Espresso Italiano Champion in Bulgaria

31 luglio 2018

Sempre più in tutto il mondo Espresso Italiano Champion è un momento di diffusione della cultura dell’espresso italiano. Stoyko Petkov, proprietario e presidente di Enco Vending, proprietario del brand Baristo, è creatore e direttore della competizione bulgara per accedere alle finali internazionali di Espresso Italiano Champion, spiega così quale sia il valore del campionato internazionale baristi e perché sia importante organizzare le selezioni nazionali nel proprio paese, la Bulgaria.

Che valore ha per un’azienda organizzare le gare preliminari di Espresso Italiano Champion in Bulgaria?

“In Baristo crediamo nell’importanza di essere veri a sé stessi, di essere onesti, con la passione di imparare nuove cose, dell’essere educati sul caffè e di prestare attenzione a ogni dettaglio nel percorso che svolgiamo per portare emozioni positive ai nostri clienti. Ecco perché ritengo che condividiamo valori comuni con Espresso Italiano Champion. Essere l’organizzatore della competizione in Bulgaria porta ai nostri clienti un’ulteriore ragione ai nostri clienti per credere in noi.”

Come il campionato contribuisce a diffondere e promuovere la cultura delle miscele e delle attrezzature eccellenti per espresso italiano in Bulgaria?

“Noi siamo fieri di aver fornito un palco in cui i professionisti, persone che entrano nel dettaglio e che aspirano alla qualità, possano mettere in mostra le proprie abilità. Sebbene la cultura del caffè in Bulgaria non sia dedicata solo all’espresso italiano, io penso che questo prodotto sia il più emozionate e il più popolare nel nostro paese. Vedo molte opportunità di sviluppo perché, dopo tutto, ciò che facciamo può portare un po’ più di gioia, un po’ più di piacere e di emozioni positive a molte persone. Io penso che con la terza edizione della tornata locale del campionato Espresso Italiano Champion noi stiamo andando in questa direzione e sono molto felice che sempre più persone possano avere emozioni di piacere con l’autentico espresso italiano.”

 

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I finalisti italiani di Espresso Italiano Champion 2018: Lorenzo Minelli

27 luglio 2018

Lorenzo Minelli racconta in un video la gara con cui si è aggiudicato un posto alle finali internazionali di Espresso Italiano Champion 2018, il campionato internazionale baristi organizzato dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei), che si svolgeranno dal 26 al 28 novembre 2018 in collaborazione con Mumac Academy. I vincitori internazionali di Italia, Germania, Bulgaria, Cina, Taiwan, Tailandia, Corea e Giappone gareggeranno per aggiudicarsi il titolo di Espresso Italiano Champion 2018 trovando la macinatura perfetta e servendo quattro espressi e quattro cappuccini da manuale preparati con una miscela qualificata dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei). Una corsa contro il tempo (solo 11 minuti), sotto gli occhi dei giudici tecnici e sottoposti al giudizio, impietoso perché cieco, dei giudici sensoriali.

Guarda il video qui.

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Il fascino della tradizione per le nuove HYbrid di Astoria

13 luglio 2018

L’espresso italiano insegna che è importante garantire ai clienti sempre gli stessi standard qualitativi in tazza nell’arco della giornata. Per questo Astoria ha creato HYbrid, una nuova superautomatica che unisce semplicità d’uso alla qualità in tazza di una macchina tradizionale. Anche il design e la gestualità dell’operatore sono ispirate al rituale del barista e all’immagine delle macchine tradizionali, grazie all’utilizzo del caratteristico portafiltro e alla presenza di un gruppo erogatore in acciaio, per erogare così un caffè espresso sempre di eccellente, in Italia e in tutto il mondo.

Guarda HYbrid in un video qui.

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L’espresso della Sardegna guarda ai giovani, lo racconta Pier Carlo Bisio a Mixer

9 luglio 2018

Nello sfaccettato mercato del caffè in Sardegna esistono dei punti di riferimento saldi: un unico gusto per l’espresso italiano e dei giovani desiderosi di fare del loro lavoro una professione. Giovani baristi costruiscono giorno dopo giorno il futuro dell’espresso in Sardegna, svolgono formazione, partecipano alla vita nazionale e internazionale dell’espresso, imparano a scegliere i prodotti, comunicarli e quindi venderli per avviare un locale di successo. Lo spiega a Mixer Pier Carlo Bisio, amministratore delegato di Altogusto, azienda socia dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei).

Leggi qui l’intervista pubblicata sul numero di giugno 2018 di Mixer.

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L’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei) compie 20 anni

5 luglio 2018

Vent’anni fa, giusto il 6 luglio 1998, è stato fondato l’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei) con l’intento di promuovere e tutelare l’Espresso Italiano secondo una formula innovativa: garantire al consumatore la qualità in tazza attraverso la certificazione sensoriale, qualificando di fatto l’intera filiera: miscele, attrezzature e baristi, questi ultimi attraverso la formazione. Oggi l’Inei ha 35 soci che esprimono un fatturato aggregato di circa 700 milioni di euro e può vantare la qualificazione di  oltre 75 miscele, 67 macinadosatori, 138 macchine e oltre 5.000 baristi. Se le prime sono presenti in circa 20.000 bar, con le attrezzature il marchio Inei si trova in oltre mezzo milione di locali. Ora il futuro è nelle mani di Inei srl benefit che, in quanto società di capitali, potrà potenziare ulteriormente l’azione che svolge a favore dell’Espresso Italiano nel mondo: nulla è cambiato a livello di filosofia e il barista è ancora di più al centro dell’attenzione, non solo attraverso l’innovazione della didattica che porta avanti l’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (25 anni di onorata attività, oltre 11.000 allievi presenti in 40 paesi del mondo), ma anche mediante Espresso Italiano Champion che coinvolge centinaia di baristi con decine di competizioni internazionali.

Luigi Odello

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Il video delle finali italiane di Espresso Italiano Champion 2018

2 luglio 2018

Un video racconta tutte le emozioni delle finali italiane di Espresso Italiano Champion 2018 svoltesi il 7 e l’8 giugno scorsi in Mumac Academy: due giornate di passione e professionalità per il campionato internazionale baristi organizzato dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei). Giunta alla sua quinta edizione internazionale, la gara fonda il suo successo su regole chiare e valorizzazione della professionalità dei baristi.

I sette vincitori sono (tra parentesi l’azienda di riferimento): Lorenzo Minelli di Bologna (Filicori Zecchini), Daniela Giordani di Ravenna (Mokador), Pang Hoi San di Treviso (Astoria), Chiara Yan Jin di Sondrio (Torrefazione S. Salvador), Sara Trotta di Savona (La Genovese), Robin Alam di Bologna (Essse Caffè), Patrick Sinapi di Roma (Torrefazione Paranà). Alle finali internazionali dal 26 al 28 novembre 2018 in collaborazione con Mumac Academy i finalisti italiani sfideranno i vincitori delle selezioni internazionali di Germania, Bulgaria, Cina, Taiwan, Tailandia, Corea, Giappone, Tailandia.

Guarda il video qui.

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Sensorialità e futuro dell’espresso biologico secondo Alessandro Borea de La Genovese

25 giugno 2018

Le miscele biologiche sono sempre più diffuse e molte sono le torrefazioni che si avvicinano a questo settore. Abbiamo chiesto quali siano le caratteristiche sensoriali e quale sia il futuro di questo prodotto ad Alessandro Borea de La Genovese, torrefazione ligure socia dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei) con lunga esperienza nel settore del caffè biologico e che ha da poco lanciato sul mercato la nuova miscela biologica Juta.  

Quali differenze si possono riscontrare nella ricerca, selezione e lavorazione di un caffè biologico?

Non ci sono molte differenze tra i caffè biologici e quelli non biologici, per quanto riguarda il modo di tostarli e per il risultato in tazza. Noi utilizziamo caffè biologici Arabica lavati del Centro – Sud America, che hanno quindi le caratteristiche tipiche di questo tipo di caffè. Non adoperiamo Arabica naturali brasiliani, che normalmente utilizziamo per le altre miscele, questo per diversi motivi: sono difficili da trovare, sono più cari e di qualità inferiore. Per scelta non impieghiamo Robusta biologici, anche se si possono trovare dei Robusta indiani lavati biologici di buona qualità.

Qual è il valore sensoriale ricercato e ottenuto nell’espresso biologico Juta?

Per i motivi detti sopra, la miscela è composta da Arabica lavati del Centro e Sud America. Abbiamo creato un prodotto dagli aromi di fiori e frutta fresca, gelsomino e anche vaniglia, con una spiccata acidità, a scapito di un po’ di corposità, anche se la tostatura è quella tipica per l’espresso italiano, non quella super light del mondo specialty, per cui la corposità e la rotondità sono garantite.

Da chi viene richiesto oggi un prodotto biologico?

Il consumatore di caffè biologico ed “equo solidale” normalmente è giovane e attento. Nel canale Horeca in Italia la richiesta è ancora molto bassa, rispetto alle vendite nel retail. Per quanto ci riguarda, abbiamo creato Juta con doppia certificazione Bio e UTZ perché abbiamo ricevuto richieste specifiche da clienti in Svizzera, Austria e Francia, finora il 90% dei consumi di questa miscela arriva infatti dall’estero.

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Decretato il vincitore delle finali giapponesi di Espresso Italiano Champion 2018

25 giugno 2018

È stato decretato il vincitore della finale giapponese di Espresso Italiano Champion 2018, il campionato internazionale baristi organizzato dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei) con la collaborazione per il Giappone di International Institute of Coffee Tasters (Iiac) – Japan.

Norihiro Tokizaki, di 38 anni, barista e trainer presso il suo locale “La Giostra Bar e Tavola Calda” – La nuova era di Hokkaido rappresenterà il Giappone alla fase internazionale di Espresso Italiano Champion in programma dal 26 al 28 novembre 2018 a Milano, in cui gareggeranno i vincitori delle tappe svolte in Bulgaria, Cina, Corea, Germania, Giappone, Italia, Tailandia e Taiwan.

Il professionista ha così primeggiato tra i 12 finalisti del sol levante che si sono messi alla prova il 15 giugno, durante la manifestazione Tokyo Cafe Show 2018 presso Tokyo Big Sight. Una corsa contro il tempo (solo 11 minuti), per trovare la macinatura perfetta e servire quattro espressi e quattro cappuccini da manuale, sotto gli occhi dei giudici tecnici e sottoposti al giudizio, impietoso perché cieco, dei giudici sensoriali.

Una giuria internazionale di eccellenza ha valutato i concorrenti: il coreano Park Dae Hoon, Espresso Italiano Champion 2016, Chihiro Yokoyama (vincitore delle finali giapponesi del campionato nel 2016), Masayoshi Yonekawa (direttore di Iiac-Japan), Ryu Jae Souk (Education Director di Italian Barista School Korea e Master Professional Iiac) e Takatoshi Sugiyama (Master Professional Iiac e barista di Cova Japan). Partner tecnici della gara La Cimbali e Caffè Trucillo.

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Nasce Iiac Academy Bazzara

14 giugno 2018

Nasce Iiac Academy Bazzara, un punto di riferimento formativo internazionale. A Trieste, la città di mare che da secoli accoglie navi cariche di caffè, la famiglia Bazzara supera il concetto tradizionale di torrefazione dando vita a una grande opera di diffusione del­la cultura del caffè, pubblicando libri di settore in più lingue, creando eventi che coinvolgono i maggiori esponenti del settore, come Trieste Coffee Experts, e a istituire una company aca­demy. Una grande operazione questa per salva­guardare e diffondere la conoscenza del caffè di qualità in cui la scuola si pone l’obiettivo di arricchire e appassionare professionisti e coffee lovers seguendo tradizione, cultura e professio­nalità. Bazzara Academy è luogo di condivisione e accoglie grandi esperti per diffondere in modo chiaro e appassionante la conoscenza, ponen­dosi come uno dei punti di riferimento e centri propulsori del settore. Aderente alla Conferen­za delle Accademie, ora la scuola è accreditata dall’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac) come Iiac Academy.

Chi incontriamo a Bazzara Academy?

Responsabile dell’Academy è Marco Bazzara. Cresciuto avvolto dagli aromi del caffè, inizia ben presto il percorso di formazione nel settore e gli studi economici, ottenendo così una visione a 360 gradi dell’intera filiera produttiva. Quality manager di Bazzara Espresso, socio consigliere associazioni di settore a livello nazionale, nel 2014 diviene direttore dell’accademia. Insieme a lui curano il centro formativo Mauro Bazzara e Andrea Bazzara, entrambi impegnati nella direzione della torrefazione e nella divulgazione della cultura dell’espresso Italiano.

Contatti

Bazzara Academy –  Via Cesare Battisti, 1 – Trieste – info@bazzara.it –  www.bazzara.it

Essere Iiac Academy

Le Iiac Academy sono così supportate dall’Istituto attraverso:

  • garanzia per chi ricerca formazione di qualità che potrà così trovare le scuole accreditate in modo facile;
  • strumenti e supporto nella strutturazione, mantenimento e aggiornamento della scuola: contenuti, linee guida e specifiche tecniche frutto di 25 anni di ricerca e test nel settore del caffè;
  • collaborazione nella promozione e diffusione degli eventi attraverso i media partner Iiac;
  • momenti di scambio e strumenti di comunicazione tra le Iiac Academy e le accademie più importanti del food and beverage.​​​​​​​

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Inei si trasforma, lo racconta Paolo Nadalet a Mixer

12 giugno 2018

L’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei) guarda al futuro: dai valori dell’associazione nasce la nuova Srl Benefit, un passo importante per favorire ulteriormente la diffusione della cultura e la valorizzazione dell’espresso italiano.

Inei ha deliberato la trasformazione da associazione in società a responsabilità limitata Benefit segnando così un passaggio rilevante che avviene proprio nell’anniversario dei vent’anni dalla fondazione avvenuta nel 1998.

Fondata sullo sviluppo e tutela dell’espresso italiano, Inei è da sempre molto di più: divulgazione attraverso la formazione, condotta con il supporto dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac), comunicazione e promozione attraverso attività come le fiere internazionali e la gara Espresso Italiano Champion

​​​​​​​Paolo Nadalet, presidente dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei), ne parla alla rivista Mixer.

Leggi a qui l’intervista pubblicata sul numero di maggio  2018 di Mixer.

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