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Andrea Marzo vince la tappa di Bologna e accede alle finalissime della competizione internazionale Espresso Italiano Champion

Andrea Marzo, dalle Marche, è il nuovo finalista dell’Espresso Italiano Champion, il campionato internazionale che vede sfidarsi i migliori baristi in prove di qualità e abilità in programma a Como dal 18 al 19 giugno. Il barista di origini tarantine, ma con un bar nelle Marche, si è aggiudicato la tappa intermedia organizzata lo scorso 31 maggio a Bologna nell’Essse Caffè Store, sede storica della torrefazione bolognese.

Il vincitore, Andrea Marzo, nato a Taranto nel 1984 poi trasferitosi nelle Marche all’età di 15 anni dove ha iniziato da subito a praticare il mestiere nel campo della ristorazione. Diplomato all’ Istituto Alberghiero di Loreto, ha accumulato diverse esperienze lavorative sempre nel settore della ristorazione. Da 14 anni lavora presso il Bar Pasticceria Gran Forno Malavolta di Altidona (FM) dove riveste il ruolo di barista. Da circa sette anni lavora con la Miscela Masini di Essse Caffè “con la quale ci troviamo molto bene perché si abbina benissimo con i nostri prodotti di pasticceria e da forno. I nostri clienti sono soddisfatti e noi siamo orgogliosi di fare parte di questa grande azienda”, ha detto il vincitore durante la premiazione.

Così Vito Campanelli, di Essse Caffè. “L’Espresso italiano Champion per Essse Caffè non rappresenta semplicemente una gara internazionale, ma un vero e proprio percorso di formazione e di crescita. Da anni investiamo tantissimo nelle selezioni che facciamo sia in Italia che all’estero e il livello dei professionisti è sempre più elevato. Cerchiamo di curare nei dettagli tutti gli aspetti che riguardano la gara: l’outfit del barista, la pulizia delle attrezzature e la qualità dell’espresso italiano e del cappuccino italiano. In un momento dove sembra non esserci più grande passione e professionalità per questo lavoro, devo riconoscere che questa competizione ci aiuta tantissimo a coinvolgere, formare e affermare baristi di grande successo in tutto il mondo. Non posso non citare le parole del nostro Presidente Francesco Segafredo rivolte ai partecipanti prima della gara: “oggi ci sarà un solo vincitore, ma nessun perdente. Che vinca il migliore”.

Espresso Italiano Champion, Luca Cellizza è il miglior barista toscano

È Luca Cellizza a raggiungere gli altri finalisti dell’Espresso Italiano Champion, il campionato internazionale che vede sfidarsi i migliori baristi in prove di qualità e abilità in programma a Como dal 18 al 19 giugno. È stato infatti il migliore tra i 7 partecipanti alla tappa intermedia della Toscana che si è svolta a Sesto Fiorentino (FI) presso la sede di Conti Valerio Srl titolare del marchio Eureka 1920.

Il vincitore, Luca Cellizza, 44 anni di età originario di Roma, attualmente ricopre la figura di barista e formatore interno presso bar caffetterie della Capitale. La prima esperienza come barista è avvenuta durante il servizio di leva. Dal 2000 poi si sono susseguite numerose esperienze sia come barista che bartender, in locali e bar romani. Dal 2015 è nata la curiosità e la vera passione verso il mondo del caffè, che lo ha portato a una continua voglia di ricerca e formazione per poter rendere la propria figura professionale sempre più aggiornata.

Siamo orgogliosi di aver ospitato un evento di tale importanza, che mette in vetrina la grande professionalità italiana nell’arte del caffè – commenta Maurizio Fiorani, managing director di Conti Valerio Srl – Non poteva esserci occasione migliore per inaugurare il nostro nuovo showroom, uno spazio polifunzionale e multimediale che abbiamo sviluppato anche per metterci nelle condizioni di ospitare eventi di questo tipo, che fanno crescere la cultura del caffè sul territorio e non solo. È una perfetta concretizzazione del rapporto che ci lega all’Istituto Espresso Italiano, che ha nella promozione di una comunità di professionisti che si conosce e si arricchisce a vicenda uno dei suoi scopi fondativi”.

Fondata nel 1920 dall’imprenditore toscano Aurelio Conti, la Conti Valerio Srl, con i marchi di punta Eureka 1920 e Eureka ORO, oggi l’azienda rappresenta l’avanguardia dei macinacaffè e macinadosatori per il canale professionale e per la casa. L’azienda di Sesto Fiorentino (FI) ha registrato nel 2022 un fatturato di 57 milioni di euro (con il brand Eureka in crescita del 10% rispetto all’anno precedente) e oltre 150.000 macinacaffè prodotti. Eureka investe il 5% del fatturato annuo in ricerca e sviluppo e conta su oltre cento dipendenti diretti, con un’età media delle risorse umane pari a trentacinque anni.

Valentina Zauli vince in Emilia-Romagna e accede alle finalissime della competizione internazionale Espresso Italiano Champion

Una nuova finalista per l’Espresso Italiano Champion, il campionato internazionale che vede sfidarsi i migliori baristi in prove di qualità e abilità in programma a Como dal 18 al 19 giugno. Si tratta di Valentina Zauli che si è aggiudicata la tappa intermedia organizzata lo scorso 29 maggio a Faenza (Ra) presso la Torrefazione Mokador.

La vincitrice, Valentina Zauli, classe 1985, nasce a Faenza e dopo aver conseguito il diploma all’Istituto d’Arte comprende che il bancone del bar con le sue molteplici sfumature creative è il luogo che vuole abitare. Può vantare un’esperienza pluridecennale nel settore che l’ha resa una motivata e performante professionista. A oggi Valentina e la sua competenza unita alla sua invidiabile accoglienza potete trovarle presso Casa Caffè Mokador di Faenza.

Ci fa molto piacere – racconta Marco Cini, che in qualità di Responsabile della Mokador Experience Academy, ha organizzato e diretto la gara – che le concorrenti che hanno partecipato con grande passione abbiamo sentito questo momento come un’occasione di accrescere la loro professionalità. È questo per noi il miglior risultato della giornata“.

IIAC rafforza la propria posizione in Cina ed è ospite d’onore nel cuore produttivo del gigante asiatico

Cerimonia di consegna della menzione speciale da parte di IIAC al governo di Kunshan. Da sinistra: Chen Liyan, sindaca di Kunshan, Zhou Wei, segretario del Communist Party of China (CPC), Carlo Odello, presidente IIAC, Jerry Weng, presidente del Coffee And Beverage Committee of China – National Food Industry Association.

IIAC – International Institute of Coffee Tasters è stato ospite d’onore delle autorità cinesi della Free Trade Zone di Kunshan, cuore produttivo dell’industria del caffè cinese. Nella Free Trade Zone di Kunshan è infatti importato il 60% del caffè verde destinato al mercato cinese e prodotto il 60% del caffè tostato per il mercato nazionale.

IIAC ha consegnato il 16 maggio scorso alle autorità del governo di Kunshan la menzione speciale di “Capital of the International Coffee Industry” nell’ambito della cerimonia di apertura di Cofair 2024. Il riconoscimento mira a rafforzare i legami tra IIAC e i vertici della Free Trade Zone di Kunshan in cui hanno sede aziende primarie del settore tra cui Starbucks, Luckin Coffee, Yizheng e Zhenjin. La Free Trade Zone di Kunshan si pone peraltro in una posizione strategica tra le città di Shanghai e di Suzhou.

Il riconoscimento di IIAC alla città di Kunshan sottolinea la visione integrata delle autorità di Kunshan per sostenere lo sviluppo dell’industria del caffè cinese fornendo a quest’ultima condizioni favorevoli grazie alla Free Trade Zone di Kunshan – ha dichiarato Carlo Odello, presidente IIAC – È inoltre un’ulteriore tappa nel rapporto che ci lega all’industria cinese del caffè e alle autorità del governo che stanno lavorando in sinergia con questa”.

Da quest’anno IIAC ha rafforzato la propria presenza con un proprio team dedicato di specialisti basati a Shanghai e una rete di formatori a livello nazionale che include professionisti cinesi di spicco. “Grazie alla nostra presenza fissa e in loco lavoriamo sul mercato cinese quotidianamente, essendo in grado quindi di sostenere lo sviluppo dell’industria tramite il nostro know-how trentennale – ha continuato Odello – Questo ci pone in una posizione assolutamente privilegiata perché non abbiamo intermediari ma possiamo osservare direttamente l’evolversi della situazione e sviluppare le nostre attività in modo più efficace e veloce”.

Secondo diverse stime il valore del mercato cinese del caffè potrebbe attestarsi nel 2024 a circa 30 miliardi di dollari, mentre il numero dei coffee shop avrebbe raggiunto 50.000 unità in tutto il paese. “Il mercato cinese è particolarmente complesso perché vicino alle grandi catene, prima tra tutte Luckin Coffee con più di 16.000 locali, convivono migliaia di locali indipendenti. Senza dimenticare l’importanza assoluta dell’e-commerce, a cui le aziende dedicano una parte importante delle loro risorse umane e tecnologiche, e i segmenti ready-to-drink e instant coffee – ha commentato Odello – C’è sicuramente spazio e interesse anche per i marchi italiani a patto che comprendano a fondo le esigenze di un mercato molto distante da ciò a cui siamo abituati in Italia e si pongano in un’ottica estremamente dinamica”.

L’Espresso italiano guarda al futuro tra sostenibilità, risorse umane e nuovi segmenti di mercato

Luigi Morello (Presidente IEI)

Riuso dei prodotti di scarto, sostenibilità, ricerca, ma anche attenzione al capitale umano e al consumo domestico dove la moka trova sempre meno spazio sostituita da macchine che usano caffè in grani. Sostenibilità, sguardo al consumatore di domani, formazione, ricerca. Sono solo alcune delle parole chiave che accomunano le imprese italiane che guardano al futuro, senza perdere d’occhio il passato. L’espresso italiano è infatti una grande tradizione che rende unico il modo di vivere il made in Italy nel mondo, ma con il cambiare dei tempi, anche le storiche aziende che producono quella che è una vera e propria icona italiana tengono d’occhio i cambiamenti economici e sociali.

«Il mondo del caffè sta affrontando importanti temi per il futuro, tra cui la sostenibilità, il tema delle risorse umane e l’esplorazione di nuovi segmenti di mercato. Le aziende IEI, devo dire sono molto virtuose da questo punto di vista, soprattutto sono aziende dinamiche che guardano al futuro con attenzione operando investimenti importanti anche in questi momenti difficili», la considerazione del Presidente dell’Istituto Espresso Italiano, Luigi Morello.

Vediamo nello specifico come cambia l’asset di alcune delle imprese del settore dell’espresso italiano, prese a campione da IEI in una survey interna per capire l’evoluzione delle aziende.

Capitale umano e sostenibilità ambientale. Lo evidenzia Giulio Trombetta, presidente e ceo di Caffè Costadoro, «è sempre più fondamentale un’attenzione all’ambiente con progetti di riutilizzo di alcuni scarti, uso di materiali compostabili e riciclabili, recupero dei fumi, ma c’è anche l’attenzione alle persone, a partire dai dipendenti e nel 2023 abbiamo ottenuto la certificazione B Corporation che certifica le aziende con alti standard sociali e ambientali». Continua Trombetta, «I maggiori investimenti sono sul capitale umano in azienda, oltre che sul prodotto, da nuova filosofia aziendale, che vuole essere sempre più premium e non un’esigenza specifica del consumatore».

L’economia circolare dell’espresso: fondi di caffè riutilizzati in partnership con un lanificio per creare colori naturali. Cambiamenti anche in casa Dersut dove, spiega la marketing manager Giulia Caballini «dal 2021 abbiamo intrapreso un percorso che coinvolge in particolare il reparto produzione, per migliorare gli aspetti tecnico – organizzativi ma soprattutto la comunicazione tra colleghi e lo spirito di squadra». L’attenzione principale di Dersut è poi rivolta alla sostenibilità. «Abbiamo presentato due bilanci di sostenibilità e a ottobre 2023 è stato rinnovato il Rating di legalità ottenendo un risultato in crescita rispetto al precedente. I prossimi futuri obiettivi sono l’analisi del risk assessment e dell’Lca». Sostenibilità che si traduce anche in economia circolare. «Grazie alla collaborazione con il Lanificio Bottoli di Vittorio Veneto, i fondi di caffè vengono utilizzati per tingere in maniera naturale i tessuti con una tecnica innovativa».

Impianti sempre più sostenibili e uno sguardo a come cambiano i consumatori di espresso italiano. Dall’esperienza della sua azienda di famiglia, la Caffè Milani, Elisabetta Milani sottolinea come la sostenibilità sia il filo conduttore dell’azienda. «Tra i temi in fase di sviluppo ci sono quelli legati alla sostenibilità sociale, ambientale che economica». Cambiamenti che si traducono anche «negli impianti produttivi e di confezionamento per restare sempre al passo con i tempi e con i nuovi materiali per il packaging». In termini di mercato, Caffè Milani «concentra le forze sull’esportazione» e per rispondere ai nuovi modi di consumo in quanto «in questi ultimi anni i prodotti in grani hanno avuto un incremento, a discapito della moka e delle capsule; quindi, abbiamo focalizzato l’attenzione su una linea di prodotti dedicata a questa richiesta anche in termini di pezzatura con confezioni ridotte rispetto al classico pacco di caffè in grani da un chilo».

Ricerca e tecnologia per rendere più efficiente, ma anche meno impattante a livello ambientale, la produzione. Dal 2022, Giulia ed Emanuele Monti di Ims sono diventati co-ceo dell’azienda, che ha «investito nel proprio reparto tecnico sia in tecnologie ma soprattutto in nuove risorse oltre al consolidamento di un team affiatato con un assetto aziendale ben strutturato per continuare il processo di miglioramento», spiegano. Ims ha «concentrato gli investimenti in nuove tecnologie di produzione anche in direzione di una maggiore efficienza energetica. Ha iniziato inoltre un percorso di sostenibilità ed ottenuto il report di verifica Esg con Cerved». E se la sostenibilità e la tecnologia sono importanti, lo è anche la tazzina. «Grazie a tre brand ambassador (Davide Spinelli, Simona Rey, Moritz Hofner) analizziamo e sviluppiamo prodotti sotto il profilo tecnico progettuale, sensoriale e di utilizzo».

La via del biologico per aprire a nuovi mercati e un bilancio di sostenibilità che parte dalle risorse umane. A La Genovese, evidenzia Alessandro Borea «abbiamo ampliato la nostra gamma di prodotti sostenibili e biologici in risposta alla domanda del mercato. Inoltre, l’azienda ha implementato nuove tecnologie per migliorare l’efficienza operativa nel reparto produttivo, legata anche al risparmio energetico. Altre direzioni di cambiamento includono l’espansione in nuovi mercati geografici, l’adozione di pratiche aziendali sostenibili, come la stesura del bilancio di sostenibilità, l’aggiornamento delle politiche interne per migliorare la cultura aziendale e la gestione del personale. Per quanto riguarda il personale, negli ultimi anni abbiamo allargato l’organico investendo in figure giovani da formare». Tra le attività anche lo studio delle tendenze del settore come il caffè in grani per uso casalingo, l’analisi del comportamento dei consumatori e la valutazione delle esigenze non soddisfatte.

Meno Co2 nella produzione dell’espresso grazie a macchine più sostenibili. Tra i cambiamenti imposti dal mercato, Giovanni Giaquinta marketing manager Dalla Corte, individua «l’aumento della domanda di macchine più efficienti e sostenibili, l’espansione del mercato online e l’interesse crescente per l’esperienza del consumatore». Cambiamenti anche dettati dalle mutate esigenze sociali e per questo «abbiamo lanciato il progetto Planet per abbattere le emissioni di Co2 e investiremo in innovazione tecnologica per migliorare le prestazioni delle macchine, la sostenibilità per ridurre l’impatto ambientale dei prodotti e l’esperienza del cliente per offrire un servizio più personalizzato e coinvolgente».

Esperienza simile per la La San Marco che con l’ingresso nel gruppo Seb, commenta Raffaele Garbin, ha «potenziato la capacità di innovare e rispondere alle esigenze del mercato globale. E gli investimenti vanno nella direzione di proporre macchine per caffè espresso sempre più competitive e all’avanguardia.»
Punta tutto sul mercato, G.I.Fi.Ze. in quanto, evidenzia Francesca Arcuri, «Filicori Zechini ha cercato di dare maggior impulso all’export e al canale della grande distribuzione organizzata e su questo lavoriamo anche per il prossimo futuro».

International Coffee Tasting 2024: aperte le iscrizioni per il concorso internazionale del caffè IIAC e attribuito il titolo di IIAC Best Taster

In foto Manolo Marcandalli riceve il premio IIAC Best Taster da Carlo Odello, presidente IIAC (dx), e da Gian Paolo Braceschi, consigliere IIAC (sx)

International Coffee Tasting, il concorso organizzato da IIAC – International Institute of Coffee Tasters, apre le iscrizioni per l’edizione 2024. Si tratta della sedicesima edizione e segue quella dei record del 2023, quando hanno concorso 750 prodotti da 14 paesi, assaggiati da più di 60 assaggiatori in oltre 6 mesi di lavoro. Il tutto con il supporto tecnico di un team di 15 professionisti tra sensorialisti, baristi, project manager e responsabili amministrativi.

International Coffee Tasting è nato con l’idea di fornire un banco di prova equo e indipendente per le torrefazioni, per dare loro la possibilità di una valutazione oggettiva dei propri prodotti e permettergli di valorizzarli e migliorarli a favore del consumatore finale – ha dichiarato Carlo Odello, presidente IIAC – Questo è davvero lo scopo ultimo della competizione: sostenere la competenza del settore e dei suoi professionisti. Per questo siamo tra i concorsi più selettivi del food & beverage: nel 2023 abbiamo premiato con la Gold Medal meno del 25% dei prodotti in gara”.

International Coffee Tasting si basa sulle rigide regole dell’analisi sensoriale. Si avvale infatti di assaggiatori che operano alla cieca, quindi senza conoscere il prodotto. Inoltre, i dati di assaggio (nel 2023 più di 120.000) sono elaborati tramite un ampio numero di strumenti statistici per valutare la loro qualità e arrivare a profili sensoriali validati statisticamente. A riprova della massima trasparenza del concorso, la formula per il calcolo del punteggio attribuito ai prodotti in gara è pubblica, disponibile sul sito di International Coffee Tasting con la spiegazione dettagliata ed esauriente del peso attribuito alle singole caratteristiche sensoriali.

Come sempre il concorso è anche l’occasione di incontro degli assaggiatori stessi. Un momento in cui diversi professionisti si possono confrontare sulle tendenze del mercato e praticare il metodo IIAC – ha continuato Carlo Odello – L’operato dei giudici sensoriali è peraltro controllato accuratamente tramite indicatori statistici che ci permettono di capire quanto gli assaggiatori sono coerenti, attenti ai minimi dettagli e allineati tra loro”.

Sempre a proposito di giudici sensoriali, IIAC ha inoltre terminato l’elaborazione delle performance di tutti gli assaggiatori che hanno preso parte all’edizione 2023 e attribuito a Manolo Marcandalli il titolo di IIAC Best Taster. “Mi rende molto felice questo riconoscimento in quanto sono riuscito ad esprimere al meglio quanto appreso e praticato in oltre vent’anni di professione. Essere giudice sensoriale è come avere una grande lente di ingrandimento sui migliori prodotti in commercio e sui trend del momento, punto importante per me che mi occupo del controllo qualitativo delle miscele e delle origini in azienda – ha dichiarato Marcandalli – Oltretutto ho avuto la possibilità di instaurare rapporti di conoscenza, amicizia e condivisione con gli altri assaggiatori con i quali mi sono costantemente confrontato e di cui ho apprezzato le capacità e competenze”.

Per maggiori informazioni e iscrizioni

Espresso Italiano Champion, Antonio Tamburrino miglior barista in Friuli

È il giovane Antonio Tamburrino il nuovo finalista dell’Espresso Italiano Champion, il campionato internazionale che vede sfidarsi i migliori baristi in prove di qualità e abilità in programma a Como dal 18 al 19 giugno. È stato infatti il migliore tra i 7 partecipanti alla tappa intermedia del Friuli-Venezia Giulia che si è svolta a Gradisca d’Isonzo (Go) presso la sede de La San Marco.

Il barista Antonio Tamburrino, 33 anni, attualmente è direttore nella caffetteria pasticceria Feliciello di Lusciano (Caserta). Ha iniziato la sua carriera a 18 anni di età in una piccola realtà nel suo paese, fino a fare esperienze di lavoro in giro per l’Italia dove ha acquisito nuove conoscenze e esperienze di formazione. Nel 2015 viene scelto da un’azienda di caffè storica in Italia, il Caffè Barbera 1870 di Napoli dove attualmente è head bartender. Poi l’esperienza di formazione per i locali a Londra fino a tornare a Napoli.

È stata una giornata importante per il settore dell’espresso nella nostra regione – dichiara il direttore generale de La San Marco Roberto Nocera – poiché iniziative come quella odierna accrescono la consapevolezza nel nostro settore della professionalità che il mestiere del barista oggi più che mai richiede. La nostra azienda da sempre è impegnata per lo sviluppo e la promozione della cultura dell’espresso. È stato un onore avere ospite oggi anche l’assessore alla cultura del comune di Gorizia Fabrizio Oreti, a testimonianza del ruolo che la tazzina di caffè rappresenta nella tradizione italiana, nel nostro Friuli-Venezia Giulia e a Gorizia”.

Espresso Italiano Champion, Matteo Colzani vince la tappa in Lombardia

L’Espresso Italiano Champion, il campionato internazionale che vede sfidarsi i migliori baristi in prove di qualità e abilità in programma a Como dal 18 al 19 giugno, ha un terzo finalista. Si tratta di Matteo Colzani, classe 1989, nato e cresciuto a Seregno (MB), che è stato giudicato il migliore dei sette in gara nella tappa del 7 maggio ospitata in Lombardia da Caffè Milani, nella sede di Lipomo (Co). Colzani, dopo gli studi in campo economico, ha cominciato a gestire il Veló, nel 2011, caffetteria aperta e ideata insieme al padre. Grazie a questa esperienza si appassiona al mondo della caffetteria e della somministrazione in senso allargato. Frequenta corsi per approfondire le competenze diventando anche assaggiatore certificato IIAC – International Institute of Coffee Tasters. Coltiva la passione della formazione dal 2018 circa arrivando oggi a farla diventare il suo mestiere principale, mettendosi in gioco in un mondo un po’ nuovo. Alla sua attività in caffetteria alterna l’attività di insegnamento anche presso Altascuola Coffee Training di Caffè Milani.

Soddisfazione per il nuovo finalista dell’Espresso Italiano Champion che ha sottolineato così il suo momento. “La gara di oggi è andata bene, direi in linea con le aspettative che avevo; mi sono preparato in modo più approfondito rispetto alla scorsa edizione. Ho voglia di riscattarmi dal risultato deludente delle semifinali dello scorso anno; quindi, ho voluto rimettermi in gioco nuovamente e prendere in mano la mia intraprendenza per far vedere a me stesso quanto valgo e dove posso arrivare. Sono contento di aver gestito bene l’emotività, che in occasioni del genere può giocare brutti scherzi. Come tutte le gare a cui ho preso parte, anche oggi mi porto a casa qualche cosa di nuovo che ho imparato, sia dai miei avversari, sia dal contesto. Ringrazio i giudici e la Caffè Milani per la impeccabile organizzazione dell’evento. Ora si guarda alle semifinali e finali nazionali”.

Siamo felici di aver riscontrato anche quest’anno tanto entusiasmo verso questa gara così divertente e, al tempo stesso, stimolante per gli operatori del settore” commenta Elisabetta Milani, responsabile marketing e comunicazione di Caffè Milani. “Possiamo dire che quasi tutti i partecipanti della nostra selezione sono volti giovani e nuovi, che non hanno mai partecipato prima a questa competizione e con piacere hanno deciso di mettersi in gioco, sfidando sé stessi e gli altri concorrenti. Crediamo che Espresso Italiano Champion sia un’importante occasione di crescita e sviluppo professionale, oltre che un’iniziativa mirata a dare valore alla figura del barista. Per questo motivo, come Caffè Milani, vogliamo essere parte attiva con IEI di questo evento e anche quest’anno siamo in prima linea nell’ospitare la finale italiana del 19 giugno 2024”.

Stili e regioni d’Italia: Veneto

Un caffè ricco di storia, rotondo, delicato e dai profumi vanigliati e cioccolatosi. Bevanda di lunga tradizione che veniva sorseggiata in alcuni dei più importanti e antichi caffè d’Italia e d’Europa: questo è il caffè del Veneto. È anche grazie a città di mare e di commercio come Venezia – e con essa a tutto il Veneto che a lungo è stato parte integrante dell’economia della laguna – che l’Italia e l’Europa possono godere di una bevanda preziosa come il caffè. Due caratteristiche hanno infatti reso unica questa terra: il fatto di essere la frontiera orientale, baluardo europeo innanzi all’impero Ottomano, e la capacità di erigersi, un tempo, a grande porto internazionale atto principalmente al commercio.
Se già nel XVI secolo esploratori intraprendenti avevano narrato in Europa delle virtù della bevanda, furono proprio i commercianti veneziani tra i primi a portare nel continente gli esotici chicchi dalle virtù energizzanti e rinvigorenti. A questo si deve aggiungere un fatto storico di non secondaria importanza: nel 1683 Vienna venne liberata dai turchi grazie a una coalizione in cui era coinvolta anche la Repubblica di Venezia. Gli ottomani in rotta abbandonarono 500 sacchi di caffè che vennero poi raccolti dal polacco Franz Kolschitzky, il quale aprì la prima rivendita di caffè nella capitale asburgica. Ma altri racconti narrano che, sempre nel 1683, fu proprio Venezia ad aprire il primo caffè europeo.
In ogni caso la Serenissima fu tra le prime a intraprendere il commercio del caffè e grazie a tale esperienza i torrefattori hanno potuto acquisire famigliarità con il crudo e sviluppare quella conoscenza invidiabile nell’arte della miscelazione da tutti oggi riconosciuta. La stessa che oggi porta nel bar un caffè tostato piuttosto chiaro, rotondo, poco amaro, delicato e dai profumi vanigliati e cioccolatosi.
Anche la cucina tradizionale ha spinto i gusti locali verso questo tipo di caffè. Se Venezia è infatti una ricca città marinara dalle caratteristiche culinarie quindi tipiche, le zone del Veneto che per lungo tempo hanno servito la Serenissima erano invece di economia agricola e di cultura contadina e l’abitudine a cibi semplici come la polenta (consumata a mezzogiorno e a cena), alle verdure e alle carni bollite hanno portato la popolazione verso il consumo di un caffè relativamente acido e speziato.

Luigi Odello

Da Espresso Italiano Specialist (Centro Studi Assaggiatori)
shop.assaggiatori.com

Espresso Italiano Champion, in Sardegna la seconda gara di selezione

Sarà Martina Depau uno dei finalisti dell’Espresso Italiano Champion il campionato internazionale che vede sfidarsi i migliori baristi in prove di qualità e abilità in programma a Como dal 18 al 19 giugno. La giovane sarda ha infatti trionfato tra gli undici partecipanti lo scorso 17 aprile a Monastir (Su) in Sardegna, nella sede di Altogusto che ha organizzato e ospitato la seconda delle otto tappe di selezione dei finalisti.

Martina Depau, 33 anni, cresciuta nel bar di famiglia dove ha iniziato ad accrescere la passione per l’espresso italiano e da dove si è specializzata. “La vera passione per il settore è nata quando Franco Melis, uno degli storici amministratori di Altogusto, mi ha fatto capire che potevo dare di più, quindi ho iniziato a fare corsi e a informarmi bene sul mondo del caffè e ora che ho una mia attività cerco sempre di migliorare e di affinare le mie capacità in caffetteria – ha detto la giovane vincitrice – ho scelto di fare questa esperienza per questi motivi e anche per confrontarmi con altri colleghi del settore, perché sono convinta che la condivisione di questi momenti porti sempre ad una crescita professionale, a prescindere dal risultato”. Martina Depau lavora nel bar di famiglia a Tertenia in Ogliastra e dal suo Bar in questo piccolo centro riesce a proporre qualità e distinguendosi tra i migliori.

Fin dalla prima edizione, ed oggi siamo alla dodicesima, le donne si sono sempre distinte per bravura, coraggio e determinazione a partire dal primo Espresso Italiano Champion che fu vinto, infatti, da una giovane donna di Porto Torres che poi risultò prima anche nella sfida nazionale. La giovane si chiamava Alessandra a cui hanno seguito Letizia, Michela e Sara, quindi quest’anno Martina Depau, che conosciamo da anni e che da anni frequenta i corsi nella nostra scuola di formazione – commenta il premio il Presidente di Altogusto Spa, Pier Carlo Bisio – un dato che mi porta alla costatazione dell’impegno che le donne spendono in questo lavoro: sette su dieci sono le presenze femminili nei nostri corsi e questo è un dato di fatto e di come con la costanza si raccolgono i risultati”.