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Il contributo di giudici sensoriali addestrati alla progettazione e alla produzione alimentare

L’approccio sensoriale a supporto delle attività produttive, soprattutto nel comparto alimentare, ha sempre avuto un ruolo importante soprattutto come strumento di garanzia per la conformità qualitativa della produzione. Oggi più che mai questo confine deve essere rivisto ed ampliato, così come la definizione dei compiti e delle modalità di impiego dei giudici sensoriali. In viticoltura ed enologia, l’evoluzione delle conoscenze tecniche e delle innovazioni tecnologiche ha posto le basi non solo per rivedere alcune fasi produttiva ma, in alcuni casi, per reimpostare l’intero processo produttivo in ottica di sostenibilità. In questo nuovo scenario il giudice sensoriale può essere la figura che svolge il ruolo di co- protagonista, collocandosi a livello strategico non più come semplice valutatore di conformità ma bensì come elemento di discriminazione della corretta implementazione di un processo di innovazione e cambiamento aziendale.
Sono molti i filoni che a seguito della spinta Europea si stanno aprendo in ottica di recupero degli scarti di processo e riutilizzo, ma sono ancora molto poche le aziende che prima di importare questi aspetti all’interno della propria azienda hanno svolto un’analisi critica delle attuali modalità di lavoro in ottica di razionalizzazione. Spesso uno degli aspetti, uno dei punti critici della filiera specifica è quello connesso con il dispendio energetico legato ad alcune fasi del processo che potrebbero essere tranquillamente reingegnerizzate per ottenere benefici economici e ambientali immediati. Questa spinta importante e fortemente sovvenzionata dalla comunità europea rischi di rivelarsi un’arma a doppio taglio: sicuramente porta benefici in termini generali ma rischia di distogliere l’attenzione da quelli che sono i problemi interni tutt’ora irrisolti di molte realtà produttive. Per dimostrare quanto detto finora, vogliamo portare all’attenzione della platea il caso del Sauvignon Blanc e di come è possibile studiare una filiera produttiva alternativa e più sostenibile a fronte delle conoscenze scientifiche attualmente disponibili e supportata dalla figura del giudice sensoriale che dovrà validare la qualità del prodotto innovativo ottenuto.

Questo il tema che Roberto Zironi, docente di Tecnica enologica all’Università degli studi di Udine, tratterà al Sensory Master Executive, l’evento dell’International Academy of Sensory Analysis (Iasa), che si terrà all’Università di Pisa i giorni 3 e 4 maggio 2022.

E se volete una panoramica sulle scienze sensoriali richiedete gratuitamente una copia dell’ultimo numero de L’Assaggio al seguente link.

Espresso Italiano Award: Inei premia chi sviluppa e promuove l’Espresso Italiano nel mondo

Con Espresso Italiano Award l’Istituto Nazionale Espresso Italiano premia e ringrazia le personalità che con le loro ricerche e il loro lavoro hanno contribuito a divulgare l’Espresso Italiano nel nostro paese e nel mondo. Professionisti che hanno contribuito allo sviluppo e all’innovazione di questo prodotto, portando a Inei conoscenze e competenze tali da renderlo il primo punto di riferimento del settore.

Questi i riconoscimenti consegnati durante la finale italiana di Espresso Italiano Champion 2017 svoltasi presso Mumac Academy il 29 e il 30 giugno scorsi:

  • per l’importante contributo nell’ambito della ricerca tecnologica e analitica nel settore caffè: Roberto Zironi, Roberto Piro, Massimo Simoni;
  • per il contributo dato alla crescita del corpo sociale: Roberto Mazzocchel, Gianluigi Sora;
  •  per il costante impegno nella difesa della qualità del caffè nell’alta ristorazione in Italia e nel mondo: Gualtiero Marchesi.

Innovazione nell’espresso italiano: sette idee per pensarci seriamente

Il Forum Scientifico sul Caffè, a Brescia il 13 marzo prossimo, riporta l’attenzione sui temi reali dai quali dipenderà il futuro dell’amata tazzina di caffè. Iscrizione gratuita on-line.

L’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac), che da più di vent’anni si dedica all’assaggio dell’espresso italiano collaborando attivamente alla sua tutela con l’Istituto Nazionale Espresso Italiano, organizza un nuovo Forum Scientifico sul Caffè per discutere del futuro dell’espresso italiano in modo concreto e scientifico.

Sette idee per pensarci seriamente: questo il filo conduttore degli interventi degli esperti chiamati sul podio a indicare la via per il successo dell’amata tazzina di caffè. Relazioni che spazieranno dai temi più antropologici del tipico, passando per le innovazioni tecniche che rendono possibile una valutazione più precisa della qualità sino a nuove idee di marketing per coinvolgere il consumatore nella difesa di questo patrimonio italiano.

Il meeting sarà ospitato il 13 marzo dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, polo di ricerca che ha condotto nell’ultimo anno analisi innovative sul caffè in collaborazione con Iiac e il Centro Studi Assaggiatori. "Ma al di là delle ultime ricerche ad altissimo tasso di innovazione, il convegno darà moltissima attenzione al lato del cliente del bar – sottolinea Luigi Odello, presidente Iiac – Avremo quindi dati estremamente interessanti sulla percezione del caffè da parte dei consumatori e, prima volta al mondo, un’app smartphone per valutare i bar stessi e i loro caffè, Coffee Shop Lovers, che sarà presentata proprio quel giorno".

Potere quindi al consumatore, quindi. "Dare al cliente strumenti come una semplice eppure potente app per valutare e condividere ciò che beve al bar sarà un ulteriore stimolo a fare meglio per tutti gli operatori del settore", ha aggiunto Luigi Zecchini, presidente dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano.

Come iscriversi

Scarica il programma.

L’iscrizione è gratuita. Le iscrizioni verranno accettate fino al raggiungimento dei posti disponibili. Per motivi di sicurezza e organizzativi, l’iscrizione è obbligatoria tramite il modulo, da compilarsi a cura di ogni singolo partecipante entro il 7 marzo 2014, a http://goo.gl/2VM3Z3.