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Sessant’anni di Caffè Agust, artigiani del caffè

La torrefazione artigianale Caffè Agust festeggia i sessant’anni di attività e tre generazioni di uomini innamorati dei chicchi di caffè. L’azienda bresciana amministrata da Marco Corsini e Giovanni Corsini, festeggia il traguardo e presenta ai professionisti accolti in azienda i tre monorigine di pura Arabica selezionati, dichiarando la preziosa ricetta anche sulle confezioni:​​​​​​​​​​​​​​

  • Samac – Guatemala;
  • Sidamo – Etiopia;
  • Bujumbura – Burundi.
“Per garantire la migliore qualità possibile, gestiamo completamente in proprio l’acquisto della materia prima mediante frequenti viaggi nei paesi di origine e con la conoscenza diretta e personale dei produttori – dichiara Giovanni Corsini – Solo le migliori qualità vengono importate; i campioni di crudo vengono testati prima della conferma dell’acquisto”. 
 
Così l’esperienza di oltre cinquant’anni nel settore e le continue prove di laboratorio garantiscono la costanza e l’armonia dei prodotti. Portando saldi i valori dell’azienda, concretizzati in miscele come Natura Equa: “L’equità, la sostenibilità ambientale, la passione per la qualità, correttezza e il piacere dei rapporti interpersonali  – dichiara Marco Corsini – sono principi che mi appartengano e che pertanto cerco di trasferire nella mia azienda”. Attenzione per i dettagli, passione per i sensi e cura del cliente mostrati ora nella nuova immagine aziendale Agust Gusta Lentamente: perché il caffè deve essere assaporato e vissuto pienamente.
 

Io Bevo Espresso con Mokarico: open day e corsi in torrefazione

Martedì 31 maggio Caffè Mokarico apre le porte della sua torrefazione a Firenze (Borgo San Lorenzo) per fare conoscere il caffè e la vita del chicco lungo tutte le fasi della sua lavorazione lavorazione: dal verde alla tazzina. Tutti gli appassionati potranno in oltre approfondire la conoscenza del mondo dell’espresso attraverso il corso di caffetteria su caffè espresso e specialty coffee.​​​​​​​

Torrefazione Mokarico

via del Bagnone 24, Borgo S. Lorenzo (FI)

mail: info@mokarico.com – tel: +39 055 8495085

 

In torrefazione con Essse Caffè per scoprire come nasce l’Espresso Italiano

La tazzina di espresso è per molti una fedele compagnia di tutti i giorni: per celebrarla Essse Caffè apre le porte della sua torrefazione e vi invita a scoprire il mondo del caffè.

Domenica 28 febbraio la torrefazione di Anzola dell’Emilia accoglierà tutti gli amanti del caffè per fare scoprire, tra gli aromi dei chicchi tostati, come nasce, come si lavora e come si assaggia la calda bevanda portabandiera del made in Italy nel mondo.

La manifestazione è promossa all’interno degli eventi di diffusione della cultura dell’Espresso Italiano, Io Bevo Espresso, promossa da tutte le torrefazioni aderenti all’Istituto Nazionale Espresso Italiano.

  • La visita guidata comprende:
  • introduzione al mondo del caffè;
  • visita agli impianti di produzione;
  • tecniche di assaggio.

Due gli orari di visita: dalle 10:30 alle 12:00 oppure dalle 15:00 alle 16:30.

È necessaria la prenotazione.

Per informazioni

Essse Caffè S.p.A.

Via Carpanelli, 18/A | 40011 Anzola dell’Emilia | Bologna, Italia

E-mail: info@esssecaffe.it | Tel: +39 051 6425 711 | Numero verde: 800 211 239

 

Nuovi corsi avanzati per Espresso Italiano Trainer, ambasciatori del vero espresso italiano

 

http://www.assaggiatoricaffe.org/site/?q=node/451Sono riuniti in un albo che ne conta 149 in diversi paesi nel mondo. Non si tratta di un’élite esclusiva, bensì di professionisti che hanno iniziato un percorso per la diffusione della cultura dell’espresso italiano. Si chiamano Espresso Italiano Trainer, figure abilitate allo svolgimento del seminario Espresso Italiano Experience, incontri dedicati a operatori e consumatori attenti in cui si forniscono le informazioni e la tecnica di assaggio di base per valutare quello che si trova in tazza.
 
 
Si diventa Espresso Italiano Trainer frequentando lo specifico corso di abilitazione successivamente alla frequenza dei corsi di patente per Assaggiatore di Caffè, di Espresso Italiano Specialist e di psicofisiologia sensoriale. Per chi ha frequentato già i primi due corsi, è quindi sufficiente la frequenza al corso di psicofisiologia sensoriale del 29 aprile 2015 e all’abilitazione a Espresso Italiano Trainer il 30 aprile (entrambe le giornate si terranno a Brescia).
 
 
Chi desiderasse approfondire ulteriormente l’analisi sensoriale del caffè potrà inoltre frequentare il 27 aprile il corso Caratterizzazione Sensoriale delle Monorigini e delle Miscele e il 28 aprile il corso Espresso Italiano Roasting.
 
Tutte le informazioni sul sito assaggiatoricaffe.org

Grandi cuochi e creatori di miscele

di Luigi Odello
(Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè)

Luigi_OdelloÈ Alan Wong, con un patrimonio di circa 800 milioni di euro, il cuoco più ricco del mondo, da quanto si legge in una classifica comparsa su Huffington Post. Ne seguono altri 20, nessuno di questi è in Italia. Non molto meglio il nostro Paese emerge dalla classifica dei primi 50 cuochi del mondo uscita lo scorso anno ad Aprile. Gli italiani occupano posizioni di coda. Qualcuno ha detto che è dovuto al forte attaccamento alla tradizione dei nostri chef che impedisce loro di essere creativi.
Eppure la cucina italiana è una delle migliori del mondo, se non la migliore.

Facciamo un parallelo con il settore della torrefazione, dove ultimamente si registrano delle new entry che si propongono come innovatori. Non hanno trascorso una vita vicino a una tostatrice, non possono vantare un patrimonio di esperienza, ma per loro questo è un dettaglio di secondaria importanza. La figura di un Alan Wong nel mondo dei torrefattori manca ancora, mentre nel mondo del vino qualcosa che gli somiglia c’è. Quindi c’è la possibilità di farsi strada diventando artisti del caffè. E può darsi che ci riescano, proponendo stranezze per acquisire visibilità. Noi glielo auguriamo, ma siamo sempre più convinti che le miscele italiane, quando si tratta di espresso, siano tra le migliori del mondo, o forse le migliori. E a renderle tali è proprio la tradizione, tramandata in modo silente, governata dalla passione e dal buon senso.

Provinatore

 

Remo Poli (Italcaffè): “C’è ancora spazio per crescere”

Remo Poli, responsabile qualità di Italcaffè, guarda il mercato con ottimismo e racconta lo sviluppo dell’azienda.

Anche se il 2013 si presenta con molte incognite in Italcaffè si respira un’aria positiva. "Non guardiamo il mercato, i cui consumi sono contratti, ma l’azienda e il suo sviluppo – racconta Remo Poli, responsabile qualità di Italcaffè – La nostra positività deriva dalla certezza dell’alta qualità offerta e percepita dai nostri clienti".

Per questo Italcaffè ritiene che vi siano ancora spazi da occupare nel mercato e possibilità di distinguersi, soprattutto nel canale Horeca. "La nostra linea – continua Poli – propone già una gamma completa in termini di tipologie, formati e modalità di consumo, disponibili sul mercato per l’Horeca e la Gdo. Stiamo valutando di adottare nel porzionato capsule biodegradabili per una questione ambientale. Una decisione che deve tenere però conto che il costo di capsule simili è molto più alto di quelle tradizionali e va quindi a incidere sul prezzo al consumatore finale".

In questo senso l’offerta di prodotti di questo tipo potrà avere maggiore successo proprio nelle famiglie già orientate a una gestione domestica ecocompatibile.

L’aristocrazia del caffè si incontra a Treviso

di Luigi Odello

Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e del Centro Studi Assaggiatori, segretario generale dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano. 

A guardarlo dal tavolo della presidenza al quale siamo stati invitati, il mondo del caffè si presentava in una nuova prospettiva, sicuramente più rassicurante e ottimista di quella che non di rado mettiamo in evidenza con i nostri scritti. Stiamo parlando dell’assemblea del Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè (GTTC), 45 soci ordinari e 207 soci sostenitori, che si è riunita il 26 febbraio nella sede di Confindustria di Treviso per l’approvazione dell’attività dell’esercizio appena concluso e per il rinnovo delle cariche sociali.

Sulle rosse poltrone della gentilizia sala di Palazzo Giacomelli sedevano personaggi il cui nome riportava immediatamente alla mente l’aroma di grandi caffè, gente che nel settore ha fatto fortuna, casate che si tramandano l’arte della tostatura di padre in figlio.

Se un piccolo appunto possiamo fare a questa assise governata con consumata esperienza dal Conte Giorgio Caballini, assistito da Antonio Franciosa, rispettivamente presidente e segretario del GTTC, è che di caffè ha parlato troppo poco, dovendo occuparsi di leggi barbine e di mercati in cambiamento.

Anche questo ci ha fatto riflettere: siamo così oberati dalla burocrazia che questa primeggia sulla missione delle aziende, e va a scapito della nostra efficienza, deprime la nostra capacità creativa. Che si possa morire affogati nei moduli non ci è dato di sapere, ma la burocrazia ha sempre più l’aspetto di una malattia autoimmune.

A parte questo, la presenza di Massimiliano Fabian in qualità di presidente dell’Associazione Caffè Trieste, di Patrick Hoffer, nuovo presidente del Comitato Italiano Caffè, di Luigi Zecchini, presidente dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano e di Alessandro Bianchini, presidente del Consorzio Torrefattori delle Tre Venezie, voluta dai vertici GTTC, ha dato la possibilità di parlare di collaborazione tra associazioni che vivono per la tutela e la promozione del caffè e delle aziende che vi operano.

Ci è piaciuta molto la determinazione del Conte Caballini che, anche a pranzo, unitamente al suo vice Sergio Goppion, non ha mancato di sottolineare di volere cose pratiche, lasciando la retorica in altri ambiti che vivono solo di quella.

Ci ha quindi fatto quanto mai piacere la sua rielezione a presidente per il prossimo triennio. Sarà coadiuvato da Sergio Goppion e Massimiliano Fabian in qualità di vicepresidenti, Gerard Laner, Francesca Cattaruzzi, Mario Fabris, Marco Fabris, Martino Merlin, Marco Bazzara, Marino Petronio, Alessandro Bianchin, Lara Caballini, Roberto Grion, Levi Morenos, Federico Pellini, Giacomo Zanandrea e Paolo Oselladore, in qualità di consiglieri, Fabrizio Polojaz, Martino Merlin e Silivia Goppion, quali revisori dei conti.

 

A Vinitaly torna Coffee Experience, AAA miscele e baristi cercasi

A Vinitaly, la più grande fiera di vino al mondo, dal 7 al 10 aprile torna Coffee Experience, il più grande banco d’assaggio del caffè al mondo. Giunto all’edizione numero quattro, ogni anno propone ai visitatori circa trenta caffè diversi, un vero e proprio giro d’Italia (e non solo) della tazzina.

Coffee Experience 2013, situato nell’area Agrifood, si conferma come una presenza strategica tra gli eventi targati Vinitaly poiché il caffè italiano sta crescendo all’estero e c’è quindi sempre maggiore attenzione per questo prodotto anche da parte dei buyer stranieri. Per iscrivere la propria miscela, contattare claudia.ferretti@assaggiatori.com.

Coffee Experience 2013 è anche una grande opportunità professionale per i baristi impegnati nel banco di assaggio. Non capita tutti i giorni infatti di dovere lavorare con trenta caffè diversi in condizioni di forte affluenza di pubblico. I baristi che desiderano candidarsi per prestare la loro opera a Coffee Experience 2013 possono scrivere a michela.beltrami@assaggiatori.com

Espresso Italiano Roasting

Tostare e miscelare il caffè per l’espresso italiano: temi affascinanti e complessi che saranno trattati estesamente nel corso Espresso Italiano Roasting in programma il 20 marzo a Brescia. In calendario anche Monorigini e Miscele il 19 marzo, Psicofisiologia sensoriale il 21 marzo e Espresso Italiano Trainer il 22 marzo (tutte le informazioni su www.assaggiatoricaffe.org).

Espresso Italiano Roasting è nato da alcune constatazioni: nella stragrande maggioranza dei casi il torrefattore non coltiva il caffè, la sperimentazione nel settore è scarsa, mancano quadri tecnici che generino un network tra loro e i centri di ricerca per fare innovazione.

Espresso Italiano Roasting racconta quindi dello stato dell’arte della tostatura e della miscela, presentando quanto a oggi si conosce delle correlazioni tra filiera e aspetti sensoriali. Indagando in definitiva la capacità dei torrefattori di saper scegliere la materia prima e di lavorarla con metodi desunti dall’esperienza e qualificati da una straordinaria sensibilità unita a un pari buon gusto.

 

Ma tostare è un mestiere da barista?

di Luigi Odello

Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e del Centro Studi Assaggiatori, segretario generale dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano. 

L’idea è affascinante: se hai un bel locale, se hai un buon consumo di espresso e derivati, se sei figo, perché non ti tosti da solo il caffè? L’emozione che scatta nell’animo da artista che guarda al futuro e all’innovazione può anche trovare un avvallo nella razionalità, magari facendo i conti della differenza di prezzo tra caffè crudo e tostato.
Quindi anche se un tostino da un chilo costa diecimila euro, con un‘ora al giorno di lavoro si fa la produzione necessaria al locale e quindi si ammortizza in tempi relativamente brevi.
Su questo avremmo a che ridire, perché comunque per micro che sia la tostatrice è una macchina e anche abbastanza delicata. Ma non vogliamo smontare la scelta dei baristi di diventare torrefattori attraverso la via economica, quanto compendiare quello che è stato scritto da media di settore, lacunoso sotto il profilo tecnico. Innanzitutto il barista non ha la competenza del torrefattore per quanto riguarda la scelta della materia prima e anche se l’avesse non ha le medesime possibilità di approvvigionamento. Poi non ha neppure l’esperienza nella tostatura (sì, può costruirsela, a spese dei suoi clienti o buttando via caffè), ma la cosa più importante è che una tostatrice piccola non funzionerà mai come una grande. Le probabilità di giungere a una cottura omogenea del chicco senza bruciare la parte esterna e lasciare cruda quella interna sono davvero basse. Ne consegue l’ottenimento di caffè disarmonici, che danno una cattiva estrazione in macchina e non sviluppano appieno gli aromi potenziali.
Ora, in un settore che non sta vivendo un momento florido, pensiamo che si dovrebbe puntare soprattutto sulla soddisfazione della clientela. Questo significa avere dei baristi che sanno fare alla perfezione il proprio lavoro gestendo al meglio la miscela, il macinadosatore e la macchina. Perché dunque defocalizzarli dalle cose importanti per portarli su costosi percorsi chimerici?