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Sensorium – Dizionario dell’analisi sensoriale: corpo

Sensorium, lo spazio in cui il dato sensoriale si fa parola, il luogo in cui la percezione prende forma attraverso il lessico, la memoria, la cultura e la relazione con l’altro. Oltre 700 termini relativi alle scienze sensoriali: www.scienzesensoriali.com/sensorium. Di seguito una delle parole più utilizzate nel mondo del caffè

CORPO

Termine utilizzato per descrivere la pienezza, la consistenza e la struttura di alimenti e bevande.
Il valore attribuito al corpo ha una correlazione diretta con la viscosità e, in certi casi, con la densità e con il residuo secco.
Nelle bevande, il “corpo” si riferisce alla consistenza e alla sensazione di peso percepite al palato. Ad esempio, nel caso del caffè o del vino, il “corpo” indica la struttura della bevanda e corrisponde a una determinata consistenza avvertita al palato.
Negli alimenti, il “corpo” può riferirsi alla densità e alla struttura percepite durante la masticazione.

MECCANISMO DI PERCEZIONE

La percezione del corpo di un alimento o di una bevanda si sviluppa attraverso un processo complesso che coinvolge sia componenti fisiologiche sia cognitive. Tutto ha inizio con la stimolazione dei recettori presenti nella cavità orale, in particolare quelli localizzati sulla lingua, sul palato e sulle pareti interne della bocca. I meccanocettori rilevano caratteristiche fisiche come viscosità, densità e resistenza, attivando le terminazioni nervose che inviano segnali al sistema nervoso centrale, principalmente attraverso il nervo trigemino. Questi segnali vengono elaborati nella corteccia somatosensoriale, dove le informazioni tattili si trasformano in percezione. Un ruolo centrale è svolto anche dall’insula e dalla corteccia orbitofrontale, aree cerebrali deputate all’integrazione multisensoriale, in cui le componenti tattili si fondono con quelle gustative e olfattive, contribuendo alla costruzione percettiva dell’esperienza. Il risultato è una rappresentazione mentale del corpo del prodotto, che viene poi interpretata e definita secondo parametri culturali, linguistici ed esperienziali. Termini come “pieno”, “setoso”, “oleoso” o “leggero” non sono solo descrittori sensoriali, ma sintesi cognitive che riflettono una valutazione soggettiva strutturata dalla memoria, dal confronto e dall’aspettativa.
Le papille filiformi svolgono un ruolo rilevante nella percezione del corpo degli alimenti attraverso la loro funzione tattile. Distribuite numerose sulla superficie dorsale della lingua, sono ricche di terminazioni nervose sensibili alla pressione, al contatto e alla frizione, e permettono di cogliere elementi come la viscosità, la densità e la texture dei cibi e delle bevande. La loro struttura sottile e spesso cheratinizzata le rende particolarmente adatte a rilevare variazioni di superficie e consistenza, contribuendo in modo diretto alla sensazione di pienezza o leggerezza percepita durante la masticazione o la deglutizione. Le informazioni raccolte da queste papille vengono trasmesse al cervello e integrate con altri segnali sensoriali per dare origine a un’esperienza complessa e unificata.

L’ACCEZIONE E L’AGGETTIVAZIONE DEL DESCRITTORE

Il fatto che il “corpo” abbia, in un’alta frequenza di casi, una correlazione diretta con il valore edonico del prodotto in analisi, spinge molte volte i giudici sensoriali a interpretarlo come descrittore soggettivo inducendoli in errore.
La conferma si trova facilmente negli aggettivi che vengono utilizzati per definirlo:

  • quando elevato, si impiegano aggettivi come pieno, corposo, strutturato, denso ricco, rotondo, potente, vellutato, avvolgente, materico, ampio e, in certi casi, cremoso, soprattutto se la componente grassa è considerata positivamente;
  • quando medio: equilibrato, morbido, rotondeggiante, armonico, levigato, sufficientemente strutturato, scorrevole, coerente, misurato e lineare;
  • quando basso: leggero, debole, scarico, diluito, piatti, sottile, evanescente, fugace, inconsistente e acquoso.
ALTRE DEFINIZIONI

Caffè

È il livello di percezione sferica, di rotondità, di sciropposità e di struttura percepibile nel cavo orale. E’ direttamente correlato con la viscosità della preparazione.
Bibliografia: definizioni per il caffè dello IIAC (monografie)


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Sensorium – Dizionario dell’analisi sensoriale: amaro

Sensorium, lo spazio in cui il dato sensoriale si fa parola, il luogo in cui la percezione prende forma attraverso il lessico, la memoria, la cultura e la relazione con l’altro.

Il sapore amaro è uno dei cinque fondamentali (dolce, salato, acido, umami) ed è percepito in molti casi come sgradevole. È frequentemente associato a sostanze potenzialmente tossiche presenti in natura e rappresenta un’importante funzione evolutiva di difesa. In ambito sensoriale, l’amaro è descritto come un sapore di lunga persistenza.

MECCANISMO FISIOLOGICO DI PERCEZIONE

La percezione dell’amaro è mediata da specifici recettori gustativi detti TAS2R, localizzati principalmente sulla parte posteriore della lingua e nella faringe. Questi recettori appartengono alla famiglia dei recettori accoppiati a proteine G (GPCR). Quando un composto amaro si lega al recettore, viene attivata una cascata di segnalazione intracellulare che porta al rilascio di neurotrasmettitori e alla trasmissione del segnale gustativo al cervello attraverso i nervi glossofaringeo e vago. Ogni recettore può legarsi a più molecole diverse e, viceversa, una stessa molecola può attivare più recettori TAS2R, spiegando l’ampia variabilità individuale nella percezione dell’amaro.

COMBINAZIONI SINESTETICHE

Il sapore amaro può essere modificato o modulato da interazioni sinestetiche con sapori e odori:

  • il dolce tende a limitarne l’intensità;
  • il salato può attenuarlo in certi casi (es. nel cioccolato fondente con cristalli di sale);
  • odori erbacei, medicinali o terrosi (come quelli del luppolo, della camomilla o della genziana) ne rafforzano l’identità amara;
  • la temperatura influisce: il freddo può accentuare la percezione dell’amaro di certi composti.

Il contesto sensoriale e l’aspettativa (colore, consistenza, aroma) giocano un ruolo rilevante nella modulazione dell’esperienza gustativa dell’amaro.

ORIGINE CHIMICA

Composti a sapore amaro e loro soglia di percezione (in mg/L)

La percezione dell’amaro varia sensibilmente a seconda della struttura chimica del composto, della sua concentrazione e della sensibilità del degustatore. Di seguito una selezione di sostanze comunemente associate al gusto amaro, con indicazione delle soglie di percezione medie stimate in acqua.

CompostoSoglia (mM)Peso mol. (g/mol)Soglia stimata (mg/L)Note
Chinino~0,008 mM324,43~2,6 mg/LAlcaloide naturale; usato come standard per test sensoriali
Caffeina~0,05 mM194,19~9,7 mg/LPresente in caffè, tè, cola
Strychnina~0,0001 mM334,42~0,033 mg/LEstremamente amara e tossica
Denatonio benzoato~0,00001 mM446,6~0,0045 mg/LIl composto più amaro noto, usato nei prodotti dissuasivi
Naringina~0,02 mM580,53~11,6 mg/LFlavonoide del pompelmo
Limonoide A (limonina)~0,005 mM470,5~2,35 mg/LAmaro caratteristico degli agrumi
Catechina~0,02–0,03 mM290,27~5,8–8,7 mg/LTè verde, cacao, vino
Acido tannico>1 mMvariabile (1701 g/mol)>1700 mg/LAstringente e amaro nei vini rossi
Glucoiberina~0,03 mM~421,5~12,6 mg/LGlucosinolato di cavolo nero e rucola
Acido clorogenico~0,05 mM354,31~17,7 mg/LPresente nel caffè e carciofo
Teobromina~0,05 mM180,16~9 mg/LAmaro nel cioccolato fondente
Solfato di magnesio~1 mM120,37~120 mg/LAmaro in acque minerali dure
Berberina~0,002 mM336,4~0,67 mg/LAlcaloide amaro usato in medicina tradizionale
Genzianina~0,01 mM~346 g/mol~3,5 mg/LCostituente amaro della radice di genziana

Note

  • Le soglie di percezione sono approssimate e possono variare notevolmente tra individui, anche di un fattore 100.
  • Alcune soglie sono inferite dalla letteratura scientifica internazionale, adattate da test sensoriali in soluzione acquosa.
  • Le unità mM (millimolare) sono state convertite in mg/L moltiplicando per il peso molecolare.

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