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Stati Uniti: consumatori convinti del monodose

 Una recente ricerca condotta dalla National Coffee Association americana nel campo dei trend nazionali di consumo di caffè ha indagato le attitudini e i comportamenti dei consumatori rispetto al caffè in cialde. Lo studio ha svelato un’inversione di marcia dal 2005 a oggi nell’accettazione e adozione dei consumatori per questa tipologia di prodotto.

In sostanza, la percezione che i consumatori hanno dei sistemi monodose sta diventando migliore. I consumatori che valutano questi sistemi eccellenti o molto buoni sono infatti passati dal 26% registrato nel 2007 al 45%.

I risultati della ricerca mostrano inoltre come la conoscenza dei sistemi monodose è cresciuta dal 55% registrato nel 2007 al 73% nel 2011. I possessori di una macchina per monodose sono ora il 7% dei consumatori, rispetto all’1% del 2005. Il numero di coloro che hanno comprato una macchina monodose negli ultimi sei mese è inoltre cresciuto del 35% quest’anno rispetto al 29% del 2007.

 

Stati Uniti: consumo caffè al 58%

Il consumo di caffè negli Stati Uniti cresce forte e costante: è quanto rivela la ricerca annuale sui trend di consumo nazionale di caffè effettuata dalla National Coffee Association, con delle tendenze che suggeriscono una crescita solida per il futuro. Nel 2011 si è alzato il numero dei giovanissimi che bevono caffè: il consumo medio dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni è balzato dal 31% al 40%, mentre per i consumatori tra i 25 e 39 anni è cresciuto dal 44% al 54%. Più del 75% degli adulti negli Stati Uniti beve caffè di cui il 58% dichiara di berlo quotidianamente.

Il report di quest’anno rivela anche che circa il 25% di coloro che bevono caffè afferma di aver consumato entro il giorno prima almeno un caffè di qualità. Complessivamente il consumo del caffè di qualità rimane saldo al 37%, dunque in linea con l’anno precedente. Questi livelli dimostrano come sia costante la forza di questo segmento all’interno della categoria.

Tra gli adulti intervistati, la maggioranza ha dichiarato di aver cominciato a consumare caffè da adolescente. Il 54% dei consumatori afferma infatti di aver iniziato a bere caffè tra i 13 e i 19 anni, mentre il 22% tra i 20 e i 24 anni. La reputazione del caffè monodose si dimostra in netto miglioramento. Infatti coloro che considerano il monodose un prodotto di qualità sono oggi il 45% rispetto al 26% registrato nel 2007.

Ricerca sul caffè: consumatore più esperto, ora cerca la marca e beve il caffè con meno zucchero

Coffee Experience 2010, il più grande banco di assaggio al mondo, ha emesso i suoi verdetti. E lo ha fatto forte degli oltre 8.000 assaggi (+17% sull’edizione del 2009) svolti a Verona dall’8 al 12 aprile nell’ambito di Agrifood Club, il salone ospitato all’interno di Vinitaly. Migliaia i visitatori da quasi quaranta paesi che hanno visitato il banco di assaggio e passato al vaglio 35 caffè italiani, nell’ambito dell’evento organizzato dal Centro Studi Assaggiatori con il patrocinio dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano e dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè.

Dall’elaborazione dei dati raccolti emerge una tendenza interessante: rispetto al 2009 sono infatti cresciuti i consumatori che affermano di guardare l’insegna dei bar e che cercano una marca conosciuta (3% nel 2009, 4,6% nel 2010). "Si tratta di persone che sfuggono alla semplificazione del ‘100% Arabica’ – ha affermato a tal proposito Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori e professore di Analisi sensoriale in università italiane e straniere – Il mondo dei clienti sta  iniziando a concentrarsi sulle specifiche qualità sensoriali e sul brand: la gente comincia a scegliere  il bar in cui entrare in base al caffè servito". Aumenta infatti il numero dei consumatori che affermano di scegliere il caffè in base al proprio gusto (35,2% nel 2009, 37,4% nel 2010). "Si tratta di variazioni percentuali minime che evidenziano un trend che potrebbe avere un forte impatto sul mercato – ha osservato Odello – C’è da considerare che ogni giorno in Italia sono servite circa 70 milioni di tazzine di espresso".

Cambia anche l’atteggiamento nei confronti dello zucchero. Dalla ricerca emerge infatti che sono in aumento le persone che consumano il caffè senza zuccherarlo (30% nel 2009, 32,4% nel 2010), ma anche quelle che lo desiderano macchiato (16,6% nel 2009, 18% nel 2010). "Sono due tendenze che si conciliano, ma da approfondire – ha commentato a tale proposito Odello – I cultori dell’amaro sono tali perché scelgono bene il caffè e quelli del macchiato perché normalmente bevono caffè di qualità minore e lo macchiano nel tentativo di migliorarlo? Potrebbe anche essere che si ricorra al latte semplicemente per evitare l’apporto calorico dello zucchero".

Qualità del caffè: da Coffee Experience segnali incoraggianti

di Luigi Odello

Segretario generale dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè, è professore di Analisi sensoriale alle Università di Udine, Verona e Cattolica di Piacenza. E’ inoltre presidente del Centro Studi Assaggiatori e segretario generale dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano. 

8.236 assaggi sono sufficienti per dichiarare senza ombra di dubbio la qualità sensoriale di 35 caffè? Sicuramente sì, e tanti ne sono state fatti a Coffee Experience, svoltosi in cinque giorni contestualmente a Vinitaly a Verona, nell’ambito di Agrifood Club. Questo banco di assaggio, modello Stratus Tasting,  si conferma così il più grande del mondo, avendo superato la precedente edizione che aveva totalizzato 7.057 valutazioni.

E a suffragio della validità dei dati ottenuti torna utile anche il livello dei giudici che hanno partecipato: dei 1730 oltre il 50% era un addetto del settore (ristoratore, barista, giornalista specializzato, intermediario e via discorrendo). Quindi persone che hanno con il caffè un rapporto professionale, molti che vengono visitati da una torma di venditori in caccia di clienti, altri che quotidianamente hanno a che fare con la scelta di caffè.

Ebbene, in questa grande kermesse in cui non è un giudice monocratico che fa della filosofia a giudicare, ma chi usa il caffè per lavoro e chi lo beve con passione, è emerso che i 35 caffè sono di qualità elevata, ponendosi tutti tra il discreto e l’eccellente. Più volte abbiamo avuto da dubitare che il torrefattore a volte non eroghi un prodotto di qualità perché non ne ha la capacità realizzativa. Può anche essere, però nel caso in questione i produttori in causa sanno di fare un buon caffè e non temono di mettersi in gioco.

Interessante un’altra constatazione: per quanto sia ancora timida si evidenzia una maggiore attenzione alla potenza, profondità e perfezione dell’aroma, nonché alla suadenza a livello gustativo e tattile rispetto al passato. Insomma: in futuro sarà meno semplice ingannare il cliente con caffè che hanno come unico merito quello di fare galleggiare lo zucchero, una leggenda metropolitana che si spera scompaia al più presto. A questo proposito una nota: è in discesa la percentuale di chi beve il caffè zuccherato.