di Manuel Terzi *

Ci sono perle che pochi occhi hanno visto fino ad ora. Secondo me lo Zege è una di quelle perle. Nella penisola di Zege, nel lago Tana, gli stessi monaci dei monasteri di quella regione raccolgono e lavorano nella maniera tradizionale a secco i loro pregiati grani.
Il risultato è estremamente affascinante ed emozionante. L’estrazione dichiara un espresso di buon corpo, buona setosità e buona trama. La crema ha un bel colore tonaca di frate, leggermente più scuro rispetto gli Arabica lavati, nonostante la tostatura non sia spinta, ma vivo, vivace e vitale. La tessitura è buona, ma non da gridare al miracolo.
Il naso già preannuncia un prodotto vivo e assolutamente particolare. Chi voleva aspettarsi scorze di agrumi e fiori esotici, ne resterà con un palmo (di naso). L’intensità è pari soltanto ad alcuni monsonati o alcuni Robusta, ma anche ad alcuni riato, juta o stinker che penetrano fino nel cervello. La struttura olfattiva, pur di non enorme ampiezza è fragorosa, imponente. Se fosse un vino sarebbe un grande Bourgogne lungamente invecchiato in legno e ricco di terziari. I sentori animali, i sentori derivanti dalla tostatura, le note caratteristiche di un grande caffè naturale sono prepotenti, intensissimi e potentissimi, quasi stordiscono. Quasi parrebbero celare difetti. Quasi l’imponenza olfattiva rasenta la disarmonia, la ineleganza. Se fosse un cantante sarebbe Percy Sledge, o forse Paolo Conte ne La giarrettiera rosa prima maniera.
Il naso induce grandi e chiaramente orientate aspettative circa l’assaggio. Mi è stata necessaria una lunga olfazione a tratti lieve e a tratti intensa e profonda per capirne un poco le caratteristiche, il carattere. Come descrittori per una non facile analisi olfattiva, essendo – forse in quanto naturale – poco “aperto”, mi sovvengono il Cacao Criollo, il burro di arachidi, gli anacardi, il pan tostato, il cioccolato fondente, le spezie dolci, le erbe aromatiche, ma anche un bel po’ di “terziari evoluti” come il cuoio, il legno di cedro, il legno di conifere, il foxy, la pelliccia bagnata, il cavallo sudato, il tabacco. Sembra un infuso di Latakia turco o un Toscano extravecchio… Il naso mi ricorda quei grandi, forti, potenti cavalli da tiro della Frisia. Vanno per la loro strada, sicuri ed imperturbabili, e non si fermano nemmeno davanti ad un muro.
L’assaggio mi ha lasciato invece completamente spiazzato. Mi aspettavo dopo l’olfazione qualcosa tipo un brasiliano naturale, o tipo una Robusta, e invece… L’assaggio è letteralmente emozionante. Un’eleganza, una complessità paragonabili… a un maglione di lana! Elegante alla vista, ma tutto intrecciato che se cerchi di seguire la sua trama ti ci perdi e quasi imperscrutabile il suo interno. Un insospettabile tenore di acidità gli conferisce una freschezza ed una gradevolezza alla beva incredibile. Un equilibrio acidi-tannini mirabile, la bevanda fluisce in bocca naturale e setosa. Il corpo c’è: c’è tutto quello che serve, non si sente la mancanza di una maggiore sciropposità.
La sensazione amara è estremamente ridotta, la complessità alla beva è incredibile: la frutta secca, il cioccolato fondente, ma quello buono, quello acido ed aromatico. La frutta cotta, la frutta sciroppata e la frutta sotto spirito; e ancora una sensazione liquorosa e vinosa che sembra un grande Vermouth, un grande Vino Passito di Pantelleria o un grande Sauternes D’Yqem, per chiudere con una sensazione di erbe aromatiche che ricorda moltissimo il timo, la melissa e la menta marocchina. Dopo la deglutizione la persistenza è lunga, ma lieve; complessa ma elegante, affascinante, ma evanescente…
E’ stata come una visione: l’apparizione intensissima, finchè perdura ti rapisce, e quando svanisce ti affascina, ti ammalia e ti emoziona il ricordo lieve ma netto di ciò che hai appena visto (e assaggiato). La bocca rimane pulitissima e perfettamente bilanciata.
Parametri tecnici per l’estrazione: 14,5 g/coppia, 8 bar alla pompa, 1 bar in caldaia, 25 ml in 24”, macchina con preinfusore e filtro da 57mm.
* Barista di lungo corso e produttore di caffè torrefatto da quasi una decina d’anni, si occupa a tempo pieno di consulenza e di formazione, anche per Aibes, per istituti alberghieri e per l’Ascom di Bologna. Alla continua ricerca del caffè che emozioni, ha vinto con la sua Miscela Terzi n.1 la medaglia d’oro all’International Coffee Tasting 2008.