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Espresso Italiano: a Natale ricette speciali per la convivialità

Il calore della casa addobbata, le luci intermittenti, l’aroma del caffè che pervade le stanze. La convivialità durante le feste di Natale passa anche attraverso una buona tazza di espresso italiano, magari preparata con una ricetta speciale come solo i maestri che fanno riferimento all’Istituto Espresso Italiano (IEI) sanno suggerire. Così l’espresso diventa accompagnamento di dolci o di per sé una ricetta da provare durante le festività.

Si può pensare anche a un cocktail corroborante o a un mini-dolce da servire in tazza. Insomma, sotto le feste il rito del caffè assume un sapore particolare per continuare quel legame profondo tra nel concedersi un momento di relax per sé stessi o durante una visita di parenti e amici. «Ti preparo un caffè» è la frase che riecheggia in ogni casa, un momento di convivialità e di condivisione da riscoprire e rivalutare. Soprattutto per la cultura italiana dove il caffè rappresenta ancora un rito irrinunciabile e di socialità che nel periodo natalizio assume un valore ancora più forte.

L’espresso della tradizione regionale italiana diventa un must sotto le feste. Ed ecco che il Natale in tazza porta il nome di Costadoro. Ideata da Federica Trombetta, la ricetta gustosa per scaldarsi durante le feste natalizie si chiama Dirty Chocolate. Per realizzare questa bevanda occorrono soltanto tre ingredienti, il caffè, latte e cioccolata calda vegana fondente. I biscottoni al cocco e caffè sono facili, veloci, buoni e senza uova ed è la ricetta che arriva da Dersut. Il Caffè con Mascarpone, Pandoro Tostato e Amaretto, invece, è il suggerimento di Milani che trasforma una normale tazza di caffè in un dolce goloso. Si chiama Almond White Christmas ed il cocktail con il quale Jolly Caffè dà calore al Natale grazie all’invenzione del campione italiano Marco Pezone della Pasticceria Taccalite. Infine, Christmas Coffee di Antonio Vinci, bar trainer, è la proposta di Essse Caffè con la quale la tradizionale tazzina si contamina di spezie e menta per una fragranza raffinata e unica.

In allegato le ricette complete con ingredienti e istruzioni per l’esecuzione.

L’Istituto Espresso Italiano (IEI) lancia le sei ricette più esclusive e golose per combattere il caldo con il caffè freddo

Il caffè non va in vacanza e se al mattino il rito lo vuole caldo e profumato per dare la carica giusta per iniziare la giornata, durante il resto del giorno il caffè diventa freddo. Ed un ottimo corroborante per affrontare il caldo che attanaglia le città italiane. Così si va dalla tazzina con il cubetto di ghiaccio, quello shakerato, la crema fino ai cocktail e persino ai gelati e sorbetti all’espresso. L’Istituto Espresso Italiano (IEI) come ogni anno ha chiesto ai propri soci qualche consiglio e tendenza per gustare al meglio uno dei migliori alleati per combattere la calura. Perché il caffè, grazie alla caffeina consente recuperare energia e riprendersi dalla spossatezza dovuta proprio al caldo.
In Italia si bevono 95 milioni di tazzine di caffè al giorno, quasi una media di 1,6 a persona. Secondo l’Area Studi Mediobanca nel Mondo sono 3,2 miliardi le tazzine bevuto ogni giorno. Valore stimato in crescita a 3,8 miliardi di tazzine entro il 2030. Un dato che non cala neppure nei mesi estivi. I caffè freddi infatti stanno guadagnando terreno in tutto il mondo grazie al loro gusto, freschezza, convenienza e qualità. In termini di quote regionali, l’Asia Pacific è leader con l’83% del volume totale, seguita dal Nord America e dall’Europa con rispettivamente il 10% e il 3%. I consumi sono aumentati in tutte le regioni dal 2012, stimolati dallo sviluppo di nuovi prodotti e dall’aumento dell’interesse per le scelte di bevande più sane.

Anche in Italia il consumo di caffè freddo è in aumento, in questo caso si punta su prodotti di qualità o legati a ricette locali della tradizione come l’espresso con ghiaccio alla Salentina, o lo shakerato. La granita al caffè è più diffusa nel sud Italia, mentre tipico della Costiera Amalfitana il “caffè granito”. Ci sono poi il “mezzo freddo” della Sicilia orientale, l’aromatizzato, fino al “caffè del nonno”, una crema fredda di espresso.

Le 6 ricette dei professionisti IEI da rifare anche a casa. L’Istituto Espresso Italiano (IEI) ha chiesto ai propri soci di proporre alcune ricette e tendenze del momento, anche da poter riproporre a casa o al mare. E così ci sono l’Iced Coffee Coconut di Costadoro e il Coffee Shock proposto da Caffè Milani per una idea in cinque strati realizzata in collaborazione con gli alunni delle discipline del gusto di Enaip di Lecco. Di fatto è un dolce, servito in una tazzina, che ad un primo sguardo sembra un caffè macchiato ma all’assaggio rivelerà una piacevole sorpresa. Ma c’è anche la Grattachecca con la moka di Essse Caffè, una granita realizzata in collaborazione con il maestro Sebastiano Caridi, brand ambassador di Esse Caffè. Tra le delizie estive a base di caffè non potevano mancare i golosi e facilissimi tartufi agli amaretti e caffè di Dersut. Una ricetta anti calura arriva anche dalla Spagna, dalla iper calda Madrid, con un fresco ristoro: è il Cookie Iced Latte proposto da Alex Del Castillo per Rancilio per quello che è un piacere pomeridiano di mezza estate. Infine Coffee protein smoothie di G.I.FI.ZE per assecondare le principali esigenze dei clienti: da chi ha intolleranze o segue regimi nutrizionali particolari fino a chi segue filosofie alimentari specifiche.

Al link le ricette complete.

I cocktail al caffè firmati Caffè Milani, perfetti per la bella stagione

Riprendiamo volentieri il comunicato di Caffè Milani.

Quattro ricette fresche, perfette per essere sorseggiate durante la bella stagione, in cui il caffè diventa partner d’eccezione di un ingrediente colonna della mixology, il gin. Un connubio che parla di estate, di aperitivi e convivialità ma soprattutto parla del Lago di Como, terra di Caffè Milani e di RIVO Gin.
Caffè Milani ha voluto infatti esplorare il mondo della mixology in collaborazione con RIVO Gin e con il barman Denis Bajrami, di Nenè Food Bellagio.
Una delle tendenze che negli ultimi anni ha dato nuova linfa al mondo della mixology è la commistione tra ingredienti diversi: nella preparazione di cocktail e miscelati non si utilizzano più solo i distillati, il vino, gli alcolici o i succhi, ma si è aperto il panorama anche a tutti gli ingredienti prestati dalla cucina o dall’hotellerie. Tra questi, il caffè, che si sta scoprendo essere un elemento versatile.

Quattro cocktail in cui il grado alcolico è tenuto volutamente ad un livello medio-basso, per favorire i sentori e i profumi del caffè e per andare incontro alla nuova tendenza di miscelazione zero o low alcol, accontentando chi vuole bere bene senza però esagerare con il tasso alcolico.
Quattro cocktail a base caffè, di cui due classici della mixology italiana e internazionale, il Negroni e il Caffè Shakerato, che si abbinano a una ricetta inedita, il Fiore di caffè, un cocktail piacevole al palato, che regala un’esplosione di dolcezza data da note floreali e agrumate, e una rivisitazione dell’Espresso Ventini, l’iconico cocktail Martini reinventato in questa versione con l’amaro Venti. La sfida, in questi cocktail, è stato dosare in ogni diversa ricetta la presenza del caffè in modo che l’intensità dei drink fosse diversa ma sempre in equilibrio. Ad esempio, il Fiore di Caffè è un cocktail fresco e floreale, beverino e dissetante per l’estate, che nello specifico si ispira al fiore del caffè e alle sue note agrumate.

Dunque, una drink list studiata ad hoc per Caffè Milani, sulla base delle caratteristiche organolettiche e degustative delle diverse miscele, che nasce della collaborazione con il talentuoso Denis Bajrami, barman classe 1991 responsabile del bancone del Nenè Food Bellagio, locale non distante dal centro di Bellagio, che afferma “Per me unire due prodotti così diversi, come sono il caffè e il gin, è stata un’esperienza fantastica, anche se soprattutto all’inizio non facile. Il caffè generalmente si sposa bene con il rhum, è complesso pensarlo abbinato a un gin o a un distillato a base di erbe aromatiche. Devo dire che in questo caso, dopo diverse e numerose prove in laboratorio ed esperimenti in team, siamo riusciti a trovare questo perfetto equilibrio tra due prodotti d’eccellenza del Lago di Como – Caffè Milani e RIVO Gin. È stato divertente ed entusiasmante, è bello sperimentare con il prodotto caffè vista la vasta gamma di prodotti che permettono di giocare con la mixology.”

“In Caffè Milani siamo sempre curiosi ed entusiasti di dare vita a cose nuove, di sperimentare tutte le vite che può avere il caffè” racconta Elisabetta Milani “E quindi per noi è stato divertente e arricchente studiare come miscelarlo con il gin, e come si presti a essere un ingrediente della mixology, a capire quante sfumature possa avere che si sprigionano nell’abbinamento con un alcolico: è un mondo nuovo da esplorare e su cui fare cultura”.

In allegato trovate le ricette.

Espresso in estate: nel mondo 6.000 milioni di litri di caffè freddo

L’Istituto Espresso Italiano (IEI) lancia le ricette inedite dell’estate.

Vince l’espresso su tutti: dallo shakerato al caffè in granita, fino ad arrivare alle ricette territoriali come l’espresso salentino o il “mezzo freddo” siciliano. Le proposte dell’Istituto Espresso Italiano (IEI) per gustare un espresso perfetto e rinfrescante anche da proporre agli amici a casa.

Quello del caffè freddo, espresso naturalmente, è uno dei riti estivi sempre più frequenti. Dalla tazzina con il cubetto di ghiaccio, fino ai cocktail e persino ai gelati e sorbetti all’espresso. L’Istituto Espresso Italiano (IEI) come ogni anno ha chiesto ai propri soci qualche consiglio e tendenza per la calda estate a cui ci stiamo apprestando.

Caffè freddo: si va oltre quota 6.000 milioni di litri consumati in tutto il mondo. Il consumo globale di caffè pronto da bere ha superato nel 2021 oltre 6 mila milioni di litri, un aumento del 23% dal 2012, secondo l’aggiornamento del rapporto condotto da Zenith Global società mondiale di studi e consulenza nel settore food & beverage. La crescita è in divenire, anche per via del clima sempre più rovente, con vendite che dovrebbero superare i 6.600 milioni di litri nel 2022. Il Giappone è di gran lunga il più grande mercato, con il 55% del volume globale, importanti anche i consumi del Nord America, con una crescita annuale del 13% e l’introduzione di nuovi trend quali infusione a freddo o all’ azoto, carbonatazione e caffè nero. Anche i caffè ghiacciati stanno guadagnando terreno in tutto il mondo grazie al loro gusto, freschezza, convenienza e qualità. In termini di quote regionali, l’Asia Pacific è leader con l’83% del volume totale, seguita dal Nord America e dall’Europa con rispettivamente il 10% e il 3%. I consumi sono aumentati in tutte le regioni dal 2012, stimolati dallo sviluppo di nuovi prodotti e dall’aumento dell’interesse per le scelte di bevande più sane.
Anche in Italia il consumo di caffè freddo è in aumento, in questo caso si punta su prodotti di qualità o legati a ricette locali della tradizione come l’espresso con ghiaccio alla Salentina, o lo shakerato. La granita al caffè è più diffusa nel sud Italia, mentre tipico della Costiera Amalfitana il “caffè granito”. Ci sono poi il “mezzo freddo” della Sicilia orientale, l’aromatizzato, fino al “caffè del nonno”, una crema fredda di espresso.
Le ricette dei professionisti IEI da rifare anche a casa. L’Istituto Espresso Italiano (IEI) ha chiesto ai propri soci di proporre alcune ricette e tendenze del momento, anche da poter riproporre a casa o al mare. Si parte con i coctktail. Caffè Rum e Ananas: il cocktail dell’estate proposto da Caffè Milani. Un cocktail a base di caffè espresso e rum con note tropicali di ananas che unisce il profumo intenso e inebriante del caffè, lo speziato del rum dai Caraibi con il dolce estivo dell’ananas. Proposta da Filicori Zecchini e realizzata dal Laboratorio dell’Espresso, Rosè Tonic è un cocktail fresco a base della miscela certificata 100 Percento Arabica da gustare anche in riva al mare con gli amici. Twisted Bee’s Knees è la ricetta di MUMAC Academy. Un altro cocktail, alcolico, a base di gin ed espresso quello proposto dagli specialisti della Academy del Gruppo Cimbali: per realizzarlo è necessario un espresso doppio preferibilmente con miscela singola di origine Etiopia (quindi note floreali e agrumate), il tutto mixato con ghiaccio, tonica e succo di limone. Ginger Coffee è pensata invece da Mokador Experience Academy per concedersi una piacevole pausa nelle calde giornate estive a base di Gran Miscela Mokador. Un dolce per finire, quello proposto da Dersut Caffè: espresso brownies al cioccolato e caffè con lamponi e fragole su ricetta realizzata da Kristel Cescotto utilizzando Caffè Oro Dersut. Ricetta tanto semplice, quanto deliziosa e versatile.

Le ricette complete con ingredienti e procedimento.

It’s a match: Guatemala e chocolate shell smoothie bowl

Riprendiamo volentieri il comunicato stampa di Costadoro Spa.

It’s a match: l’abbinamento perfetto non esiste, siate curiosi e sperimentate. Nella nuova rubrica It’s a match del Blog Costadoro vi consiglieremo delle gustose ricette per esaltare al meglio le note aromatiche di ogni caffè.
Perché dovete sapere che in base alla varietà, alla qualità e alla preparazione della nostra tazza di caffè, si possono percepire aromi caramellati e di cereali, oppure cioccolatosi, ma anche aromi fruttati e persino floreali. Caratteristico del caffè proveniente dalla regione Pacaya in Guatemala è il sentore di spezie che abbraccia un inteso aroma di cioccolato, note aromatiche che possiamo ritrovare nello spuntino che sta spopolando sul web: la chocolate shell smoothie bowl!


Un frullato di frutta ricoperto da una golosa crosta di cioccolato.

Ingredienti:

  • 1 banana congelata
  • 1 cucchiaio di mirtilli
  • 1 cucchiaio di yogurt greco
  • 1 cucchiaio di burro di arachidi

Per la copertura:

  • Cioccolato fondente q.b.
  • scaglie di cocco e frutta q.b.

It’s a match: Guatemala e chocolate shell smoothie bowl – Preparazione

Frullare tutti gli ingredienti.
Disporre il composto in una ciotola.
Ricoprire con un sottile strato di cioccolato fuso.
Lasciare raffreddare una notte in freezer.
Decorare la bowl con frutta di stagione e frutta secca a piacere.
Al mattino la vostra bowl sarà pronta per la colazione, spaccate la crosta con il cucchiaio e iniziate la giornata con la carica giusta, insieme ad una buona tazza di caffè filtro Guatemala!

Cappuccino: la bevanda più bevuta a colazione, una vera e propria icona del Made in Italy, ha una ricetta certificata

Non nasce in Italia, ma è comunque uno dei simboli del Made in Italy nel mondo. Così magico come lo è la leggenda della sua origine. Il Cappuccino deve il suo nome tendenzialmente alla somiglianza con il color marrone del saio dei frati minori cappuccini. Le sue origini, infatti, sono strettamente correlate alla diffusione dello stesso caffè in Europa e, in particolare, nell’Impero austriaco del XVII-XVIII secolo. Una leggenda molto diffusa lega il suo nome alla vicenda di un frate cappuccino, tal padre Marco d’Aviano, un presbitero friulano inviato nel settembre 1683 da papa Innocenzo XI a Vienna, con l’obiettivo di convincere le potenze europee a una coalizione contro gli Ottomani musulmani che la stavano assediando. Questi, in una caffetteria viennese, avrebbe “corretto” per la prima volta il gusto troppo forte del caffè con del latte, e la nuova bevanda sarebbe stata soprannominata kapuziner, ovvero «cappuccino» in tedesco.

La ricetta certificata (da IEI) per il cappuccino tradizionale

Secondo l’Istituto Espresso Italiano alla base del cappuccino ci deve sempre essere un espresso di qualità secondo i canoni definiti dalla certificazione sensoriale. Il Cappuccino Italiano Certificato si presenta quindi con un colore bianco, ornato da bordo marrone più o meno spesso nel cappuccino classico, con disegni che vanno dal marrone al nocciola nel cappuccino decorato. La crema ha maglie strette con occhiatura molto fine o assente. L’aroma è intenso in cui ai soffusi sentori di fiori e di frutta si aggiungono quelli più prestanti di latte, di tostato (cereali, caramello), cioccolato (cacao, vaniglia), e frutta secca. Sono assenti odori empireumatici e biochimici negativi. Il corpo è importante e si esprime con una sensazione suadente, di panna e di elevata percezione sferica, supportato da un rapporto bilanciato tra un amaro e un’acidità quasi impercettibili.

Dal latte vaccino a quello di soia, quanto (e come) il cappuccino fa bene alla salute

Il latte fresco intero vaccino è quello prediletto dai baristi, ma c’è anche la variante del “parzialmente scremato”, mentre tra le nuove tendenze ci sono quelli di origine vegetali, come la soia, o il cocco, già più utilizzati all’estero, ma in crescita anche in Italia. Quello del latte è in realtà uno degli elementi fondamentali, non solo per la riuscita sensoriale della tazza, ma anche per le venire incontro a eventuali intolleranze nei confronti del lattosio. «Eppure il cappuccino è una magia, una bevanda polifasica in cui convivono miriadi di molecole in un sistema instabile e quindi dinamico e sul suo rapporto con la nostra salute è stato scritto di tutto e il contrario di tutto», spiega Luigi Odello, presidente del comitato scientifico IEI. «In realtà i principi nutrizionali sono quelli apportati dai due componenti di base: l’espresso e il latte, quindi polifenoli, proteine, grassi, zuccheri, acidi, sali minerali, alcaloidi e via discorrendo – continua Odello – dunque, per persone che non hanno intolleranze specifiche, non può fare altro che bene. Il problema può nascere dalla qualità delle materie prime impiegate e dalla sua esecuzione». Per quanto riguarda il caffè, secondo Luigi Odello, eccessi di composti fenolici rilevabili in prodotti di basso prezzo possono portare a un aumento esponenziale di matrimoni con la caseina del latte rendendo meno digeribile il cappuccino. A questo contribuirebbe anche una cattiva preparazione, come il riscaldamento reiterato del latte o temperature troppo alte. «È proprio il caso di dire che la sostenibilità nutrizionale va di pari passo con quella sensoriale, perché, non dimentichiamolo, il cappuccino fa bene soprattutto per il piacere che è in grado di donare», conclude Luigi Odello.

Latte art, traino o moda?

Uno dei fenomeni che negli ultimi anni hanno reso ancora più “appetibile” il cappuccino è quello della Latte Art, l’arte di decorare con dei pattern la crema del cappuccino, per esempio partendo da figure come cuore, tulip e rosetta. «Nella nostra esperienza la Latte Art ha dimostrato come in un semplice bar di quartiere si possano attirare tanti appassionati che finalmente prestano attenzione al tema della qualità del cappuccino – spiega la campionessa mondiale di Latte Art, Manuela Fensore – non solo, ma è un modo per ispirare tanti giovani che grazie a questa disciplina si formano e magari aprono dei locali propri, o vanno a lavorare in bar di tendenza». Latte Art inoltre non significa perdita di qualità del prodotto finale, continua infatti Manuela Fensore: «Decorare un buon cappuccino pensando a chi lo berrà è un modo per fidelizzare il nostro consumatore che a quel punto è anche disposto a pagare un prezzo superiore, il nostro compito è anche quello di valorizzare la qualità che mettiamo nella tazza».

Istituto Espresso Italiano
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