Eletto il nuovo consiglio di amministrazione dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè

24 Maggio 2023

L’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac), che ha compiuto trent’anni a inizio gennaio, è stato chiamato a rinnovare il proprio consiglio di amministrazione tra aprile e maggio. Com’è tradizione dell’associazione l’assemblea ha optato per un gruppo di consiglieri con competenze professionali di diversa tipologia, per rappresentare la più larga parte possibile della filiera del caffè.

Nel consiglio in carica nel triennio 2023-2025 siedono quindi:

  • Luigi Odello, presidente onorario
  • Carlo Odello, presidente e CEO
  • Fausto Devoto, vicepresidente
  • Gian Paolo Braceschi
  • Manuela Violoni
  • Antonio Biscotti
  • Stefano Abbo
  • Gaia Brunetti
  • Alessandro Cocco
  • Enrico Metti
  • Carles Gonzalez
  • Luigi Morello
  • Enrico Bendinelli

I probiviri sono Carlo Barbi, Laura Formichella e Paolo Nadalet. Il comitato scientifico è presieduto dal prof. Roberto Zironi. Il controllo contabile è affidato ad Assunta Percuoco.

Iiac continua a essere un punto di riferimento nell’industria del caffè in quanto è l’unica associazione a livello internazionale completamente focalizzata sull’analisi sensoriale del prodotto. Attraverso la propria formazione, infatti, contribuisce a rafforzare la comprensione del caffè all’interno di una filiera in cui operano professionisti e aziende con missioni e prodotti diversi eppure complementari tra loro.

“Il nuovo consiglio di amministrazione è chiamato a valorizzare e a rendere ancora più accessibile l’enorme sapere tecnico-scientifico accumulato in oltre trent’anni di attività, nonché a svilupparne di nuovo – ha dichiarato Carlo Odello, presidente e CEO Iiac – Nel contempo vogliamo anche valorizzare la nostra rete di migliaia di assaggiatori a livello globale, puntando a rafforzare il loro senso di appartenenza all’unica associazione che si dedica all’analisi sensoriale del caffè in via esclusiva”.

L’attività di formazione Iiac prosegue sull’Italia, sia attraverso i docenti senior sia attraverso i nuovi docenti formati e nominati nelle sessioni di novembre e marzo scorsi che permettono una trasmissione più capillare della conoscenza a livello aziendale. La formazione ha segnato una netta ripresa anche in Cina, dopo la fine delle restrizioni per la pandemia a inizio marzo scorso: Iiac è stata la prima organizzazione italiana a tornare a operare direttamente nel paese. Non si è mai fermato naturalmente International Coffee Tasting, che rappresenta non soltanto un banco di prova per i diversi caffè in gara, ma anche un momento di incontro della comunità Iiac. Sono infatti già pressoché esauriti i posti da giudice per la sessione estiva che inizia a metà giugno e a breve si aprirà il bando per candidarsi a quella autunnale con avvio a metà settembre.

Leggi anche:

Fare sostenibilità e raccontarla: la sfida del futuro per il settore secondo l’Istituto Espresso Italiano

24 Maggio 2023

«Raccontare la sostenibilità di ogni azienda attraverso la tazzina, raggiungere il consumatore è importante in quanto il 21% di chi sorseggia un caffè è interessato ai temi legati alla sostenibilità, per questo è a lui che dobbiamo rivolgerci». Sono le parole di Luigi Morello, presidente dell’Istituto Espresso Italiano (IEI) in occasione di IEI Connect, l’appuntamento promosso dall’Istituto Espresso Italiano per approfondire e mettere a confronto i principali attori della filiera sul tema della sostenibilità. «Siamo 37 aziende e ogni giorno produciamo milioni di tazzine ed è proprio attraverso quelle tazzine che dobbiamo raccontare quanto le aziende fanno, perché ci sono davvero tanti progetti e non tutti lo comunicano. Quindi dobbiamo trovare un modo per dirlo, per primi anche a noi stessi», sottolinea Morello. Concetto ribadito anche dal Direttore Generale di IEI, Gian Paolo Braceschi. «Ricordiamoci che l’espresso nasce come prodotto sostenibile, infatti già la sua dose di 7 g lo rende molto più sostenibile di altre preparazioni, e anche le stesse macchine di estrazione si sono evolute verso sistemi con maggior stabilità termica e quindi maggior risparmio energetico, qualificate oggi con la certificazione Premium di IEI, ed è per questi motivi che il tema della sostenibilità per noi è molto importante e lo è ancora di più trovare continuamente i punti di miglioramento».

Le declinazioni della sostenibilità a IEI Connect. In quella che è stata l’occasione per il coffee business italiano per confrontarsi con la valutazione e la scelta di pratiche che lo rendano più sostenibile in termini economici, ambientali e sociali, così come sta emergendo da studi di ALTIS Advisory SB – spin off Università Cattolica per cui è intervenuta Valentina Bramanti che ha presentato una ricerca dell’Ateneo secondo cui è importante «lavorare per far capire che la sostenibilità è un’opportunità, uno strumento di valore per le torrefazioni italiane. E per rendere chiaro i benefici che effettivamente le aziende hanno già nell’attivare pratiche di sostenibilità». Secondo Bramanti le aziende devono confrontarsi «con i molti cambiamenti in atto e devono occuparsi dell’impatto che la sostenibilità può generare sul valore stesso dell’impresa». Soprattutto deve essere comunicato «il valore delle scelte delle aziende verso la transizione sostenibile, considerando i tre pilastri della sostenibilità: ambientale, economica e sociale». Lo studio dell’Università mette in evidenza che spesso la sostenibilità è percepita come qualcosa che interessa le grandi imprese. Ma non basta più essere sostenibile sul territorio, occorre preoccuparsi di chi sta a monte e a valle di queste imprese.

Marta Schiraldi, Safety, Health, Environment e Sustainability Head del gruppo Nestlé Italia, ha posto l’attenzione su come «sostenibilità sia la guida delle decisioni di business in tutte le direzioni». E soprattutto ha evidenziato l’importanza «dei momenti di condivisione delle esperienze lungo le filiere: sinergia e cooperazione sono fondamentali». Per questo occorre «investire, collaborare e mettere a disposizione risorse per ottimizzare questo viaggio lungo tutta la catena del valore andando anche oltre la sostenibilità e intraprendendo la strada verso la rigenerazione. Con questo percorso, in Nestlé ci impegniamo per aiutare a proteggere, rinnovare e ripristinare l’ambiente, migliorare i mezzi di sussistenza degli agricoltori e aumentare il benessere delle comunità e dei nostri consumatori.» Gli aspetti da tenere assolutamente di conto nelle scelte sono quelli che vanno nella direzione dell’economia circolare. Come spiega Paolo Marcesini, giornalista, direttore di Italia Circolare: «Oggi siamo soltanto al 7,6% di trasformazione della materia. È un valore sconcertante. Ecco perché occorre fare un lavoro importante sull’economia circolare senza abusare del termine come avviene adesso». Per comunicare quanto realmente una azienda fa in termini di sostenibilità, diventa fondamentale la certificazione B-Corporation. Ne è profondamente convinta Carlotta Trombetta, Quality Manager di Caffè Costadoro: «È una certificazione che serve per differenziarsi. Non c’è da aspettare, bisogna anticipare tempi e far sì che l’azienda diventi il luogo in cui le generazioni contribuiscono al valore che viene creato».

In tutto questo quadro, non può certo essere escluso il risparmio idrico. Enrico Metti di BRITA ha posto l’accento sull’impatto ambientale del trattamento dell’acqua, ad iniziare dalla riduzione di impiego di bottiglie di plastica. «Nel 2022 abbiamo calcolato un risparmio di 5 miliardi di bottiglie di plastica grazie all’utilizzo dei nostri prodotti. La sostenibilità è al centro della nostra strategia, ed ogni progetto di sviluppo di nuovi prodotti prevede specifici obiettivi di sostenibilità cui devono rispondere. Le leve su cui operiamo per ridurre le emissioni di gas serra sono quelle dell’utilizzo di energia green nei nostri impianti, della riduzione di impiego di plastica vergine e di materiali di packaging». Per Metti «altro perno della nostra strategia in un’ottica di economia circolare è il riciclo. Da 30 anni BRITA opera il recupero di filtri professionali finalizzato al riciclo. Solo in Italia nel 2022 è stato recuperato dal mercato il 60% dei volumi distribuiti. Questo ci permette di riutilizzare oltre l’80% delle componenti dei nostri sistemi e minimizzare le emissioni di carbonio». Infine, ha evidenziato come la prevenzione di depositi di calcare nelle macchine da caffè abbia rilevanti effetti sul consumo energetico: un sottile strato di 1 mm di calcare su una resistenza è sufficiente ad aumentare il dispendio energetico del 7%.

Quello che ci troviamo a vivere viene definito da Francesca Bonino di ADVANT Nctm un «cambiamento epocale di ambiente e società. Perché se prima, in materia di Ambiente le norme davano la possibilità di usufruire delle risorse naturali secondo un concetto utilitaristico, e chiedevano di non fare danni, oggi la normativa sulla sostenibilità ci dice che dobbiamo cercare di riparare i danni già fatti con orizzonte temporale più alto». E «abbiamo già un pacchetto di obblighi e limitazioni di quello che una azienda può fare».

Tra le sfide, quella del NET ZERO. «La capacità produttiva di un’azienda aumenta con il crescere della sostenibilità ambientale e sociale». Questo perché, chiosa Alfonso Lia Sales Manager di 9REN, «in un contesto in cui cresce la domanda di prodotti e servizi ad elevata qualificazione ambientale, l’azienda che investe in maniera sostenibile ha vantaggi competitivi e strategici in termini di minori costi di produzione, e di minor legame agli andamenti geopolitici e di mercato. Per intraprendere questo percorso virtuoso occorre dotarsi di un’attenta pianificazione finanziaria e di soluzioni di efficienza energetica lungimiranti e di ampia portata».

Nel corso della giornata anche l’intervento di Federico Bruno, BBL Technology, secondo cui «non ci sono spazi di compromesso. Il consumo di corrente raddoppierà proprio consumo quindi 100% aumento entro 2024 quindi questo deve essere sostenibile. Consumo risorse energetiche non è trascurabile. Si pensi che il 7% dell’energia mondiale è attaccato a internet, una cifra che non è più sostenibile. La sostenibilità è un imperativo. Così come diventa irrimandabile che i sistemi di lavorazione migliorano». E dunque «il net zero è una opportunità perché se voglio essere azienda sostenibile, tutti devono essere sostenibili. La sostenibilità vista come un catalizzatore di opportunità per fare cose nuove, vincenti per il futuro». Per quanto riguarda la tecnologia Marcello Novelli di Hewlett Packard Enterprise, ha spiegato che oggi a cambiare è la logica non solo i prodotti. I clienti, infatti, non vogliono più comprare dei prodotti, usarli per un certolasso di tempo e poi buttarli. I nostri clienti vogliono comprare un servizio che garantisca le risorse informatiche necessarie al funzionamento delle loro aziende. Un’altra opportunità per essere più sostenibili è la smaterializzazione dei processi e l’ottimizzazione degli stessi attraverso l’analisi dei dati raccolti. In passato le tecnologie informatiche venivano utilizzate per aiutare l’operatività aziendale, oggi possono anche aiutare a prendere decisioni che migliorino l’efficienza delle aziende. Importante anche il contributo di IEI Next (i giovani dell’Istituto) la nuova generazione che convince la presente a fare nuove esperienze. Chiedono di essere inclusivi, allargare il tema e aprire le porte non solo ai soci ma a tutte le aziende che vogliono collaborare, avere un ruolo nell’indicare la strada ai giovani. Obiettivo delle proposte di IEI Next è creare comunicazione autentica e parlare di caffè con il punto d vista dei giovani.

Leggi anche:

Le curve di tostatura

16 Maggio 2023

Se su un piano cartesiano poniamo il tempo sull’asse delle ascisse e la temperatura sull’asse delle ordinate, abbiamo la possibilità di disegnare le curve di tostatura, teoricamente elementi grafici che ci indicano il grado di calore della massa di caffè in un determinato momento durante l’operazione di tostatura in una macchina discontinua.
Anche se costituiscono oggi il mezzo più diffuso per il controllo del processo, dobbiamo dire che, per diversi motivi, non rispondono pienamente all’esigenza prioritaria del tecnologo: portare tutti i chicchi di caffè di una massa in cottura a un livello di energia termica da lui determinata in un preciso momento. Come abbiamo già avuto modo di dire, per sviluppare pienamente il potenziale di ogni caffè, e quindi ottenere il massimo di quello che può dare, non è sufficiente erogare una certa quantità di energia complessiva, ma identificare con precisione quanta energia e in quale momento va erogata.
Le difficoltà che si oppongono a questa necessità tecnologica sono molte:

  • la massa di caffè non è liquida, ma è composta da tanti piccoli solidi che ricevono più o meno energia a seconda del punto in cui sono in un determinato momento;
  • la massa genera un volano termico tanto più elevato quanto maggiore è la sua dimensione: è questo uno dei motivi fondamentali per cui la tostatura con una macchina da 10 chili è enormemente differente rispetto a quella da 500 chili, ma lo è anche tra una 60 e una 120, tra una 120 e una 240, tra una 240 e una 360;
  • il volano termico si esprime in modo particolare in due momenti: durante il passaggio tra la fase endotermica e quella esotermica e, al termine della tostatura, al momento dello scarico. Bastano infatti i 20-30 secondi necessari allo scarico per rendere differenti i chicchi che escono per primi dagli ultimi, per fare formare sostanze in una serie di grani che, successivamente miscelati, possono cambiare il volto sensoriale di una partita di caffè. E se pensate che sia sufficiente interrompere la cottura con l’iniezione di acqua confidando che questa venga vaporizzata all’istante, con ogni probabilità invece di un errore ne commettete due: non raggiungete l’obiettivo che vi siete posti e aumentate l’umidità del caffè;
  • il posizionamento delle sonde termiche all’interno di una tostatrice non è mai in grado di fornire l’esatta temperatura della massa in ogni suo punto;
  • l’erogazione di calore attraverso aria calda difficilmente può essere controllata con la precisione che sarebbe richiesta. Ciò detto, visto che per ora le curve, controllate elettronicamente o meno, sono il mezzo utilizzato dai più per tostare e che non sono riportabili bibliograficamente i dati rilevati dai mastri tostatori attraverso la vista, l’udito (per sentire i crepitii) e l’olfatto, parliamo di questi elementi grafi ci di controllo.

Molti, quando si parla di tostatura di caffè per espresso italiano, intendono una tostatura piena e immediatamente il loro pensiero ricorre al colore del caffè in uscita dalla tostatrice.
Se le curve di tostatura possono ingannare, l’indice colorimetrico preso da solo lo fa di certo, in primo luogo perché le diverse provenienze hanno in questo senso un comportamento molto differente e, secondariamente, perché il colore, dati i metodi di lettura, si riferisce a una media della colorazione raggiunta dalle singole cellule del chicco di caffè. Ma non tutte hanno goduto dello stesso sole: quelle esterne hanno potuto abbronzarsi molto di più. Almeno con certe tecniche.
Partendo dal presupposto che l’espresso italiano si basa sulla miscela, e che si devono avere a disposizione ottime partite di caffè da tostare singolarmente, vediamo come impostare le curve.
Calcolando come momento zero quello in cui il caffè è introdotto nelle tostatrice calda, una cottura per espresso italiano si sviluppa in un arco temporale che oscilla tra 15 e 19 minuti, anche se esistono tostature a 9-11. All’ingresso del caffè abbiamo logicamente una caduta della temperatura e quindi al tempo 1 minuto possiamo avere una situazione molto differente a seconda di come è stata impostata la macchina. Qui sta la prima grande differenza: la temperatura può oscillare tra 90 e 160°C. Nel corso del tempo rimanente si può notare dal grafico l’andamento che si può avere.
Come abbiamo avuto modo di dire, pensare di impostare curve fisse basandosi sull’origine significa sbagliare nella maggior parte dei casi, quindi il lettore è pregato di prendere il grafico come esempio ricavato nella realtà, ma di non seguirlo pedissequamente.

Grafico – Esempi di curve di tostatura degli ingredienti di una miscela per espresso italiano. La stessa curva non va necessariamente bene per tutti i caffè della stessa origine

Luigi Odello

Da Espresso Italiano Roasting (Centro Studi Assaggiatori)
shop.assaggiatori.com

Leggi anche:

Il processo di tostatura

9 Maggio 2023

Ci sono diversi modi di vedere una tostatrice, ma nel nostro caso il più opportuno è quello di considerarla un grande reattore chimico nel quale si assiste a:

  • generazione di nuove molecole;
  • combinazione delle molecole di neogenesi tra loro e con quelle preesistenti;
  • distruzione delle molecole di neogenesi e preesistenti.

Tutto il processo è di una delicatezza estrema: piccole variazioni di temperatura nel tempo considerato o di tempo a una data temperatura possono produrre risultati completamente differenti.

LE FASI DEL PROCESSO
La tostatura dell’espresso italiano è eseguita, secondo tradizione e nella stragrande maggioranza dei casi, con tostatrici discontinue a tamburo. Immaginiamo quindi di caricare il caffè verde in una tostatrice calda calda e vediamo cosa succede.

Prima fase: 120-130°C
In una tostatrice discontinua il caffè raggiunge questa temperatura nei primi 5-7 minuti. È la fase endotermica in cui il chicco è un accettore di calore, perde acqua e inizia il cambiamento di colore passando dal verde al giallo pallido, mentre l’odore passa dal vegetale a quello del pane. Inizia infatti l’idrolisi degli zuccheri e prende l’avvio la reazione di Maillard, la più importante della tostatura.

Seconda fase: 130-140°C
In un minuto, poco più, poco meno, il caffè raggiunge il suo primo massimo endotermico. Il colore si fa più intenso ancora, i chicchi cominciano a gonfi are per la formazione interna di gas.

Terza fase: 140-160°C
Vi si giunge in otto/nove minuti. Inizia la reazione esotermica, si assiste a un forte aumento di volume, con formazione di micropori e microfessurazioni superfi ciali. Aumenta la fragilità e si fa potente la formazione degli aromi.

Quarta fase: 160-190°C
Altri due minuti. Il processo è esotermico, le reazioni pirolitiche sono molto forti e il chicco inizia a rilasciare grandi quantità di gas.

Quinta fase: 190-220°C
È una fase che può durare dai due ai cinque minuti. Le microfessurazioni volgono verso l’interno, continua la produzione di anidride carbonica accompagnata dalla formazione di fumi. Il caffè acquisisce i caratteri finali.

Luigi Odello

Da Espresso Italiano Roasting (Centro Studi Assaggiatori)
shop.assaggiatori.com

Leggi anche:

Giorgio Caballini di Sassoferrato confermato alla guida del Consorzio Di Tutela Del Caffè Espresso Italiano Tradizionale. Nominata presidente del Comitato Scientifico Helga Sanità

9 Maggio 2023

È stato un voto unanime quello che ha confermato Giorgio Caballini di Sassoferrato, AD di Dersut Spa, ancora una volta Presidente del Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale, al quarto mandato consecutivo dal 2014, anno in cui il Consorzio è nato con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il rito del caffè espresso italiano soprattutto attraverso il riconoscimento di Patrimonio Immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco. Questo quanto deciso durante l’ultima assemblea elettiva che ha visto Ilaria Danesi di Danesi Caffè Spa nominata Vice Presidente.

Una sola novità all’interno del consiglio direttivo dove, oltre alle conferme di Alessandro Cavo Consigliere delegato e Membro di Giunta Nazionale della Fipe, Mario Cerutti Presidente Comitato Italiano del Caffè, Sergio Goppion di Goppion Caffè Spa, Maurizio Maccagnagni di La Spaziale Spa, Giovanni Mazzer di Mazzer Luigi Spa, Luigi Morello Presidente Istituto Espresso Italiano, Omar Zidarich Presidente Gruppo Italiano Torrefattori e Antonella Zambelli di Caffè Zambelli Srl, si registra l’ingresso Fabrizio Polojaz Presidente dell’Associazione Caffè Trieste.

Importanti novità riserva il Comitato scientifico per il quale hanno riconfermato la loro disponibilità il Magnifico Rettore Prof. Elio Franzini dell’Università di Milano, il Prof. Diego Begalli dell’Università di Verona, il Prof. Luigi Bonizzi dell’Università di Milano, il Prof. Jonathan Morris de University of Hertfordshire e il Dr. Luigi Morello, Presidente Istituto Espresso Italiano. Fanno il loro ingresso la Prof.ssa Helga Sanità dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, nominata all’unanimità Presidente e completa il parterre accademico il Comm. Prof. Daniele Marini dell’Università di Padova. Completano il Comitato Scientifico la Dr.ssa Paola Goppion di Goppion Caffè Spa, il Dr. Arturo Morettino di Angelo Morettino Srl, il Dr. Fabrizio Polojaz Presidente Associazione Caffè Trieste, il Cav. Uff. Nando Ottavi di Simonelli Group Spa e la Dr.ssa Antonella Zambelli di Caffè Zambelli Srl.

“Sono molto onorato di aver ottenuto per la quarta volta la fiducia del Consiglio Direttivo del Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale – sottolinea Giorgio Caballini di Sassoferrato – ma tengo soprattutto a ringraziare tutte le Socie ed i Soci del Consorzio per essere ancora tutti uniti in questo progetto per la candidatura Unesco del nostro amato Rito del caffè espresso italiano. Sono fiducioso che tutti i nostri sforzi, il nostro impegno e tutte le nostre energie per ottenere il riconoscimento di bene immateriale dell’Umanità saranno premiati perché questa candidatura è rappresentativa di tutti gli italiani, unisce l’Italia dal nord al sud. E questo aspetto importante deve essere tenuto in considerazione dalle nostre Istituzioni che compongono il tavolo della Commissione Nazionale Italiana Unesco. Abbiamo realizzato un grande lavoro di dialogo, di condivisione, di unitarietà d’intenti per accomunare tutte le comunità emblematiche attorno ad un unico obiettivo. Anche per questo motivo ho proposto per la nomina a Presidente del Comitato Scientifico la Prof.ssa Helga Sanità della Comunità emblematica di Napoli che è persona molto addentro a quelle che sono le dinamiche di patrimonializzazione dei beni immateriali culturali nel contesto Unesco”.

“Sono felice di accettare questa carica in quanto ritengo sia anche un elemento simbolico per la candidatura – precisa Helga Sanità. – Il Consorzio con questo nuovo Comitato Scientifico intende rafforzare l’inclusività del progetto di candidatura del Rito del caffè espresso attraverso le sue comunità emblematiche che sono unite e lavorano incessantemente per sostenere la candidatura e darne vitalità. Le 11 comunità emblematiche che hanno firmato la “Carta dei Valori” sono anche pronte ad accogliere qualsiasi altra comunità emblematica si voglia aggregare per condividere insieme iniziative e attività a supporto del Rito del caffè espresso italiano”.

Il Consorzio, dunque, e le Comunità emblematiche continuano il lavoro per tutelare il Rito del Caffè Espresso Italiano indipendentemente da quelli che sono gli esiti di Unesco, per valorizzare i tanti aspetti culturali, sociali e letterali che lo rendono amato, che lo rendono momento indispensabile nelle nostre giornate ed elemento democratico in tutta la nostra bella penisola.

Leggi anche:

Caffè Circi presenta il nuovo marchio e la nuova corporate image

9 Maggio 2023

Riprendiamo volentieri il comunicato di Caffè Moak.

Caffè Circi, il Caffè dei romani dal 1929 è parte ormai integrante del Gruppo Moak con il quale ha iniziato una importante partnership commerciale poco più di un anno fa, presenta il nuovo marchio e la sua nuova identità d’immagine: l’identità di un Gruppo in costante evoluzione, con un’anima italiana ma con una visione globale.
L’incarico di reinterpretare il marchio e ridisegnare la comunicazione visiva di Caffè Circi è stato affidato a For[me]Moak, l’agenzia interna del gruppo, la quale ha saputo conservare, esaltandola in forma contemporanea, la storicità e la territorialità che hanno reso nota nel mondo la storica torrefazione romana.
Il brand, che ha visto nel tempo diverse trasformazioni, in questa sua nuova versione rappresenta oggi l’evoluzione di quello originario: ispirandosi al marchio degli anni 50 e restando fedele al colore verde Circi (Pantone 3298), risulta alleggerito e presenta l’inserimento di un nuovo elemento decorativo che ricorda un vassoio, simbolo della cura e dell’attenzione ai dettagli.

Ne è derivato un look rinnovato e moderno, legato alle origini e alla solidità del marchio, applicato anche alle tazzine, a tutti gli accessori complementari e ai packaging delle quattro pregiate miscele Gran Caffè, Miscela Bianca, Miscela Argento e Miscela oro.

Le relative confezioni sono state rielaborate con un design dedicato al Colosseo, uno dei simboli architettonici della città eterna riconosciuto in tutto il mondo e nei colori che identificano le diverse miscele, quali bianco, argento, oro e verdone per Gran Caffè.

“In poco meno di un anno il team creativo del Gruppo Moak ha realizzato un importante restyling del marchio Caffè Circi, espressione di un Gruppo orientato al futuro che vuole conservare le proprie radici, i propri valori e la propria mission. Insieme a Massimo e Michele Circi questo momento rappresenta l’occasione per rafforzare il posizionamento dello storico brand sul mercato e riflette il forte impegno ad una crescita costante, solida e sostenibile.” dice Alessandro Spadola, CEO del Gruppo Moak.

La nuova corporate Image verrà presentata ai clienti e al pubblico del settore durante un Open Day – Martedì 16 Maggio 2023 dalle ore 16.00 alle ore 21.00 a Borgo della Mistica – Viale Marisa Bellisario 300, Roma.

Leggi anche:

Gli aromi del caffè, parte 4

2 Maggio 2023

Quarta e ultima parte (primaseconda e terza) dell’articolo in cui abbiamo parlato dei composti che sono presenti nel bouquet del caffè. In ordine alfabetico.

SOLFURI
I solfuri, disolfuri o trisolfuri che siano, pur maggiori nei Robusta e sempre che il caffè verde non fosse soggetto al difetto stinker, sono solo presenti in tracce appena dopo la tostatura, ma aumentano con l’invecchiamento del prodotto.

TIAZOLI
Composti solforati che donano note di nocciola e frutta secca a limitate concentrazioni per poi passare, se raggiungono le 10 ppm di concentrazione, a note vegetali, di carne e di muffa.

TIOFENI
Intriganti per il sentore di miele, caramello e nocciola, ma solo se sono presenti a concentrazione infinitesimali. Poi passano alla cipolla e quindi a dare percezioni nauseanti. Il loro limite massimo è 2,5 ppb.

TIOLI
Il principale è il furfuriltiolo, già percepibile a concentrazioni di 0,01-0,5 ppb. A questi valori contribuisce all’aroma con una bella nota di caffè appena tostato. A concentrazioni superiori si rivela deleterio per il cattivo odore solforato che trasmette.

Luigi Odello

Da Espresso Italiano Roasting (Centro Studi Assaggiatori)
shop.assaggiatori.com

Leggi anche:

IEI Connect 2023: a Milano il 5 maggio si parla di sostenibilità

2 Maggio 2023

Si svolgerà venerdì 5 maggio IEI Connect 2023, un appuntamento promosso dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) per approfondire il tema della sostenibilità.

Ospitato presso la sede di Advant NCTM (in Via Agnello 12), l’incontro vedrà coinvolti relatori di diversi ambiti con l’obiettivo di portare contributi, esempi, casi di sostenibilità.

Sul tavolo del confronto numerose esperienze che faranno percorrere in maniera trasversale il tema della giornata: dal punto di vista universitario ai numerosi casi aziendali per evidenziare la circolarità dell’economia fino ad arrivare a parlare delle sfide future, passando anche per l’energia, l’acqua e un caso internazionale.

L’evento è offerto dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) ed è completamente gratuito, se desiderate potete partecipare in una di queste due modalità:

In presenza previa prenotazione e sino a esaurimento dei posti in sala; on line previa prenotazione (vi invieremo il link per la connessione).
Di seguito trovate il programma completo.

Prenotazione per l’evento
Telefono: +39 030 381558
Mobile & WhatsApp: +39 375 6731195
E-mail: info@goodsenses.it

Leggi anche:

Gli aromi del caffè, parte 3

27 Aprile 2023

Terza parte (prima e seconda) dell’articolo in cui abbiamo parlato dei composti che sono presenti nel bouquet del caffè. In ordine alfabetico.

IDROCARBURI
Possono essere metaboliti primari della pianta oppure formarsi dai lipidi, sia con la tostatura, sia successivamente per ossidazione o, ancora, essere ceduti al caffè da trattamenti con carburanti ai sacchi di iuta usati per il trasporto. Le loro caratteristiche sensoriali sono quindi molto poco omogenee perché nella classe si va dal floreale dato dai terpeni al sentore di petrolio. Una scarsa quantità di lipidi nel caffè verde riduce la loro presenza nel tostato.

LATTONI
Si formano in gran parte durante tostature medie, dall’ossidazione termica degli acidi grassi insaturi. I γ-lattoni saturi hanno un odore di frutta fresca (albicocche, pesche e noci di cocco) che può spingersi fi no al burro e si trovano nei chicchi di caffè verde. I γ-lattoni α, β insaturi partecipano all’intensità del tostato e danno note di spezie. Si trovano solo nel caffè tostato.

MERCAPTANI
Di oltre cento composti solforati presenti nel caffè, questa categoria ha sicuramente un’importanza primaria in quanto il furfurilmercaptano è una delle molecole più caratterizzanti.
A concentrazioni di 10-500 ppt dà una piacevole nota di caffè appena tostato, mentre da 1.000 a 10.000 ppb conferisce odore di vecchio. È maggiormente presente nei Robusta.

OSSAZOLI
Composti derivanti dalla tostatura attraverso una reazione trimolecolare. Danno un contributo all’aroma del caffè sul versante della frutta secca (noce) e su quello meno pregiato del vegetale (erba).

PIRAZINE
Nel caffè sono state rilevate oltre 90 pirazine differenti. Già presenti nel caffè verde, durante la tostatura si formano per reazione tra zuccheri e amminoacidi. A seconda della pirazina e della sua concentrazione avremo odori che vanno dal floreale (alchilpirazine fi no a 500 ppm), mandorla bruciata, noce, legno, terra, vegetale.

PIRIDINE
Nel caffè se ne riscontrano una quindicina di esemplari che si formano durante la tostatura per reazioni tra zuccheri e amminoacidi o per degradazione della trigonellina. Hanno un odore che è stato via via descritto come pungente, solvente, pesce.

PIRROLI
Ne sono stati rilevati oltre 70 nell’aroma del caffè e si originano dall’interazione di zuccheri e amminoacidi durante la tostatura. Gli alchilpirroli hanno un odore che ricorda il petrolio, ma a basse concentrazioni si fa suadente, mentre gli acilpirroli sono più attraenti ma quando la presenza si fa elevata sanno di fumo e di medicinale.
I primi sono più presenti nella Robusta, mentre l’Arabica ha maggiore contenuto in N-furfurilpirroli. Anche il tempo di stoccaggio del caffè fa aumentare la presenza di questi ultimi.
Temperature di 200-210°C favoriscono la formazione di alchilpirroli, mentre a 220°C viene frenata.

Luigi Odello

Da Espresso Italiano Roasting (Centro Studi Assaggiatori)
shop.assaggiatori.com

Leggi anche:

IEI Connect: il 5 maggio a Milano il mondo dell’espresso italiano in una giornata a confronto sui temi della sostenibilità

27 Aprile 2023

Il 28 aprile (on line) una anticipazione della giornata.
Alle ore 11 andrà in scena “IEI Connect Preview”

L’Istituto Espresso Italiano (IEI) torna come ogni anno con un momento di confronto sull’espresso italiano con i principali attori della filiera. Il tema scelto per questa giornata sarà quello della sostenibilità, che verrà affrontata in modo concreto con casi reali e suggerimenti per la piccola media impresa, tipica della filiera

Si svolgerà venerdì 5 maggio, nella sede di Advant NCTM di Milano, l’edizione 2023 di IEI Connect, l’appuntamento promosso dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) per approfondire e mettere a confronto i principali attori della filiera dell’espresso. Il tema di questa giornata sarà la sostenibilità nel settore. Un’occasione pensata per il coffee business italiano per confrontarsi con la valutazione e la scelta di pratiche che lo rendano più sostenibile in termini economici, ambientali e sociali. “Siamo nati come società benefit, perseguiamo gli obiettivi di sostenibilità e nell’ambito dell’Agenda ONU 2030, siamo concentrati in 3 aree di interesse: PEOPLE – PLANET – PARTNERSHIP e tutti i soci IEI hanno la volontà e l’orgoglio di comunicare ai consumatore e a tutti gli stakeholder l’impegno profuso e pertanto questa giornata è aperta a tutti gli attori della filiera del caffè italiana attenti e sensibili ai temi della sostenibilità – spiega Luigi Morello, presidente IEI – il percorso è lungo e non c’è un arrivo, l’obiettivo è tendere al miglioramento continuo, misurandosi costantemente con trasparenza. L’incontro del 5 maggio rappresenta quindi un punto di partenza per una riflessione che coinvolga il maggior numero possibile di aziende del settore”.

La sostenibilità al centro del confronto di IEI Connect

Ospitato come detto presso la sede di Advant NCTM (in Via Agnello 12), l’incontro vedrà coinvolti diversi relatori di diversi ambiti con l’obiettivo di portare contributi, esempi, casi di sostenibilità. Sul tavolo del confronto numerose esperienze che faranno percorrere in maniera trasversale il tema della giornata: dal punto di vista universitario un approccio all’utilità per le torrefazioni italiane di sfruttare il valore della sostenibilità; poi numerosi i casi aziendali per evidenziare la circolarità dell’economia fino ad arrivare a parlare delle sfide future, passando anche per l’energia, l’acqua e un caso internazionale. E l’evento è organizzato e sostenuto dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) per le proprie aziende aderenti, ma aperto alla stampa e ad altre aziende del settore e non che desidereranno mettersi in gioco su questo tema così rilevante. Durante l’evento oltre al punto di vista dei relatori, sarà possibile anche ascoltare quello dei giovani professionisti di IEI Next, il gruppo dell’Istituto Espresso Italiano (IEI) che esprime il punto di vista della nuova generazione sul coffee business che nella sessione pomeridiana affronterà la tematica con alcuni dei suoi interlocutori.

La IEI Connect Preview, il 28 aprile

Per lanciare la giornata il 28 aprile, alle ore 11, da remoto, sarà possibile assistere a un assaggio dei temi con ampia panoramica portata dal contributo di IEI con la presenza dei vertici dell’associazione e di alcuni ospiti. L’incontro sarà aperto alla stampa e ai soci, oltre che a chi vorrà accreditarsi per partecipare.

Per partecipare all’evento del 5 maggio (con possibilità di farlo anche da remoto, sempre su richiesta) è necessario contattare la segreteria IEI (giulia.spinoni@iei.coffee). In allegato il programma dettagliato.

Leggi anche: