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Mal di testa sensoriali

di Carlo Odello

Docente e consigliere dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè 

Immaginate di andare a comprare un tavolo, di domandarne la lunghezza al commesso e che lui vi risponda: "1,50 metri, si tratta di un tavolo di discrete dimensioni". Poi ve ne fa vedere un altro e vi ragguaglia: "Questo invece è 1,55 metri, direi una buona lunghezza". E infine, arrivato al terzo tavolo, vi guarda con attenzione e vi dice: "Bene, questo è 1,60 metri, direi una dimensione importante". Comprereste da un commesso che definisce in modo tanto diverso la  lunghezza dei tre tavoli, quando la differenza tra il primo e l’ultimo è di 10 centimetri?
 
Ora immaginate di essere a una degustazione di caffè e che la persona che la conduce vi faccia provare tre monorigini diverse. E che questa persona si sia presa la briga di profilare i tre prodotti utilizzando scale di intensità a intervalli di 0.1. (in altre parole valutando alcune caratteristiche del prodotto in tazza con scarti di un decimo di punto). Immaginate che al corpo del primo caffè assegni un punteggio di 7.7 e lo definisca come "discreto", al secondo 8.0 e lo riporti come "buono" e all’ultimo 8.2 e ne riferisca come "importante". Non avvertireste un minimo di mal di testa cercando di capire come in un mezzo punto si passi da un corpo discreto a uno importante?
 
Non sto valutando la scheda in senso stretto. Mi sembra soltanto che non vi sia coerenza tra la valutazione sulla scala e la fase descrittivo-semantica. Però ammetto che questa è una mia carenza poiché negli anni mi sono abituato a ragione secondo profili sensoriali costruiti su descrittori quantitativi) e validati statisticamente per verificare se la differenza è realmente significativa). Mi aiutano davvero a evitare dei gran mal di testa.

La misurazione sensoriale del caffè: l’astringenza

 di Luigi Odello

Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e del Centro Studi Assaggiatori, segretario generale dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano. 

Qualsiasi misurazione sensoriale risulta pressoché impossibile se non è chiaro l’aspetto che va misurato: ecco perché è fondamentale che i descrittori siano intesi da tutti gli assaggiatori in una accezione comune e condivisa.

Perseguire questo obiettivo non è semplice: non basta definire un descrittore, ma occorre anche procedere alla sistematica verifica della misurabilità, cosa che abbiamo fatto in centinaia di test con migliaia di assaggiatori fino a fare una scelta di una rosa di termini di primo livello che vi proporremo in una serie di schede in cui non solo si dà la descrizione di un parametro nella giusta forma, ma si correla il descrittore anche alle fasi della filiera tecnologica e ai composti che ne influenzano la variazione.

Sì, perché l’assaggiatore deve essere considerato un giudice esperto specializzato e quindi capace di comprendere attraverso la sensorialità la qualità della materia prima impiegata e la maestria di esecuzione di un caffè, come pure deve avere le conoscenze dei componenti che generano una determinata percezione.

ASTRINGENZA

Definizione
Percezione di allappante che si coglie, nell’arco di circa 15 secondi, attraverso uno o più dei seguenti fenomeni: la perdita del potere lubrificante della saliva, sensazione di raggrinzimento e/o di cuoificazione della mucosa del cavo orale.

Correlazioni di filiera
Carattere molto legato alla Coffea canephora e comunque a chicchi immaturi o affetti da difetti forieri di questa caratteristica. Cresce inoltre con tostature spinte, per degradazione di composti come gli acidi clorogenici. Ma anche certi polimeri dei glucidi possono contribuire.

Molecole correlate positivamente
Acidi clorogenici, soprattutto i diclorogenici, specialmente se sinergizzati da pH bassi.  

Molecole correlate negativamente
Lipidi, zuccheri. Ma in genere l’attenuazione che possono avere è blanda.

Crediti: Espresso Italiano Roasting – Centro Studi Assaggiatori – acquistabile a www.assaggiatoricaffe.org