News

Host Milano: l’Istituto Espresso Italiano scalda la fiera del settore

L’Istituto Espresso Italiano (IEI) sarà tra i veri protagonisti della fiera Host 2019 al pad. 24 stand Z68. Da venerdì 18 a martedì 22 ottobre, ogni giorno tanti gli appuntamenti che l’Istituto di riferimento dell’espresso italiano nel mondo che oggi raccoglie decine di aziende leader nel settore, mette in campo per animare quella che della fiera si potrà considerare l’area di riferimento per la cultura del caffè espresso e del settore in generale, con una grande novità: il nuovo marchio di riconoscimento dell’espresso nel mondo. «A Host 2019 presentiamo la nuova brand identity dell’Istituto Espresso Italiano (IEI), in una delle location più strategiche, rimanendo focalizzati sulla nostra missione di tutelare e promuovere l’espresso italiano, che per noi significa miscela con una pluralità di espressioni, ben rappresentante dal percorso sensoriale degli Stili dell’Espresso Italiano che presentiamo nel nostro spazio – così Luigi Morello, presidente dell’Istituto Espresso Italiano (IEI) –  la nostra parola d’ordine è inclusività: ovvero è necessaria una maggiore compattezza del settore per affrontare il tema della sostenibilità che parte dal prezzo del caffè al bar ed è  importante spiegare ai consumatori che a diversi livelli di qualità dell’espresso devono corrispondere prezzi diversi per fare in modo che valorizzino maggiormente la qualità in tazza».

L’espresso italiano: cinque stili per un’Italia. E’ indubbio che la miscela è espressione della creatività italiana nell’espresso e che è oggi oggetto di interesse, conversazione e discussione, soprattutto all’estero dove molti paesi si stanno avvicinando a un’idea di tazze con maggiore complessità. IEI, che tutela e promuove la miscela da oltre vent’anni tramite la certificazione sensoriale, a Host 2019 porta le miscele delle aziende aderenti classificate secondo il nuovo sistema degli “Stili dell’Espresso Italiano”. Attraverso un’indagine su centinaia di miscele per espresso italiano, l’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (IIAC) ha infatti delineato cinque stili principali che hanno profonde radici antropologiche in diverse aree del paese. Utilizzando questo sistema innovativo, Inei presenterà un viaggio sensoriale nel punto d’assaggio all’interno dello stand.

Il racconto dell’espresso italiano. Nelle giornate di fiera diversi professionisti si alterneranno in interventi in italiano e in inglese nel raccontare l’espresso italiano secondo un taglio specifico. Potranno essere narrazioni più tecniche facendo riferimento alle modalità di produzione, più antropologiche facendo riferimento alla cultura locale, più marketing facendo riferimento alle modalità di comunicazione. Un racconto quindi a più voci che aspirano comunque tutte a quegli ideali di complessità ed equilibrio che sono la cifra e il comun denominatore dell’espresso italiano.

Espresso Italiano Dream Team. A gestire il punto di assaggio degli stili dell’espresso italiano sarà chiamato il Dream Team dell’Espresso Italiano composto da specialisti, formatori e finalisti di Espresso Italiano Champion. Professionisti da diversi paesi si alterneranno quindi dietro al banco nella preparazione e nella spiegazione della miscela italiana e del suo valore sensoriale. Una squadra globale che racconterà la bellezza dell’espresso italiano attraverso estrazioni in tazza di miscele di stile diverso, tutte però accomunate dalla ricerca di profili complessi e bilanciati. Una squadra di baristi che con il loro lavoro restituiranno l’essenza dell’approccio della professione fatto di socialità e gioia di vivere.

Espresso Italiano Champion 2019. Il clou dei giorni di fiera sarà tuttavia la nuova edizione dell’Espresso Italiano Champion, la gara dedicata ai professionisti che desiderano mettersi alla prova secondo i canoni dell’Espresso e del Cappuccino Italiani Certificati. E’ una competizione giunta alla sesta edizione internazionale nella quale ogni anno si sfidano a livello locale, nazionale e internazionale da 300 a 400 baristi. All’edizione 2019 hanno aderito Italia, Germania, Regno Unito, Bulgaria, Russia, Cina, Corea, Taiwan, Giappone e Tailandia. Venerdì 18 e sabato 19 si terranno dalle 14.00 alle 18.00 le semifinali internazionali, domenica 20, sempre negli stessi orari, la finalissima internazionale che decreterà l’Espresso Italiano Champion 2019. Nelle edizioni passate l’Italia ha espresso due campioni internazionali, Grecia, Taiwan e Corea uno a testa.

 

                                                                             

 

Aperte le iscrizioni a International Coffee Tasting 2019, il concorso che premia i grandi caffè

International Coffee Tasting 2019 è ai blocchi di partenza: torna l’undicesima edizione del concorso organizzato dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) che premia i migliori caffè al mondo. Il concorso si terrà il 10 e l’11 dicembre a Tokyo. Nelle scorse dieci edizioni la gara ha visto sfidarsi negli anni più di 1.000 caffè. I numeri dell’edizione 2018 aiutano a capire la portata del concorso: oltre 322 caffè da 18 paesi.

Realizzata con il supporto scientifico del Centro Studi Assaggiatori, la competizione fonda il suo valore sulle valutazioni tecniche dei giudici dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac): una rete ormai quasi a quota di 12.000 professionisti in più di 40 paesi del mondo. Questi operano completamente alla cieca nel quadro delle più severe norme di analisi sensoriale. Tutti i dati da loro forniti sono validati statisticamente. Solo i prodotti che superano la soglia stabilita dal regolamento vanno a medaglia.

Per iscrizioni e maggiori informazioni scrivere a: claudia.ferretti@assaggiatori.com e michela.beltrami@assaggiatori.com.

Scarica qui il regolamento.

IEI: “chiediamo al cliente di premiare la qualita’ in tazza a favore dei coltivatori”

Ogni anno, il 1° ottobre, il mondo si riunisce per celebrare il caffè e riconoscere a milioni di persone in tutto il mondo – dagli agricoltori, ai torrefattori, ai baristi, ai proprietari di bar e altro ancora – il duro lavoro per creare e servire la bevanda che amiamo tutti. L’iniziativa, che con il 2019 raggiunge il quinto anno, è promossa dall’International Coffee Organization. Ogni anno viene scelto un tema specifico. Quest’anno il pensiero va verso i milioni di contadini impiegati nella coltivazione delle piante da caffè nel mondo. Il caffè infatti non è mai stato così popolare, con circa 3 miliardi di tazze consumate ogni giorno, un numero che continua a salire, eppure chi lo coltiva guadagna sempre meno.

 

SOSTENIBILITA’ FA RIMA CON FORMAZIONE. La Giornata Mondiale del Caffè del 1° ottobre è dedicata quest’anno, come detto, alla sostenibilità, che per l’ IEI Istituto Espresso Italiano significa innanzitutto formazione degli operatori e dei consumatori. «Chi impara a valutare e a riconoscere la qualità del caffè è disposto a pagarlo un prezzo maggiore favorendo, si spera, l’acquisto di materia prima che garantisce anche ai coltivatori un profitto migliore – ha affermato Luigi Morello, presidente IEI – Oggi chi coltiva caffè si trova a fronteggiare una drammatica caduta dei prezzi che mette a rischio la qualità della vita della propria famiglia e il futuro dei propri figli».

 

«Essendo una Società Benefit investiamo annualmente una cifra rilevante in formazione tramite le aziende aderenti al nostro programma, coinvolgendo centinaia di baristi, sia a livello di corsi che di eventi – ha proseguito Morello – è nei nostri piani estendere la portata di queste azioni coinvolgendo sempre di più i consumatori, per i quali immaginiamo iniziative specifiche e gratuite già nel 2020».

 

ESPRESSO ITALIANO: UN MARCHIO PER RICONOSCERLO NEL MONDO. Sempre per rafforzare la propria azione IEI ha inoltre iniziato a ridefinire le proprie attività di marketing, a partire dal marchio, la cui progettazione è stata affidata a Robilant Associati, brand advisory leader in Italia. “La nuova identità racconta tratti d’italianità strettamente legati al caffè: la passione e la gestualità, iconograficamente sintetizzate dal bacio – ha affermato Roger Botti, direttore generale e creativo di Robilant Associati – Il bacio è elemento che dà concretezza al concetto di amore trasformandolo in un gesto tangibile, semplice, quotidiano e italiano quanto un caffè espresso. Questo stile conferisce al nuovo IEI una cifra espressiva più impattante, empatica e universale, come universale è il piacere del caffè”. E il marchio sarà ovviamente riconoscibile anche per i consumatori italiani, nei 700 esercizi pubblici, soprattutto bar, certificati da IEI e negli oltre 20 mila bar d’Italia che servono miscele certificate con il marchio.

 

LA "FABBRICA DEL CAFFE’ IN ITALIA". L’industria italiana del caffè è uno dei settori industriali più brillanti del food & beverage del nostro Paese. In Italia, nel Settore Caffè, operano oltre 800 torrefazioni con circa 7.000 addetti e un fatturato vendite 2017 di 3,9 miliardi di euro di cui 1,35 derivanti dall’esportazione. L’Italia rappresenta il terzo Paese al mondo (dopo la Germania e Belgio) per i volumi di esportazione di caffè in tutte le sue forme. Nel 2017 l’export di caffè torrefatto è arrivato, secondo i dati del Comitato Italiano Caffè, a 249 Mln kg di caffè verde equivalente, con un aumento del 5% rispetto al 2016. Analizzando i dati storici del Comitato Italiano del Caffè negli ultimi 10 anni le esportazioni di caffè torrefatto si sono più che raddoppiate. L’export italiano di caffè torrefatto ha superato nel 2017 i 1.350 Mln €.

 

IEI Marchio Espresso ItalianoL

Il punto sull’espresso italiano del 2019 con Maurizio Maccagnani

Al termine del primo semestre di attività facciamo il punto sulla situazione dell’espresso italiano del 2019, sulle prospettive e sulle aperture utili a livello globale. In questo secondo incontro riportiamo l’esperienza e il punto di vista di Maurizio Maccagnani presidente de La Spaziale, azienda socia dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei).

Secondo la vostra esperienza, come potete descrivere la situazione del mercato dell’espresso a livello globale? 

“Lo scenario che si delinea, ormai da anni, è quello di un settore attrattivo e profittevole che contrappone la tradizione dell’espresso italiano ai nuovi modelli di consumo differente. Uno scenario in cui giocano i grandi player e in cui trovano spazio anche aziende di piccole e medie dimensioni. Nel consumo domestico impazzano capsule e cialde, fuori casa l’espresso la fa da padrone, ma con un occhio alle nuove tendenze. Sorseggiare un buon caffè continua a essere, infatti, uno dei momenti fondamentali della giornata per gli italiani e per gli stranieri.  L’obiettivo di aziende come la mia, è da sempre quello di tutelare la tradizione e la qualità dell’espresso italiano, nella parte della filiera che mi riguarda, quella delle macchine per caffè.”

In quali aree ravvisate prospettive e aperture utili per l’espresso italiano?

“La differenza nel ramo delle macchine per caffè professionali è data dall’attenzione al target e ai suoi bisogni: design sicuramente, ma anche tecnologia, sono le richieste da ascoltare per rispondere alle mutevoli condizioni della domanda del settore.

Gli aspetti da tutelare sono il controllo della filiera e il rispetto dei parametri che portano il caffè della tradizione italiana a essere un’insegna nel mondo: qualità della materia prima, tecnologia per i costruttori delle macchine da caffè che garantisca l’eccellenza in tazza e semplifichi il lavoro degli utilizzatori e formazione al top per i baristi.

In particolare, l’eccellenza e le innovazioni presenti nelle macchine per caffè determinano un ottimo e costante risultato in tazza, con qualsiasi miscela utilizzata e consentono grande versatilità nelle preparazioni. E non bisogna dimenticare la solidità delle macchine, in molti ambienti, a distanza di oltre 50 anni, ancora oggi le macchine professionali per caffè La Spaziale svolgono egregiamente il proprio compito.”

Il punto sull’espresso italiano del 2019 con Maurizio Fiorani

Al termine del primo semestre di attività facciamo il punto sulla situazione dell’espresso italiano del 2019, sulle prospettive e sulle aperture utili a livello globale. In questo primo incontro riportiamo l’esperienza e il punto di vista di Maurizio Fiorani, amministratore delegato Eureka – Conti Valerio Srl, azienda socia dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei).

 

Secondo la vostra esperienza, come potete descrivere la situazione del mercato dell’espresso a livello globale? 

“Questo primo semestre del 2019 credo abbia confermato la crescita continua che sta vivendo il mercato globale dell’espresso, soprattutto nelle sue interpretazioni di maggiore qualità: traducendo questa tendenza nel mondo dell’equipment del quale Eureka fa parte, questo si manifesta in una sempre più importante domanda di prodotti on-demand in grado di fornire grandi performances, sia sotto il profilo delle prestazioni sia per quanto riguarda la usability dell’utente finale. La silenziosità della macinatura poi è ormai un must have tra le caratteristiche del macinacaffè, cercata e pretesa da un numero sempre più grande di coffee lovers nel mondo.”

 

In quali aree ravvisate prospettive e aperture utili per l’espresso italiano?

“Continua a mio parere, per l’espresso italiano, il momento estremamente positivo nel mercato nord americano, sempre più esigente e alla ricerca di qualità rispetto al recente passato; ma è tutto il continente americano a manifestare grande fermento, con il centro e il sud di questa parte del mondo che sta sempre più affiancando al suo storico ruolo di produttore anche quello di consumatore di caffè, aprendo così grandi prospettive di sviluppo qui per un’eccellenza come l’espresso italiano. Eccellenza di riferimento per il caffè quanto per l’equipment ovviamente, ulteriore dimostrazione dell’importanza mai troppo spesso ribadita del fare squadra per il nostro sistema paese.”

 

Il punto sull’espresso italiano del 2019 con Giorgio Rancilio

Al termine del primo semestre di attività facciamo il punto sulla situazione dell’espresso italiano del 2019, sulle prospettive e sulle aperture utili a livello globale. In questo secondo incontro riportiamo l’esperienza e il punto di vista di Giorgio Rancilio, presidente e Ceo di Rancilio Group, dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei).

 

Secondo la vostra esperienza, come potete descrivere la situazione del mercato dell’espresso a livello globale? 

“I dati del consumo di caffè e dell’espresso italiano hanno confermato trend positivi a livello globale. Ciò ha trainato anche la produzione di machinery, settore in cui Rancilio opera da oltre 90 anni che, seppur molto competitivo, ha offerto notevoli opportunità di business.

Per la verità, tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, il settore ha registrato un calo piuttosto marcato, ma che personalmente considero fisiologico considerato il trend degli ultimi 10 anni. Sono convinto che la domanda tornerà vigorosa come registrano i primi segnali della primavera, dando a tutto il comparto ancora notevoli soddisfazioni.”

 

In quali aree ravvisate prospettive e aperture utili per l’espresso italiano?

“Negli ultimi anni la regione asiatica si è distinta a livello mondiale per una crescita continua, trainata dal boom cinese e sostenuta dalle economie emergenti dei paesi del sudest. Nell’intera regione registriamo un aumento dei consumi di caffè e un’attenzione alla qualità. Questi fenomeni, che fino a poco tempo fa fotografavano solo la situazione del mercato coreano, ora raccontano un’evoluzione generale dei principali mercati asiatici. In questo nuovo scenario, cresce anche l’interesse intorno al caffè espresso italiano, che oggi viene riconosciuto come una bevanda premium, anche grazie al lavoro sul territorio di Inei e di tutti noi, produttori di macchine professionali per caffè e ambasciatori del made in Italy nel mondo.”

Il punto sull’espresso italiano del 2019 con Federico Gallia

Al termine del primo semestre di attività facciamo il punto sulla situazione dell’espresso italiano del 2019, sulle prospettive e sulle aperture utili a livello globale. In questo primo incontro riportiamo l’esperienza e il punto di vista di Federico Gallia, presidente dei marchi Astoria e Wega Macchine per Caffè, aziende socie dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei).

Secondo la vostra esperienza, come potete descrivere la situazione del mercato dell’espresso a livello globale? 

“Il mercato dell’espresso è cresciuto molto negli ultimi anni con numeri importanti che hanno portato a uno sviluppo del settore. Il primo semestre del 2019 è stato caratterizzato da una stabilità del mercato con una propensione di crescita per alcuni paesi che potrà essere sfruttata dagli operatori del settore nell’immediato futuro.”

In quali aree ravvisate prospettive e aperture utili per l’espresso italiano?

“Le dinamiche sono in continuo movimento. Sta a noi coglierne le opportunità e andare a investire nei paesi che denotano un’attenzione crescente per il mondo del caffè. Mi riferisco soprattutto, ma non esclusivamente, al Far East e agli Stati Uniti, che con i loro numeri e un trend in crescita offrono aperture interessanti per il nostro business.”

 

Per la privacy no, però il caffè non è amaro

Trovare a Napoli qualcuno che non è cortese e disponibile è cosa rara, ma essendo la regola qualche eccezione c’è e noi l’abbiamo trovata. Ci è infatti capitato di sentire invocare la privacy per giustificare un rifiuto alla nostra richiesta di fare una foto a un barista che armeggiava con una certa disinvoltura su una leva a quattro gruppi nel bar del centro cittadino che vedete in foto. In realtà noi non volevamo proporvi il personaggio, ma un cartello che ci ha colpito recante il seguente avviso: “Il caffè è servito amaro solo su richiesta, altrimenti è sempre zuccherato”. Sì, perché nel capoluogo partenopeo è inutile chiederlo corto o lungo, ma buona cosa ordinarlo dolce o amaro.

La questione ci ha fatto tornare alla mente un confronto avuto con un torrefattore del Nord che si è dimostrato totalmente avverso a qualsiasi discorso di cultura che presupponesse di dolcificare l’espresso, tanto da troncare in modo lapidario la conversazione con la frase “un grande espresso si beve rigorosamente senza zucchero”.

Ma come stanno davvero le cose? Sull’argomento si potrebbe scrivere un articolo di parecchie cartelle, ma per farla breve possiamo dire che se è vero che lo zucchero risulta ingannevole della qualità del caffè nel primo – ma solo nel primo –  momento per poi mettere ancora di più in evidenza la cattive caratteristiche quali astringente e odi negative, è altrettanto vero che l’aggiunta di zucchero aumenta le persistenza aromatica dei buoni caffè prolungandone il piacere. E poi, per favore, se il caffè è innanzitutto un piacere, volete lasciarcelo bere come ci piace?

Luigi Odello

Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac)

Espresso? Quando l’estate si fa calda, il caffè si raffredda. Le ricette dei professionisti per un buon espresso d’estate

 È impossibile rinunciare all’amata tazzina di espresso italiano e anche quando l’estate si fa calda, gli italiani sanno come valorizzare il caffè con bevande appaganti e rinfrescanti. Non si perde occasione infatti per un buon espresso e quando la colonnina di mercurio sale, sulle spiagge e nelle piazze compaiono prodotti invitanti a base di caffè e soprattutto di espresso. I golosi accaldati sorseggiano i tradizionalissimi “caffè freddo” e “in ghiaccio”, in purezza o con aggiunta di crema zuccherata e ben “montata”, granite al caffè da assaporare con e senza panna e tante altre prelibatezze dagli aromi tostati, come sorbetti, ghiaccioli, creme e gelati.

Ma come assaporare al meglio l’espresso italiano in estate sotto l’ombrellone, nei bar e nei locali della spiaggia e delle città?

Per l’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei) lo spiega oggi  Vasco Salvadori per Jolly Caffè (azienda socia Istituto Nazionale Espresso Italiano), con la sua ricetta per questa calda calda estate.

 

Long Drink Estivo al Caffè

Ingredienti: un espresso miscela Jolly Caffè, liquore Frangelico, fetta di zenzero fresco grattugiata o pestata, germoglio di menta per decorazione, bottiglietta di Tonica.

Preparazione:

  • 2 cl di liquore Frangelico;
  • 1 fetta di zenzero fresco grattugiata o pestata;
  • 1 germoglio di menta per decorazione;
  • 1 bottiglietta di Tonica; 
  • aggiungere alla fine un espresso con miscela Jolly Caffè.
    Si può abbinare bene a dolci o frutta. 

Espresso? Quando l’estate si fa calda, il caffè si raffredda. Le ricette dei professionisti per un buon espresso d’estate

 È impossibile rinunciare all’amata tazzina di espresso italiano e anche quando l’estate si fa calda, gli italiani sanno come valorizzare il caffè con bevande appaganti e rinfrescanti. Non si perde occasione infatti per un buon espresso e quando la colonnina di mercurio sale, sulle spiagge e nelle piazze compaiono prodotti invitanti a base di caffè e soprattutto di espresso. I golosi accaldati sorseggiano i tradizionalissimi “caffè freddo” e “in ghiaccio”, in purezza o con aggiunta di crema zuccherata e ben “montata”, granite al caffè da assaporare con e senza panna e tante altre prelibatezze dagli aromi tostati, come sorbetti, ghiaccioli, creme e gelati.

Ma come assaporare al meglio l’espresso italiano in estate sotto l’ombrellone, nei bar e nei locali della spiaggia e delle città?

Per l’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei) lo spiega oggi Laboratorio dell’Espresso di Filicori Zecchini (azienda socia Istituto Nazionale Espresso Italiano), con la sua ricetta per questa calda calda estate.

Espresso Americano

Ingredienti: bitter Campari, vermut rosso Carpano antica formula, un espresso, splash di soda water, cubetti di ghiaccio.

Servire in bodega medio.

Preparazione:

  • Preparate il caffè espresso e lasciatelo raffreddare;
  • Riempite il bicchiere con i cubetti di ghiaccio, aggiungete 30 mL di bitter e 30 mL di vermut e mescolate;
  • Aggiungete lespresso, ormai raffreddato, mescolate, e per ultima aggiungete la soda.