la strada molto lunga se realmente siamo tutti interessati a tutelare il consumatore finale, e ancor di più se vogliamo fare un parallelismo con il mondo del vino.

Nel ringraziarvi per il vostro lavoro, e le opportunità che mi avete dato, e spero ancora mi darete, con i vostri corsi, porgo i più cordiali saluti.

Coffee Experience: nella più grande fiera del vino al mondo arriva il banco di assaggio del caffè

Dal 2 al 6 aprile all’interno di Vinitaly, la più importante fiera del vino al mondo, approda per la prima volta il banco di assaggio del caffè. Coffee Experience, questo il nome del banco di assaggio, sarà ospitato nell’area Agrifood Club e proporrà ai visitatori miscele e monorigini per espresso e per moka.

Coffee Experience sarà organizzato da Veronafiere in collaborazione con il Centro Studi Assaggiatori e godrà del patrocinio dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano. Una vetrina che darà grande visibilità al caffè in una manifestazione che vanta ogni anno oltre 150.000 visitatori, operatori soprattutto del canale Horeca, di cui 45.000 stranieri, e oltre 2.000 giornalisti accreditati.

A Coffee Experience i visitatori potranno assaggiare miscele e monorigini con una scheda d’assaggio specifica. Le schede saranno raccolte ed elaborate e ogni produttore riceverà successivamente il posizionamento del proprio prodotto. Un banco d’assaggio con un doppio scopo quindi: da una parte portare ancora maggiore visibilità al caffè e sostenere la divulgazione della cultura sul prodotto, dall’altra fornire alle aziende dati di ricerca per monitorare il proprio mercato.

Per maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione a “Coffee Experience”: tel. 030 397308, michela.beltrami@assaggiatori.com.