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Carlo Barbi proclamato “personaggio del caffè 2024″

Riprendiamo volentieri la notizia di Bazzara.

Il Bazzara Lounge di Venerdì 25 ottobre, organizzato in concomitanza della TriestespressoExpo, si è affermato negli anni come un’occasione unica per un momento di incontro e confronto informale fra professionisti ed appassionati del settore caffè nel panorama triestino e non solo, riscuotendo anche quest’anno grande successo. Un sentito ringraziamento a tutti i partner e amici che ci sono venuti a trovare in sede per un brindisi assieme!

Il premio “Personaggio del Caffè 2024”
Il prestigioso titolo di “Personaggio del Caffè 2024”, assegnato da Bazzara come di consuetudine, quest’anno è andato a Carlo Barbi, CEO di Club House, azienda leader nella produzione di raffinate tazze in porcellana per caffè, celebrata per la sua attenzione all’artigianalità e all’eccellenza, soprattutto per aver unito arte, design e cultura sotto l’insegna della sua tazza Maniko. “Voglio ringraziarvi per averci dato fiducia fin dall’inizio; siete stati tra i primi a credere in noi quando abbiamo iniziato 20 anni fa”, ha dichiarato Carlo Barbi durante la sua premiazione.

I premiati delle passate edizioni: Andrea Lattuada di 9bar, Gianfranco Carubelli di Asachimici Pulycaff, Luigi Morello dell’Istituto Espresso Italiano, Maurizio Giuli di Nuova Simonelli, Luigi Odello dello IIAC, Antonio Rizzitano di ARC, Sergio Barbarisi di BWT Water+more e Massimiliano Fabian di Demus SpA.

Bazzara Coffee Books guarda alla Russia

Bazzara vola verso la Russia con un nuovo progetto editoriale che vedrà la pubblicazione dei best seller La filiera del caffè espresso e Cappuccino Italiano Latte Art in lingua russa. Immediato il coinvolgimento dei partner storici e il forte interesse da nuove aziende che hanno aderito e sostenuto il progetto.

I volumi in lingua russa verranno presentati a Triestespresso Expo dal 20 al 22 ottobre 2016 presso lo stand Bazzara: Pad. 27, stand 12 e 49.

I segreti del caffè con i tutorial di Mixer Planet

Mixer Planet parla di caffè con una nuova serie di dieci  video tutorial realizzati in collaborazione con Bazzara durante la seconda edizione di Trieste Coffee Experts, la manifestazione frutto dell’ingegno e della creatività dei fratelli Franco e Mauro Bazzara, che ha riunito nel capoluogo emiliano numerosi esperti del mondo del caffè.

 
Si comincia assaggiando, nella prima puntata della serie Carlo Odello, dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè parla di analisi sensoriale del caffè, degustazione e viene indagata la mappa sensoriale del caffè: per comprendere come un professionista possa valutare e analizzare con metodo scientifico e oggettivo le caratteristiche organolettiche del caffè.
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La seconda puntata è dedicata alle origini ideali per l’espresso, parla l’esperto Simone Pecora.
 
 

Trieste Coffee Experts: guardare oltre

di Carlo Odello (Consigliere e docente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè)

Trieste Coffee Experts, l’evento annuale voluto e organizzato con eleganza e sapere da Franco e Mauro Bazzara, è senza dubbio quello che nei paesi anglosassoni, e non solo, si definisce come think tank. E’ un luogo del pensare e del riflettere, lontano dagli affanni quotidiani del mondo del caffè eppure legato all’attualità e soprattutto, grazie ai fratelli Bazzara, dotato del senso della lungimiranza.

L’edizione 2015 di Trieste Coffee Experts, che si è tenuta proprio presso la Bazzara Academy nel pieno centro della città, potrebbe essere ricordata come quella del “guardare oltre”. Il coraggioso tentativo dei Bazzara di mettere a confronto le maggiori associazioni italiane del caffè è stato premiato. Con il garbo che contraddistingue i padroni di casa, i rappresentanti di queste associazioni hanno discusso di un tema che personalmente considero la chiave di volta per la diffusione della cultura dell’espresso italiano all’estero: come dare un’immagine più unitaria del nostro caffè, soprattutto all’estero.
La premessa è semplice e chiara: le diverse associazioni del caffè esprimono un’identità diversa ma su alcuni punti c’è probabilmente una visione comune sull’espresso italiano. Questa va enucleata ed evidenziata, soprattutto agli occhi degli operatori all’estero, in modo da creare maggiore massa critica per la diffusione del nostro caffè (soprattutto sui mercati nuovi mi verrebbe da dire). Da una premessa ragionevole potrebbe discendere una conclusione dotata di altrettanta ragionevolezza: lavorare insieme per esprimere questa visione comune e farlo in tempi rapidi e utili al nostro caffè.

 

Iiac racconta l’analisi sensoriale dell’espresso italiano a Trieste Coffee Experts (sabato 10 ottobre)

Torna sabato 10 ottobre Trieste Coffee Experts, l’appuntamento annuale voluto dai fratelli Bazzara, titolari dell’omonima torrefazione triestina nonché editori di una bella e fortunata collana di libri dedicati al caffè. Un’occasione come sempre per fare il punto sullo stato del caffè in Italia, riunendo una serie di professionisti chiamati a illustrare ognuno un tema specifico.
 
Per l’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) interverrà Carlo Odello, consigliere e docente dello stesso, che affronterà il tema della divulgazione della cultura dell’espresso italiano, con particolare riferimento ai mercati esteri.
 
Il programma completo dell’evento, riservato ai soli professionisti del settore, è a disposizione a http://www.bazzara.it/it/trieste-coffee-experts-2015

Il senso dei triestini per il caffè

In fatto di caffè, i cittadini di Trieste sanno ciò che bevono. E nel 76% dei casi amano bere il caffè nei bar a cui mediamente danno un voto compreso nella scala scolastica fra sette e mezzo e otto e mezzo.

È quanto è emerso da un’analisi svolta nei bar del centro città durante i giorni precedenti la Fiera sull’Espresso che ha chiuso i battenti il 27 ottobre. Con l’iniziativa “Coffee Bar Tasting&Testing”, promossa dalla rappresentanza triestina di Fipe-Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi Assaggiatori e con il patrocinio dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano e dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè, i consumatori si sono prestati a fornire indicazioni anche personali, nel pieno rispetto dell’anonimato e della privacy, e sulle loro abitudini di consumo da cui è emersa la fotografia del consumatore di caffè al bar.

E se non sorprende che l’88% dei clienti è del Friuli Venezia Giulia, diventa curioso scoprire che la percentuale immediatamente più alta (1,7%) viene dal Lazio. I bar sono frequentati equamente da donne e uomini che nel 40% rientrano nella fascia di età fra i 40 e i 54 anni e nel 50% sono in possesso di un diploma di maturità.

E, un po’ come avviene per il calcio, anche in fatto di caffè la maggioranza dei triestini (52%) pensa di essere un appassionato e attento consumatore di caffè, nonostante non abbia (89% del campione) mai frequentato un corso di assaggio e non farebbe (53% dei casi) nulla di particolare per saperne di più. Eppure solo uno su tre lo beve amaro e solo la metà lo beve nero. In ogni caso, il caffè al bar continua a rispondere ai canoni della tradizione e trova conferma il luogo comune del “prendiamoci un caffè”, tanto che la percentuale più alta del consumo (25%) è legata agli incontri di circostanza e a occasioni di lavoro (28%). Il caffè significa una sferzata di energia (28%), un’occasione per una pausa in pace (23%) e un piacere per i sensi (23%).

E quindi per essere sicuro di consumare un buon caffè, il 79% dei triestini sceglie una marca che conosce, ma non è fedele a una sola marca, tanto che l’81% ne consuma diverse e comunque per il 60% il caffè di qualità si riconosce sempre, perché si sente dal gusto che è buono.