Ormai la rete senza fili messa gratuitamente a disposizione dei propri clienti è cosa passata, almeno in Russia, nella catena firmata Nespresso. Sono passati ormai numerosissimi giorni dalla presentazione ufficiale da parte di Nokia dei suoi ultimi modelli Lumia 920 e 820, ma il punto non è questo: la tecnologica casa finlandese ha anche comunicato di avere siglato importanti partnership con diversi colossi mondiali, tra cui Nespresso, per l’installazione di dispositivi in grado di ricaricare i nuovi smartphone senza l’ausilio dei cavi, obsoleti ovviamente. Nei bar Nespresso è iniziata così l’installazione delle prime basette wireless portando i servizi accessori ad un caffè ai massimi livelli tecnologici anche perché il dispositivo funziona anche per tutti i cellulari che supportano lo standard di ricarica wireless Qi.
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Caffè: nelle grandi aziende un marketing senza deontologia o senza conoscenza?
di Luigi Odello
Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e del Centro Studi Assaggiatori, segretario generale dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano.

Che il caffè stia copiando pedissequamente il vino per cercare di elevare la cultura del consumatore è sicuramente efficace, ma deve farlo bene, senza raccontare bugie, senza generare confusione in un mondo dove le idee sicuramente molto chiare non sono.
Prendiamo per esempio Nespresso: ha montato il marketing sui grand cru. Arpeggio quindi è un grand cru, come tutti gli altri, come i decaffeinati. Ma il termine cru ha un significato ben preciso nell’universo enologico dal quale deriva: indica il vino derivante da un singolo vigneto che per caratteristiche pedoclimatiche e di esposizione merita un particolare considerazione. Dunque per parallelismo un cru di Nespresso dovrebbe derivare da una singola piantagione. Vogliamo adeguare la cosa al mondo del caffè?
Possiamo concedere che sia denominato cru il caffè di una certa zona: il Sidamo potrebbe essere un cru dell’Etiopia. Ma il semplice recupero del termine per travasare pregio su una tipologia aziendale sinceramente mi pare un’appropriazione indebita che non fa certo bene alla bevanda in questione. Sicuramente la cosa verrà copiata e noi ci troveremo una serie di cru aziendali che nulla hanno a che vedere con il vero significato del termine e nel lungo periodo possono essere di gran danno per gli stessi paesi produttori che potrebbero invece seguire questa via per nobilitare il prodotto.
E’ di questi giorni la notizia di un nuovo cru "raccolta tardiva" venduto a € 4,20 a capsula. Bel colpo. Dobbiamo attenderci un prossimo cru chiamato "nouveau" in omaggio al Beaujolais (che per fortuna non potrà portarne il nome per intero) o un icecoffee in omaggio agli icewine, se da qualche parte del mondo dovessero gelare le ciliegie sugli alberi. Per il vino la vendemmia tradiva ha un significato molto importante, la raccolta tardiva per il caffè potrebbe averlo, se si utilizzasse la polpa, ma del prodotto si impiegano i semi e, pur non escludendo una qualche influenza sulla formazione dei precursori d’aroma, l’impatto sensoriale è ben diverso e comunque non è un cru.
Se dalla Svizzera ci giunge un ottimo esempio di marketing che si allarga per fare bottino di termini che dichiarano alti livelli di qualità in altri settori, in Italia le cose sono più caserecce e Lavazza si è limitata a rinverdire, con Enrico Brignano, la prova dello zucchero facendo dire al bravo attore che la crema deve reggere l’edulcorante quando si versa. La cosa mi fa un po’ sorridere, perché è un autogol. La crema regge lo zucchero giusto quando è ricca di legno (non dimentichiamoci che i tronchi galleggiano) e il caffè è normalmente ricco di carboidrati di sostegno quando è di cattiva qualità.
Ma quelli del marketing, ci parlano con i tecnici? Ne hanno di molto bravi, lo posso dire perché li ho conosciuti anche in aula.
Nespresso, nuovo stabilimento da cinque miliardi di capsule
Quasi cinque miliardi di capsule Nespresso all’anno, per la precisione 4,8. E’ questa la stima della produzione prevista da Nestlé per il nuovo stabilimento di Avenches, nel cantone di Vaud. Nel nuovo complesso, che si estende su una superficie di 400.000 metri quadrati, saranno occupati a tempo pieno 340 addetti nella produzione e nella distribuzione di capsule..