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L’espresso parla alle persone

Informazione, formazione e comunicazione sono i cardini del settore del caffè e l’espresso italiano ne è la via di accesso privilegiata. La conoscenza di questo punto di riferimento del made in Italy è, e sarà sempre più, il tratto fondante d’accesso per le nuove generazioni verso un prodotto dinamico vicino alle persone. Ne parla a Mixer Paolo Nadalet, Managing director di Wega macchine per caffè, azienda socia dell’Istituto Espresso Italiano (IEI).

Leggi qui l’intervista pubblicata sul numero di marzo di Mixer.

Davvero il caffè si fa dolce con tazzina dalle pareti lisce?

Ci si sono messi in tre, tutti potenti centri di ricerca (Università di San Paolo in Brasile, Hummingbird Coffee di Mosca e Crossmodal Research Laboratory Università di Oxford) per dirci, dopo aver coinvolto 230 persone in test, che il caffè si fa più dolce se le pareti della tazzina sono lisce.

Lo spiega il Centro Studi Assaggiatori: "Noi ci crediamo, perché la sinestesia, quando si parla di percezione, ha un ruolo davvero pesante, anche se non sempre gli esiti di un test sono sufficienti a confermare l’ipotesi. In bibliografia si leggono infatti articoli che cibi e bevande di colore rosso risultano normalmente valutati più dolci anche se la composizione è la medesima. Però quando abbiamo fatto il test sui gelati quello blu è risultato più dolce del bianco e del rosso.

Nel caso della connessione tra caratteristiche gustative e tattili il rapporto è molto più stretto e la ruvidità ha una correlazione diretta con l’amaro e l’astringente, entrambi antagonisti del dolce. Non si può però generalizzare, perché la correlazione non è lineare, quindi a un incremento del dolce non corrisponde una proporzionale differenza della percezione. Si potrebbe dedurre che se la tazzina offre al labbro una percezione tattile che porta alla rotondità e alla morbidezza – cosa che è stata molto curata nella tazzina dell’Assaggiatore dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè – cala lo stimolo all’uso dello zucchero. E questo potrebbe fare piacere a chi deve ridurre le calorie, ma anche a tutti – e oggi sono tanti – che hanno il desiderio di coccole."

Da SensoryNews del 25 marzo 2020.

 

L’acqua del futuro esalta i sensi dell’espresso italiano

Il futuro del settore del trattamento dell’acqua per espresso è nella sempre più approfondita consapevolezza del ruolo che gioca nella creazione del profilo sensoriale dell’espresso, ne parla Enrico Metti, Sales Director Professional Filters di Brita Italia, azienda socia dell’Istituto Espresso Italiano (IEI).

Leggi qui l’articolo pubblicato sul numero di febbraio di Mixer.

 

Nasce G Academy l’accademia interattiva sul caffè italiano

Un luogo in cui fare scorrere la conoscenza tra le persone, questa è la nuova G Academy nata da un’idea de La Genovese, azienda socia dell’Istituto Espresso Italiano (IEI). Ce la presenta Matteo Borea, AST e responsabile della formazione di La G Academy.

 
Perché è importante per dei torrefattori creare un’Academy sul caffè in Liguria?
La formazione gioca un ruolo fondamentale nel mercato del caffè.
Per molti anni La Genovese si è impegnata a investire sulla formazione dei propri clienti, ma anche degli studenti degli istituti professionali. Il nostro legame con il territorio da questo punto di vista è molto forte.
Oggi abbiamo deciso di fare un passo in più: promuovere e tramandare la cultura del buon caffè rivolgendoci sia a chi lo vuole degustare correttamente apprezzandone ogni sfumatura, sia a chi già possiede o vuole avviare un’attività nella quale il caffè sia protagonista.
La G Academy, nasce con il proposito di essere un luogo di condivisione dei saperi, una "struttura di appoggio" per tutti coloro che vogliono approfondire le proprie conoscenze sul caffè, indipendentemente dalla torrefazione con cui lavorano o del caffè che acquistano.
 
A chi si rivolge l’accademia?
Ci occuperemo di espresso italiano, naturalmente, di ricerca e sviluppo di nuovi prodotti e dei metodi di estrazione nel quale scambiarsi conoscenza sul caffè a 360°.
Il mercato italiano ha urgente bisogno di professionalità e competenza per valorizzare e tutelare tutta la filiera del caffè, ma sappiamo bene che il mestiere del barista, soprattutto in Italia, è molto impegnativo e che il tempo a disposizione è sempre poco. Per questo proponiamo anche una formula "a domicilio" per formare i baristi e i loro dipendenti direttamente nel loro locale durante il regolare servizio.
Il mercato oggi ha bisogno di idee nuove. L’obiettivo de La G Academy è riuscire a creare sinergie con tutte le torrefazioni che lo desiderano, soprattutto quelle del nostro territorio, per migliorare ciascuna il proprio prodotto e riuscire a offrire al cliente finale un servizio migliore. Vogliamo creare un luogo dove ognuno possa portare il proprio know-how e condividerlo con tutti, senza segreti e senza gelosie. La G Academy vuole essere un nuovo modo di affrontare la formazione dove, al contrario delle scuole e delle academy più prettamente aziendali, non esiste una formazione verticale, calata dall’alto, della torrefazione verso i propri clienti, ma una formazione orizzontale, dove le figure di docenti e discenti si confondono e a volte i ruoli si ribaltano.
 
Presentateci i formatori interni
Tutti i docenti de La G Academy hanno un’importante formazione alle spalle nel loro campo. Io ad esempio, che mi occupo del coordinamento delle attività dell’Academy, sono Espresso Italiano Trainer per lo Iiac e trainer autorizzato Sca. E come tutti qui a La G Academy, continuo a dedicare molto tempo alla mia formazione personale.
Alessandro Borea, oltre alla formazione Iiac e Sca, porta la sua esperienza sia sulla materia prima, sia sulla torrefazione e altri, come Fabrizio Giorgini, animati da una grande passione, ruotano intorno a La G Academy sia come docenti, sia per imparare e sperimentare nuove combinazioni e nuovi metodi di estrazione del caffè.
 
Estenderete l’attività anche all’estero?
Sicuramente sì, anzi abbiamo già in cantiere alcune iniziative. Grazie all’esperienza maturata con La Genovese, che ha puntato molto sul mercato estero, mi sono reso conto di quanto sia importante esportare la cultura del caffè italiano di qualità. Il nostro progetto ci porterà a organizzare corsi e workshop anche all’estero e a ospitare baristi, torrefattori e coffelovers provenienti da ogni parte del mondo, come già accaduto l’anno scorso in occasione della competizione Espresso Italiano Champion, il campionato baristi organizzato dall’Istituto Espresso Italiano (IEI).

Per maggiori informazioni:

https://www.lagenovese.it/la-genovese-coffee-academy/

 

 

Il segno dell’espresso italiano è chiaro ed è vicino alle persone

Segni particolari: bevo espresso italiano, il prodotto principe dell’italianità. Esploriamo come gli attori del mondo dell’espresso italiano vivono questo prodotto principe del made in Italy insieme a Barbara Chiassai, Amministratore Delegato dell’Istituto Espresso Italiano (IEI) nell’intervista rilasciata per Mixer Planet.
Leggi qui l’articolo pubblicato sul numero di dicembre di Mixer.

Gli stili dell’espresso italiano

Gli stili dell’Espresso Italiano, per la precisazione cinque, nascono spontaneamente da delle culture diverse. Come sono stati definiti e come è possibile percepirli sensorialmente? Lo spiega in questo video Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori.

Next Bean: Antonio Biscotti insegna la tostatura e la miscelazione dal 25 al 28 febbraio

Si svolgerà dal 25 al 28 febbraio prossimi a Seveso (MB) il primo corso targato Next Bean e guidato da Antonio Biscotti con al centro la tostatura e la miscelazione. In particolare, il 25 e il 26 febbraio si svolgerà il corso “Filosofia della miscela”, mentre il 27 e il 28 il corso “Tecnica di tostatura”.

“Next Bean è un progetto dedicato alla creatività italiana nel caffè e alla luce di ciò abbiamo costruito un percorso didattico nuovo – dichiara Antonio Biscotti, direttore tecnico del progetto – In particolare abbiamo attivato due corsi, tra loro complementari, uno dedicato alla realizzazione di miscele di stile italiano e uno alla vera e propria competenza nell’uso della tostatrice e degli strumenti collegati per ottenere curve di tostatura perfette”.

Dopo l’edizione italiana Next Bean si sposterà in Brasile, dove Antonio Biscotti a marzo terrà lezione in un contesto estremamente dinamico. “In Brasile assistiamo all’evoluzione del mestiere del torrefattore – racconta Biscotti – La nuova generazione di proprietari e di coltivatori sono interessati a valorizzare il proprio prodotto lungo tutta la catena di produzione, compresa la torrefazione”.

Antonio Biscotti ha tostato i suoi primi caffè quasi 30 anni fa e da allora non si è più fermato. Con Claudia Balzan è titolare della micro-roastery e bar Griso a Seveso, in provincia di Milano, realtà insignita nel 2016 del premio nazionale Bar Awards di Bargiornale come migliore caffetteria italiana. Ha inoltre viaggiato in Asia e in Australia per consulenza e formazione, ma anche in perlustrazione per l’apertura di negozi a firma Torrefazione Griso in una delle aree del mondo a maggiore tasso di crescita (la prima caffetteria è stata inaugurata in Cina).

Per informazioni: info@nextbean.coffee

 

L’alta formazione per l’assaggio dell’espresso torna a marzo con i corsi dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac)

Dal 17 al 20 marzo a Brescia avranno luogo i moduli di una giornata che insieme portano al certificato di Master in Analisi Sensoriale e Scienze del Caffè, l’unico completamente focalizzato sull’espresso italiano in chiave sensoriale, svolto in tutto il mondo e riconosciuto dall’Istituto Espresso Italiano (IEI). Un percorso per acquisire, attraverso l’analisi sensoriale, criteri e strumenti di applicazione pratica per orientare la produzione, lungo tutta la filiera fino al barista, verso l’ottenimento di un prodotto che dà massimo piacere al cliente finale.

A concludere vi è la giornata dedicata a chi vuole diventare Espresso Italiano Trainer: una rete di oltre 300 formatori autorizzati in tutto il mondo riconosciuti da IEI per diffondere e fare giungere la vera cultura dell’espresso italiano sino al cliente finale che sorseggia ogni giorno il grande principe del made in Italy.

Qui il calendario dei corsi:

17 marzo 2020 – Modulo 4 – Caratterizzazione sensoriale monorigini e miscele

18 marzo 2020 – Modulo 5 – La scienza della tostatura l’arte della miscela

19 marzo 2020 – Modulo 3 – Sensi, cervello, analisi sensoriale

20 marzo 2020 – Espresso Italiano Trainer                

Per informazioni contattare: michela.beltrami@assaggiatori.com

Espresso italiano, la magia della crema

Perché l’espresso è l’unica preparazione di caffè ornato dalla crema? Come si forma e perché? Come si ottiene una bella crema e perché certe volte viene a mancare? A tutte queste domande troverete risposta nell’articolo allegato pubblicato su L’Assaggio numero 66.

Leggi l’articolo qui.

 

Come si diventa campione del mondo di Espresso Italiano Champion: l’intervista a Mixer di Stefano Cevenini

Hanno preso il via le gare per l’edizione 2020 di Espresso Italiano Champion. Come ci si prepara per diventare campione mondiale e cosa significa essere l’ambasciatore dell’espresso italiano nel mondo? Stefano Cevenini, classe 1999 è il vincitore di Espresso Italiano Champion 2019, la gara baristi organizzata dall’Istituto Espresso Italiano (IEI).

Leggi qui l’intervista rilasciata a Mixer.