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Caffè, utile per ridurre il rischio di comparsa di una malattia autoimmune del fegato

Nel corso della “Settimana delle malattie digestive”, svoltasi a Orlando in Florida dal 18 al 21 maggio 2013, gli esperti presenti si sono confrontati sulle nuove scoperte in merito alle patologie del fegato.

Particolare attenzione è stata riservata a un nuovo studio, che evidenzia il ruolo benefico del caffè nella prevenzione di alcune malattie. I ricercatori statunitensi della Mayo Clinic di Rochester (MN) hanno stabilito, mediante una ricerca che ha coinvolto un ampio numero di pazienti, un legame tra il consumo di caffè e la riduzione del rischio di sviluppare la colangite sclerosante primitiva, cioè una patologia seria che colpisce i dotti biliari.

Le prime evidenze sono confortanti, ma saranno necessarie ulteriori sperimentazioni per delineare con più precisione il ruolo del caffè nella patogenesi della malattia.  

Caffè e tè verde contro l’ictus

Una tazzina di caffè e una tazza di tè verde potrebbero essere gli ingredienti della strategia vincente per prevenire l’ictus. Le due bevande hanno un forte potere protettivo, che rallenta l’invecchiamento cerebrale, grazie all’abbondante contenuto di sostanze antiossidanti: è questo il segreto del loro successo secondo i risultati di uno studio, pubblicato sulla rivista Stroke e condotto dai ricercatori del Japan’s National Cerebral and Cardiovascular Center. Gli esperti, per giungere a questa conclusione, hanno analizzato gli effetti del caffè e del tè verde su 82.369 giapponesi, di età compresa tra i 45 e i 74 anni.

Caffè, alleato contro le recidive del cancro al seno

Bere caffè potrebbe essere, oltre che un rito quotidiano gustoso, anche un’abitudine salutare. Infatti, consumare regolarmente caffè potrebbe ridurre il rischio di recidiva nelle pazienti già colpite da cancro al seno. In particolare, l’efficacia terapeutica del caffè si esprimerebbe al meglio in associazione a un farmaco, il Tamoxifene, cioè la terapia ormonale comunemente prescritta dopo un intervento per carcinoma mammario. La scoperta è di un gruppo di ricercatori dell’Università di Lund, in Svezia, che ha condotto uno studio in materia, recentemente pubblicato sulle pagine della rivista Cancer Causes & Control.

Gli esperti svedesi hanno seguito più di 600 pazienti per circa cinque anni, 300 delle quali in cura con il Tamoxifene. La natura del legame evidenziato tra il consumo di caffè e la diminuzione del rischio di recidiva del tumore al seno è ancora da chiarire. “Una delle teorie a cui stiamo lavorando è che il caffè sia in grado di attivare il Tamoxifene e di renderlo più efficace”, ha osservato la ricercatrice dell’ateneo svedese, Maria Simonsson.  

Stati Uniti: consumo caffè al 58%

Il consumo di caffè negli Stati Uniti cresce forte e costante: è quanto rivela la ricerca annuale sui trend di consumo nazionale di caffè effettuata dalla National Coffee Association, con delle tendenze che suggeriscono una crescita solida per il futuro. Nel 2011 si è alzato il numero dei giovanissimi che bevono caffè: il consumo medio dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni è balzato dal 31% al 40%, mentre per i consumatori tra i 25 e 39 anni è cresciuto dal 44% al 54%. Più del 75% degli adulti negli Stati Uniti beve caffè di cui il 58% dichiara di berlo quotidianamente.

Il report di quest’anno rivela anche che circa il 25% di coloro che bevono caffè afferma di aver consumato entro il giorno prima almeno un caffè di qualità. Complessivamente il consumo del caffè di qualità rimane saldo al 37%, dunque in linea con l’anno precedente. Questi livelli dimostrano come sia costante la forza di questo segmento all’interno della categoria.

Tra gli adulti intervistati, la maggioranza ha dichiarato di aver cominciato a consumare caffè da adolescente. Il 54% dei consumatori afferma infatti di aver iniziato a bere caffè tra i 13 e i 19 anni, mentre il 22% tra i 20 e i 24 anni. La reputazione del caffè monodose si dimostra in netto miglioramento. Infatti coloro che considerano il monodose un prodotto di qualità sono oggi il 45% rispetto al 26% registrato nel 2007.

Eletto il nuovo consiglio Iiac. E presto arriveranno il barometro del caffè e un nuovo corso sugli aromi

Il nuovo consiglio d’amministrazione dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè ha eletto il suo presidente. Sarà Luigi Odello, professore di Analisi sensoriale in diversi atenei italiani ed esteri e già segretario generale dell’Istituto, a guidare gli assaggiatori di caffè per i prossimi tre anni. Un triennio che si apre con il lancio di una nuova ricerca sulla qualità del caffè al bar. Nei prossimi mesi infatti i soci dell’Istituto, armati di schedine in formato portatile, visiteranno migliaia di bar, ne assaggeranno il caffè e invieranno le loro schede di analisi all’Istituto che provvederà all’elaborazione dei dati.

"Un vero e proprio barometro sulla qualità del caffè – ha commentato Luigi Odello, presidente dell’Istituto – Infatti l’Istituto renderà pubblici i risultati della ricerca con regolarità. Un lavoro che coinvolgerà un gran numero di bar italiani, ma non solo: non dobbiamo dimenticarci che degli oltre 7.000 assaggiatori dell’Istituto ben un decimo sono all’estero".

Ma le novità non si fermano qui: arriverà presto infatti anche un nuovo corso completamente dedicato agli aromi del caffè. "Una giornata completamente dedicata allo studio degli odori del caffè – ha spiegato Odello – Un corso che si avvarrà di una nuova collezione di aromi che abbiamo messo a punto negli ultimi due anni".

Oltre al presidente Luigi Odello, siedono nel consiglio dell’Istituto anche: Fausto Devoto (vicepresidente), Marcos Saña (vicepresidente), Stefano Abbo, Roberto Sala, Manuela Violoni, Gian Paolo Braceschi, Gian Luigi Sora, Giuseppe Battista, Pasquale Madeddu, Carlo Odello, Yumiko Momoi, Darcy Kai Sun, Lorenzo Quaranta, Dmitriy Emshanov, Lino Stoppani, Roberto Zironi. I sindaci sono: Alberto Cobianchi, Giuseppe Principe, Assunta Percuoco, Pierluigi Bosso, Fabio Verona. I probiviri sono: Cristina Dore, Vittorio Ventura, Erik Berglund, Angelo Greggio, Walter Pocobello. L’attività di segreteria è coordinata da Michela Beltrami.

Stati Uniti: senza caffè meno produttivi

Una recente ricerca effettuata negli Stati Uniti ha dimostrato che la maggior parte dei consumatori di caffè lo beve soprattutto per essere più efficiente sul lavoro. Dal sondaggio, condotto da Dunkin’ Donuts in collaborazione con CareerBuilder, è emerso infatti che il 32% dei lavoratori ha bisogno di una tazza di caffè per affrontare la giornata lavorativa. Tra questi intervistati, il 43% dichiara di sentirsi meno produttivo al lavoro se non ha consumato del caffè.
La ricerca inoltre evidenzia come siano soprattutto i più giovani ad avere una “dipendenza da caffè” per affrontare gli impegni quotidiani: il 40% degli americani tra i 18 e i 24 anni ammettono di non riuscire a concentrarsi bene senza caffè, mentre il 43% degli intervistati tra i 18 e i 34 anni dichiarano di sentirsi meno energici.
Ma quanto caffè realmente beve un lavoratore americano durante la sua giornata? Il sondaggio svela che il 37% degli intervistati ne beve due o più tazze ogni giorno e per acquistarlo non percorre più di 500 metri. Il 22% dei giovani tra i 18 e i 34 anni, inoltre, vede il caffè come un mezzo di appagamento, una ricompensa per un lavoro ben svolto.

(Mila Scardigno)

 

Ricerca sul caffè: consumatore più esperto, ora cerca la marca e beve il caffè con meno zucchero

Coffee Experience 2010, il più grande banco di assaggio al mondo, ha emesso i suoi verdetti. E lo ha fatto forte degli oltre 8.000 assaggi (+17% sull’edizione del 2009) svolti a Verona dall’8 al 12 aprile nell’ambito di Agrifood Club, il salone ospitato all’interno di Vinitaly. Migliaia i visitatori da quasi quaranta paesi che hanno visitato il banco di assaggio e passato al vaglio 35 caffè italiani, nell’ambito dell’evento organizzato dal Centro Studi Assaggiatori con il patrocinio dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano e dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè.

Dall’elaborazione dei dati raccolti emerge una tendenza interessante: rispetto al 2009 sono infatti cresciuti i consumatori che affermano di guardare l’insegna dei bar e che cercano una marca conosciuta (3% nel 2009, 4,6% nel 2010). "Si tratta di persone che sfuggono alla semplificazione del ‘100% Arabica’ – ha affermato a tal proposito Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori e professore di Analisi sensoriale in università italiane e straniere – Il mondo dei clienti sta  iniziando a concentrarsi sulle specifiche qualità sensoriali e sul brand: la gente comincia a scegliere  il bar in cui entrare in base al caffè servito". Aumenta infatti il numero dei consumatori che affermano di scegliere il caffè in base al proprio gusto (35,2% nel 2009, 37,4% nel 2010). "Si tratta di variazioni percentuali minime che evidenziano un trend che potrebbe avere un forte impatto sul mercato – ha osservato Odello – C’è da considerare che ogni giorno in Italia sono servite circa 70 milioni di tazzine di espresso".

Cambia anche l’atteggiamento nei confronti dello zucchero. Dalla ricerca emerge infatti che sono in aumento le persone che consumano il caffè senza zuccherarlo (30% nel 2009, 32,4% nel 2010), ma anche quelle che lo desiderano macchiato (16,6% nel 2009, 18% nel 2010). "Sono due tendenze che si conciliano, ma da approfondire – ha commentato a tale proposito Odello – I cultori dell’amaro sono tali perché scelgono bene il caffè e quelli del macchiato perché normalmente bevono caffè di qualità minore e lo macchiano nel tentativo di migliorarlo? Potrebbe anche essere che si ricorra al latte semplicemente per evitare l’apporto calorico dello zucchero".

Incrociare Arabica e Robusta per salvare il caffè

dal corrispondente Antonello Monardo *

Sviluppare le ricerche per minimizzare gli effetti del riscaldamento globale sulla coltivazione del caffè, questa è una delle priorità del programma di ricerca coordinato dall’Impresa Brasiliana per la Ricerca Agropecuaria (Embrapa) e condotto dalle istituzioni aderenti al Consorzio Brasiliano per la Ricerca e lo Sviluppo del Caffè.

Secondo la ricercatrice dell’Embrapa Café, Mirian Eira, negli ultimi anni sono stati svolti grandi lavori sulla pianta del caffè, come lo sviluppo di materiali genetici a potenzialità e di caffè a maturazione differenziata. Le nuove sfide sembrano però essere la selezione di coltivazioni resistenti a siccità e a situazioni termiche estreme e lo sviluppo di tecniche di coltivazione in grado di fare fronte ai cambiamenti climatici e al surriscaldamento del pianeta. Particolari tecniche di irrigazione e di forestizzazione vengono quindi studiate per ridurre la vulnerabilità climatica della pianta.

Studi che coinvolgono le aree della biotecnologia, dell’agroclimatologia e della fisiologia del caffè lavorano quindi insieme per cercare di mitigare gli effetti negativi del riscaldamento globale per far sì che il Brasile continui ad affermarsi come primo produttore mondiale di caffè.

Uno Studio realizzato da specialisti dell’Embrapa e della Università di Campinas (Unicamp) ha concluso infatti che caffè, mais e soia sono le colture più suscettibili agli effetti del riscaldamento globale. Secondo il coordinatore tecnico della ricerca, Eduardo Assad, la principale causa della vulnerabilità del caffè sono infatti il deficit idrico e il calore intenso che provocano l’aborto della fioritura. Parere di Assad è però che la biotecnologia e la genetica possano cambiare questa situazione, rendendo le piante più tolleranti a tali minacce. Per i ricercatori la risposta ai cambiamenti climatici potrebbe essere quindi l’incrocio tra caffè di specie Arabica e Robusta.

Fonte: Ministero dell’Agricoltura brasiliano

* Antonello Monardo vive dal 1992 a Brasília ed è delegato della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria. Torrefattore di caffé gourmet e speciali e vincitore della medaglia d’oro all’International Coffee Tasting 2008. Organizza e conduce corsi per baristi, partecipa a conferenze e eventi in istituzioni e università, divulgando la cultura del caffè di qualità.

Coffee Experience: nella più grande fiera del vino al mondo arriva il banco di assaggio del caffè

Dal 2 al 6 aprile all’interno di Vinitaly, la più importante fiera del vino al mondo, approda per la prima volta il banco di assaggio del caffè. Coffee Experience, questo il nome del banco di assaggio, sarà ospitato nell’area Agrifood Club e proporrà ai visitatori miscele e monorigini per espresso e per moka.

Coffee Experience sarà organizzato da Veronafiere in collaborazione con il Centro Studi Assaggiatori e godrà del patrocinio dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano. Una vetrina che darà grande visibilità al caffè in una manifestazione che vanta ogni anno oltre 150.000 visitatori, operatori soprattutto del canale Horeca, di cui 45.000 stranieri, e oltre 2.000 giornalisti accreditati.

A Coffee Experience i visitatori potranno assaggiare miscele e monorigini con una scheda d’assaggio specifica. Le schede saranno raccolte ed elaborate e ogni produttore riceverà successivamente il posizionamento del proprio prodotto. Un banco d’assaggio con un doppio scopo quindi: da una parte portare ancora maggiore visibilità al caffè e sostenere la divulgazione della cultura sul prodotto, dall’altra fornire alle aziende dati di ricerca per monitorare il proprio mercato.

Per maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione a “Coffee Experience”: tel. 030 397308, michela.beltrami@assaggiatori.com.