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Caffè dimezza il rischio di cancro al fegato

 Nessuna pozione magica, ma un "effetto collaterale" benefico per la bevanda: il caffè potrebbe ridurre del 40% il rischio di sviluppare una delle forme più frequenti di tumore al fegato, il carcinoma epatocellulare.

L’evidenza è emersa nel corso di uno studio italiano, condotto dai ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano e pubblicato sulle pagine della rivista scientifica statunitense "Clinical Gastroenterology and Hepatology". Gli esperti italiani, per giungere a queste conclusioni, hanno condotto un’analisi accurata degli studi scientifici effettuati in materia tra il 1996 e il 2012.

Più caffè, meno rischio di cancro all’utero

Il caffè potrebbe essere un vero alleato della prevenzione del tumore all’utero e, in particolare, della forma di cancro che colpisce l’endometrio, la mucosa di rivestimento interno dell’organo femminile. Ai primi posti, in termini di incidenza, il tumore uterino colpisce una buona fetta della popolazione femminile mondiale. Secondo i dati diffusi dai ricercatori del World Cancer Research Fund, il caffè, per ogni tazza consumata, sarebbe in grado di ridurre il rischio di cancro all’utero del 7%.

Notizie incoraggianti, ma dai contorni non ancora definiti: gli stessi esperti hanno sottolineato come, se è vero che queste evidenze sono interessanti, non è ancora chiaro come la bevanda possa essere sfruttata al meglio a scopi preventivi. Saranno necessari ulteriori studi per verificare tutti gli effetti protettivi del caffè.

Il caffè riduce il rischio di malattie croniche

Il caffè potrebbe conquistare un posto d’onore tra i cibi potenzialmente benefici per la salute, in grado di diminuire il rischio di comparsa di numerose malattie croniche. Il ruolo positivo del caffè è emerso nel corso dello studio Epic-Potsdam, condotto dagli esperti del German Institute of Human Nutrition Potsdam-Rehbruecke. La ricerca, un’analisi prospettica durata otto anni e presentata sull’European Journal of Clinical Nutrition, ha coinvolto più di 23.500 persone.

 

Caffè per tenere sotto controllo la pressione arteriosa

I risultati di un recente studio, condotto dai ricercatori francesi del "Preventive and Clinical Investigations Centre" di Parigi, suggeriscono che il caffè sia l’alleato ideale per tenere sotto controllo la pressione arteriosa. Infatti, osservando un gruppo di pazienti per dieci anni, gli esperti d’oltralpe hanno evidenziato che nei forti bevitori di caffè (quattro o più tazze al giorno) i valori della pressione arteriosa sono più bassi rispetto alla media. Il merito potrebbe essere del potere vasodilatatorio della bevanda.

Caffè, alleato di bellezza

 I chicchi di caffè possono diventare protagonisti di vere e proprie ricette di bellezza, contro inestetismi e imperfezioni. Infatti, il caffè può rivelarsi l’ingrediente magico di massaggi anti-cellulite, drenanti e tonificanti, ma anche di trattamenti esfolianti e rivitalizzanti per la pelle.

È, per esempio, l’ideale per uno scrub fai da te, utile per eliminare le cellule morte, levigare la cute e per prepararla all’esposizione solare. Basta miscelare qualche cucchiaino di caffè in polvere, due cucchiai di olio di oliva e due cucchiai di zucchero di canna grezzo. Reso omogeneo il tutto, il composto è pronto per essere applicato, con leggere frizioni dei polpastrelli sulla pelle del viso e del corpo, per poi essere eliminato con abbondante acqua.

Caffè, toccasana per prevenire un tumore della pelle

Il caffè potrebbe essere un valido alleato per prevenire la comparsa di una delle forme più frequenti di tumore della pelle, il carcinoma delle cellule basali. A scoprire gli effetti positivi inaspettati della bevanda, un team di ricercatori statunitensi, della Harvard Medical School di Boston, che hanno pubblicato i risultati del loro studio sulla rivista scientifica Cancer Research.

In particolare, è stata evidenziata, analizzando i dati di due vasti studi epidemiologici precedenti, la presenza di una relazione inversamente proporzionale tra il consumo di caffè e il rischio di sviluppare questo tipo di cancro della pelle. Un risultato incoraggiante, che, però, come sottolineano gli autori della ricerca, deve essere supportato da ulteriori sperimentazioni.

Il caffè, alleato per potenziare i muscoli

Un team di ricercatori dell’Università di Coventry, nel Regno Unito, attraverso una serie di esperimenti di laboratorio (effettuati sui topi), ha evidenziato la capacità della caffeina di stimolare positivamente, potenziandoli, i muscoli. I risultati più incoraggianti, in particolare, sono stati riscontrati nei muscoli più anziani.

Un’evidenza importante, che suggerisce come il caffè sia un supporto benefico per migliorare la forza muscolare nella terza età, riducendo, in questo modo, l’incidenza delle cadute e dei traumi, molto diffusi tra gli over 65.
 

Nuova guida online per scoprire le interazioni tra farmaci, alimenti e bevande, caffè compreso

 È online una nuova guida per scoprire le potenziali interazioni dannose tra farmaci, alimenti, piante medicinali e bevande, caffè incluso. Se si assumono determinati farmaci, anche la tazzina di caffè quotidiana potrebbe essere controindicata, ma come?

Tra farmaci, alimenti e piante medicinali può, all’insaputa di chi li assume, instaurarsi una “conversazione chimica” che può sfociare in interazioni pericolose e, addirittura, in effetti tossici. Farmamenu è un portale web, un motore di ricerca che aiuta gli utenti a “smascherare” queste interazioni ed evitare associazioni rischiose.

Caffè, utile per ridurre il rischio di comparsa di una malattia autoimmune del fegato

Nel corso della “Settimana delle malattie digestive”, svoltasi a Orlando in Florida dal 18 al 21 maggio 2013, gli esperti presenti si sono confrontati sulle nuove scoperte in merito alle patologie del fegato.

Particolare attenzione è stata riservata a un nuovo studio, che evidenzia il ruolo benefico del caffè nella prevenzione di alcune malattie. I ricercatori statunitensi della Mayo Clinic di Rochester (MN) hanno stabilito, mediante una ricerca che ha coinvolto un ampio numero di pazienti, un legame tra il consumo di caffè e la riduzione del rischio di sviluppare la colangite sclerosante primitiva, cioè una patologia seria che colpisce i dotti biliari.

Le prime evidenze sono confortanti, ma saranno necessarie ulteriori sperimentazioni per delineare con più precisione il ruolo del caffè nella patogenesi della malattia.  

Caffè e tè verde contro l’ictus

Una tazzina di caffè e una tazza di tè verde potrebbero essere gli ingredienti della strategia vincente per prevenire l’ictus. Le due bevande hanno un forte potere protettivo, che rallenta l’invecchiamento cerebrale, grazie all’abbondante contenuto di sostanze antiossidanti: è questo il segreto del loro successo secondo i risultati di uno studio, pubblicato sulla rivista Stroke e condotto dai ricercatori del Japan’s National Cerebral and Cardiovascular Center. Gli esperti, per giungere a questa conclusione, hanno analizzato gli effetti del caffè e del tè verde su 82.369 giapponesi, di età compresa tra i 45 e i 74 anni.