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Che cosa possiamo leggere con il retrolfatto in una tazzina di espresso? / Parte 2

Frutta secca ed essiccata

Definizione
Percezione di frutta a nocciolo (noce, mandorla, nocciola) e di frutta essiccata (datteri, fichi, prugna secca)
Correlazioni di filiera
Percezione presente soprattutto in Arabica lavati, a volte anche in Arabica naturali tostati con relativa lentezza fino a completa cottura.
Molecole correlate positivamente
Frutta a nocciolo: tiazoli, alcossitiazoli, acetiltiazoli, etilguaiacolo, 2-metilpiridina, alchilpirazine, esteri derivati dal tiofene, aldeidi derivate dal tiofene, chetoni derivati dal tiofene (noce).
Frutta essiccata: varie non meglio identificate. Anche le sopra citate possono dare la percezione di frutta essiccata quando presenti in determinate concentrazioni in caffè caramellati all’aroma e al gusto.

Tostato

Definizione
Percezione di cereali (malto, pane tostato, crosta di pane), caramello (caramello, zucchero bruciato), vaniglia, cacao, pasticceria (brioche, biscotti).
Correlazioni di filiera
Il tostato è direttamente correlato al livello di cottura del caffè, ma alcune tipologie, come per esempio i naturali, sono più vocate a dare note di cacao e di cereali. Tostature troppo spinte portano alla scomparsa di determinate note per passare a quelle empireumatiche.
Molecole correlate positivamente
Cereali: furfurilmercaptano, 2,3-dimetilpirazina (pane tostato); pirazina; 2-formilpirrolo.
Caramello: furfurilchetoni, 3-etilpiridina, 2-acetil-1-metilpirrolo.
Vaniglia: vanillina.

Speziato

Definizione
Percezione di spezie in generale e/o in particolare di pepe, chiodi di garofano, senape, liquirizia.
Correlazioni di filiera
Lo speziato è per una certa parte legato alla specie e all’origine del caffè, per altra parte può essere considerato una derivazione di molecole il cui livello di presenza è legato alla tostatura; con l’aumento di questa crescono in quantità cambiando la tonalità aromatica (da frutta secca o da tostato, per esempio).
Molecole correlate positivamente
Guaiacolo, 4-vinilguaiacolo, fenolo, metossifenolo, 4-nonil-2-metossifenolo, 2,3,4 metilfenolo (chiodi di garofano);
2-isobutil-3-metossipirazina (pepe).

Luigi Odello

Da Espresso Italiano Roasting (Centro Studi Assaggiatori)
shop.assaggiatori.com

Che cosa possiamo leggere con il retrolfatto in una tazzina di espresso?

Intensità olfattiva

Definizione
Volume globale degli odori indipendentemente dalle loro qualità.
Correlazioni di filiera
Qualsiasi materia prima e processo che porti allo sviluppo di sostanze odorose.
Molecole correlate positivamente
Tutte quelle percepibili dall’olfatto.

Fiori e frutta fresca

Definizione
Note floreali generiche e agrumate, note di miele e di frutta fresca generica o specifica.
Correlazioni di filiera
Il carattere floreale e di frutta fresca è prevalentemente correlato ad Arabica lavati trattati con tostature medie e piene. Scompare con tostature forti e non riesce a esprimersi adeguatamente con tostature leggere.
Molecole correlate positivamente
Fiori: linalolo, mercaptopentanone
Miele: esteri, lattoni e aldeidi del tiofene, (E) B-damascenone, 2-fenilacetaldeide
Frutta fresca: 4-idrossi-2,5-metil-3-furanone (ananas, fragola), 2-nonenale (cocomero), acido isobutirrico, acido butirrico, acido 2-metilbutirrico, acido 3-metilbutirrico, acido pentanoico, alcol furfurilico, etil 2-metilbutirrato, etil 3-metilbutirrato.
Molecole correlate negativamente
Molecole a effetto killer (geosmina, tricloroanisolo) e molte altre se superano determinate concentrazioni.

Vegetale

Definizione
Note di vegetali freschi (pisello, peperone, erba appena falciata), secchi (paglia, fieno, fungo), lessi (patata lessa, cicoria) e balsamici (bosco, erbe aromatiche).
Correlazioni di filiera
Le note vegetali sono più prestanti in caffè Robusta e in Arabica immaturi, per giungere a livelli proibitivi in caffè con determinati difetti. Alcune origini tendono comunque a evidenziare note particolari di vegetale che non sono sgradite.
Molecole correlate positivamente
Vegetale fresco: metossipirazine, esanale, furfurolo (erba); 2-isopropil-3-metossipirazina (pisello); 2-isobutil-3-metossipirazina (peperone); piridina (caffè verde).
Vegetale secco: furfurolo, formaldeide (fi eno); 1-furfuril pirrolo, 1-octen-3-one (fungo).
Vegetale lesso: dimetilsolfuro, metantiolo o metilmercaptano (cavolo); metionale (patata); 3-mercapto-3-metilbutanolo (zuppa).
Vegetale balsamico: 2-nonenale (bosco).

Luigi Odello

Da Espresso Italiano Roasting (Centro Studi Assaggiatori)
shop.assaggiatori.com

Due meccanismi sensoriali che possono salvare il vostro volo

di Carlo Odello
(Consigliere e docente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè)

carlo-odello(1)Cosa succede se il vostro vicino su un volo a lungo raggio puzza? Mi è capitato recentemente: il signore vicino a me aveva un forte odore di sudore. Probabilmente lui non era cosciente, ma me ne sono accorto dal primo momento che si è seduto. E ho fatto sette ore e mezzo di volo con lui e le sue molecole aromatiche che di tanto in tanto attaccavano il mio naso.

E’ stata una dura sfida, ma per fortuna avevo dalla mia parte due meccanismi sensoriali che hanno parzialmente risolto il problema:

  • adattamento: dopo qualche secondo il nostro naso tende ad adattarsi agli odori. E’ un meccanismo selettivo, ciò significa che il nostro olfatto non si spegne, ma semplicemente smette di rilevare le molecole aromatiche di cui è già cosciente. Non è ancora chiaro come funzioni esattamente questo meccanismo: potrebbe riguardare maggiormente la mucosa olfattiva o essere più legato all’elaborazione del segnale che avviene a livello cerebrale. Ad ogni modo l’adattamento può essere interrotto se ci spostiamo dalla sorgente dell’odore e vi ritorniamo successivamente. Questo meccanismo naturalmente mi ha dato del sollievo;
  •  distorsione: il cervello elabora le sensazioni olfattive e l’output è normalmente un’emozione positiva o negativa seguita da un’attribuzione di significato che può concretizzarsi in un’azione (come la fuga in caso di fuoco) o nell’identificazione di un’etichetta semantica (dare un nome all’odore). Ad ogni modo possiamo provare a modificare l’output: entro un certo limite possiamo cambiare l’informazione sensoriale che ci arriva dal mondo esterno. Pensate per esempio al gorgonzola il cui odore è descritto come puzza di piedi da molti stranieri (ma anche da alcuni italiani). Eppure, se gli spiegate che il gorgonzola è una pietra miliare della nostra cultura casearia italiana e gli fate vedere come abbinarlo con un grande vino, questa nuova informazione li aiuterà a rimodulare la loro esperienza sensoriale. Ciò non vuol dire che mi sono convinto che il mio vicino sul volo avesse un buon odore. Ho solo ricordato a me stesso che il suo cattivo odore non era comunque un segnale di pericolo e mi sono rilassato (l’emozione negativa è stata quindi rimpiazzata da una più neutrale).

Volare con un vicino che puzza non ha conseguenze catastrofiche sulla vostra vita ma è molto fastidioso. I due meccanismi sensoriali appena descritti mi hanno confortato e alla fine il volo si è svolto tranquillamente. Ad ogni modo spero che un giorno ai controlli di sicurezza installeranno dei gascromatografi. Il punto sarà poi stabilire qual è la soglia per la quale non ci si può imbarcare. Le donne per esempio sono molto più sensibili all’odore del sudore: probabilmente l’ipotetica soglia che vieta l’imbarco sarebbe comunque troppo alta per la maggior parte di loro.