Un sorso d’acqua prima di un espresso

23 giugno 2021

Ma solo prima. Non è solo un gesto di cortesia servire un bicchierino d’acqua prima di un espresso italiano, è tra le cose migliori che si possono fare per consentire all’utente saggio di apprezzarlo pienamente. E non c’è teoria avversa che tenga, l’acqua va servita prima dell’espresso. Nel video la spiegazione.

Il video completo su YouTube. Potrete leggere molto altro inerente alle scienze sensoriali su L’Assaggio. Attivando il link potrete ricevere un numero gratis in formato elettronico.

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Il caffè è un sogno da vivere insieme?

17 giugno 2021

Ma il caffè è un sogno da vivere insieme? Lo potrete scoprire leggendo l’articolo su L’Assaggio dell’estate 2021, ora in distribuzione. E oltre a questo argomento ne troverete molti altri, sia sul caffè, sia sull’analisi sensoriale, sia su molti altri prodotti. Per richiedere il numero gratuito attivare il link.

CAFFÈ
Il caffè: un sogno da vivere insieme
L’aroma del caffè è tra i più amati al mondo e aspira al primo posto in Italia. Ma quanti sanno coglierlo nella sua profondità per goderlo fino in fondo? L’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè, dal 1993, persegue lo scopo di classificare le note che lo compongono dando loro un significato e una correlazione chimica, ma soprattutto, insegnare a percepirle
 
International Coffee Tasting: assegnate le Platinum Medal 2021, riparte con una nuova edizione
Le italiane Lavazza e Torrefazione Griso, le cinesi Luckin Coffee e Guangdong Shunda e la taiwanese GB5 Lab vincono la Platinum Medal 2021 di International Coffee Tasting. Ed è già partita una nuova edizione del concorso
 
Iei 25ml: la prima rubrica video dedicata all’espresso
L’Istituto Espresso Italiano (Iei), ha raccolto i contributi di molti esperti del settore mettendo a disposizione di stampa e operatori un patrimonio di informazioni
 
CIOCCOLATO
Il senso del cioccolato
Tra tutti gli alimenti è forse quello che ha la maggiore frequenza di gradimento nella popolazione, che segmenta meno per età, sesso, scolarità, abitudini di consumo e preferenze alimentari. Quindi che necessità abbiamo di avere un Istituto Internazionale Chocolier?
 
International Chocolate Tasting 2021, il concorso internazionale del cioccolato
Istituto Internazionale Chocolier (Iic), Centro Studi Assaggiatori e Good Senses organizzano l’International Chocolate Tasting, un concorso internazionale tra cioccolati, presenti sul mercato, che si terrà in Italia quest’anno
 
SPIRITS
25 anni per l’Istituto Nazionale Grappa
Quest’anno l’Istituto Nazionale Grappa compie 25 anni e sarà Sebastiano Caffo, con la collaborazione del vicepresidente Elvio Bonollo e del segretario generale Luigi Odello, a traghettarlo alla nuova forma giuridica di Consorzio di Tutela della Grappa
 
Dall’alambicco alla bottiglia
Seguiamo il viaggio della grappa una volta uscita dall’alambicco fino ad arrivare sulle nostre tavole in bottiglia
 
VINO
La qualità sensoriale persa dopo la produzione: come gioca la temperatura
Un vino invecchiato per sei mesi a una temperatura che fluttua liberamente tra 20 e 27 °C può essere paragonato al medesimo vino invecchiato per 2 anni a temperatura controllata di 15-17 °C? Ebbene sì. Vediamo su cosa incide la variazione termica sui cambi di intensità e di tonalità dei profumi e degli aromi
 
ANALISI SENSORIALE
Abbinamenti d’aroma ben riusciti
Sugli abbinamenti sono stati scritti libri. E altri se ne scriveranno ancora, nell’utopica convinzione di trovare una regola generale. Proponiamo quindi quale riflessione
 
La modellazione del dato tra passato, presente e futuro
Se oggi in analisi sensoriale ci è possibile realizzare test di laboratorio ad alta utilità e test sui consumatori con storici poderosi, dobbiamo dire grazie all’evoluzione in campo informatico. Diventa quindi sempre più importante conoscere la modellazione che sottende alla raccolta dei dati
 
Iasa: un’accademia tra università e imprese
Un bel 9: questa è la valutazione ottenuta dal progetto 2021 dell’International Academy of Sensory Analysis da parte degli accademici che sono stati chiamati a valutarlo. L’idea di utilizzare le scienze sensoriali per generare un rapporto tra le università e le imprese si sta dimostrando vincente
 
LE VIE DEI SENSI
Narratori del gusto: territori e non solo
Occorre un cambio di paradigma per la crescita dei territori passando dalla valorizzazione dei prodotti all’elevazione delle persone affinché queste sappiano sviluppare un’innovazione integrata e continua. Il masterplan 2021 dei Narratori del gusto pone i territori in primo piano
 
La comunicazione sensoriale
La comunicazione del futuro dovrà organizzare i dati sensoriali in visualizzazioni illustrative progettandone delle interfacce di “navigazione” capaci di guidare l’attenzione, diffondere maggiore consapevolezza e sviluppare capacità (anche critiche)
 
Accademia del gelato italiano
Per iniziativa di Vecogel, nel solco del progetto dei Narratori del gusto e della filosofia dell’azienda, nasce una scuola innovativa nel comparto
 
SCOPRIRE CON I SENSI
Il codice visivo del limone
L’analisi sensoriale del limone inizia dalla vista. Vediamo i descrittori che caratterizzano il frutto intero, il frutto smezzato e il succo
 
Conoscere l’olio al supermercato
Per sapere quale olio comprare bisogna assaggiare, ma quando questo non è possibile allora bisogna informarsi e conoscere. Quanti oli di oliva esistono? Come leggere l’etichetta?
 
Il mondo degli aceti balsamici
Il termine aceto balsamico indica una categoria di condimenti nati nella storia millenaria dei territori di Modena e Reggio Emilia, ognuno con il suo carattere specifico
 
L’assaggio della carne: i preliminari e gli attrezzi
Assaggiare la carne non è facile, quali sono gli strumenti giusti? E quale procedimento seguire?
 
Prosciutto crudo
Per una valutazione sensoriale efficace è necessario che l’assaggiatore conosca il processo di produzione

 

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Donne e industria del caffè: gender gap ancora evidente

16 giugno 2021

Un approfondimento dell’Istituto Espresso Italiano (IEI) sottolinea il ruolo della donna in un settore ancora a prevalenza maschile confermando il dato nazionale che vede il nostro Paese al 63esimo posto nel mondo (secondo la classifica del World Economic Forum). Per la maggioranza delle intervistate il mondo dell’espresso è comunque un settore che può offrire grandi opportunità professionali per le donne

Negli anni la presenza di figure professionali femminili in posizioni manageriali si è fatta più comune, eppure il gender gap è lontano dall’essere colmato. Questa è la fotografia che l’Istituto Espresso Italiano (IEI) ha voluto scattare intervistando un campione di donne che, dalla finanza al marketing, passando per la formazione e la ricerca e sviluppo, lavorano nelle aziende associate, tra le più importanti imprese del settore dell’espresso italiano. 

Se da un lato, stando alle voci delle protagoniste intervistate, le donne stanno assumendo più potere e riconoscimento, dall’altro l’industria del caffè si caratterizza per una gestione ancora molto legata agli uomini. «Abbiamo voluto condurre una breve indagine interna all’Istituto Espresso Italiano (IEI) per cogliere il sentiment delle donne che lavorano nelle nostre aziende – ha commentato Luigi Morello, presidente dell’Istituto Espresso Italiano (IEI) – se da un lato si evidenzia che il gender gap è un dato di fatto anche nel nostro settore, dall’altro ci auguriamo che l’industria del caffè possa essere più rapida di altre nel colmare le differenze in questo momento di sua evoluzione a livello globale».

La situazione attuale della donna nel settore del caffè. L’Istituto Espresso Italiano (IEI) ha voluto sondare come la donna sia attualmente posizionata nel mondo del caffè: a tale riguardo emerge che per la quasi totalità delle intervistate ci sono ampi margini di miglioramento all’interno della filiera. Nell’indagine si sottolineano anche le leve su cui puntare in futuro per far crescere la presenza femminile. In particolare, dalle intervistate emerge che quello dell’espresso è visto come un settore dinamico, aperto ai giovani con un mercato del lavoro in crescita. Secondo il parere delle professioniste intervistate, per affrontarlo al meglio è necessaria una forte formazione sul caffè e sulla sua intera filiera, unitamente a una preparazione manageriale. 

Le motivazioni per crescere in questo comparto. Quasi tutte le intervistate giudicano stimolante il lavoro nel settore per il forte scambio culturale che c’è a tutti i livelli produttivi. Il caffè è considerato peraltro anche un veicolo per comunicare una cultura e una ritualità. Gran parte delle intervistate apprezza in modo particolare il connubio tra tradizione e innovazione e anche l’idea di artigianalità ancora insita in un settore comunque di matrice industriale. Filo d’unione tra le interviste raccolte il ruolo della formazione del consumatore, indicata come la strada da percorrere per la crescita del settore del caffè: la narrazione della storia e delle caratteristiche del prodotto assumono sempre più un peso di grande rilevanza. Altrettanto importante potenziare la coesione di tutti gli anelli della filiera (dal campo alla tazzina). 

Il gender gap dell’Italia: tra le peggiori in Europa per partecipazione economica delle donne. Nella classifica stilata dal World Economic Forum emerge il balzo registrato dall’Italia, che ha guadagnato 13 posizioni salendo dal 76° al 63° posto su un panel di 156 Paesi al mondo. La spinta maggiore al miglioramento è venuta dalla politica, dove risultiamo il 41esimo Paese nella classifica, arrivando addirittura al 33esimo posto se si tiene conto delle donne nell’esecutivo. L’altra faccia della medaglia, però, è la partecipazione economica, che ci vede scivolare al 114esimo posto, fra le maglie nere a livello europeo. Nel rapporto viene evidenziato come, nonostante l’Europa occidentale abbia raggiunto una percentuale del 70% della chiusura del gap nel sotto indice economico, ci sono 24 punti percentuali fra l’Islanda con l’84,6% e l’Italia con il 61,9%, il livello più basso della regione. Peraltro, come sottolinea il Wef, i dati che compongono l’indice di quest’anno non fotografano ancora appieno gli effetti della pandemia sull’economia.

Si ringraziano per la collaborazione Ginevra Geracitano (responsabile Marketing Caffè Haiti Roma), Antonia Trucillo (responsabile Accademia e Controllo Qualità e Marketing Director Cesare Trucillo Spa), Anna Vaccari (responsabile Ricerca e Sviluppo e Product and Trade Marketing Manager Coind s.c.), Giulia Caballini (Marketing Manager Dersut Caffè Spa), Barbara Chiassai (RDD Sistemi Certificati, Formatrice Essse Caffè Spa), Rita Saiu (Mumac Academy Trainer, Gruppo Cimbali Spa), Costanza Filicori (consigliere delegato G.I.Fi.Ze Spa – marchi Filicori Zecchini e Club Kavè), Giulia Monti (CFO Direttrice Finanziaria I.M.S.), Mariafiore Maggiordomo (Amministratrice Delegata Jolly Caffè Spa), Elisabetta Milani (Responsabile Marketing e Comunicazione Milani Spa), Barbara Alpi (Direttrice Mokador Experience Academy, Mokador Srl), Cinzia Pietrobon (Brand Manager Wega Macchine per Caffè srl).

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Fermentazioni: il caffè fuori tempo

16 giugno 2021

Negli anni Settanta gli enologi sognavano di poter guidare le fermentazioni del vino, evitando così le avarie di processo che non di rado deterioravano il prodotto al punto di doverlo avviare all’acetificio o, peggio alla distillazione. A dire il vero il sogno era molto più antico e si fece concreto nell’Ottocento quando Louis Pasteur scoprì gli agenti della fermentazione. Ma negli anni Settanta entrarono in commercio lieviti selezionati liofilizzati che promettevano di prendere il sopravvento sulla flora indigena conducendo un processo a regola d’arte. In realtà non riuscivano a farlo, ma nei decenni successivi il lieviti furono perfezionati al punto che riuscivano persino a dare uno specifico timbro aromatico: dalla banana ai frutti tropicali, a molti altri. Qual è il problema? Se l’uso è indiscriminato i vini prodotti con una determinato ceppo si assomigliano come gemelli, non c’è più l’impatto del territorio e si riduce di molto quella del vitigno.

Nel caffè si sente sempre con maggiore insistenza parlare di governo delle fermentazioni a carico dei prodotti realizzati con processo a umido. Da una parte ci viene da dire: “Era ora, che cosa stava aspettando il caffè?” Dall’altra la cosa ci preoccupa non poco: siamo di fronte a un appiattimento tra lotti? Perderemo quella complessità aromatica che intriga così tanto noi assaggiatori da portarci come ebeti a mantenere il naso sulla tazzina allontanandoci dal mondo? Il mondo berrà un caffè migliore ma standard?
 
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International Coffee Tasting: assegnate le prime Gold Medal dell’edizione 2021

9 giugno 2021

Vincono il riconoscimento i prodotti di Boutic Caffè (Torino), Brasilmoka (Sondrio), El Miguel (Varese), Morandini (Brescia), Zlate Zrnko (Slovacchia). Prossima sessione italiana della gara il 24 giugno.

 
 
Si è svolta il 27 maggio presso Hub Coffee Lab la prima sessione italiana di International Coffee Tasting 2021, il concorso dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (Iiac).
 
Al termine dell’elaborazione e del controllo dei dati forniti dai giudici Iiac sono state assegnate le Gold Medal ai caffè che hanno superato gli 85 punti previsti dal regolamento:
Questi gli specifici prodotti vincitori della Golden Medal (in ordine alfabetico):
  • Boutic Caffè S.a.s. di Di Feo Paolo e C. (Torino), La Dolcezza, Italia (Cat E: Miscela Espresso)
  • Brasilmoka S.r.l. Unipersonale (Sondrio), Intenso, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • Brasilmoka S.r.l. Unipersonale (Sondrio), Tradizione, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • Gurmáni s.r.o., Zlate Zrnko – Emilia, Slovacchia (Cat E: Miscela Espresso)
  • Gurmáni s.r.o., Zlate Zrnko – India, Slovacchia (Cat. F: Singola Origine Per Espresso)
  • Torrefazione Caffè El Miguel Srl (Varese), La Cafferia miscela Portofino, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
  • T.M. S.r.l. Torrefazione dei F.lli Morandini (Brescia), Biocaffè Fairtrade 100% Arabica, Italia (Cat. E: Miscela Espresso)
Dato il suo forte approccio tecnico, International Coffee Tasting è nel suo genere l’evento più rilevante del settore: nel 2020 sono stati valutati con metodo scientifico 367 caffè da 13 paesi. Proprio per continuare a garantire il corretto svolgimento dell’evento, è confermato anche per il 2021 il supporto scientifico del Centro Studi Assaggiatori e della società di consulenza Good Senses.
 
La novità di quest’anno è l’introduzione della categoria dei Ready-To-Drink, un segmento di prodotti estremamente popolari in alcune aree del mondo, specialmente su alcuni mercati asiatici. Un ulteriore segno di attenzione del concorso alle tendenze del mercato con l’intenzione di continuare a premiare i prodotti migliori con le Gold Medal e, tra loro, il top con le Platinum Medal (tutti i vincitori sono disponibili sul sito con certificato, confezione e chicchi analizzati). È stata inoltre confermata la struttura a sessioni che si è dimostrata molto efficace nel distribuire il carico di lavoro dei giudici sensoriali così da permettere valutazioni sempre accurate. 
 
La prossima sessione italiana si svolgerà il 24 giugno. Il regolamento e la domanda di iscrizione sono disponibili a www.internationalcoffeetasting.com

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Le Degustazioni sul Divano

7 giugno 2021

Siete in grado di distinguere con l’assaggio se un caffè è di collina o di montagna, se Arabica o Robusta, se lavato o naturale, se tostato chiaro o scuro, se estratto correttamente oppure no? Di certo non è facile, e non riuscirete ad apprenderlo nel webinar che organizza l’Università di Torino il prossimo 8 giugno alle ore 19 in cui Luigi Odello, presidente Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e Centro Studi Assaggiatori, introdotto dal professor Giuseppe Zeppa, tratterà dell’argomento. Avrete però buone probabilità di uscire dall’incontro con una maggiore competenza in materia, con tanto desiderio di scoprire nuovi aspetti sulla bevanda più amata dagli italiani e – perché no? – anche un po’ divertiti.

Il relatore operererà, infatti, con la mappa sensoriale del caffè, uno strumento sicuro per condurre anche i principianti in un percorso affascinante.
L’incontro fa parte del ciclo Le Degustazioni sul Divano del Festival Due Punti, il festival diffuso su cibo, ecosistemi e cultura organizzato dall’Università degli Studi di Torino e sarà a cura dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e dall’International Academy of Sensory Analysis (Iasa).
 
Chi desidera partecipare dovrà semplicemente procurarsi tre cialde (una di monorigine, una di una miscela qualsiasi e una di decaffeinato) e seguire la diretta alle 19 sulla pagina Facebook del Festival Due Punti oppure sul canale YouTube del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari.
Sarà possibile intervenire e porre domande attraverso la chat della diretta.

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Costadoro S.p.a. inaugura il suo primo “Costadoro Social Coffee” nella città di Genova

3 giugno 2021

L’azienda torinese produttrice di caffè di alta gamma – che rappresenta oggi una realtà industriale presente in oltre 40 Paesi – apre al pubblico uno spazio in Piazzetta Banchero n° 2 dove protagonista assoluto è il caffè. Un vero e proprio luogo dedicato alla cultura di questa bevanda per chi vuole gustare un’ottima tazzina imparando allo stesso tempo qualcosa sulla materia prima e sulle sue modalità di torrefazione e di preparazione.

Costadoro, che conta già numerosi clienti e locali in Liguria, ha scelto Genova per il suo flagship store di proprietà di 250 mq con un ampio giardino. “Volevamo fare un passo in più per promuovere la nostra competenza in ciò che facciamo da 131 anni e al contempo diffondere la cultura del caffè, facendo direttamente formazione a chi vuole avvicinarsi a questo mondo e rendendo più consapevole il cliente finale” dichiara l’AD Giulio Trombetta. “Nonostante si arrivi da un periodo molto difficile per il nostro settore abbiamo scelto di continuare a investire sul territorio italiano”. 
 
Cavalcando il movimento che aspira a cambiare la percezione del caffè elevandolo a bevanda “nobile”, il brand internazionale Costadoro ha dato vita ad un progetto unico nel suo genere, con un format replicabile in franchising in Italia e all’estero. Dopo Genova, infatti, la prossima apertura è prevista nel Principato di Monaco per fine luglio.
 
Al Costadoro Social Coffee il barista dialogherà con il cliente spiegandogli le caratteristiche del caffè che gli sta proponendo ma anche come e con che strumenti lo realizzerà. Verranno proposte le nuove metodologie di preparazione e consumo e si potranno degustare le miscele biologiche, i mono origine e mono origine specialty nelle varie estrazioni dall’espresso al filtro, dal Brew al Drip Coffee. 
 
Dunque, nel concept del Costadoro Social Coffee si fondono l’elevata qualità dell’offerta, in primis il caffè in tutte le sue possibili declinazioni, un design innovativo, e personale altamente qualificato. 
  • Al bancone del bar sono disponibili la miscela Costadoro RespecTo 100% Arabica Bio e Fairtrade, gli Specialty Coffee e i Monorigine estratti con tutte le metodologie: Espresso, Filtro, Chemex, French Press, V60, Clever, Cold Brew, Moka, Napoletana;
  • Il locale è realizzato in stile industrial con legno, ferro, tubi. L’ecosostenibilità è evidentemente al centro del progetto: dal legno antico ricondiziona ai licheni stabilizzati utilizzati per l’insonorizzazione e la depurazione dell’ambiente, alle poltrone vintage originali, fino ai bicchieri da asporto in materiale 100% compostabile e alla presenza di postazioni di free-water a disposizione dei clienti. 
Inoltre, il Costadoro Social Coffee di Genova, grazie alla collaborazione con la startup genovese ALOS, disporrà di menù accessibili in CAA, Comunicazione Aumentativa Alternativa, basata su simboli e immagini. Sarà inoltre possibile comunicare al personale di sala il proprio ordine utilizzando il software comunicativo ALOSpeak con l’ausilio di un tablet. L’obiettivo è offrire un supporto a bambini e adulti con bisogni comunicativi complessi, legati a disturbi del neurosviluppo, in un’ottica di accessibilità ed inclusione reali. 
 
Inoltre, al Costadoro Social Coffee di Genova sarà disponibile uno speciale menù in Braille, che Costadoro ha redatto in collaborazione con la Polisportiva UICI Torino (Unione Italiani Ciechi e Ipovedenti).
 

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Quando l’analisi sensoriale ci svela i processi di trattamento del caffè verde

26 maggio 2021

Nel mondo del caffè l’analisi sensoriale si rileva il migliore strumento per determinare le caratteristiche della bevanda in tazza, per distinguere le varie miscele e i vari gradi di tostatura, oltreché per percepire la manualità e la bravura del barista e le caratteristiche della macchina di erogazione.

Ma l’analisi sensoriale non si ferma solo a questo: se impostata nel modo corretto ci permette di andare ben oltre la tostatura e arrivare addirittura ai trattamenti delle drupe. E questo fattore diventa fondamentale se si ha a che fare con caffè monorigine, le cui caratteristiche sono fortemente legate al territorio di produzione.
 
Ed è ciò che ha dimostrato un team di ricercatori del Cesurcafé (Centro Surcolombiano de Investigación en Café) dell’Università Surcolombiana (Usco) della Colombia, in collaborazione con il Departamento de Producción Vegetal en Zonas Tropicales y Subtropicales, Instituto Canario de Investigaciones Agrarias (Icia)” di Tenerife, i quali hanno correlato i dati di analisi sensoriale alla spettroscopia infrarossa in trasformata di Fourier (Ftir) e alla chemiometria. Oggetto di analisi sono stati i caffè trattati con diversi metodi post-raccolta (secco, semi-secco e umido) e quindi tostati a due livelli.
 
Dall’analisi sensoriale è emerso che il caffè ottenuto dal processo semi-secco è stato classificato come “eccellente specialità di caffè”, mentre i caffè ottenuti con metodi di lavorazione a umido e a secco sono stati classificati come “ottimi caffè speciali”. Tali risultati hanno trovato una correlazione diretta con la spettroscopia infrarossa che, di fatto, li ha confermati.
 
I risultati, pubblicati a marzo 2021 dalla rivista scientifica LWT, hanno dimostrato che la FTIR in combinazione con l’analisi multivariata ha integrato le informazioni ottenute dall’analisi sensoriale e ha permesso di discriminare e identificare i trattamenti post-raccolta per il caffè verde, il caffè a tostatura media e il caffè tostato scuro.
 
veronica.volpi@assaggiatori.com

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Vi prego, questo no

18 maggio 2021

"Un laboratorio per la produzione di caffè, dove non c’è nemmeno l’ombra di caffè. A Seattle, nella sede della startup Atomo Coffee, una squadra di scienziati ha analizzato i chicchi dal punto di vista chimico e ha individuato i composti da cui derivano colore, aroma e gusto della bevanda che ne viene estratta. Ebbene, questi composti sono presenti anche in altri elementi naturali. Così, dopo più di due anni di lavoro, i ricercatori sono riusciti a creare una “miscela molecolare” praticamente identica (assicurano loro) al caffè: si utilizzano ingredienti riciclati, come gusci di semi di girasole e semi di anguria, che subiscono un processo brevettato fino a riprodurre le tipiche caratteristiche del caffè. Caffeina compresa.”

Così scrive La Repubblica nella sua edizione del 13 maggio scorso.
Non voglio mettere in dubbio che la startup ci sia riuscita, anche se nell’ultimo mezzo secolo di tentativi mal riusciti ne ho visti tanti, ma mi oppongo a qualsiasi pensiero che possa portare a un succedaneo sintetico del caffè. E sono quasi sicuro che le decine di generazioni che hanno accompagnato la sua diffusione abbiano maturato una capacità genetica di distinguere i falsi e di rifiutarli. Come combatto l’idea che il cambiamento climatico debba essere affrontato con l’ansia che non avremo può caffè: magari domani ci troveremo a coltivarlo sulle Langhe dove non ci sarà più l’uva, migrata in Norvegia per scappare dal caldo.
Però, intanto, cerchiamo di concentrarci sulle cose autentiche raggiungendo quella sensibilità nella percezione che ci aiuti a distinguerle.
 
Luigi Odello
 
 

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Scegliete con i sensi

13 maggio 2021

Ci sono casi in cui l’erudizione è nemica della conoscenza, come quasi sempre lo sono le mode: in entrambe le situazioni il piacere viene depresso. Due esempi, tra i tanti che possiamo trovare, riguardano il consumo di prodotti giovani o appena fatti. Vino bianco d’annata e caffè fresco di giornata. Il primo in campo enologico è retorica divulgata da libri, riviste e relatori di chiara fama. Il secondo è frutto di una moda che ha il suo perché in campo commerciale, in contrasto con la realtà in ambito tecnico e sensoriale.

 
La disamina nel video. Per ricevere L’Assaggio in pdf iscriversi al seguente link.

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