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Il suono del caffè

 Se è vero che il suono del caffè può essere poesia, da quando si versa nella tazzina a quando sprigiona il suo aroma, il compositore e sound designer italiano Diego Stocco ne ha fatto una vera e propria composizione musicale. Si chiama Huge coffee e racchiude tutto il fascino di una tazzina di caffè, con suoni e sfumature amplificate e incorniciate per ottenere una vera melodia.

Napoli, il caffè racconta la città

È quello che accade a Napoli. La tradizione partenopea legata al rito della ‘na tazzulella ‘e caffè’ è nota in tutto il mondo. Un rito a cui nessuno rinuncia e che chiunque passi in città non può sottrarsi.
Molti sostengono che il caffè a Napoli sia buono ovunque, e questa è una legittima opinione, ma sicuramente è innegabile che sia un’esperienza dal carattere storico-culturale. Sono diversi, infatti, i bar che raccontano la città, da quelli più antichi e lussuosi a quelli altrettanto vecchi, ma dove si respira la tipica accoglienza napoletana.

Ecco che dal noto Caffè Gambrinus, frequentato dai papi , si va al Bar Cimmino nella zona Chiaia, dal Caffè Principe, quello dei politici, si passa al Bar Nilo, noto per il capello di Maradona conservato come una reliquia in una teca fuori dal bar.

E ce ne sono tanti altri che accompagnano tra le vie e i vicoli del centro e accolgono e raccontano con il costume del caffè l’anima della città.

 

La rivoluzione delle Tazzine d’Oro

di Luigi Odello

Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e del Centro Studi Assaggiatori, segretario generale dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano. 

Tutte le rivoluzioni sono nate in modo silente, pochi si rendevano conto di quel che sarebbe poi successo. E tutte sono state innescate da un evento che apparentemente non usciva più di tanto dalla normalità di una comunità.

Tazzine d’Oro 2013, l’open day del 22 febbraio che ha permesso a centinaia di operatori del settore e della comunicazione di conoscere i caffè vincitori della IV edizione dell’International Coffee Tasting e i loro torrefattori, potrebbe rappresentare l’innesco della rivoluzione per la qualità del caffè, un vero, nuovo rinascimento.

La folla che è sfilata attenta e continua dalle 10 del mattino alle 19 della sera ha dato un segnale chiaro sia per la numerosità, sia per l’attenzione con la quale ha degustato i caffè, sia per l’apprezzamento che ha dimostrato: c’è un mondo che sta cercando la qualità, una popolazione che nella tazzina vuole trovare il piacere.

La cattiva qualità, il caffè che sa di cantina ammuffita e lascia la bocca di cuoio, non si sconfigge con decreti o con plateali quanto retorici auspici, ma proponendo modelli di vera qualità e rendendoli visibili al largo pubblico. Insomma, occorre mettere in vetrina in modo serio e scientificamente inoppugnabile la tazzina che dà il piacere atteso e i torrefattori che sanno generare un’alta sensualità, con competenza, passione e costanza.

La rivoluzione sta nel verbo "distinguere per valorizzare". L’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè, vent’anni appena compiuti, con i suoi 8.500 iscritti a libro matricola sparsi in 40 paesi del mondo può essere il fulcro per questa azione. I successi ottenuti – l’International Coffee Tasting ha avuto un impatto così forte che si sta preparando per quest’anno l’edizione Asia – sommati all’entusiasmo manifestato dai torrefattori può effettivamente essere la scintilla di una nuova rivoluzione. Come tutte farà dei morti, ma in questo caso saranno, si spera, i caffè che generano disastri tra i consumatori e sono i responsabili del fallimento di molti bar.

Il caffè allunga la vita

di Luigi Odello

Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e del Centro Studi Assaggiatori, segretario generale dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano. 

Anche se fa una vita grama non c’è vivente che non voglia allontanare la morte di qualche giorno.

Decisamente interessante quindi lo studio pubblicato sul New England Journal of Medicine in cui si mette in evidenza una ricerca che ha interessato oltre 229 mila uomini e 173 mila donne di età compresa tra i 50 e i 71 anni.

E’ emerso che con il consumo di circa tre tazze al giorno la mortalità diminuisce in modo significativo. Peccato che al crescere del consumo non ci sia più miglioramento.

 

  

Più sereni con tre tazze di caffè al giorno

di Luigi Odello

Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e del Centro Studi Assaggiatori, segretario generale dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano. 

La Ruhr University ha messo in evidenza che l’assunzione di 200 milligrammi di caffeina (equivalente a due o tre tazzine di espresso) aumenta il ricordo delle parole positive rispetto a quelle neutre o negative, funzionando quindi da filtro per i segnali del nostro inconscio. Considerato il notevole impatto che hanno i ricordi sul nostro umore, questo significa vivere più serenamente. Si può quindi supporre la generazione di un circolo virtuoso: la maggiore serenità migliora le relazioni con gli altri, che di conseguenza sono più gentili con noi e dunque ci fanno vivere meglio.

Una cosa ci rimane oscura: ma è la caffeina o il caffè ad avere questo effetto? Noi propendiamo per il secondo.
 

Caffè al bar: il tabù del prezzo

di Carlo Odello

Docente e consigliere dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè

Il Secolo XIX riporta che a Imperia il prezzo del caffè rimarrà bloccato. O meglio, nessun locale pare averlo aumentato, seguendo quindi il suggerimento della locale Confcommercio-Confesercenti. Ma anche il quotidiano ammette che "pur di rinunciare all’aumento del costo della tazzina, però, gli esercenti dovranno fare i salti mortali per far poi quadrare i bilanci di fine mese". Tradotto in pratica ciò vorrà dire in poche parole che molti si orienteranno semplicemente su miscele di più basso prezzo e di minore qualità.

Il caffè quindi come la benzina o il pane: tabù parlare di prezzi non allineati, men che meno di aumenti. Gli italiani, abituati ad acquistare vino e prosciutto a prezzi differenti in base al libero mercato, non possono scegliere di spendere qualcosa di più o di meno per un caffè. Il bravo barista che lavora in qualità dovrà fare pagare la sua tazzina come il suo concorrente distratto degli operatori che si limita a preparare il caffè in qualche modo. Ma siamo certi che gli italiani davvero non vogliano scegliere e siano così contenti della politica dei prezzi allineati?