Piacevolissima lettura il libro di Craig Miller, torrefattore neozelandese che è anche un po’ la memoria della storia del caffè in questo paese. Durante la mia visita ad Auckland nel dicembre 2014 mi aveva mostrato le prime bozze del suo "Coffee Houses of Wellington 1939-1979" che è stato poi corredato del molto esplicativo sotto-titolo "Coffee in pre-espresso New Zealand". Ora è finalmente disponibile per una godibilissima scorpacciata di storia recente.
Possiamo dividere la storia del caffè in Nuova Zelanda essenzialmente in tre fasi. La prima è quella prima dell’avvento delle macchine espresso dal 1939 al 1979, la seconda vede dal 1980 al 2003 l’affermazione dell’ "espresso serio", come lo definisce Miller, la terza dal 2004 ai giorni nostri con il fiorire di coffee shops di altissimo livello, la cosiddetta fase "post-espresso".
Il libro di Miller è un viaggio nella memoria, impreziosito da documenti rari e fotografie che testimoniano di un mondo elegante e curioso che si godeva delle gran tazze sviluppare in Cona, cugina del Syphon tornato così in voga oggi. Un piccolo mondo antico appena toccato dalle macchine espresso, sbarcate in Nuova Zelanda, durate qualche anno e poi dimenticate. Non perché non piacessero ma per motivi meramente economici. Le prime macchine espresso arrivarono nel 1954 sull’onda di quelle che i neozelandesi avevano visto a Londra, ma il Black Budget imposto dal governo nel 1958 aveva messo in ginocchio l’economia neozelandese e reso difficile importare parti di ricambio per le macchine espresso che quindi andarono a scomparire.
La voglia di espresso e cappuccino fu tuttavia tenuta ben sveglia nei neozelandesi dalle loro visite in Australia, a Melbourne e a Sidney, dove le comunità italiane si godevano delle pregevolissime tazze. E passate le turbolenze dell’economia qualche anno dopo anche i neozelandesi ripresero la via dell’espresso.
Carlo Odello
Chi volesse una copia del libro può contattare direttamente l’autore a http://millers.net.nz/
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